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Riflessioni e ipotesi di lavoro su storia e cartografia storica
La tecnologia informatica (geomatica, GIS e Web-GIS a carattere storico) apre grandi potenzialità per lo sviluppo di una nuova cartografia storica. Essa offre infatti uno strumento aperto, dinamico e tendenzialmente fruibile da più soggetti e come tale suscettibile di dare risposte molteplici a domande molteplici, e di generare esso stesso nuovi interrogativi ed ipotesi di ricerca.Informatic tecnology (such as geomatics, GIS and Web-GIS) gives enormous chanches to a new historical cartography. It is an open, dynamic and pluralistic tool, able to answer different questions in different ways and to beget new inquires and new research’s ypotheses
Le difficoltà politiche e finanziarie degli ultimi anni di dominio
Gli ultimi anni del duca Filippo Maria Visconti furono attraversati da vari elementi di crisi, pur in un contesto di prosperità e di istituzioni stabilizzate. Le scelte di politica estera poco lucide da parte dell’anziano duca, gli aumenti della richiesta fiscale a comunità e sudditi e gli episodi di abuso da parte del personale del governo e della corte provocarono un diffuso malcontento. Per far fronte alle spese crescenti, fu utilizzata in prevalenza l’alienazione di possessioni e di beni camerali dati in pegno ai prestatori. Tuttavia, più che per l’aggravamento della richiesta fiscale, l’esasperazione di sudditi e comunità aumentò per la severità esecutiva che sostituiva la relativa tolleranza degli anni precedenti. Il malcontento si manifestò con rivolte localizzate, con rinnovate pretese di capitani e condottieri e con le diffuse lamentele verso i funzionari e i cortigiani giudicati corrotti e disonesti.Duke Filippo Maria Visconti’s last years were troubled by many signs of crisis, although the duchy of Milan enjoyed a large prosperity and consolidated his political structures. Less lucid foreign politics, growth of fiscal pressure on subjects and communities, some abuses of power by courtiers and ducal officials produced a large discontent. The alienation of fiefs and ducal properties was largely used to cope with the increase of the current expenses: lands, estates and castles were utilised as pledges given to the main lenders. Nevertheless, more than the growth of the tax burden, subjects and communities complained about the authoritarian decision-making style that replaced the previous tolerance. Some local revolts, new pretentions by the condottieri and harsh complaints against corrupted officials and courtiers were the consequences of this crisis
Si può riparlare di un Atlante Storico? Tentativi del passato e nuove prospettive
Il saggio ripercorre i progetti di Atlante storico avviati, in passato, in Italia, riflettendo sugli ostacoli che ne hanno determinato il fallimento e sulla possibilità di superarli che invece i nuovi strumenti informatici offrono.The essay refers the past historical atlas projects, in Italy, reflecting about the obstacles that caused their failure and the possibility of overcoming them,that instead the new tools offer
Il ducato di Filippo Maria Visconti, 1412-1447. Economia, politica, cultura. Premessa
La dominazione di Filippo Maria Visconti in Lombardia (1412-1447) fu il risultato di un tentativo, solo parzialmente riuscito, di ricomporre i vasti territori già dominati dal primo duca, Giangaleazzo Visconti. Per trentacinque anni, il terzo duca di Milano governò uno stato ampio, ricco e prospero, ne rafforzò le istituzioni, coltivò alte ambizioni monarchiche e proclamò idee di pace, di concordia e di giustizia. L’uso delle armi e della diplomazia e il serrato confronto con gli attori politici, sociali ed economici del dominio furono gli strumenti adottati per rafforzare e consolidare il dominio ducale. Gli autori di questo volume illustrano i modelli politici sottostanti all’esercizio dell’autorità del duca, i modi di relazione che si stabilirono tra autorità e sudditi, la costruzione dell’apparato simbolico e ideologico, la committenza artistica del principe, la politica ecclesiastica e le vicende religiose del ducato sullo sfondo dei concili di Costanza e Basilea. Sono inoltre analizzati alcuni specifici momenti della politica ducale: gli atti di dedizione del 1412, l’assetto geopolitico fissato nel 1435 dopo la vittoria di Ponza, la crisi degli ultimi anni del ducato caratterizzata dalla spietata esecutività delle pratiche di governo. Il libro, in definitiva, vuole offrire una visione più approfondita e problematica della dominazione del terzo duca di Milano, che nei suoi chiaroscuri risulta essere un momento importante della stabilizzazione degli assetti dello stato regionale lombardo.Filippo Maria Visconti’s lombard domination (1442-1447) was the issue of an attempt, only partially achieved, of restoring the extended territorial State built by the first duke of Milan, Giangaleazzo Visconti. For 35 years, Filippo Maria – the third duke of Milan – ruled over a wide, rich and prosperous State, strenghten its institutions, cultivate high political ambitions and proclaimed elevated ideas of peace, faith and justice. The use either of weapons and diplomacy and the close dialog with the social and economic actors, were the instruments for strenghten and stabilize the ducal rule. The authors of this volume describe the political models informing the ducal authority, the relations between prince and subjects, the building of symbols and ideological values, the princely art patronage, the ecclesiastical politics at the time of the Basel-Costance conciles. Furthermore, the book deal with some specific moments of the ducal politics: the oaths of loyalty of 1412, the geopolitical assets fixed after the victory of Ponza (1435), the last years when a practice of coercion and a fierce exercise of power was dictated. This book, ultimately, aims to offer a more deep and problematic vision of this domination which, with his contrasts and contradictions, represents an important step for the stabilisation of the new regional State’s assets and purposes
Mappe informatiche e storia. Considerazioni metodologiche e pirme ipotesi cartografiche sui domini orsiniani
Il saggio, maturato nell’ambito di un’esperienza di ricerca PRIN, consta di due diverse sezioni. Nella prima sezione si svolgono delle considerazioni di ordine metodologico circa l’utilità sul piano conoscitivo della cartografia storica di tipo informatico (intesa come costruzione di mappe informatiche di carattere storico), e si avanzano nel contempo delle osservazioni circa le grandi potenzialità euristiche dei GIS (Geographic Information Systems) di argomento storico. A tele proposito vengono in particolare sviluppati alcuni argomenti a sostegno del fatto che questo particolare strumento informatico sembra offrire la possibilità per gli storici di superare alcuni degli ostacoli – di ordine pratico non meno che concettuale – che in passato hanno di fatto impedito o fortemente condizionato la realizzazione al di fuori di un contesto prettamente divulgativo di una seria cartografia storica di tipo scientifico.
I GIS, infatti, essendo uno strumento di lavoro emendabile all’infinito, liberano di fatto lo studioso (e l’utente) dalla pretesa e dall’angoscia di dover pensare ad una cartografia che debba essere necessariamente considerata “definitiva”. Inoltre, essendo fondati sulla possibilità di far interagire tra loro un livello potenzialmente infinito, di strati (layers) informativi, i GIS offrono la possibilità per un verso di realizzare mappe che esprimano un singolo e determinato punto di vista (per esempio quello fornito da una singola e fonte storica) e per un altro verso di far interagire fra loro strati diversi.
La seconda parte del saggio cercando di offrire alcuni esempi di queste potenzialità mostra alcune prime ipotesi cartografiche (realizzate in ambito GIS) relative ad una realtà territoriale che mai in precedenza era stata “cartografata”: quella dei domini dei principi di Taranto alla fine del Medioevo (al tempo cioè in cui questo vasto aggregato di feudi si ritrovò ad essere nelle mani della casa dei principi Orsini del Balzo). La serie di 6 mappe che corredano il saggio, e che si riferiscono al periodo 1399-1465, rappresentano in effetti una rappresentazione del tutto inedita della realtà storica del più grande complesso feudale del Regno di Napoli della fine del Medio Evo e mettono a disposizione della comunità scientifica uno strumento di raffigurazione di cui a tutt’oggi non si disponeva
La pluralità delle geografie (e delle cartografie) possibili
L’articolo considera innanzitutto le molteplici declinazioni assunte negli ultimi decenni dalle discipline geografiche e la molteplicità degli approcci che ne derivano. Ci si sofferma quindi sull'utilità di ciascuno di questi approcci con riferimento all’analisi del passato. Si affronta inoltre il tema della polivalenza degli spazi, toccando concetti come quelli di inter-spazialità e co-spazialità; e quindi la questione della pluralità delle percezioni (da parte di attori diversi e a differenti livelli di scala) e dei criteri con cui misurare l’effettualità delle diverse rappresentazioni spaziali possibili. Infine, si accenna alle potenzialità conoscitive e applicative dello strumento informatico ai fini di una cartografia storica che voglia dar conto di tale pluralità
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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