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    Derecho a la vida, libertad para morir? El caso de Eluana Englaro (Diritto di vivere, libertà di morire? Il caso italiano di Eluana Englaro)

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    Il lavoro ripercorre nel dettaglio tutte le tappe giuridiche che hanno segnato lo sviluppo del c.d. "caso Englaro". Ne emerge un quadro che ha attinenza non solo al problema dell'attuazione di un diritto fondamentale in una situazione del tutto particolare (il diritto a rifiutare trattamenti sanitari anche salvavita con riguardo a pazienti privi di coscienza e in mancanza di una disciplina legislativa del testamento biologico), bensì anche con riguardo alla relazioni tra poteri nella specifica vicenda (in particolare, si mettono in luce i rapporti tra Governo, Presidente della Repubblica e potere giurisdizionale). Il "caso Englaro" viene così studiato e illustrato quale paradigma di una particolare fase di sviluppo (assai controversa) della democrazia italiana

    Leggi sulla decisione, garanzie costituzionali e resistenza contro il giudicato? Note in margine alla vicenda giudiziaria Englaro

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    L'articolo prende spunto dal noto caso Englaro per giungere a compiere alcune valutazioni con riguardo al processo civile, al giudicato e ad un suo possibile superament

    Le scelte di fine vita e la sentenza Eluana Englaro = As escolhas de eutanásia e a sentença Eluana Englaro

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    Argumenta acerca da eutanásia e sua falta de regulamentação legal na Itália, após dez anos da sentença da Corte de Cassazione, referente ao caso controverso "Eluana Englaro". Afirma que a lacuna na norma torna o papel do juiz muito complexo no tocante à resolução de questões muito complexas

    Una breve disamina dei casi Welby e Englaro

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    Le vicende Welby ed Englaro vengono osservate muovendo dall’esame di due decisioni giudiziarie, la sentenza pronunziata dal G.u.p. di Roma nella vicenda Welby e la sentenza della Cassazione che ha aperto la strada all’epilogo della vicenda Englaro. Tali sentenze fanno interamente propria l’idea, condivisa, che non sussista alcun criterio razionale di demarcazione del trattamento terapeutico dal sostegno vitale, oltre che l’idea, contestata, che l’art. 32 Cost. consacri il dogma dell’autodeterminazione volontaristica in materia di trattamento terapeutico, che si esprime nel diritto soggettivo perfetto del paziente a pretendere dal medico la prestazione sanitaria invocata o rifiutata, cui corrisponde il dovere giuridico del medico di consentirne l’attuazione. Su tale terreno di ricostruzione giuridica, peraltro, viene denunziato il limite giuridico ed epistemologico della sentenza della Cassazione civile sulla vicenda Englaro, la quale ha inteso colmare la fisiologica assenza di una manifestazione di volontà attuale e giuridicamente rilevante nel senso del rifiuto del trattamento di sostegno alimentare e idrico in capo alla paziente, che versava in stato vegetativo persistente, con una inaccettabile ricostruzione induttiva di una supposta volontà presunta, a partire da una valorizzazione generale dei precedenti desideri e dichiarazioni dell’interessato. Tale chiarissima forzatura giuridica appare suggestiva del bisogno di una legislazione sul testamento biologico, sulla cui efficacia risolutiva delle vicende controverse, peraltro, si nutre più di qualche dubbio

    Una breve disamina dei casi Welby ed Englaro

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    Le vicende Welby ed Englaro vengono osservate muovendo dall’esame di due decisioni giudiziarie, la sentenza pronunziata dal G.u.p. di Roma nel caso Welby e la sentenza della Cassazione che ha aperto la strada all’epilogo del procedimento Englaro. Tali sentenze fanno interamente propria l’idea, condivisa, che non sussista alcun criterio razionale di demarcazione del trattamento terapeutico dal sostegno vitale, oltre che l’idea, contestata, che l’art. 32 Cost. consacri il dogma dell’autodeterminazione volontaristica in materia di trattamento terapeutico, che si esprime nel diritto soggettivo perfetto del paziente a pretendere dal medico la prestazione sanitaria invocata o rifiutata, cui corrisponde il dovere giuridico del medico di consentirne l’attuazione. Su tale terreno di ricostruzione, peraltro, viene denunziato il limite giuridico ed epistemologico della sentenza della Cassazione civile sulla vicenda Englaro, la quale ha inteso colmare la fisiologica assenza di una manifestazione di volontà attuale e giuridicamente rilevante nel senso del rifiuto del trattamento di sostegno alimentare e idrico in capo alla paziente, che versava in stato vegetativo persistente, con una inaccettabile ricostruzione induttiva di una supposta volontà presunta, a partire da una valorizzazione generale dei precedenti desideri e dichiarazioni dell’interessato. Tale chiarissima forzatura giuridica appare suggestiva del bisogno di una legislazione sul testamento biologico, sulla cui efficacia risolutiva delle vicende controverse, peraltro, si nutre più di qualche dubbio

    Il Caso Englaro come questione pubblica : il dibattito tra etiche e politiche

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    Analisi del sistema dei partiti, delle relative fratture e delle teorie soggiacenti la questione del fine vita a partire dal caso Englaro. Dimensione positiva e normativa

    Una pronuncia amministrativa ed i suoi limiti: ancora sul "caso Englaro"

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    Il contributo commenta criticamente la sentenza amministrativa con cui il TAR Lombardia ha rigettato la richiesta della Giunta Regionale di impedire la sospensione dei trattamenti vitali a favore di Eluana Englaro in relazione al notissimo caso giudiziario, clinico ed umano

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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