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    “Gli uomini buoni sono amici degli dèi”. Il rapporto tra eudaimonia e conoscenza in Plutarco

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    Il presente contributo si propone di indagare il rapporto che intercorre nella speculazione plutarchea tra eudaimonia e conoscenza alla luce di quanto il Cheronese sostiene principalmente nel De Iside et Osiride, ma che trova riscontro anche in altre opere plutarchee come nel De genio Socratis, nel De sera numinis vindicta, nel Non posse suaviter vivi secundum Epicurum e ancora nel Ad principem ineruditum. L’analisi procede presentando l’origine platonica del pensiero plutarcheo, con particolare riferimento alle dottrine riguardanti il daimon e la tripartizione dell’anima; per poi soffermarsi sul legame che nella riflessione di Plutarco intercorre tra l’ontologia (la natura del dio, i piani della realtà e la mediazione tra l’umano e il divino), l’epistemologia (il valore della conoscenza e i requisiti epistemologici dell’eudaimonia) e l’etica (il valore della virtù e il legame con l’eudaimonia)

    I riferimenti alle donne nel Timeo di Platone. Una nota di lettura sull’aspetto biologico, la funzione sociale e la valenza metaforica

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    This work aims to investigate the occurrences of the female lexicon, in particular γυνή and μήτηρ, in the Timaeus, to bring out Plato's position regarding women that can be deduced from the hermeneutics of the examined passages. It is necessary to consider all the problems related to Plato's writings, including the argumentative structures used and the complexity of some concepts. The occurrences in the Timaeus, although not numerically conspicuous, are significant in terms of content, given the very nature of this dialogue, which aims to identify the position and role of man and his soul in the cosmos. In Timaeus ’ Prologue, such as in the Republic, Plato expresses more open positions regarding the social role of women; instead in other passages, such as those dealing with t he transmigration of souls, Plato uses images relating to women to help his listeners to understand very complex issues. These images, to be understandable, have to be adequate to the idea about women common to Plato s time

    Mito e verità. Uno studio sul "De Iside et Osiride" di Plutarco

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    Il trattato plutarcheo De Iside et Osiride viene presentato secondo un livello di lettura filosofico di matrice medioplatonica e uno storico-religioso che vede nel De Iside una testimonianza unica e fondamentale per la ricostruzione dei culti religiosi egizi. Il mito, attraverso l’ermeneutica allegorica, elabora un’immagine della verità e assume così un valore argomentativo e filosofico che va ben oltre quello a cui di solito viene deputato. Il mito di Iside e Osiride, infatti, riesce, tra le altre cose, a trasmettere l’impianto ontologico della filosofia plutarchea e teorie cosmologiche non facilmente comunicabili attraverso una deduzione dialogica

    Passato e presente dell'Antropologia Simbolica. L'Archivio «Julien Ries» dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

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    L'articolo traccia un bilancio degli studi sull'Antropologia Simbolica, alla luce anche del contributo di Julien Ries e del lascito del suo Archivio all'Università Cattolica del Sacro Cuor

    L'allegoria filosofica del giardino di Eden. Dalla cosmologia all'etica

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    Punto di partenza della presente riflessione sull’allegoria del giardino di Eden è il testo del De opificio e la ripresa e l’approfondimento sistematico dei rispettivi versetti di Genesi che Filone presenta nel primo libro delle Legum allegoriae e nelle Quaestiones. Il pensiero di Filone, infine, viene inserito all’interno della più ampia posizione della prima età imperiale ‘greco- romana’ con riferimento soprattutto a Plutarco

    Plato’s use of the term stoicheion. Origin and implications

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    The aim of this paper is to examine the implications of Plato’s use of the term stoicheion, since his awareness of stoicheion’s polysemy reveals his view of the origin, the complexity and, at the same time, the order of reality. Moreover, his use of stoicheion allowed him both to inherit and to detach himself from his predecessors. I begin by presenting the history of the notion of stoicheion; then, since one of the meanings of stoicheion is ‘letter of the alphabet’, I focus on the Cratylus, which contains the first of several passages where Plato employs the alphabet as a paradigm for the structure of a complex system. Finally, I turn to the Theaetetus, where Plato, for the first time, uses stoicheion in the sense of ‘element’ and where, through the relation letters/syllables, Plato clarifies that enumeration and juxtaposition are not sufficient to attain the real knowledge. I will argue that only thanks to these steps can we understand the occurrences of stoicheion in the Timaeus, where Plato first states that air, earth, fire and water are not stoicheia tou pantos, and then reveals that, instead, the basic triangles are ‘the elements of the universe’

    Interpretare Platone. Saggi sul pensiero antico

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    In questa monografia di respiro internazionale, importanti studiosi di Platone e del Platonismo presentano questioni fondamentali dell'ermenutica platonica, quali la metafisica, la gnoseologia, il linguaggio, l'etica, la fisica e l'escatologia, secondo vari approcci interpretativi e sulla base di testi come il "Fedone", il "Timeo", il "Simposio", il "Cratilo" e il "Parmenide". Una seconda Sezione si occupa della tradizione platonica, analizzando l'esegesi medioplatonica in Plutarco, Apuleio, Numenio e Alcinoo

    Introduzione

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    L'interpretazione di Platone è uno dei grandi filoni della ricerca filosofica. L'Introduzione inserisce i saggi presentati nel volume, su testi e temi di Platone e del Platonismo successivo, nelle coordinate delle ricerche sugli scritti e i problemi dell'ermeneutica platonica, evidenziando l'orginalità e le tematiche che caratterizzano gli studi dei prestigiosi autori intervenuti

    "Niente di giusto dopo il tramonto del sole". Bene, sole, giustizia e virtù nel "Cratilo" di Platone

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    Platone nel "Cratilo" collega il sole al Bene e al Giusto, con metafore ed etimologie che fanno emergere il nesso Kinesis-Stasis, il Nous, il Dikaion, l'Agathon, e le Aretai, nell'impianto metafisico-cosmologico-etico che caratterizza i suoi dialoghi
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