1,721,122 research outputs found

    Eugenio Carmi. Appunti del nostro tempo. Opere storiche (1957-1963)

    No full text
    La monografia dedicata ad Eugenio Carmi in occasione della mostra Eugenio Carmi. Appunti sul nostro tempo, a cura di Davide Colombo e tenutasi presso il Museo del Novecento, si concentra su un nucleo di opere su carta e fotografie inedite (1957-1963) che fanno da corollario e da metro di lettura dell’opera Appunti (1963) – facente parte del ciclo Appunti sul nostro tempo –, donata la Museo del Novecento dall’artista stesso. La mostra e il saggio si pongono come una lettura d’opera, che rappresenta un momento cardine nella produzione artistica di Carmi. È, infatti, una summa del percorso svolto fino a quel momento, delle influenze e degli stimoli che ha raccolto: da quelli della sua attività grafica, grazie alla quale ha sviluppato un’attitudine specifica nella comprensione e nella trattazione dell’immagine, a quelli del panorama artistico genovese, italiano e internazionale della seconda metà degli anni Cinquanta. Le opere e i collage di Carmi sono annotazioni di ciò che esiste e accade attorno a lui: annotazioni del paesaggio – naturale, urbano, industriale – per riprendere le parole dell’amico Umberto Eco; e annotazioni della storia e della cronaca. L’artista è un attento osservatore delle “cose”, ma anche degli uomini e della società che essi costituiscono. Si tratta di una lucida curiosità, della capacità di osservare e di indugiare sulle cose, di percepirne le variazioni e le sottili differenze. E di sintetizzarne forme e colori; strutture e segni. Carmi osserva, assorbe e metabolizza la realtà e le fonti visive per rielaborarle in modo autonomo e consapevole. Le opere su carta esposte – disegni, prove litografiche, collage e pitture –, in gran parte inedite, documentano la varietà delle sperimentazioni di Carmi tra il 1957 e il 1963 e permettono di mettere in evidenza quegli elementi specifici della sua ricerca che si riscontrano nel collage Appunti. Con esso dialogano anche le fotografie scattate dall’artista presso il porticciolo di Boccadasse tra il 1960 e il 1965; il medesimo sguardo “disassato”, prospettive singolari e l’idea di trovare un nuovo senso e un nuovo ordine nell’immagine del reale

    “Studi sul Settecento e l’Ottocento”, numero monografico speciale dal titolo Dante 2021. Tradizione e fortuna

    No full text
    Dante 2021. Tradizione e fortuna, a cura di Davide Colombo: Davide Colombo, Introduzione; Controversie settecentesche: William Spaggiari, Fra Cesarotti e Bettinelli: gli scritti danteschi di Giuseppe Fossati; Ricezione editoriale: Guglielmo Barucci, La figura di Dante nell’immaginario delle strenne femminili di inizio Ottocento; Sandra Carapezza, «Una melanconia soave e serena». Purgatorio V nei commenti ottocenteschi; Ricezione critico-estetica: Luca Mazzoni, Le postille di Vincenzo Monti ai commenti danteschi di Biagioli e Lombardi; Davide Colombo, John Taaffe e Ugo Foscolo; Dantismo cattolico: Franco Arato, Gli studi danteschi nell’età della Restaurazione: Giovanni Marco Ponta; Federica Millefiorini, Antonio Stoppani lettore di Dante; Filologia e critica: Angelo Colombo, Litigia inter curiam romanam saecularesque principes. Per la Monarchia di Karl Witte (1863-1874); Dantismo creativo: Francesca Favaro, Dante nell’opera di Giuseppe Regaldi; Massimo Castoldi, Nella torre prima del silenzio: Giovanni Pascoli e il canto di Ugolino

    Qualche spunto per ripensare gli anni Ottanta : gli anni ottanta a Milano

    No full text
    Il contributo si configura come premessa metodologica del volume MilanOttanta. Aspetti del sistema artistico e culturale a Milano (a cura di Davide Colombo), che – insieme a quattro ritratti video di Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) e Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) realizzati con il regista Francesco Clerici e la Point Nemo Film – è il risultato del progetto di ricerca “ASART80. Ripensare gli anni ottanta”. Un progetto di ricerca interdipartimentale e interdisciplinare finanziato dall’Università degli Studi di Milano attraverso il Bando SEED 2019 e condotto dai docenti del Dipartimento di Beni culturali e ambientali – Silvia Bignami, Davide Colombo (PI del progetto), Paolo Rusconi e Giorgio Zanchetti – e del Dipartimento di Studi Storici – Roberta Cesana e Nicola Del Corno. Il volume si propone di indagare alcuni aspetti del sistema dell’arte a Milano negli anni Ottanta, quando, dopo la fine degli anni di piombo, la città ha assunto il ruolo di guida in ogni ambito della cultura visiva (arte, design, moda, editoria, pubblicità, televisione) ed è diventata punto di raccolta di importanti influssi culturali internazionali e laboratorio di mutamenti politici e sociali poi diffusi nel resto d’Italia, nonché di mettere in luce la complessità e le relative antitesi dei fenomeni culturali e controculturali, artistici ed editoriali del decennio nella loro interrelazione con la realtà storico-politica. Senza voler fare resoconti né proporre valutazioni definitive, i testi raccolti in questo libro intendono sollevare domande e mettere in luce contraddizioni e nervi scoperti che vanno indagati con attenzione e precisione, ma anche proporre alcuni – tra i moltissimi che potrebbero essere scelti – momenti significativi che possano aiutare in questo processo di comprensione. Così come frastagliato e apparentemente contradittorio è l’apparato illustrativo, che prova a restituirne una vivacità e ricchezza visiva.The contribution takes the form of a methodological premise for the volume MilanOttanta. Aspects of the Artistic and Cultural System in Milan (edited by Davide Colombo), which-along with four video portraits by Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) and Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) made with director Francesco Clerici and Point Nemo Film-is the result of the research project "ASART80. Rethinking the 1980s." An interdepartmental and interdisciplinary research project funded by the University of Milan through the SEED 2019 Call for Proposals and led by professors from the Department of Cultural and Environmental Heritage - Silvia Bignami, Davide Colombo (PI of the project), Paolo Rusconi and Giorgio Zanchetti - and the Department of Historical Studies - Roberta Cesana and Nicola Del Corno. This volume aims to investigate some aspects of the art system in Milan in the 1980s, when, after the end of the years of lead, the city assumed the leading role in every sphere of visual culture (art, design, fashion, publishing, advertising television) and became a rallying point for important international cultural influences and a laboratory for political and social changes that later spread to the rest of Italy, as well as highlighting the complexity and relative antitheses of the decade's cultural and countercultural, artistic and editorial phenomena in their interrelation with historical-political reality. Without wishing to give accounts or propose definitive evaluations, the texts collected in this book are intended to raise questions and highlight contradictions and exposed nerves that need to be investigated carefully and precisely, but also to propose a few - among the very many that could be chosen - significant moments that can help in this process of understanding. Just as jagged and seemingly contradictory is the illustrative apparatus, which tries to restore a vividness and visual richness

    Arte, artisti e gallerie a milano negli anni ottanta: continuità e novità

    No full text
    Il saggio fa parte del volume MilanOttanta. Aspetti del sistema artistico e culturale a Milano (a cura di Davide Colombo), che – insieme a quattro ritratti video di Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) e Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) realizzati con il regista Francesco Clerici e la Point Nemo Film – è il risultato del progetto di ricerca “ASART80. Ripensare gli anni ottanta”. Un progetto di ricerca interdipartimentale e interdisciplinare finanziato dall’Università degli Studi di Milano attraverso il Bando SEED 2019 e condotto dai docenti del Dipartimento di Beni culturali e ambientali – Silvia Bignami, Davide Colombo (PI del progetto), Paolo Rusconi e Giorgio Zanchetti – e del Dipartimento di Studi Storici – Roberta Cesana e Nicola Del Corno. All’interno della complessità e fluidità del sistema artistico e culturale (ufficiale e controculturale) di Milano negli anni Ottanta, le gallerie d’arte private hanno giocato sempre più un ruolo propositivo e di apertura internazionale. Il contributo Arte, artisti e gallerie a Milano negli anni ottanta: continuità e novità propone una panoramica dell’attività espositiva delle gallerie milanesi (storiche e di nuova apertura) attraverso alcuni casi esemplari, alla luce di una molteplicità di proposte artistiche rivelatrice di una vivacità che supera le gerarchie, gli incasellamenti e le contrapposizioni di una lettura parziale o di parte, andando Il decennio è fatto di molteplici sovrapposizioni e slittamenti; una fisarmonica che trova il suo baricentro attorno al 1985-86, che non è cesura, ma coagulo di flussi diversi, in cui, accanto a ciò che è giunto a compimento, già appare con prepotenza ciò che si muove in avanti.The essay is part of the volume MilanOttanta. Aspects of the Artistic and Cultural System in Milan (edited by Davide Colombo), which-along with four video portraits by Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) and Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) made with director Francesco Clerici and Point Nemo Film-is the result of the research project "ASART80. Rethinking the 1980s." An interdepartmental and interdisciplinary research project funded by the University of Milan through the SEED 2019 Call for Proposals and led by professors from the Department of Cultural and Environmental Heritage - Silvia Bignami, Davide Colombo (PI of the project), Paolo Rusconi and Giorgio Zanchetti - and the Department of Historical Studies - Roberta Cesana and Nicola Del Corno. Within the complexity and fluidity of the artistic and cultural (official and countercultural) system in Milan in the 1980s, private art galleries played an increasingly proactive and internationally open role. The contribution Art, Artists and Galleries in Milan in the 1980s: Continuity and Novelty proposes an overview of the exhibition activity of Milan's galleries (historical and newly opened) through some exemplary cases, in the light of a multiplicity of artistic proposals revealing a vivacity that overcomes the hierarchies, pigeonholing and oppositions of a partial or biased reading, going The decade is made up of multiple overlaps and shifts; an accordion that finds its center of gravity around 1985-86, which is not a caesura, but a coagulation of different flows, in which, alongside what has come to fruition, what is moving forward already appears with overbearance

    Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana

    No full text
    La mostra “Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana” – a cura di Barbara Cinelli con Davide Colombo – si è tenuta dall’8 dicembre 2016 al 5 marzo 2017 (prorogata fino al 17 aprile 2017) – a Castel Sant’Angelo e al Museo Manzù di Ardea. L’ipotesi di un dialogo fra Manzù e Fontana può sorprendere, ma si basa anche su un riscontri documentari. Senza forzare un impossibile rapporto visivo tra i due artisti, tuttavia bisogna ricordare che prima della guerra essi avevano condiviso l’ambiente artistico e culturale milanese di Persico e poi di “Corrente” e almeno un riferimento di cultura visiva nella riflessione su Medardo Rosso, e nel secondo dopoguerra, la ricerca di entrambi si confrontò con un tema comune, quello del sacro, carico di una nuova spiritualità. Manzù e Fontana sperimentarono entrambi l’impossibilità di forzare le ragioni liturgiche della committenza (Vaticano e Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano), ma il confronto con antiche iconografie che avrebbero desiderato rinnovare in senso contemporaneo entrò comunque in un fertile rapporto con le loro ricerche linguistiche. Davide Colombo si è occupato della parte dedicata a Fontana e allestita presso il Museo Manzù ad Ardea. La mostra – che copre un arco cronologico tra la fine degli anni ’40 e la fine del decennio successivo – è stata ideata attorno a tre nuclei tematici problematici, tramite un costante rapporto tra opere scultore in bronzo, gesso e ceramica, e disegni: i bozzetti per il Concorso per la V Porta del Duomo di Milano, le sculture in ceramica colorata (crocifissi, formelle, pale d’altare), i progetti per tombe e cappelle religiose. Anche il catalogo, per la parte di Fontana ha seguito questa struttura, oltre a saggi di approfondimento.The exhibition “Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Luco Fontana – curated by Barbara Cinelli and Davide Colombo, held at Castel Sant’Angelo, Rome, and Museo Manzù, Ardea, from December 8 2016 to April 17 2017. The propose of a dialogue between Manz and Fontana is unusual, but is documented. Without forcing an impossibile visual comparison, we can remember that they shared the same artistic and cultural background in Milan during ‘30s, with Persico and later “Corrente” group, and a common thinking on Medardo Rosso’s lesson. Afeter WWII, both faced the theme of sacred art, loaded of a new idea of spiritualità. Manzù and Fontana experienced the impossibility to force the liturgic reasons of Vaticano and Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, but their work on this ancient iconography was usefull for their artistic researches. Davide Colombo curated the section dedicated to Fontana and set up at Museo Manzù in Ardea. The show – from the end of ‘40s t the end of ‘50s – was arranged around three topics, suggesting a continuous relations between bronze, palster and ceramic sculpture and drawings: sculpture for Concorso per la V Porta del Duomo di Milano, coloured ceramics (crucifix, sacred tiles, atlarpieces) and projects for toms and chapels

    MilanOttanta : aspetti del sistema artistico e culturale a Milano

    No full text
    Il libro MilanOttanta. Aspetti del sistema artistico e culturale a Milano – insieme a quattro ritratti video di Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) e Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) realizzati con il regista Francesco Clerici e la Point Nemo Film – sono il risultato del progetto di ricerca “ASART80. Ripensare gli anni ottanta”. Un progetto di ricerca interdipartimentale e interdisciplinare finanziato dall’Università degli Studi di Milano attraverso il Bando SEED 2019 e condotto dai docenti del Dipartimento di Beni culturali e ambientali – Silvia Bignami, Davide Colombo (PI del progetto), Paolo Rusconi e Giorgio Zanchetti – e del Dipartimento di Studi Storici – Roberta Cesana e Nicola Del Corno. Il volume si propone di indagare alcuni aspetti del sistema dell’arte a Milano negli anni Ottanta, quando, dopo la fine degli anni di piombo, la città ha assunto il ruolo di guida in ogni ambito della cultura visiva (arte, design, moda, editoria, pubblicità, televisione) ed è diventata punto di raccolta di importanti influssi culturali internazionali e laboratorio di mutamenti politici e sociali poi diffusi nel resto d’Italia, nonché di mettere in luce la complessità e le relative antitesi dei fenomeni culturali e controculturali, artistici ed editoriali del decennio nella loro interrelazione con la realtà storico-politica. Senza voler fare resoconti né proporre valutazioni definitive, i testi raccolti in questo libro intendono sollevare domande e mettere in luce contraddizioni e nervi scoperti che vanno indagati con attenzione e precisione, ma anche proporre alcuni – tra i moltissimi che potrebbero essere scelti – momenti significativi che possano aiutare in questo processo di comprensione. Così come frastagliato e apparentemente contradittorio è l’apparato illustrativo, che prova a restituirne una vivacità e ricchezza visiva.The book MilanOttanta. Aspects of the artistic and cultural system in Milan - along with four video portraits by Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) and Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) made with director Francesco Clerici and Point Nemo Film - are the result of the research project "ASART80. Rethinking the 1980s." An interdepartmental and interdisciplinary research project funded by the University of Milan through the SEED 2019 Call for Proposals and led by professors from the Department of Cultural and Environmental Heritage - Silvia Bignami, Davide Colombo (PI of the project), Paolo Rusconi and Giorgio Zanchetti - and the Department of Historical Studies - Roberta Cesana and Nicola Del Corno. This volume aims to investigate some aspects of the art system in Milan in the 1980s, when, after the end of the years of lead, the city assumed the leading role in every sphere of visual culture (art, design, fashion, publishing, advertising television) and became a rallying point for important international cultural influences and a laboratory for political and social changes that later spread to the rest of Italy, as well as highlighting the complexity and relative antitheses of the decade's cultural and countercultural, artistic and editorial phenomena in their interrelation with historical-political reality. Without wishing to give accounts or propose definitive evaluations, the texts collected in this book are intended to raise questions and highlight contradictions and exposed nerves that need to be investigated carefully and precisely, but also to propose a few - among the very many that could be chosen - significant moments that can help in this process of understanding. Just as jagged and seemingly contradictory is the illustrative apparatus, which tries to restore a vividness and visual richness

    Horatio Goni/Fac-Simile: artista/gallerista

    No full text
    Il contributo è uno dei saggi dedicati a casi studio del volume MilanOttanta. Aspetti del sistema artistico e culturale a Milano (a cura di Davide Colombo), che – insieme a quattro ritratti video di Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) e Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) realizzati con il regista Francesco Clerici e la Point Nemo Film – è il risultato del progetto di ricerca “ASART80. Ripensare gli anni ottanta”. Tra i giovani galleristi – Sergio Casoli, Horatio Goni, Claudio Guenzani, Paolo Lavezzari, Pasquale Leccese, Giò Marconi e Andrea Murnik – immortalati nella famosa fotografia di Oliviero Toscani pubblicata sul numero 178 dell’ottobre 1987 di “L’Uomo Vogue”, Horatio Goni è colui che ha anticipato i suoi coetanei, scavalcando la “cesura” del 1985-86. Goni – artista argentino, vissuto a Londra, prima di trasferirsi a Milano nel 1981 – apre la Galleria Fac-Simile nel 1984 in via Morigi 8 (all’interno di un’esperienza di occupazione piuttosto nota iniziata negli anni settanta), con l’intento di trasformare il suo studio in uno spazio aperto ai giovani artisti e anche ai giovani critici. Il doppio e simbiotico ruolo di artista e gallerista diviene distintivo dell’operato di Goni, ponendolo in stretta sintonia con quegli artisti che stavano sviluppando una ricerca di carattere installativo e con una forte relazione con lo spazio espositivo. Il contributo ricostruisce le vicende espositive della galleria dal 1984 al 1990, comprensive di mostre personali e collettive organizzate da giovani curatori.The contribution is one of the essays devoted to case studies in the volume MilanOttanta. Aspects of the Artistic and Cultural System in Milan (edited by Davide Colombo), which - together with four video portraits by Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) and Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) made with director Francesco Clerici and Point Nemo Film - is the result of the research project "ASART80. Rethinking the 1980s". Among the young gallerists - Sergio Casoli, Horatio Goni, Claudio Guenzani, Paolo Lavezzari, Pasquale Leccese, Giò Marconi and Andrea Murnik - immortalized in Oliviero Toscani's famous photograph published in the October 1987 issue 178 of "L'Uomo Vogue," Horatio Goni is the one who anticipated his peers, bypassing the 1985-86 "caesura." Goni - an Argentine artist who lived in London before moving to Milan in 1981 - opened the Fac-Simile Gallery in 1984 at 8 Via Morigi (within a rather well-known occupation experience that began in the 1970s), with the intention of transforming his studio into a space open to young artists and also to young critics. The double and symbiotic role of artist and gallerist becomes distinctive of Goni's work, placing him in close harmony with those artists who were developing a research of an installation character and with a strong relationship with the exhibition space. The contribution reconstructs the gallery's exhibition events from 1984 to 1990, including solo and group exhibitions organized by young curators

    CSAC! La guida

    No full text
    Guida dell'archivio-museo CSAC dell'Università di Parma

    Le invenzioni di Lucio Fontana per le opere di soggetto religioso; Un genere ribaltato: Vie Crucis e pale d’altare

    No full text
    Il saggio introduttivo “Le invenzioni di Lucio Fontana per le opere di soggetto religioso” (pp. 40-53) pubblicato nel catalogo della mostra “Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana”, analizza la produzione artistica di Fontana del secondo dopoguerra, evidenziando come le occasioni iconografiche di tipo religioso, divengono, grazie a un approccio empirico ed esperienziale, una delle occasioni tematiche all’interno delle quali l’inventiva dell’artista trova una sua concretizzazione. La libertà metodologica di Fontana implica anche un libera circolazione e circolarità di idee e ipotesi inventive che si sovrappongono e che possono slittare da un soggetto all’altro o da un contesto all’altro. Pertanto anche nelle opere di soggetto religioso è possibile trovare le stesse invenzioni plastiche delle ricerche spaziali di Fontana. Si sovrappongono così le sculture in ceramica raffiguranti guerrieri e arlecchini con quelle per le Madonne o i Crocifissi da parete e da tavolo, le formelle raffiguranti Crocifissioni e Deposizioni con le tavolette in terracotta dei Concetti spaziali, le invenzioni per la porta del Duomo di Milano e le cappelle religiose o funebri con quelle per gli Ambienti spaziali o il grande arabesco di luce per la IX Triennale di Milano del 1951. Delle iconografie religiose, Fontana riutilizza i modelli del passato in modo personale o li rinnova secondo nuove possibilità plastiche e formali, nonché uno sguardo civile e contemporaneo, come nel caso della V Porta del Duomo di Milano, su cui il saggio si sofferma con particolare attenzione. Il secondo saggio, più breve, è il testo introduttivo della sezione dedicata alle ceramiche “Un genere ribaltato: Vie Crucis e pale d’altare” (pp. 122-125). In esso si sottolinea l’importanza delle opere in ceramica come scultura colorata e della capacità di Fontana di lavorare parallelamente su soggetti differenti come guerrieri, arlecchini, animali, vasi e piatti o di tema religioso. In tal modo, ricerche legate ai “Concetti spaziali”, influenzano anche le scelte formali e stilistiche delle ceramiche di soggetto sacro
    corecore