LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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    281 research outputs found

    The University of Milan in Angera (Lake Maggiore - Italy): giving a new life to the Angera Archive forty years after the end of the archaeological excavations

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    L’articolo valorizza il contributo dell’Università degli Studi di Milano, tra il 1975 e il 1986, alla ricerca archeologica sul territorio di Angera (VA) e all’allestimento del suo Civico Museo Archeologico. A quasi quarant’anni dalla conclusione degli scavi, l’articolo presenta un nuovo progetto finalizzato al riordino, alla digitalizzazione e alla valorizzazione della documentazione di archivio relativa a queste ricerche, custodita presso la Sezione Archeologia del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.The paper examines the significant role played by the University of Milan in archaeological investigations carried out in Angera (Lake Maggiore - Italy) between 1975 and 1986, as well as its scientific contribution to the establishment of the Civic Archaeological Museum. Nearly forty years after the end of the excavations, this paper presents a new project aimed at reorganizing, digitizing, and promoting the archive record related to these archaeological investigations housed at the Archaeology Section of the Department of Cultural and Environmental Heritage at the University of Milan

    The head of the Doryphoros from the “Palestra” of Hadrian’s Villa in Tivoli

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    Si inquadra la testa del Doriforo, rinvenuta durante un breve sondaggio nella cd. “Palestra” di Villa Adriana, fra le attestazioni di opere di Policleto nella residenza tiburtina. L’analisi dell’opera consente di ravvisare nel complesso una doppia vocazione, ginnasiale / atletica, confermando l’originaria identificazione di Pirro Ligorio in una palestra, e cultuale, considerata la presenza di statue di divinit. egizie. La scelta del tipo del Doriforo, e pi. in generale di tipi policletei presenti nella Villa, mostra il legame speciale fra la committenza imperiale e lo scultore argivo. Parole chiave – Pirro Ligorio; Cardinal Marefoschi; Conte Fede; TeatroThe head of the Doryphoros, discovered during a brief survey in the so-called ‘Palestra’ of Villa Adriana, is framed among the attestations of works by Polykleitos in the Tiburtine residence. Analysis of the work reveals a dual purpose, both gymnastic/athletic, confirming Pirro Ligorio’s original identification of a gymnasium, and cultic, given the presence of statues of Egyptian deities. The choice of the Doryphoros type, and more generally of Polykleitos types present in the Villa, shows the special link between the imperial patronage and the Argive sculptor

    Angera, a Museum before the Museum?

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    L’istituzione nel 1974 del Civico Museo Archeologico di Angera costituì una tappa fondamentale nella storia della città ponendo fine ad una travagliata storia di dispersione del patrimonio archeologico locale. L’accurata revisione di documenti di archivio databili tra la fine del XIX secolo e il 1939, dimostra però come l’interesse della città di Angera per la tutela e valorizzazione del proprio patrimonio sia in realtà estremamente precoce, gettando addirittura la luce sull’esistenza di “un Museo prima del Museo”.The establishment of the Civic Archaeological Museum of Angera in 1974 marked a pivotal moment in the city\u27s history, bringing an end to a troubled period of dispersal of its local archaeological heritage. However, a careful review of archival documents dating from the late 19th century to 1939 shows that the city of Angera\u27s interest in preserving and promoting its heritage actually began much earlier, even shedding light on the existence of a “Museum before the Museum”

    Ligurno and Angera: two varesina necropolis compared

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    A synthetic and simplified overview of the necropolis of Ligurno (Cantello), near Varese, brought to light in 1872 by the parish priest, Paolo Bergonzoli, is presented. Points of convergence, analogies and differences between the history of Ligurno and that of Angera are highlighted: the same period, the personalities involved, the common heritage of materials. We have considerable written documents  regarding the necropolis of Ligurno, which however, after a period of glory, was ignored, never studied and published. It is made up of cremation and inhumation tombs, dating between the Augustan age and the second half of the 4th century AD. The finds are preserved at the Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello in Varese, donated by Bergonzoli. It is a significant and varied number: ceramic vases, bronze and iron objects, armillae, fibulae, a ring, glass, lamps, nails, coins. The only complete example in Lombardy of an African terra sigillata cup, decorated with applied relief, of the Hayes 53A shape of the C3 production (circa 350-430 AD and later), stands out.Si presenta un sintetico e semplificato sguardo d’insieme della necropoli di Ligurno (Cantello), vicino a  Varese, portata alla luce nel 1872 dal parroco, Paolo Bergonzoli. Si evidenziano punti di convergenza, analogie e differenze tra la storia di Ligurno e quella di Angera: lo stesso periodo, le personalità coinvolte, il comune patrimonio di materiali. Disponiamo di cospicue testimonianze scritte riguardo alla necropoli di Ligurno, che però dopo un periodo di gloria, è stata ignorata, mai studiata e pubblicata. Essa  è costituita da tombe a cremazione e inumazione, databili tra l’età augustea e la seconda metà del IV sec. d.C. I reperti sono conservati al Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello di Varese, donati dal Bergonzoli. Si tratta di un numero rilevante e vario: vasi di ceramica, oggetti di bronzo e di ferro, armille, fibule, un anello, vetri, lucerne, chiodi, monete. Spicca l’unico esemplare intero in Lombardia di coppa in terra sigillata africana, decorata a rilievo applicato, della forma Hayes 53A della produzione C3 (circa 350-430 d.C. e oltre)

    A Portrait Bust of Julia Mamaea from the Pantanello of Hadrian’s Villa?

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    Il contributo esamina la notizia del ritrovamento di un «busto di Giulia Soemia» nell’ambito delle indagini settecentesche condotte da Francesco Antonio Lolli al Pantanello di Villa Adriana (Tivoli), proponendone l’identificazione con un ritratto di Giulia Mamea oggi a Potsdam, presso lo Schloss Sanssouci. L’analisi congiunta delle fonti antiquarie e delle vicende collezionistiche consente di ricostruire il passaggio dell’opera dalle raccolte del cardinale Polignac a quelle brandeburghesi di Federico II di Prussia, individuandone con buona probabilità la provenienza tiburtina. Il riconoscimento aggiunge un tassello significativo alla sequenza dei ritratti imperiali della Villa e illumina il ruolo della dinastia severiana nella frequentazione del complesso ancora nel III secolo inoltrato.This paper examines the reported discovery of a «bust of Julia Soaemias» during the eighteenth-century excavations conducted by Francesco Antonio Lolli in the Pantanello area of Hadrian’s Villa (Tivoli), proposing its identification with a portrait of Julia Mamaea now in Potsdam, at Schloss Sanssouci. A combined analysis of antiquarian sources and collecting history makes it possible to reconstruct the sculpture’s transfer from Cardinal Polignac’s collection to the Brandenburg holdings of Frederick II of Prussia, offering substantial evidence for its Tiburtine provenance. The identification adds a significant piece to the sequence of imperial portraits from the Villa and illuminates the role of the Severan dynasty in the continued use of the complex well into the third century

    Introduction to the Proceedings of the Congress “Accompagnare il passato verso il futuro. 50 anni di Civico Museo Archeologico di Angera ” (Angera, 16 November 2024)

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    Si presenta in questo volume la prima partedegli Atti della Giornata di Studi “Accompagnare il passato verso il futuro. 50 anni di Civico Museo Archeologico di Angera”,organizzata dal Comune di Angera e dal suo Civico Museo Archeologico in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e svoltasi presso la Sala Consiliare di Angera il 16 novembre 2024.This volume presents the first part of the Proceedings of the Congress“Accompagnare il passato verso il futuro. 50 anni di Civico Museo Archeologico di Angera”, organizedby the Municipality of Angera and its Civic Archaeological Museum in collaboration with the local Superintendence, and held in Angera on 16 November 2024

    The fauna remains of the Angera Cave. From scientific data to museum significance

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    La Grotta di Angera (VA), cavità carsica situata alla base di un dosso di rocce dolomitiche sulla cui sommità torreggia la Rocca di Angera, in prossimità del lago Maggiore, ha restituito nel corso di scavi condotti a più riprese nel corso del XX secolo una discreta quantità di materiali di varia natura, fra cui numerosi resti faunistici. Questo contributo affronta i contenuti archeozoologici del sito con l’obiettivo di rivedere i dati acquisiti per mezzo delle ricerche del secolo scorso, pervenendo a una ricostruzione del contesto ambientale e culturale dei reperti faunistici documentati nella Grotta. Si propone, infine, un possibile impiego dei resti studiati nel quadro delle funzioni classiche del Museo.The Angera Cave (Lake Maggiore, Italy) is a karstic cavity set at the foot of a dolomitic rocky outcrop crowned by the Rocca di Angera. The cave has yielded, during excavations conducted on several occasions during the 20th century, a fair amount of material of various kinds, including numerous faunal remains. This contribution deals with the archaeozoological contents of the site with the aim of reviewing the data acquired through the research of the last century, arriving at a reconstruction of the environmental and cultural context of the faunal remains documented in the Grotta. Finally, a possible use of the studied remains within the framework of the Museum\u27s classical functions is proposed

    A Goths era church at the Voltorre priory in the Lake of Varese area. The archeological excavation of 2001. Data and assumptions

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    L’indagine archeologica 2001 ha evidenziato come il monastero di Voltorre sorse sui resti di due preesistenti e consecutive chiese ad oggi non note, la seconda delle quali, meglio preservata, ha un impianto bizantino d’età gota. La sua contestualizzazione alla stretta orografica della pedemontana Comum-Verbanus dà nuova luce al toponimo Voltorre. All’esterno dell’odierna terza chiesa romanica si svilupperà in tre fasi una monumentale necropoli, ove la sepoltura più rilevante, attribuibile ad un prelato, parrebbe ricercare un contatto diretto col possibile pozzetto sacramentale, interrato al centro del presbiterio dell’abbattuta chiesa gota, evidentemente a quel tempo ancora noto o riconosciuto in quella contingenza.The findings of the archeological excavation of 2001 demonstrated that the Voltorre Monastery was built over two pre-existing churches which, as at today, are still unknown. Out of the two, the better preserved one, presents a Byzantine church floor plan dating back to Gothic Era. The contextualization of the Church in the Comum-Verbanus orographic narrow shines new lights on the toponym “Voltorre”. Just outside the current Romanic church, a monumental necropolis had been developing in three different phases. The most notable building, which is attributable to a clergyman, is beside the area where it is supposed to lay the sacramental pool, which was buried at the center of the presbytery of the now-demolished Goth Era church and whose whereabouts could have been still known at that time, or perhaps, was rediscovered in that circumstance

    Gemma Sena Chiesa in Angera. The archaeological excavations of the universities of Milano and Pavia

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    Il contributo è dedicato a Gemma Sena Chiesa e alle sue ricerche sul vicus romano di Angera, in particolare agli scavi condotti nella necropoli e nell’abitato dalle università di Milano e di Pavia fra il 1975 e il 1986, da lei diretti, e agli studi che ne sono derivati.The contribution is dedicated to Gemma Sena Chiesa and her research on Roman vicus of Angera, in particular to the archaeological excavations conducted in the necropolis and in the town by the universities of Milano and Pavia between 1975 and 1986, directed by her, and to the resulting studies

    L’offerta votiva di monete nelle acque: il caso della fonte di Anna Perenna a Roma

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    The contribution wishes to present, in an introductory and synthetic manner, the main features that distinguished the offering of money in the waters and the diffusion of this specific devotional form in the Roman-Imperial age, starting from the offerings, numismatic and otherwise, found in Anna Perenna’s spring in Rome. The fountain, excavated as part of an emergency archaeology intervention by the Soprintendenza Archeologica di Roma between November 1999 and January 2000, makes it possible to delineate a specific devotional and religious framework from the imperial age to the late antique period, and testifies to a transformation of the specific aspects of the cult of Anna Perenna over time. The presence of coins in the source, although published in a synthetic and incomplete manner, also makes it possible to better identify the evolution of the cult of Anna Perenna over the centuries.Il contributo desidera presentare, in modo introduttivo e sintetico, i principali caratteri che contraddistinsero l’offerta di moneta nelle acque e la diffusione di questa specifica forma devozionale in età romano-imperiale, partendo dalle offerte, numismatiche e non, rinvenute nella fonte di Anna Perenna a Roma. La fonte, scavata nell’ambito di un intervento di archeologia di emergenza da parte della Soprintendenza Archeologica di Roma tra novembre 1999 e gennaio 2000, permette di delineare uno specifico quadro devozionale e religioso dall’età imperiale fino al tardo-antico e testimonia una trasformazione degli aspetti specifici del culto di Anna Perenna nel corso del tempo. Anche la presenza di monete nella fonte, sebbene pubblicate in maniera sintetica e incompleta, permette di meglio individuare l’evoluzione del culto di Anna Perenna nei secoli

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