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«Bona et desiderata novella»: il lessico delle emozioni per la nascita di un bambino nel carteggio sforzesco
Scriver dei figli. Lettere ‘eccellenti’ tra Medioevo ed età moderna (XIV-XVIII secolo)
A partire dalla fine del Medioevo e per tutta l’età moderna, si assiste a un’ampia diffusione della lettera, sviluppata, nelle cancellerie delle corti europee e tra le élites, secondo canoni propri che mescolano la tradizione retorica e cancelleresca con il sapere umanistico. Lo stile epistolare si adatta alla trasmissione delle informazioni e delle decisioni politiche, ma anche a uno scambio frequente di notizie sulla quotidianità, rivelando, tra pubblico e privato, la rete dei rapporti interpersonali e, con essa, indizi di sentimenti che fanno emergere ‘comunità emozionali’ alle quali, in molti dei casi qui esaminati, appartengono individui in cerca di riconoscimento sociale
Scolarizzazione e alfabetizzazione nel Medioevo italiano
Questo repertorio fornisce una breve nota introduttiva sulla scolarizzazione e alfabetizzazione nel Medioevo italiano e una descrizione selettiva delle risorse bibliografiche e informatiche
Intorno a un convegno: riflessioni in divenire, in Scriver dei figli. Lettere ‘eccellenti’ tra Medioevo ed età moderna (XIV-XVIII secolo)
Autografie dell'età minore. Lettere di tre dinastie italiane tra Quattrocento e Cinquecento
Nel volume, frutto del lavoro congiunto di tre autori - Monica Ferrari, Isabella Lazzarini, Federico Piseri - , vengono analizzate, da diverse prospettive, le lettere autografe dei membri più giovani (maschi e femmine) delle tre dinastie italiane degli Este, dei Gonzaga e degli Sforza, accomunate da lessici politici e da vincoli di sangue, in un periodo cruciale - la seconda metà del XV secolo e gli esordi del XVI - per la ridefinizione dei modelli che presiedono alla formazione dei principi e alle forme della comunicazione politica. I tre autori cofirmano l'introduzione, Isabella Lazzarini firma il secondo capitolo, Federico Piseri il terzo, Monica Ferrari il quarto e il quinto. Il dossier iconografico è a cura di Federico Piseri
Maestri di Umanesimo nell'Italia nord-orientale del Quattrocento
Il rapido estendersi del dominio veneziano determinò, agli inizi del Quattrocento, la rottura della continuità delle istituzioni politiche su cui si era appoggiata la cultura umanistica locale. Sorta precocemente in area veneta, essa fu costretta a misurarsi con un nuovo interlocutore, quale la Repubblica di Venezia, molto diverso da quelli che ne avevano favorito l'acerba nascita e poi, nel Trecento, ne avevano sostenuto lo straordinario sviluppo.
Partendo dalla Padova del XIII secolo, definita come “la prima capitale dell'Umanesimo italiano”, il contributo ricostruisce alcune figure di educatori umanisti - in particolare Pier Paolo Vergerio (1370-1444) e Francesco Barbaro (1390-1454) - e la grande influenza esercitata dall'ambiente veneto per il fiorire delle attività e delle esperienze pedagogiche del Quattrocento, come pure la sua stretta relazione con il mondo lombardo
Guarino Veronese. Cenni storiografici e di ricerca
Analisi degli studi condotti su Guarino Veronese dall'Ottocento ai nostri giorni con proposte per future ricerche sempre su Guarino Veronese e l'ambiente a lui collegato
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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