AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Nubeteca: l’interazione tra spazi, mediazione e collezioni nell’ambito digitale
The Nubeteca project, carried out between 2018 and 2025 in the province of Badajoz, Spain, represents an innovative experience in reconfiguring libraries as hybrid spaces that integrate both analog and digital reading activities. Between 2018 and 2023, the project progressively implemented Nubeteca environments – equipped with technological devices and designed to facilitate access to digital reading – in public libraries throughout the Spanish province. According to research findings, these spaces not only contributed to a significant increase in digital lending but also fostered a renewed relationship between citizens and the library. However, infrastructure alone was not sufficient: the success of the model relied on parallel strategies of mediation, training, and above all, dynamization – understood as the continuous activation of digital reading practices. In this context, the role of the librarian became crucial as a facilitator of the transition and promoter of reading communities. Both qualitative and quantitative analysis showed a positive impact on changing reading habits, especially in rural areas or among populations with low digital literacy, as illustrated in the case study. Furthermore, the introduction of virtual reading clubs and hybrid activities strengthened the sense of belonging and enhanced the social and educational role of the library. From this perspective, the Nubeteca project stands out as a replicable model for redefining the central role of the library within the contemporary cultural ecosystem.El proyecto Nubeteca, desarrollado entre 2018 y 2025 en la provincia de Badajoz, en España, representa una experiencia innovadora de reconfiguración de las bibliotecas como espacios híbridos que integran actividades de lectura tanto analógica como digital. Entre 2018 y 2023, el proyecto contempló una implementación progresiva de espacios Nubeteca, equipados con dispositivos tecnológicos y concebidos para facilitar el acceso a la lectura digital en las bibliotecas públicas de la provincia española. Según los resultados de la investigación, estos espacios han favorecido no sólo un aumento significativo del préstamo digital, sino también una renovación en la relación entre la ciudadanía y la biblioteca. Sin embargo, la infraestructura por sí sola no ha sido suficiente: el éxito del modelo ha dependido de estrategias paralelas de mediación, formación y, sobre todo, dinamización, entendida como activación continua de las prácticas de lectura digital. En este contexto, la figura del bibliotecario ha asumido un papel crucial como facilitador de la transición y promotor de comunidades lectoras. El análisis cualitativo y cuantitativo ha puesto de relieve un impacto positivo en la transformación de los estilos de lectura, especialmente en zonas rurales o con baja competencia digital, como en el caso de estudio. Además, la introducción de clubes de lectura en la nube y actividades híbridas ha reforzado el sentido de pertenencia y ha puesto en valor el rol social y educativo de la biblioteca. Desde esta perspectiva, el proyecto Nubeteca se perfila como un modelo replicable para redefinir la centralidad de la biblioteca en el ecosistema cultural contemporáneo.Il progetto Nubeteca, realizzato tra il 2018 e il 2025 nella provincia di Badajoz, in Spagna, rappresenta un’esperienza innovativa di riconfigurazione delle biblioteche come ambienti ibridi che integrano attività di lettura sia analogica che digitale. Tra il 2018 e il 2023 il progetto ha previsto una progressiva implementazione di spazi Nubeteca, dotati di dispositivi tecnologici e pensati per facilitare l’accesso alla lettura digitale, nelle biblioteche pubbliche della provincia spagnola. Secondo i risultati della ricerca, questi spazi hanno favorito non solo un aumento significativo del prestito digitale, ma anche un rinnovato rapporto tra cittadinanza e biblioteca. Tuttavia, l’infrastruttura da sola non è stata sufficiente: il successo del modello è dipeso da strategie parallele di mediazione, formazione e soprattutto dinamizzazione, intesa come attivazione continua delle pratiche di lettura in digitale. In questo contesto, la figura del bibliotecario ha assunto un ruolo cruciale come facilitatore della transizione e promotore di nuove comunità di lettori. L’analisi qualitativa e quantitativa ha evidenziato un impatto positivo sul cambiamento degli stili di lettura, specie nelle aree rurali o a bassa competenza digitale, come nel caso di studio. Inoltre, l’introduzione di club di lettura virtuali e attività ibride hanno rafforzato il senso di appartenenza e valorizzato il ruolo sociale e educativo della biblioteca. In questa prospettiva, il progetto Nubeteca si configura come un modello replicabile per delineare una nuova centralità della biblioteca nell’ecosistema culturale contemporaneo
L' uso delle keyword nella comunicazione scientifica, con un’analisi sul SSD M-STO/08 (HIST-04/C)
This article examines the role of keywords in scientific communication, with a specific focus on the disciplinary field HIST-04/C (formerly M-STO/08). Introduced in academic publishing in the 1970s, keywords have become essential tools for enhancing the discoverability, indexing, and dissemination of scholarly publications. The analysis highlights both the advantages and challenges involved in keyword selection, also comparing them to subject indexing systems in terms of recall and precision, while pointing out the lack of shared guidelines for their formulation. The article advocates for closer collaboration among authors, publishers, librarians, and the academic community to develop best practices and controlled vocabularies. It also explores the growing role of artificial intelligence and institutional repositories, emphasizing the need for targeted policies and recognizing the librarians’ contribution to keyword management. Finally, the article underscores the importance of keywords not only for research dissemination but also for engaging non-academic audiences and supporting the university’s third mission.L’articolo esamina il ruolo delle keyword nella comunicazione scientifica, con un focus specifico sul settore disciplinare HIST-04/C (ex M-STO/08). Introdotte nell’editoria scientifica a partire dagli anni Settanta del Novecento, le keyword si sono affermate come strumenti essenziali per la ricercabilità, l’indicizzazione e la disseminazione delle pubblicazioni accademiche. L’analisi mette in luce vantaggi e criticità nella loro selezione, confrontandole anche con i sistemi di soggettazione in termini di capacità di richiamo e precisione, evidenziando al contempo l’assenza di linee guida condivise per la loro definizione. Si propone una più stretta collaborazione tra autori, editori, bibliotecari e comunità scientifica per l’elaborazione di buone pratiche e vocabolari controllati. L’articolo esplora inoltre il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dei repository istituzionali, sottolineando la necessità di politiche adeguate e valorizzando il contributo dei bibliotecari nella gestione delle keyword. In conclusione, si evidenzia l’importanza delle parole chiave non solo per la diffusione della ricerca, ma anche per il coinvolgimento del pubblico non accademico e il sostegno alla terza missione dell’università
'I bibliotecari devono essere innanzi tutto bibliotecari’. A proposito di Biblioteche e pubblica lettura. Scritti 1957-2007 di Armando Petrucci
Armando Petrucci (1932-2018) was the greatest historian of Latin writing in the twentieth century. His research on the history of books, reading, and libraries in the modern era is fundamental. Equally important is his ability to frame book-related issues within academic and political debates. This collection, edited by Alberto Petrucciani, brings together texts in their original form to offer readers a sort of summa of Petrucci’s reflections and proposals. He was a scholar who contributed greatly to discussions on libraries, their functions and their organization. Biblioteche e pubblica lettura. Scritti 1957-2007 is the result of careful philological editing. The texts have been revised and harmonized to create a coherent and accessible volume.Armando Petrucci (1932-2018) è stato il più grande storico della scrittura latina del Novecento. Fondamentali sono le sue ricerche sulla storia del libro, della lettura e delle biblioteche in era moderna, così com’è stata rilevante la sua capacità di porre le tematiche legate al libro all’interno del dibattito accademico e politico. La raccolta, curata da Alberto Petrucciani, presenta i testi ripresi dalle loro sedi originali di pubblicazione in maniera da offrire ai lettori una sorta di summa delle riflessioni e delle proposte di uno studioso che ha contributo molto alla discussione sulle biblioteche, le loro funzioni e la loro organizzazione. Biblioteche e pubblica lettura. Scritti 1957-2007, pertanto, è il risultato di un lavoro filologico di curatela che ha riveduto ed emendato i testi, cercando di armonizzarli
Ridefinire l'esperienza della biblioteca: dare forma al futuro coinvolgimento della comunità
Whether on a university campus, at a local school, or in a metropolitan neighborhood, libraries are continually evolving how they engage with their users to make the most impact within their communities. This evolution recently has included a renewed emphasis on proactively shaping experiences around library spaces, programming, collections, and staff development.
Conducted in partnership between OCLC Global Council and OCLC Research and Market Analysis teams in 2023, focus group interviews were conducted and a survey was disseminated internationally in six languages. The focus group interviews and survey questions explored themes such as community engagement, collaboration, and innovative programs that meet library users’ continually evolving needs and expectations. The results of the focus group interviews, and survey provide insight into ways that library leaders and staff expect changing library experiences to create more meaningful engagement and positive impacts in the next five to ten years.Che si tratti di un campus universitario, di una scuola locale o di un quartiere metropolitano, le biblioteche stanno evolvendo continuamente il modo in cui interagiscono con i propri utenti per ottenere il massimo impatto all'interno delle loro comunità. Questa evoluzione ha recentemente incluso una rinnovata enfasi sulla definizione proattiva delle esperienze relative agli spazi della biblioteca, alla programmazione, alle collezioni e allo sviluppo del personale.
Condotte in collaborazione tra OCLC Global Council e i team di ricerca e analisi di mercato di OCLC nel 2023, sono state condotte interviste di focus group e un questionario è stato diffuso a livello internazionale in sei lingue. Le interviste di focus group e le domande del questionari hanno esplorato temi quali il coinvolgimento della comunità, la collaborazione e programmi innovativi che soddisfano le esigenze e le aspettative in continua evoluzione degli utenti della biblioteca. I risultati delle interviste di focus group e del sondaggio forniscono informazioni sui modi in cui i responsabili e il personale della biblioteca si aspettano che le esperienze di biblioteca in evoluzione creino un coinvolgimento più significativo e impatti positivi nei prossimi cinque-dieci anni
Leggere in biblioteca. Dati, scenari e prospettive dall’indagine di Giovanni Solimine
The contribution focuses on the book Leggere in biblioteca by Giovanni Solimine (Editrice Bibliografica, 2024), presenting both the methodological approach adopted by the author in his investigation and the main findings that emerged from the specific research trajectories explored. These include the characteristics of library collections, reading groups and selected books, the use of library collections, as well as the transformations brought about by the digital revolution and digital lending. Solimine’s book provides an unprecedented national-level overview of these issues, based on the analysis of a vast amount of data contextualized within broader scenarios. Leggere in biblioteca also offers multiple insights into fundamental issues for those involved in libraries and library science and can serve as a stimulus for further research.Il contributo si sofferma sul volume Leggere in biblioteca di Giovanni Solimine (Editrice Bibliografica, 2024), presentando sia l’approccio metodologico adottato dall’autore per la sua indagine, sia i principali risultati emersi dalle specifiche traiettorie di ricerca esplorate. Esse riguardano le caratteristiche dell’offerta delle biblioteche, i gruppi di lettura e i libri selezionati, l’uso delle collezioni da parte dei frequentatori delle biblioteche, nonché le trasformazioni determinate dalla rivoluzione digitale e il digital lending. Il libro di Solimine delinea un inedito quadro a livello nazionale su tali questioni, a partire dall’analisi di una enorme mole dati, contestualizzati all’interno di scenari più ampi. Leggere in biblioteca, inoltre, offre molteplici spunti di riflessione su questioni di fondamentale importanza per chi si occupa di biblioteche e biblioteconomia e può fungere da stimolo per ulteriori indagini
La formazione pedagogica e didattica dei bibliotecari
The educational function of libraries is well known. The search for truth and meaning of all things conducted in libraries has its roots in the ancient world. Thus, the library also develops into an educational agency: it teaches the meaning of research. Its educational function is expressed as education in the library, through the promotion of educational paths, didactic activities and reflections on topics not always related to the library; but it is also expressed as education to the library itself, understood as an ensemble of educational instances, aimed at the familiarisation with the library, the search for information and its correct use, but also more simply as a set of gestures inherent in library life, such as note-taking and reading, which are intrinsically educational phenomena. To do this, librarians cannot improvise, because while it is true that education is a natural fact, its transmission can be improved and calibrated to the characteristics of the individual subjects. The librarians who wish to organise educational events will need to implement different strategies from health professionals or teachers. Yet, to implement those strategies, librarians will need to know them first. This presupposes that their training is appropriate and that their course of study comprises educational and didactic principles and methods.La funzione educativa delle biblioteca è cosa nota. La ricerca della verità e del senso delle cose condotta nelle biblioteche affonda le sue radici nel mondo antico. Quindi la biblioteca nasce come agenzia educativa: educa al senso della ricerca.
La sua funzione educativa si esplica sia come educazione nella biblioteca, attraverso la promozione di percorsi formativi, attività didattiche e riflessioni su argomenti non sempre legati alla biblioteca; ma si esplica anche come educazione alla biblioteca, intesa come insieme di momenti formativi volti alla conoscenza della biblioteca, della ricerca delle informazioni, del loro corretto utilizzo, ma anche più semplicemente come insieme di gesti insiti nella vita della biblioteca e che sono intrinsecamente fenomeni educativi.
Per far ciò il bibliotecario o la bibliotecaria non possono improvvisare, perché seppure vero che l’educazione è un fatto naturale, la sua trasmissione può essere migliorata e tarata sulle specifiche dei soggetti che abbiamo davanti. Il bibliotecario che organizzare momenti formativi non dovrà mettere in atto le stesse strategie di professionista sanitario o di un insegnante. Ma per poterle mettere in atto dovrà conoscerle. Questo presuppone che la sua formazione sia adeguata e che il suo corso di studi abbia previsto la conoscenza delle discipline pedagogico-didattiche
Individuazione di opportunità imprenditoriali e occupazionali nella scienza dell'informazione e negli studi sulla conoscenza
Objective: This study aims to identify the various contexts and opportunities for entrepreneurship and employment in the field of information science and knowledge studies from the perspective of librarians, managers, and professors in the universities of Kermanshah, Iran.
Methodology: This was an applied research using a survey-analytical method. Data collection involved the use of a researcher-made questionnaire with a 5-point Likert scale. The face validity of the questionnaire was assessed through expert opinions, while its reliability was determined using Cronbach's alpha coefficient (α = 0.783). The research population consisted of 64 individuals, including librarians, managers, and professors in the universities of Kermanshah. The sample size was determined at 55 through Cochran's formula. Data was analyzed using the ordinary linear regression method with descriptive statistics in the SPSS 26 environment. The Kolmogorov-Smirnov test was employed to assess data normality.
Findings: The research findings revealed that the independent variables significantly influence the dependent variable, i.e., entrepreneurship and employment in information science and knowledge studies. Approximately 92% of the variations in entrepreneurship and employment opportunities within this field can be predicted by educational, research, technological, political, sociocultural, and occupational contexts. After analyzing each variable separately, it was found that of the changes in entrepreneurship and employment opportunities, 30% can be attributed to the educational context, 37% to the research context, 28% to the technological context, 14% to the political context, 17% to the sociocultural context, and 15% to the occupational context.
Results: The results demonstrated that educational, research, technological, sociocultural, occupational, and political variables have a significant impact on entrepreneurship and employment opportunities. It was also observed that the educational, research, technological, and sociocultural contexts enjoy relatively favorable conditions, whereas the occupational and political aspects require more support and attention.Obiettivo: Questo studio mira a identificare i vari contesti e opportunità per l'imprenditorialità e l'occupazione nel campo delle scienze dell'informazione e degli studi sulla conoscenza dal punto di vista di bibliotecari, manager e professori nelle università di Kermanshah, Iran.
Metodologia: Questa è stata una ricerca applicata che ha utilizzato come strumento di rilevazione il questionario. La raccolta dei dati ha comportato l'uso di un questionario creato dal ricercatore con una scala Likert a 5 punti. La validità del questionario è stata valutata tramite opinioni di esperti, mentre la sua affidabilità è stata determinata utilizzando il coefficiente alfa di Cronbach (α = 0,783). La popolazione di ricerca era composta da 64 individui, tra cui bibliotecari, manager e professori nelle università di Kermanshah. La dimensione del campione è stata determinata a 55 tramite la formula di Cochran. I dati sono stati analizzati utilizzando il normale metodo di regressione lineare con statistiche descrittive nell'ambiente SPSS 26. Il test di Kolmogorov-Smirnov è stato utilizzato per valutare la normalità dei dati.
Risultati: I risultati della ricerca hanno rivelato che le variabili indipendenti influenzano significativamente la variabile dipendente, ovvero l’imprenditorialità e l’occupazione nelle scienze dell'informazione e negli studi sulla conoscenza. Circa il 92% delle disparità nelle opportunità imprenditoriali e occupazionali in questo campo può essere condizionato da contesti educativi, di ricerca, tecnologici, politici, socioculturali e occupazionali. Dopo aver analizzato ciascuna variabile separatamente, si è scoperto che relativamente alle differenze nelle opportunità imprenditoriali e occupazionali il 30% può essere attribuito al contesto educativo, il 37% al contesto di ricerca, il 28% al contesto tecnologico, il 14% al contesto politico, il 17% al contesto socioculturale e il 15% al contesto occupazionale.
Risultati: I risultati hanno dimostrato che le variabili educative, di ricerca, tecnologiche, socioculturali, occupazionali e politiche hanno un impatto significativo sulle opportunità imprenditoriali e occupazionali. È stato anche osservato che i contesti educativi, di ricerca, tecnologici e socioculturali godono di condizioni relativamente favorevoli, mentre gli aspetti occupazionali e politici richiedono più supporto e attenzione
Trattamento delle risorse bibliografiche in alfabeti non latini e discoverability delle collezioni digitali: problemi e prospettive
The cataloguing of resources in non-Roman scripts, a topic discussed in Italy since the early 2000s, has regained prominence in professional discourse. From a library theory perspective, this issue warrants examination through the lens of "decolonizing" cataloguing tools to ensure full respect for linguistic and cultural diversity in the representation, access, and display of bibliographic data.
On the technical side, the implementation of Unicode standards in library systems has offered a viable solution for correctly encoding native scripts. However, critical issues persist due to limitations imposed by the SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) catalogue Index regarding how bibliographic information is entered into the national library system and subsequently presented to end users.
As long as transliteration remains the only method for describing resources in non-Roman scripts within OPACs, users can only leverage original-language query options through discovery tools. These tools, unlike traditional catalogues, handle born-digital resources with metadata in original scripts harvested from publishers' digital platforms. This discrepancy creates inequalities in resource discoverability, leaving the need for comprehensive and straightforward access to multilingual library resources unfulfilled.
On the technical side, the implementation of Unicode standards in library systems has offered a viable solution for correctly encoding native scripts. However, critical issues persist due to limitations imposed by the SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) catalogue Index regarding how bibliographic information is entered into the national library system and subsequently presented to end users.
As long as transliteration remains the only method for describing resources in non-Roman scripts within OPACs, users can only leverage original-language query options through discovery tools. These tools, unlike traditional catalogues, handle born-digital resources with metadata in original scripts harvested from publishers' digital platforms. This discrepancy creates inequalities in resource discoverability, leaving the need for comprehensive and straightforward access to multilingual library resources unfulfilled.La catalogazione dei materiali in caratteri non latini, argomento discusso in Italia sin dai primi anni del 2000, sta tornando a far parte del dibattito professionale. In termini biblioteconomici, sembra opportuno esaminare la questione nella prospettiva della “decolonizzazione” degli strumenti di catalogazione, cioè nel pieno rispetto della diversità linguistica e culturale nelle attività di rappresentazione, accesso e visualizzazione dei dati bibliografici. Su un piano più tecnico, l’implementazione dello standard Unicode nei software di gestione delle biblioteche si è rivelata una soluzione valida per la corretta codifica degli script nativi. Tuttavia, alcune questioni critiche sono ancora associate ai limiti che l’Indice del catalogo SBN ha stabilito nel modo in cui le informazioni bibliografiche vengono inserite nel sistema bibliografico nazionale e quindi offerte agli utenti finali. Fino a quando la traslitterazione rimarrà l’unico modo per descrivere nei cataloghi elettronici le risorse in caratteri non latini, gli utenti potranno sfruttare i vantaggi derivanti dalle opzioni di interrogazione nella lingua originale dei testi solo quando effettuano la ricerca nei discovery tool. Questi ultimi, infatti, in aggiunta ai materiali fisici della biblioteca interrogano anche le risorse digitali native (per le quali i metadati negli script originali sono già stati direttamente ricavati dalle piattaforme digitali degli editori). Ciò crea una certa disuguaglianza nella possibilità di recuperare i documenti cercati, e l’esigenza di accedere in modo agevole e completo alle risorse bibliografiche multilingue rimane insoddisfatta