1,344 research outputs found

    Dialogando sui modelli

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    Anna Galluzzi e Alberto Salarelli, che hanno scritto sia di modelli di biblioteca sia delle loro potenzialità e dei loro limiti, in questo dialogo si interrogano su quello che è successo – in particolare in Italia – negli ultimi dieci anni. In particolare cercano di analizzare se – e in quale misura – sia cambiato questo settore di indagine dopo la crisi economica iniziata nel 2008 e la rivoluzione tecnologica di Internet 2.0. I due autori interpretano il continuo cambiamento dei modelli biblioteconomici come il faticoso tentativo di dare risposte alla complessità del mondo attuale delle biblioteche e di garantirne la sopravvivenza e il finanziamento pubblico. Viene proposta un’analisi delle biblioteche partecipative e sociali e vengono evidenziati i rischi di un loro utilizzo semplificato. In conclusione, i modelli sono considerati uno strumento necessario per comprendere la realtà, a condizione che siano utilizzati e applicati in modo flessibile e plurale.Anna Galluzzi and Alberto Salarelli, who have both written about library models, as well as their potentials and limits, in this dialogue wonder about what happened – particularly in Italy – in the last ten years. Specifically they aim to analyze whether and how much has changed in this field after the economic crisis started in 2008 and the technological revolution of the Internet 2.0. The two authors interpret the continuous change of library models as the strenuous attempt to give answers to the complexity of the current library world and to guarantee the survival and the public funding of libraries. An analysis of the participative and social libraries is proposed and the risks of a simplified use of them are highlighted. In the end, models are deemed to be a necessary tool to understand reality, provided that they are used and applied in a flexible and plural manner

    Breakout Session 2 & Vignettes: The ABC\u27s of the IDT- Goals, scope of practice, and activities of an interdisciplinary team

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    Dr. Galluzzi specializes in geriatrics and hospice and palliative care. She received her medical degree from West Virginia School of Osteopathic Medicine and completed her Family Medicine Residency at Kennedy Memorial Hospitals - University Medical Center, UMDNJ-SOM. She is board certified in family practice/osteopathic manipulative medicine and geriatrics, pain medicine and certified in hospice and palliative medicine. Dr. Galluzzi is Professor and Chair of the Department of Geriatrics at the Philadelphia College of Osteopathic Medicine and serves as Medical Director of VNA Hospice of Philadelphia. A distinguished fellow of the American College of Osteopathic Family Physicians, Dr. Galluzzi is a board member of the AOBFP as well as the Philadelphia Corporation for Aging and is a Fellow of the College of Physicians of Philadelphia. She has chaired the AOA Council on Palliative Care Issues and served on several ACOFP Committees. She maintains active staff privileges at Lankenau Hospital, Temple University Hospital, and Roxborough Memorial Hospital in Philadelphia

    A motorcycle trip between Italy and Argentina: the story of Miguel Galluzzi from the years of the desaparecidos until today

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    reserved“...la mia bocca narra quel che i miei occhi le hanno raccontato” (Che Guevara, 1997, pag.17). Con queste parole il giovane studente di medicina, Ernesto Che Guevara, inizia il suo racconto. Un diario che accompagnerà lui e l’amico Alberto Granado (un biochimico) durante un viaggio di otto mesi alla scoperta di qualsivoglia avventura nel continente latino-americano. In questa vera e propria impresa saranno affiancati dalla “poderosa”, una motocicletta Norton dell’anno 1939 che verrà in loro aiuto per definire il percorso etico e politico che intraprenderanno nella vita. Nel seguente documento unirò i racconti di un tempo traumatico e di una grande passione. Partirò a ritroso, dal viaggio di Ernesto Che Guevara e Alberto Granado dove mi focalizzerò sul paese latino-americano e sulla motocicletta. Eseguendo un parallelismo tra la testimonianza di Miguel Galluzzi (designer argentino specializzato nella progettazione di motociclette) e la popolazione dei desaparecidos, proverò a mantenere viva la storia di due paesi (Italia e Argentina). In ultima istanza, riporterò qualche riflessione nata dalla conversazione con il Sig. Galluzzi, sull’innovazione delle motociclette e sul presente dei diritti umani con riferimento agli “scomparsi”."... my mouth tells what my eyes have told her" (Che Guevara, 1997, p.17). With these words the young medical student, Ernesto Che Guevara, begins his story. A diary that will accompany him and his friend Alberto Granado (a biochemical) during an eight-month trip to discover any adventure in the Latin American continent. In this real will be flanked by the "poderosa", a Norton motorcycle from 1939 that will help them to define the ethical and political path they will take in life. In the following document I will combine the accounts of a traumatic time and a great passion. I will start backwards, from the journey of Ernesto Che Guevara and Alberto Granado where I will focus on the Latin American country and the motorcycle. Performing a parallelism between the testimony of Miguel Galluzzi (Argentine designer specialized in motorcycle design) and the population of desaparecidos, I will try to keep alive the history of two countries (Italy and Argentina). In the last instance, I will report some reflections born from the conversation with Mr. Galluzzi, on motorcycle innovation and the present of human rights with reference to "missing"

    Andare oltre impressionabilità e ideologia. La ‘svolta narrativa’ e gli strumenti di analisi della biblioteconomia sociale

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    Con l’espressione narrative turn si fa riferimento al successo dell’approccio narrativo che si è manifestato nel campo delle scienze umane a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. Il nostro settore non è estraneo a questo fenomeno, come dimostra una certa narrazione della biblioteca – diffusa negli ultimi anni e che in quest’ultimo periodo si sta consolidando – che si nutre di un patrimonio mitico fatto di messaggi altamente condivisibili, fortemente motivanti, sempre positivi, basati su valori indiscutibili. A partire da questa evidenza, l’articolo presenta una riflessione sulla svolta narrativa della biblioteconomia italiana: 1) dal punto di vista storico, a partire dal concetto di ‘library faith’, espressione utilizzata in America fin dagli anni Quaranta del Novecento per indicare l’‘ideologia’ che sostiene l’importanza della biblioteca pubblica per la società; 2) dal punto di vista metodologico, introducendo le sue due declinazioni, una che impiega lo storytelling come strumento di advocacy; l’altra che utilizza la narrazione come strumento di indagine. Nell’ultima parte dell'articolo viene introdotta l’analisi automatica dei testi (AAT) come metodo che può essere proficuamente utilizzato anche nel nostro settore al fine di incrementare la comprensione del fenomeno biblioteca e, dunque, produrre narrazioni coerenti e non slegate dai dati di realtà. Sei esperti sono stati chiamati a confrontarsi sulle specificità di questo metodo, le cui caratteristiche vengono presentate nell’ambito di una più ampia riflessione sugli strumenti interpretativi della biblioteconomia sociale.‘Narrative turn’ is the phrase used to refer to the success that narrative approach has been having in humanities since the Nineties. Our field is not foreign to this phenomenon: during these last years a narrative approach to the library is emerging, based upon myths built around shared, motivating and positive messages and undisputable values. Starting from this evidence, the article deals with the narrative turn in Italian librarianship: 1) from the historical point of view: since the Forties of the twentieth century, in the United States, the ideology supporting the public libraries’ central role of in society was studied under the name of ‘library faith’; 2) from the methodological point of view in all its different aspects: the one using storytelling as a means of advocacy; the other using stories as a knowledge production tool. The last part of the essay introduces the automatic text analysis as a method our field could use to better understand ‘library phenomenon’ and build up stories that are more coherent and tied to facts and data. Six experts have been involved in a debate about the specificity of this method, described as part of a wider discussion about social librarianship’s analytical tools

    Una storia senza fine. Contesti di elaborazione e strategie memoriali dell’Anonimo di Bari (XI-XII secolo)

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    Il Chronicon dell’Anonimo barese è uno dei tre testi che compongono il gruppo dei cosiddetti annali baresi. Scritto fra l’XI e i primi decenni del XII secolo, si tratta di un testo che, attraverso il modello annalistico, annota le vicende che contrassegnarono la storia della Puglia in generale, e di Bari in particolare, nel periodo che va dall’855 al 1118. Quasi certamente scritto a Bari, il testo manca tuttavia di una tradizione manoscritta, essendo pervenuto solo nella sua editio princeps curata da Camillo Pellegrino (1643). Rispetto agli altri annali baresi e in generale alle opere storiografiche dell’Italia meridionale, l’Anonimo si contraddistingue per valorizzare soprattutto le vicende e i personaggi della città. Per questi motivi, i pochi studi dedicati alla storia della, tranne poche eccezioni, hanno attinto all’Anonimo utilizzandolo come fonte diretta degli eventi, in una sorta di intersezione con le notizie derivanti dalle altre cronache, senza quindi porre in discussione provenienza dell’autore, contesto di produzione, funzioni e fruizione del testo. Di fatto, manca uno studio specificatamente dedicato alla Cronaca dell’Anonimo barese, che provi a indagare il rapporto fra testo e contesto, rivalutando alcuni elementi relativi alla tradizione, alla stratificazione narrativa, alla selezione e alla modalità di riscrittura del passato. L’obiettivo di questo contributo è quello di considerare il testo dell’Anonimo come un oggetto vivo, dinamico, espressione di una volontà (individuale o collettiva) che agisce in una fase particolarmente animata come quella che la città di Bari attraversa fra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. In tal modo, sarà possibile individuare una vera e propria ‘proposta di memoria della città’ operata dal suo autore (o dai suoi autori), provando a rintracciare nel contesto di scrittura quali possano essere state le ragioni di una tale selezione memoriale

    Documenti inediti per Alessandro Vittoria e il pittore Melchiorre Galluzzi da Cologna Veneta

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    Il pittore Melchiorre Galluzzi era finora noto solamente per due pale d’altare, firmate e datate: un Battesimo di Cristo del 1586 conservato a Veronella e un’Annunciazione del 1596 custodita presso il Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona. La mancanza di dati biografici e di contesto aveva pertanto indotto gli studiosi che si sono occupati di questo artista ad avanzare ipotesi spesso discordanti sulla sua formazione e interpretazioni eterogenee sul suo stile. Il ritrovamento di cinque lettere autografe di Melchiorre Galluzzi tra le carte Serego della Biblioteca Civica di Verona, ricche di dati autobiografici, e il contestuale rinvenimento di altre inedite carte d’archivio a Verona e a Cremona consente oggi di tracciare un primo profilo di questo artista. Egli nacque a Cologna Veneta da una famiglia di notai intorno alla metà del Cinquecento, si formò a Venezia nell’ambito dei cantieri delle Scuole Grandi e in particolare a contatto con Alessandro Vittoria e Giulio Licinio, coi quali risulta in rapporto di consuetudine e amicizia nei documenti degli anni ’80, e quindi si trasferì a Cremona nell’ultimo decennio del XVI secolo. Nella città lombarda, tramite le raccomandazioni dei Serego, suoi committenti veronesi, fu protetto da importanti famiglie come i Cavalcabò e i Trecchi

    Paolo Galluzzi. <i>Momento. Studi Galileiani</i> : Roma: Edizioni dell' Ateneo & Bizarri, 1979, XVI + 436 pp.

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    Paolo Galluzzi, director del Museo e Istituto di Storia della Scienza, de Florencia (Italia), presenta en este valioso ensayo la culminación de una tendencia peculiar a las investigaciones galileanas en los años setenta: aclarar sobre la base de fragmentos, cartas y borrados as el gran número de enigmas que aún subsisten en torno a la mecánica galileana. El procedimiento de Galluzzi, sin embargo, propone una novedad respecto a los estudios pioneros de Winifred Wisan, Thomas Settle y Stillman Drake: indagar la mecánica galileana tomando como eje las vicisitudes del término momentum/momento. Si bien esta orientación le fuera sugerida a Galluzzi por el marco de la colección en la cual aparece su obra, la utilización de los resultados de la investigación constituyen su mérito fundamental. En efecto, planeado como volumen XIX del Lessico Intellettuale Europeo, dedicado al estudio de glosarios, vocabularios y registros lexicales, el Texto de Galluzzi en principio se orientó a registrar la frecuencia y campo semántico de momento en la obra galileana; pero Galluzzi ha ido más allá del recuento computacional y propone una interpretación original y convincente de la génesis y desarrollo de la ciencia galileana. (Párrafo extraído del texto a modo de resumen)Departamento de Filosofí

    Paolo Galluzzi. <i>Momento. Studi Galileiani</i> : Roma: Edizioni dell' Ateneo & Bizarri, 1979, XVI + 436 pp.

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    Paolo Galluzzi, director del Museo e Istituto di Storia della Scienza, de Florencia (Italia), presenta en este valioso ensayo la culminación de una tendencia peculiar a las investigaciones galileanas en los años setenta: aclarar sobre la base de fragmentos, cartas y borrados as el gran número de enigmas que aún subsisten en torno a la mecánica galileana. El procedimiento de Galluzzi, sin embargo, propone una novedad respecto a los estudios pioneros de Winifred Wisan, Thomas Settle y Stillman Drake: indagar la mecánica galileana tomando como eje las vicisitudes del término momentum/momento. Si bien esta orientación le fuera sugerida a Galluzzi por el marco de la colección en la cual aparece su obra, la utilización de los resultados de la investigación constituyen su mérito fundamental. En efecto, planeado como volumen XIX del Lessico Intellettuale Europeo, dedicado al estudio de glosarios, vocabularios y registros lexicales, el Texto de Galluzzi en principio se orientó a registrar la frecuencia y campo semántico de momento en la obra galileana; pero Galluzzi ha ido más allá del recuento computacional y propone una interpretación original y convincente de la génesis y desarrollo de la ciencia galileana. (Párrafo extraído del texto a modo de resumen)Departamento de Filosofí

    Le Opere dei discepoli di Galileo Galilei. Carteggio (1642 1648). vol. Primo. A cura di Paolo Galluzzi e Maurizio Torrini

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    Le Opere dei discepoli di Galileo Galilei. Carteggio (1642 1648). vol. Primo. A cura di Paolo Galluzzi e Maurizio Torrini. In: Revue d'histoire des sciences, tome 33, n°1, 1980. pp. 83-85
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