1,721,051 research outputs found

    Review of Danilo Leone, Maria Turchiano, Liburna 1. Archeologia subacquea in Albania. Porti, approdi e rotte marittime, Edipuglia, Bari 2017

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    Review of Maddalena Bassani of the book by Danilo Leone, Maria Turchiano, “Liburna 1. Archeologia subacquea in Albania. Porti, approdi e rotte marittime”, Edipuglia, Bari 2017, pp. 384

    La basilica di Herdonia. Esperienze e riflessioni sul rilievo e la rappresentazione del monumento

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    Object of the present investigation are the ruins of the judicial basilica of Herdonia.Of it, some walls fragments and a few capitals, situated on columns bases, remain. The research, developed to analyze and understand this building, follows a cognitive run in which base and applied research are conjugated at different levels of study and analysis. The disciplines of drawing and survey can offer a contribution to knowledge and understanding of a building reduced to the state of ruin, as tools of experimentation, control and verification of the hypotheses related to building spatial warp. The survey documents all the surviving architectural passages. The drawing, thanks to its ability of analysis, performs a disassembling of the complex architectural reality in more meaningful parts, recognizing their role. Drawing, finally, as graphic model, contributes to connect all the parts of the architectural organism attempting to find again the original architectural unity. The first level is carried out by analyzing the monument rests by means of historical and iconographic investigations, parallelly developed. Through survey, the relationships system can be understood, relating the building fragments, despite subject continuum lack. Its form and dimensions, constructive, technological, structural, and distributive characteristics, are recognized, basing on a priori judgments, founded on preceding studies. Somehow they allow to prefigure the original spatial and formal organicity. A further level of analysis is carried on the comparison with other existing Roman basilicas, having modules and proportions similar to the Herdonia building. The civil basilicas taken into account are located in centre-southern Italy. In these, some parts lacking in Herdonia are individuated: columns flutes and shaft, wall and column height and trabeation fragments. The last level of study is of comparative-theoretical type: it is based on the analyses of proportion indicated in Vitruvio’s De Architectura, for what regards both the spatial distribution and style elements. Evaluations deriving by all these investigations allow to formulate hypothesis about the building ideal reconstruction. The graphic model synthesizes all the interpretations and judgments previously formulated and directly communicates the collected informations. The proposed ideal reconstruction of the Herdonia basilica could contribute to further developments of specific deeper researches

    Giuliano Volpe, Maria José Strazzulla & Danilo Leone (a cura di), Storia e archeologia della Daunia. In ricordo di Marina Mazzei. Atti delle Giornate di studio (Foggia 19-21 maggio 2005). Bari, Edipuglia, 2008

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    Maes Katrien. Giuliano Volpe, Maria José Strazzulla & Danilo Leone (a cura di), Storia e archeologia della Daunia. In ricordo di Marina Mazzei. Atti delle Giornate di studio (Foggia 19-21 maggio 2005). Bari, Edipuglia, 2008. In: L'antiquité classique, Tome 79, 2010. pp. 765-766

    Produzioni locali ed importazioni nella Puglia centro-settentrionale tardoantica. Le anfore

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    L’analisi della produzione e della circolazione delle ceramiche in Apulia in età tardoantica e altomedioevale si inserisce nel quadro di un progetto di ricerca incentrato sulla Puglia centro-settentrionale nel contesto dell’Italia meridionale. Le ceramiche sono analizzate all’interno del più ampio contesto dell’organizzazione insediativa urbana e rurale e dell’articolazione della produzione e degli scambi, secondo le prassi tipiche dell’archeologia globale di un territorio. I materiali presi in esame si riferiscono sia a contesti stratigrafici affidabili (in particolare la villa di Agnuli a Mattinata, la città di Herdonia, il sito rurale di San Giusto, il complesso ecclesiastico di San Pietro a Canosa, il vicus industriale di Vagnari, la villa tardoantica di Faragola) sia a rinvenimenti di superficie dei progetti di ricognizione sistematica delle valli del Celone, dell’Ofanto e del Basentello, sia infine a rinvenimenti sporadici e casuali, a scavi ascientifici, parzialmente editi, o a semplici segnalazioni. A questi dati si è ritenuto utile e opportuno affiancare, anche come confronto, una serie di elementi desumibili dalla Puglia centromeridionale. In tal modo è possibile contare su un campione alquanto articolato, proveniente sia da città, tanto della costa quanto dell’interno, sia da insediamenti rurali. L’esame delle importazioni e quello delle produzioni locali consente così di cogliere meglio la dialettica tra capacità ricettiva e articolazione produttiva regionale e di poter tentare di costruire, attraverso la scelta di questa sorta di ‘doppio binario’, un quadro più completo del tessuto produttivo e commerciale

    Campo della Fiera, Orvieto

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    Il sito di Campo della Fiera, situato a Sud-Ovest della rupe di Orvieto, è oggetto di indagini sistematiche condotte da più di un ventennio dalle Università di Perugia e Foggia e dall’Associazione Campo della Fiera, con il supporto finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Le ricerche sono dirette dalla professoressa Simonetta Stopponi e dal 2010 si è affiancata nella ricerca l’équipe dell’Università di Foggia, coordinata dal prof. Danilo Leone. Alle campagne di scavo, avviate nel 2000, partecipano centinaia di studenti e archeologi provenienti da università italiane e straniere. Gli scavi hanno permesso di riconoscere in questo centro il celebre santuario federale degli Etruschi, il Fanum Voltumnae, invano cercato sin dal XV sec., e un complesso palinsesto di strutture e di fasi dal VI sec. a.C. al XIV d.C. Posto all’incrocio di importanti assi viari verso Chiusi, l’Etruria costiera e la Valtiberina, Campo della Fiera è caratterizzato da una vasta pianura idonea allo svolgimento delle numerose attività che si svolgevano al Fanum. Anche le fonti medievali, del resto, menzionano il sito come campus fori o campus nundinarum: un’area la cui vocazione commerciale è destinata a permanere almeno fino agli inizi del XX sec. Nel corso degli ultimi anni le indagini concentrate nel settore nord-orientale del sito, nell’ampia area sottostante il complesso di S. Pietro in Vetera, hanno consentito di approfondire lo studio dell’organizzazione spaziale del sito e la sua evoluzione nel corso di circa 15 secoli, dal I sec. a.C. fino alle fondazioni medievali del convento e alle successive installazioni di edifici in legno riconducibili alle manifestazioni fieristiche che si svolgevano nelle zone limitrofe all’edificio di culto. Gli scavi hanno riportato alla luce una grande domus costruita tra la fine del I sec. a.C. e il I sec. d.C. e significativamente collocata a ridosso del santuario. La lussuosa abitazione era dotata di due impianti termali, provvisti di tutti i caratteristici ambienti, dallo spogliatoio al caldarium. Tra la seconda metà/fine VI e gli inizi del VII sec. alle strutture della domus si sovrappone un oratorio cristiano. Con questo nuovo luogo di culto, destinato alla comunità che viveva nei dintorni, è possibile mettere in relazione i nuclei di sepolture che a partire dal VII sec. d.C. popoleranno l’ampia area circostante almeno fino all’XI sec. Nella stessa area, sul finire del XII o agli inizi del XIII secolo, fu inaugurato un cantiere per l’edificazione di una nuova struttura ecclesiastica: si tratta della chiesa di San Pietro in Vetera, di cui si era perduta l’esatta ubicazione. La chiesa basso medievale, nota già in un documento del 1211, fu concessa ai frati Minori nel 1226, e il piviere omonimo compare nel Catasto della Città e del Contado del 1292. Accanto alla chiesa è presente un’aula riconducibile a uno dei corpi di fabbrica del monastero francescano, verosimilmente il refettorio/magazzino per lo stoccaggio dei prodotti agricoli, più volte citato dalle fonti medievali di XIII sec. Sebbene la documentazione pervenuta non ne faccia mai cenno, non va trascurata una funzione ospitaliera, quale centro di ricovero per viandanti e pellegrini. sia pure in una fase più tarda, soprattutto in concomitanza con la diffusione dell’epidemia di peste della metà del Trecento. Nella seconda metà del XIV-XV sec. le strutture del convento furono progressivamente abbandonate e spogliate: il grande edificio rettangolare fu demolito e i materiali costruttivi sistematicamente asportati fino alle fondazioni, così da lasciare accanto alla chiesa un ampio spazio aperto, funzionale ad attività verosimilmente mercatali. Nel corso della campagna di scavi che si svolge annualmente, è stato individuato un pozzo, profondo 10 metri, che custodiva circa trecento brocche in perfetto stato di conservazione, utilizzate tra il XIII e il XVI secolo. La cisterna, che ancora oggi raccoglie l’acqua proveniente dalla falda sotterranea, rappresentava la riserva idrica del convento medievale di San Pietro in Vetere e fu utilizzata anche dopo l’abbandono del complesso ecclesiastico, nel corso dei mercati stagionali che, come ricordano le fonti, si svolgevano accanto alla chiesa nel XV e XVI secolo. I recipienti, in corso di studio da parte del prof. Danilo Leone e del dott. Vincenzo Valenzano dell’Università di Foggia, consentono di arricchire la storia delle produzioni ceramiche di un comprensorio territoriale molto ampio dal Medioevo fino all’età moderna. “L’eccezionalità del rinvenimento, sostengono gli archeologi, consiste non solo nello straordinario stato di conservazione dei reperti, già in fase di restauro, che serbano ancora le decorazioni e i colori intensi degli smalti, ma anche perché si tratterebbe di uno dei pochi contesti ceramici di età medievale e moderna rinvenuti in un complesso extraurbano del territorio orvietano, indagati secondo le moderne tecniche dell’archeologia stratigrafica”. Tra i ritrovamenti in particolare spicca la fiaschetta di un pellegrino della metà del Duecento che, raggiunto il convento, deve aver perso il contenitore nel pozzo nel tentativo di riempirlo d’acqua. Numerose sono le maioliche di età rinascimentale, provenienti dalle principali botteghe umbre e altolaziali, e vendute dai mercanti che qui accorrevano stagionalmente per partecipare alla fiera. I reperti in metallo tra cui roncole, accette, falcetti e rasoi per la concia delle pelli ci raccontano la vita quotidiana del convento e della comunità dei contadini della pieve

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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