AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Ripensare il sistema bibliotecario urbano fra passato, presente e futuro. Un percorso di ‘visione’ ispirato dal progetto della nuova Biblioteca centrale di Torino
The article describes the reorganization process of the public library network and the role of the project of the new Central Library as a driver for the strategic rethinking of the branch Libraries, for the redefinition of the vision and for the planning of services and activities. The process is founded on the role of the library in promoting urban regeneration and wellbeing. Particular attention is dedicated to the presentation of the process and his its impact on the repositioning of the public library network.L'articolo descrive il percorso di riorganizzazione del sistema bibliotecario urbano e il ruolo del progetto della nuova Biblioteca Centrale come volano per il ripensamento strategico delle Biblioteche pubbliche territoriali, per la ridefinizione della visione e la pianificazione dei servizi e delle attività. L'intero percorso descritto pone al centro il ruolo della biblioteca per promuovere la rigenerazione urbana e il benessere diffuso. Particolare attenzione viene dedicata alla presentazione del percorso di riorganizzazione interna e al suo impatto sul riposizionamento dell'intera rete territoriale.
Il libro come 'magnete': uno sguardo su S.T.O.R.I.E. che parlano di un noi
This paper presents the findings of S.T.O.R.I.E. – Transformative Stories, Opportunities, Connections, Inclusion and Emotions – a research project exploring the phenomenon of reading groups (GdL) in Italy. Promoted by ADEI, with the support of CEPELL and conducted by the BIBLAB Laboratory at Sapienza University of Rome, the study adopted a mixed-methods approach, combining a nationwide web survey with a qualitative phase based on 58 interviews.
The research mapped 1,253 groups, offering a fresh perspective in which reading groups emerge as vibrant microcosms of cultural sociability. These groups generate both individual and collective benefits: they encourage reading, foster intergenerational dialogue, and build informal networks.
The book, traditionally seen as a solitary object, is reimagined as a relational and collective device, an activator of inclusion, citizenship, and well-being. While respecting the spontaneous and dynamic nature of the phenomenon, the analysis proposes five interpretative archetypes of reading groups, providing a conceptual framework to systematise the diversity of practices observed. The study also adopts an applied research perspective, aiming to offer practical tools to enhance the cultural value of reading groups as spaces that strengthen social bonds, nurture a sense of community, and promote critical thinking.Il contributo presenta i risultati della ricerca S.T.O.R.I.E. – Storie Trasformative, Opportunità, Relazioni, Inclusione ed Emozioni – dedicata al fenomeno dei gruppi di lettura (GdL) in Italia. Promossa da ADEI, con il sostegno di CEPELL e condotta dal laboratorio BIBLAB della Sapienza Università di Roma, l’indagine ha adottato un approccio mixed methods, combinando una web survey nazionale con una fase qualitativa di ricerca basata su 58 interviste. La ricerca ha permesso di mappare 1.253 gruppi, offrendo una lettura inedita, dove i GdL emergono come microcosmi vitali di socialità culturale, capaci di generare benefici individuali e collettivi: incentivano la lettura, promuovono il confronto intergenerazionale e costruiscono reti informali di partecipazione. Il libro, da oggetto individualizzante, si trasforma in dispositivo relazionale e collettivo, attivatore di processi di inclusione, cittadinanza e benessere. Senza voler imbrigliare un fenomeno spontaneo e vivace, l’analisi propone inoltre cinque archetipi interpretativi dei GdL che aiutano a sistematizzare concettualmente la varietà di pratiche osservate ma, al contempo, il lavoro si inserisce in una prospettiva di ricerca applicata, con l’obiettivo di fornire strumenti utili per valorizzare i GdL come fenomeni culturali capaci di rafforzare legami, generare senso di comunità e interpretare criticamente il presente
Il principio vitale della biblioteca: il sapere e l’apprendimento come beni comuni
The essay analyzes the idea of knowledge and learning as common goods that structure and build non-local communities is examined moving from a number of titles: Giovani di montagna, giovani di città (1956) by Don Lorenzo Milani; What makes a library big (1928) by Rabindranath Tagore; The Five Laws of Library science by S.R. Ranganathan in its first edition (1931).
From the points of intersection between the three quotational epigraphs in the introduction to the Five Laws, the three distinct formulations of the Second Law in chapters 2–4 and the stage dialogues that illustrate it, and the presence, in chapter seven, dedicated to the Fifth Law, of a little-known work by H.G. Wells, Men like gods (1923), a powerful vision of the future emerges with all clarity as a peculiar trait of the Five Laws, a vision completely unaccountable to the current preceptual interpretation of the mainstream.
Ranganathan describes and interprets the transition from the 'old' Laws to the 'new' ones. The latter are value principles unifying the historical and social experiences of the Library Movement on a global scale. They fulfil an anticipatory function as they read within the 'signs of the times'.
The transition from one Law to the other (Books are for preservation vs. Books are for use: Law 1; Books are for (chosen) few vs. Books are for all: Law 2, in the initial formulation of chapter 2) expresses a radical change in the social perception of the goals, modes of use and organization of the library service.
There is a still largely unexplored connection with the Tagorian vision of education and library service, the influence of John Dewey's pedagogical thought on the role of learning in the regeneration of communities, and the transcendentalist legacy of Ralph Waldo Emerson and Henry Thoreau .
It is the focus of two little-known writings by Don Lorenzo Milani: Lettera dalla montagna (Letter from the Mountain, 1955) and Giovani di montagna, giovani di città (Mountain youth, city youth, 1956). If in the former the theme was the right to water as a common good, the latter is one of the founding texts of Milani’s pedagogy with its vision: knowledge (the "Word") as a condition of sovereignty.
Il saggio prende in esame l’idea di sapere e apprendimento come beni comuni che strutturano e costruiscono comunità non localistiche viene esaminata a partire da alcuni testi: Giovani di montagna, giovani di città (1956) di Don Lorenzo Milani; What makes a library big (1928) di Rabindranath Tagore; le Cinque Leggi della biblioteconomia di S.R. Ranganathan, nel testo della prima edizione (1931).
Dai punti di intersezione fra le tre epigrafi citazionali in premessa alle Cinque Leggi, le tre distinte formulazioni della Seconda Legge nei capitoli 2–4 e i dialoghi scenici che la illustrano, e la presenza nel capitolo settimo, dedicato alla Quinta Legge, di una poco nota opera di H.G. Wells, Men like gods, emerge con tutta evidenza come tratto peculiare delle Cinque Leggi una potente visione di futuro, del tutto inascrivibile alla corrente precettistica interpretazione del mainstream.
Ranganathan descrive e interpreta il passaggio dalle ‘vecchie’ Leggi alle ‘nuove’. Queste ultime sono principi valoriali unificanti le esperienze storiche e sociali del Library Movement su scala mondiale. Esse realizzano una funzione anticipatoria in quanto leggono dentro i ‘segni dei tempi’.
Il passaggio da una Legge all’altra (Books are for preservation vs. Books are for use: Legge 1; Books are for (chosen) few vs. Books are for all: Legge 2, nella formulazione iniziale del capitolo 2) esprime una trasformazione radicale nella percezione sociale delle finalità e delle modalità di fruizione e organizzazione del servizio bibliotecario.
Vi è una correlazione in larga parte ancora inesplorata con la concezione tagoriana di educazione e di biblioteca, l’influenza del pensiero pedagogico di John Dewey sul ruolo dell’educazione nella rigenerazione delle comunità, e l’eredità trascendentalistica di Ralph Waldo Emerson e Henry Thoreau.
È il focus di due scritti poco noti di Don Milani: Lettera dalla montagna (1955) e Giovani di montagna, giovani di città (1956). Se nel primo il tema era il diritto all’acqua in quanto bene comune, il secondo è uno dei testi fondanti la pedagogia milaniana con la sua visione della conoscenza (la “Parola”) come condizione della sovranità
Dalla Libia a Firenze. Il fondo archivistico e librario di Giacomo Caputo. Un’esperienza di public engagement per la Bright Night 2024 dell’Università degli studi di Firenze
The paper proposes some reflections on the communication to non-specialist audiences of author's fonds. In this specific case, within the initiatives organised by the University of Florence on the occasion of the European researchers' night (Bright Night 2024), a public engagement activity was carried out in order to enhance the documentary and bibliographic heritage of the archaeologist Giacomo Caputo (1901-1992). The event turned into an opportunity to reflect and materialise issues and needs related to the particular typology of the collection. The fond – held at the Humanities library of the University of Florence and now housed at the ‘Paolo Graziosi’ florentine museum and institute of prehistory - consists of an archive and library at the centre of two distinct but closely connected research projects.
In developing an adequate and shared communication strategy for the collections in question, the multidisciplinary angle of the collection was highlighted and addressed: archival science and librarianship intertwine with classical archaeology, restoration, and the history of Italian colonialism in Africa, intersecting with moments of private life and offering a portrait of the archaeologist in his workshop. The experience therefore becomes a case study, highlighting some of the actual difficulties of realisation and proposing possible solutions aiming at communicating such a remarkable heritage even to the non-specialist public, in the light of the university third mission.Il contributo propone alcune riflessioni relative alla comunicazione al pubblico non specializzato dei fondi d’autore. Nel caso specifico, in seno alle iniziative organizzate dall’Università degli studi di Firenze in occasione della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori (Bright night 2024), è stata condotta un’attività di public engagement al fine di valorizzare il patrimonio documentario e bibliografico dell’archeologo Giacomo Caputo (1901-1992). L’evento si è trasformato nell’occasione per riflettere e materializzare problematiche e bisogni connessi alla particolare tipologia dell’insieme. Il fondo – di proprietà della Biblioteca umanistica dell’Università di Firenze e oggi allocato presso il Museo e istituto fiorentino di preistoria “Paolo Graziosi” – si compone di archivio e biblioteca al centro di due progetti di ricerca distinti, ma strettamente connessi tra loro. Nell’elaborare un’adeguata e condivisa comunicazione del patrimonio in questione sono state evidenziate e affrontate le necessità multidisciplinari legate al fondo: archivistica e biblioteconomia si intrecciano con l’archeologia classica, il restauro, la storia del colonialismo italiano in Africa, intersecandosi con momenti di vita privata e restituendo la fotografia dell’archeologo nel suo laboratorio di lavoro. L’esperienza va quindi a configurarsi come caso paradigmatico per sottolineare alcune effettive difficoltà di realizzazione e proporre possibili soluzioni in grado di comunicare, nell’ambito della terza missione universitaria, un simile patrimonio anche al pubblico non specialistico
La formazione e l’accesso alla carriera bibliotecaria in prospettiva storica (1861-1921). Spunti per una lettura critica del presente
This paper explores the evolution of librarian training and career entry in Italy between 1861 and 1921, highlighting how these pathways contributed to shaping the professional identity of librarians. By examining legislation, job announcements, and contemporary professional literature, the study reveals a landscape marked by persistent structural uncertainty, despite a lively and multifaceted bibliographic and professional debate. The historical perspective is offered as a lens through which to interpret current challenges in the field - from job insecurity and role ambiguity to the declining appeal of the profession among younger generations - suggesting that many of these issues may be rooted in long-standing, unresolved systemic problems.L’articolo ricostruisce l’evoluzione della formazione e delle modalità di accesso alla carriera bibliotecaria in Italia tra il 1861 e il 1921, mostrando come questi aspetti abbiano contribuito a delineare l’identità professionale del bibliotecario. Attraverso l’analisi di normative, bandi di concorso e letteratura professionale dell’epoca, emerge un quadro segnato da profonde incertezze, a dispetto di un dibattito biblioteconomico vivace e articolato. La prospettiva storica viene proposta come strumento interpretativo utile per comprendere le criticità attuali della professione — dalla precarietà all’ambiguità del ruolo, fino alla scarsa attrattività della professione per le nuove generazioni — riconducendole a nodi strutturali ancora oggi irrisolti
La CDD e Thema 1.6 a confronto. Una proposta di mappatura
This paper presents the first comprehensive mapping between the Dewey Decimal Classification (DDC) and the Thema 1.6 classification scheme, with the aim of identifying convergences and differences between two reference systems respectively used in the library domain and in the international book supply chain. The study was carried out through a comparative analysis of the two classification languages and led to the development of a correspondence framework. The mapping seeks not only to lay the groundwork for a more consistent and productive dialogue between the various stakeholders of the book industry and the library sector, but also to show how, within the library context, having a correspondence scheme between the two systems can help optimize the different stages of collection management – from selection to the spatial organization of materials in the library – with the goal of improving the quality of bibliographic offerings and facilitating the encounter between books and readers, in an increasingly less self-referential perspective.Il contributo presenta una prima proposta di mappatura integrale tra la Classificazione decimale Dewey (CDD) e la classificazione Thema 1.6, con l’obiettivo di individuare convergenze e differenze tra due sistemi classificatori di riferimento rispettivamente per il contesto bibliotecario e per la filiera editoriale internazionale. La ricerca è stata condotta attraverso un’analisi comparata dei due linguaggi e ha portato alla definizione di uno schema di corrispondenza. La mappatura mira non solo a preparare il terreno per un dialogo più costante e proficuo tra i diversi soggetti della filiera del libro e il mondo delle biblioteche, ma anche a mostrare come, nel contesto bibliotecario, disporre di uno schema di corrispondenza tra i due sistemi possa contribuire a ottimizzare le diverse fasi del ciclo di gestione delle collezioni – dalla selezione fino all’organizzazione spaziale dei libri in biblioteca – con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’offerta bibliografica e favorire l’incontro tra libri e lettori, in un’ottica sempre meno autoreferenziale
Studio qualitativo sulla percezione della biblioteca da parte della comunità: il caso della Biblioteca comunale di Empoli
Some public libraries recognize the need to understand their impact on and perception by their communities. Nowadays, the study of community perception through the methodology of qualitative social research is present but still nascent in the library scenario. Sharing methods, results and conclusions is crucial to understanding how qualitative research can enhance libraries’ roles and design their improvement strategies. This article aims to illustrate the qualitative methodology and the Grounded Theory strategy adopted to analyze the perception of active andinactive users within the community of the public library of Empoli and to contextualize the specific results obtained to understand the win-win benefits of the research itself for both the users and the cultural institution.Le biblioteche pubbliche locali riconoscono l’importanza di valutare il proprio impatto e la percezione che la comunità ha di esse. Oggi lo studio della percezione della comunità con la metodologia della ricerca sociale qualitativa è presente ma ancora in fase nascente nello scenario bibliotecario. Condividere metodi, risultati e conclusioni è fondamentale per comprendere come questo tipo di ricerca possa migliorare l’affordance delle biblioteche e la progettazione di strategie di miglioramento. Questo articolo mira a illustrare la metodologia qualitativa e la strategia della Grounded Theory adottate per analizzare la percezione degli utenti attivi e inattivi nella comunità della Biblioteca comunale di Empoli e per contestualizzare i risultati ottenuti al fine di comprendere l’impatto win win della ricerca stessa sia per gli utenti che per l’istituto culturale
La cultura è di tutti. Oggetti, luoghi e persone attori della democratizzazione del patrimonio dal libro di Christian Greco e Paola Dubini
The book La cultura è di tutti by Christian Greco and Paola Dubini offers a rich, multidisciplinary reflection on the public value of culture in Italy, affirming its role as both a fundamental right of citizenship and a shared collective good. Structured as a two-voice dialogue, the book advances a vision of culture as a participatory, inclusive, and evolving process, grounded in the rights enshrined in the Italian Constitution and in international frameworks—most notably the Faro Convention. Cultural accessibility is conceived in a broad, systemic sense: as meaningful participation in cultural life, the reduction of inequalities, and the shared responsibility for safeguarding heritage.Il volume La cultura è di tutti di Christian Greco e Paola Dubini si configura come una riflessione profonda e multidisciplinare sul valore pubblico della cultura in Italia, affermandone il ruolo di diritto di cittadinanza e bene collettivo. Attraverso un dialogo a due voci il libro promuove una visione della cultura come processo partecipato, inclusivo e dinamico, ancorato ai diritti sanciti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali, in particolare la Convenzione di Faro. L’accessibilità culturale è intesa in senso ampio e strutturale, come partecipazione effettiva alla vita culturale, superamento delle disuguaglianze e condivisione della responsabilità nella cura del patrimonio
L'accesso per soggetto: dal catalogo a schede al catalogo online, con uno sguardo all'Intelligenza Artificiale
Building on Karen Coyle's observations about the role of semantic metadata in online catalogs and the loss of their organizing function, the paper examines the intellectual ferment that characterized the transition from card catalogs to online catalogs in the field of subject access. It explores the challenges, expectations, and risks associated with the adoption of new technologies, their implications for modernizing indexing tools, and their impact on catalog design.
The historical context from four decades ago bears striking resemblance to contemporary developments in the field, as institutions now explore the potential application of artificial intelligence technologies to enhance metadata generation processes.
The paper concludes with an examination of artificial intelligence, considering the conditions and boundaries within which it can operate effectively, and the constraints that must be addressed when designing AI applications.
Between the initial reference to Coyle and the final examination of AI, the paper traces significant developments in catalog evolution and design regarding subject access. It discusses Pauline Cochrane's 1984 lectures on Modern subject access in the online age, including expert proposals she solicited on this issue; the excitement surrounding this transition in Italy, as reflected in Luigi Crocetti's presentations and the 1985 Trieste Conference on Subject indexing and automation; and the design principles proposed by Marcia Bates during this period.
Rather than presenting a mere historical overview, the paper offers a critical reflection on key issues relevant to modern catalog design: the complexity of subject access; the effectiveness of concepts such as ‘uncertainty’, ‘variety’, and ‘redundancy’; their relationship to traditional notions of ‘pre-coordination’, ‘specificity’, and ‘summarization’; and the interaction between vocabulary and technology.Prendendo spunto da alcune osservazioni di Karen Coyle sul ruolo dei metadati semantici nei cataloghi online e, in particolare, sulla perdita della loro funzione organizzativa, il saggio descrive il fermento di idee che ha caratterizzato la transizione dal catalogo a schede al catalogo online nell’ambito dell’accesso per soggetto: le sfide, le aspettative e i rischi connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie, le loro implicazioni nel rinnovamento degli strumenti di indicizzazione e per un nuovo design del catalogo. Una situazione, quella di quarant’anni fa, analoga alla situazione attuale, in cui si sta profilando l’opportunità di applicare alla produzione di metadati i nuovi modelli di intelligenza artificiale. Il saggio si conclude proprio con uno sguardo all’intelligenza artificiale, chiedendosi quali sono le condizioni e i confini entro i quali essa può operare con successo in questo ambito, quali i vincoli e le restrizioni di cui tenere conto nel progettarne le applicazioni. Tra lo spunto iniziale e lo sguardo finale, il saggio ripercorre alcune tappe significative dello sviluppo dei cataloghi e del loro design riguardo all’accesso per soggetto: le lezioni di Pauline Cochrane del 1984 su Modern subject access in the online age, incluse le numerose voci di esperti da lei chiamati a confrontarsi su questo tema; il fermento della transizione in Italia, quale si riflette in alcuni interventi di Luigi Crocetti e nel Convegno di Trieste del 1985 su Indicizzazione per soggetto e automazione; i principi di design suggeriti da Marcia Bates in quegli anni. Non si tratta tanto di un excursus storico, quanto di una riflessione critica e una discussione su temi e problemi significativi per un nuovo design del catalogo: la complessità dell’accesso per soggetto, l’efficacia in questo ambito di nozioni come ‘indeterminazione’, ‘varietà’, ‘ridondanza’ e la loro connessione con quelle tradizionali di ‘pre-coordinazione’, ‘specificità’ e ‘sommarizzazione’, il rapporto tra vocabolario e tecnologia.