577 research outputs found

    Intervallo Psicotecnico di Reazione al Variare dei Livelli di Allerta del Conducente

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    Sebbene sia evidente e notorio che senza percezione del pericolo, non c’è reazione, quindi che senza percezione del pericolo il conducente non può mettere in atto nessuna azione preventiva o d’ emergenza, dell’ IPTR nel suo intero iter se ne sa ancora molto poco. Se è vero che un incidente si genera sempre nel momento in cui questo poteva ancora essere evita-to, e non al momento della collisione, è allora evidente che la conoscenza delle fasi di percezione e di reazione siano fondamentali, non solo per la comprensione del sinistro ma anche per la pre-venzione e l’ istruzione alla guida in senso lato. Questo lavoro di ricerca non è quindi un’ analisi solo tecnica o solo psicologica ma la vera la fusione di entrambe, in un unico studio congiunto e contemporaneo, dove le risultanze dell’ una servono e completano inscindibilmente l’ altra. Oltre a questa sinergia interdisciplinare, l’ applicazione della DDC ha portato i ricercatori (prof. Ciceri, dott. Ruscio e ing. Balestra) ad operare sul terreno, quindi ad acquisire ed analizzare dati riferiti alla realtà umana nel contesto stradale effettivo, quindi ben più attendibili di quelli prodotti tramite la simulazione

    Prose from exile: Luigi Di Ruscio in Oslo

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    reservedAnalizzando i romanzi di Luigi Di Ruscio, si è cercato di indagare il rapporto tra l'autore e le sue vicende biografiche e politiche come il lavoro in fabbrica e la migrazione ad Oslo. In particolare, i testi proposti guardano alla propria esperienza biografica senza assumere, però, tratti spiccatamente autobiografici, indirizzando le proprie intraprendenze sempre in ragione d'una lingua allucinata e dubitativa. Si è cercato, inoltre, di rispondere ad alcune sollecitazioni che hanno investito l'opera diruscesca nella sua evoluzione formale e storica. Partendo da "Palmiro" (1986) e arrivando a "Neve nera" (2010) si assiste ad un decentramento del corpo collettivo politico per un più presente "io" ironico e aporetico

    Analisi dell'esplorazione del campo visivo di driver e non-driver nelle simulazioni di guida.

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    In questa ricerca sono state analizzate le rappresentazioni, le com-ponenti e le simulazioni di guida ricreate in una forma di media che in Introduzione 21 questi ultimi anni ha subito uno sviluppo qualitativo e di diffusione mai raggiunti prima: i videogiochi di guida. Le Le analisi sono state condotte al fine di poter rilevare le rappresen-tazioni di videogiocatori in riferimento alla guida, reale e virtuale, e le modalità di rapportarsi ai videogiochi di guida; con particolare atten-zione alle diversità nelle esplorazioni attentive tra un gruppo campio-ne di 20 driver esperti e 20 giovani non-driver

    Recupero Parco Villa Vitali di Fermo

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    Il Progetto, che vede la collaborazione dell'Università degli Studi di Macerata (E. Stortoni, P. Dragoni) con il Comune di Fermo, intende realizzare una ricerca storiografica sulla storia della famiglia dei conti Vitali di Fermo, con la catalogazione dell’archivio storico-fotografico donato dalla famiglia al Comune di Fermo e ricerche di carattere archeologico sull’area esterna del giardino e del parco in coerenza con la Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3) del PNRR Italia. Lo studio storico-archeologico in particolare intende perseguire tali azioni: ricostruzione dello stato dell’arte della fase antica della Villa, dall’età preromana al tardo-antico; studio delle testimonianze archeologiche ancora presenti in Villa; studio della collezione archeologica Vitali attraverso l’esame del materiale fotografico reso disponibile dagli eredi; produzione di testi di sintesi che verranno utilizzati - nel rispetto del copyright – per la realizzazione del materiale informativo che verrà utilizzato per la segnaletica e per il portale web (entro il 30.09.2024); produzione elaborato scientifico finale per la pubblicazione che verrà realizzata a cura del Comune di Fermo in conclusione del progetto entro il 30.06.2025

    L'inconscio in polvere degli italiani

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    L'intervento analizza "Cristi polverizzati", l'ultima opera di Luigi Di Ruscio (1930-2011) poeta-operaio marchigiano emigrato a Oslo nel '57. Di Ruscio poeta ha avuto come critici Quasimodo, Fortini, Antonio Porta, Vassalli. Più di recente la sua prosa ha suscitato l'interesse di Raffaeli e di Cortellesa. L''ultima prova "Cristi polverizzati" , mostra con chiarezza le caratteristiche sperimentali e il valore della lingua di Di Ruscio: un amalgama espressionista in cui si fondono invettiva e ingenuità, dialetto e cultura poetica, anacoluti e neoformazioni al servizio di una comicità candida e aggressiva

    L’oralità di Luigi Di Ruscio: ribellione e sberleffo dello scrittore operaio

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    Il contributo è incentrato sul caso, esemplare per i riusi contemporanei dell'oralità, di Luigi Di Ruscio, scrittore e poeta marchigiano irregolare e originalissimo rappresentante della letteratura della diaspora italiana, che ha assunto un atteggiamento agonistico rispetto alla cultura dominante. Tale opposizione si riflette a vari livelli nelle sue opere: dalle tematiche spesso dissacranti, ai ritorni ossessivi su temi o eventi autobiografici fino, soprattutto, alla ricercata disattenzione per la norma linguistica. Quest’ultima e in generale la mimesi dell’oralità sono, nella scrittura di Di Ruscio indistricabilmente connesse alla sua idea agonistica di letteratura. La produzione di questo autore è, dunque, nonostante le apparenze, quanto di più distante ci possa essere dalle scritture dei semicolti: presuppone al contrario un'assimilazione vorace della tradizione letteraria e filosofica (da Bruno a Campanella, da Leopardi a Gramsci) e un dialogo con i contemporanei (da Leonetti e Volponi ai poeti sperimentali del Gruppo 93)

    L'enzima Nicotinamide N-metiltrasferasi: un nuovo marker diagnostico e target terapeutico nel carcinoma uroteliale della vescica

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    L’enzima nicotinamide N-metiltrasferasi: un nuovo marker diagnostico e target terapeutico del carcinoma uroteliale della vescica Il carcinoma uroteliale della vescica è uno dei tumori urologici di più frequente riscontro e rappresenta un’impostante causa di morte per cancro. Sebbene la cistoscopia e l’analisi citologica del sedimento urinario costituiscano il "gold standard" per la diagnosi e il monitoraggio di tale tumore, entrambe le procedure presentano dei limiti. Pertanto, risulta di fondamentale importanza l’identificazione di biomarcatori che possano impiegati per la diagnosi precoce e non invasiva del carcinoma uroteliale della vescica. Oggetto del presente lavoro di ricerca è l’enzima nicotinamide N-metiltrasferasi (NNMT). E’ stato dapprima analizzato il profilo di espressione genica del tessuto sano e canceroso di un paziente affetto da carcinoma della vescica. I risultati hanno mostrato l’overespressione del gene per NNMT nel tessuto patologico rispetto a quello sano. L’analisi dei livelli di espressione dell’enzima è stata pertanto estesa a 28 pazienti affetti da carcinoma vescicale. Le indagini svolte hanno evidenziato un’overespressione dell’NNMT (mRNA e proteina) nel carcinoma rispetto al tessuto sano adiacente. I livelli di espressione dell’NNMT sono stati inoltre valutati nelle cellule di sfaldamento dell’urotelio vescicale reperite in campioni urinari ottenuti da 55 pazienti affetti da carcinoma della vescica e 107 soggetti sani, mediante Real-Time PCR. I risultati hanno mostrato un significativo aumento dell'espressione dell'NNMT nelle urine dei soggetti affetti da neoplasia rispetto ai controlli. L’analisi della curva ROC ha consentito di determinare un’eccellente accuratezza diagnostica relativa al test basato sulla valutazione dei livelli urinari dell'NNMT e di individuare il valore di cut-off che meglio discrimina i soggetti malati da quelli sani. I risultati riportati nel presente studio indicano l'NNMT quale potenziale marcatore molecolare del carcinoma uroteliale della vescica e suggeriscono un suo impiego nella diagnosi precoce e non invasiva di tale neoplasia.Nicotinamide N-methyltransferase: a novel diagnostic marker and therapeutic target for bladder urothelial carcinoma. Bladder urothelial carcinoma represents one of the most common urologic malignancies and is a major cause of cancer-related death. Although cystoscopy and urine cytology represent the “gold standard” methods for detection and monitoring of this neoplasm, both procedures have limitations. Therefore, the identification of reliable biomarkers for early and non-invasive detection of bladder cancer are urgently required. The present study is focused on the enzyme nicotinamide N-methyltransferase (NNMT). We first analyzed gene expression profiles of tumor and normal tissue samples obtained from the same patient affected with bladder cancer. The enzyme NNMT was identified as a highly expressed gene in tumor compared with control. Therefore, we evaluated NNMT expression in 28 patients with bladder cancer. NNMT mRNA and protein levels were significantly higher in bladder cancer compared to adjacent normal tissue. In addition, NNMT expression levels were evaluated in urinary exfoliated cells obtained from 55 patients with bladder cancer and 107 healthy donors, using Real-Time PCR. Results showed that urinary NNMT expression was significantly higher in bladder cancer patients compared with controls. Receiver operating characteristic (ROC) analyses revealed the excellent diagnostic accuracy of a urine-based NNMT test and the best cut-off value to discriminate bladder cancer patients from healthy subjects. Data reported in the current study suggest that NNMT could represent a molecular biomarker of bladder cancer and could be used for the development of a urine-based test for the early and non-invasive detection of this tumor

    Pandemia COVID-19 e stress lavorativo: quali rischi per la performance e la sicurezza e come affrontarli?

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    Il presente contributo descrive il processo di generazione di un questionario mirato ad identificare i rischi per la sicurezza e per la performance degli operatori aeronautici, emergenti dallo stress lavorativo indotto dalla pandemia COVID-19 e dalle relative misure di contenimento. In ambito aeronautico, si è parlato molto di protezione sanitaria dal contagio nei luoghi di lavoro, ma forse non c’è stata altrettanta attenzione alla protezione psicologica dallo stress lavorativo introdotto dall’emergenza e alla relazione fra questo stress e la capacità dei lavoratori di mantenere livelli stabili di produttività, salute e sicurezza. La drastica riduzione dei volumi di traffico e la gestione dell’emergenza sanitaria hanno infatti comportato la necessità di riorganizzare il lavoro di tutto il personale aeronauti co a partire dai professionisti degli equipaggi operativi (piloti e controllori del traffico aereo), fino agli addetti alla manutenzione, terminal e movimento aeroportuale, che sono stati coinvolti in una serie di modifiche delle loro routine lavorative: modifiche nella composizione dei gruppi di lavoro, modifiche dei turni di lavoro e modifiche nell’alternanza fra periodi di attività e periodi di inattività, modifiche alle procedure. La prevenzione e la gestione di tali rischi richiedono delle attività di valutazione del rischio e gestione del rischio che vanno oltre i confini, assai consolidati, definiti dai sistemi di risk management, perché richiedono di applicare le lezioni apprese nel corso della pandemia sia d al settore aeronautico sia dai diversi singoli Stati. La metodologia sviluppata per generare il questionario presentato in questo contributo si basa proprio su queste considerazioni, in accordo con il documento di revisione dei rischi per la sicurezza aeronautica connessi alla pandemia COVID-19 di EASA e del manuale 10144 ICAO per le autorità competenti riguardo il Management of Aviation Safety Risks related to COVID-19. Nella prima parte sono presentati i nuovi rischi legati ai fattori umani e organizzativi legati alla pandemia. Nella seconda parte i risultati della rassegna sistematica dei fattori umani e organizzativi legati a questi nuovi rischi, mentre nella terza parte passeremo in rassegna i principali strumenti soggettivi e oggettivi utilizzabili per misurare e quantificare l’impatto di questi nuovi rischi

    Esperienza, linguaggio e memoria nello sviluppo infantile

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    The aim of this essay is to analyse the close relationship that exists between experience, language and memory, considering in particular the ontogeny of language in human beings. Right from early childhood, the child begins to build up an initial “storehouse” of sounds, sensations, sensory impressions, etc., accumulating, in short, what it will need when it later learns to associate words and meanings. The child proceeds by establishing links, creating spatial and temporal correlations and, in doing so, it is not an isolated and passive individual but is part of a social network, ready to benefit from interaction with others. In this way, patterns, formats or scripts are created, repeated events in a shared situation that constitute, so to speak, the conditions of possibility for children to acquire the first linguistic signs and become fully part of the linguistic community to which they belong. In this cognitive and experiential process, memory plays a central role, both in defining the structure of the schemes or scripts that underlie the categorical organization of our semantic memory, and in the constitution of our mental lexicon, in which no word lives in isolation, but is connected to other words either by similarity of form, affinity of meaning or proximity in habitual use, or in relation to the experiences its use has had to do with
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