483 research outputs found

    Sviluppo e benessere sostenibili. Una lettura per l'Italia

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    L’agire delle persone orientato verso uno sviluppo quantitativo, che si presupponeva illimitato, ha caratterizzato almeno i due secoli passati e ha sviluppato la consapevolezza che è necessario cambiare obiettivi delle politiche. Oggi è una necessità umana affrontare la questione della sostenibilità, letta in ogni sua articolazione, perché dobbiamo verificare se le persone potranno continuare a vivere su questo pianeta e successivamente a quali condizioni. Da questa premessa deriva che l’obiettivo del benessere delle persone è centrale. Le misure quindi utilizzate per definirlo e analizzarlo sono così fondanti, perché ciò che si misura non è neutrale e determina poi dove concentrare le azioni.Maria Bachelet, Giorgia Bressan, Paola Conigliaro, Dalila De Rosa, Daniele Vazque

    Il lavoro come luogo di costruzione dell’identità personale: piste di riflessione pedagogica dalla Laborem exercens di Giovanni Paolo II

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    Promulgata nel 1981, la lettera enciclica Laborem exercens di Giovanni Paolo II presenta indubbi elementi di attualità, oltre a significativi impliciti pedagogici – condensati soprattutto nei primi paragrafi del testo - in ordine alla dimensione del lavoro. Papa Wojtyła, infatti, non solo faceva del lavoro il punto nevralgico per un’adeguata lettura e comprensione della questione sociale (tema, questo, del quale anche oggi constatiamo l’urgenza dirompente), ma anche e soprattutto lo esaminava dal “lato umano”. In altre parole, senza negarne la dimensione squisitamente oggettiva (connessa a doppio filo alla questione della tecnica), egli ne esaminava approfonditamente il risvolto soggettivo: «Non c'è, infatti, alcun dubbio che il lavoro umano abbia un suo valore etico, il quale senza mezzi termini e direttamente rimane legato al fatto che colui che lo compie è una persona, un soggetto consapevole e libero, cioè un soggetto che decide di se stesso. [...] il primo fondamento del valore del lavoro è l'uomo stesso, il suo soggetto. A ciò si collega subito una conclusione molto importante di natura etica: per quanto sia una verità che l'uomo è destinato ed è chiamato al lavoro, però prima di tutto il lavoro è “per l'uomo”, e non l'uomo “per il lavoro”. [...] in ultima analisi, lo scopo del lavoro, di qualunque lavoro eseguito dall'uomo - fosse pure il lavoro più «di servizio», più monotono, nella scala del comune modo di valutazione, addirittura più emarginante - rimane sempre l'uomo stesso» (Laborem exercens, 6). Proprio perché prima del lavoro c’è la persona, inoltre, esso è dotato di una peculiare «forza sociale: la forza di costruire una comunità» (Laborem exercens, 20). Giovanni Paolo II affronta questo aspetto pensando soprattutto all’impatto socioeconomico e politico del lavoro; pure, tra le righe emerge una struttura comunitaria e relazionale del lavoro (ma anche dell’azione umana in generale) in quanto tale. Tale chiave di lettura si fonda sulla densa riflessione antropologica elaborata da Wojtyła negli anni del suo insegnamento universitario, tutta incentrata sul nesso strutturale tra la dimensione personale e quella dell’atto (Wojtyła, 1969); e consente di apprezzare pienamente la portata formativa ed umanizzante del lavoro, che ha sempre a che fare con ciò che la persona diviene/è, con la sua identità; e che vede convergere in unità la complessa costellazione di dimensioni (cognitiva, esperienziale, emotivo-affettiva, motivazionale, pratica...) nelle quali la persona stessa si trova costituita. In definitiva, la lettura wojtyliana del lavoro come luogo di costruzione della persona e della comunità restituisce al tema uno spessore squisitamente pedagogico; e consente di approfondirlo in una feconda interazione con le costanti tipiche del processo educativo (Moscato, 1994) e con la forma/modello strutturale dell’apprendistato quale fondamento di una compiuta pedagogia del lavoro (Moscato, 2016)

    La dinamica del turismo in Italia e nel Lazio a partire dal 2020

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    Fino all’avvento della crisi sanitaria da Coronavirus, il turismo ha rappresentato un settore portante per l’economia italiana, occupando posizioni di leadership nella classifica dei flussi turistici in Europa e nel mondo. La crisi globale del turismo, protrattasi per l’intero anno 2020 e proseguita senza sosta nel 2021, ha completamente travolto il sistema turistico e, di conseguenza, una parte consistente dell’economia italiana (Brogna, Cocco, 2020). È noto, infatti, come il turismo, essendo un fenomeno dal carattere multisettoriale e poliedrico, in grado di coinvolgere i più svariati settori economici, abbia avuto un peso rilevante sulla società e l’economia italiana nel complesso. È altresì chiaro che le politiche dell’ultimo decennio abbiano rivolto un forte interesse nella crescita del turismo su svariati territori italiani

    Il supporto nelle relazioni familiari e il benessere dei giovani adulti: differenze di prospettiva

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    Il presente contributo si è focalizzato sulle relazioni familiari nelle famiglie con figli giovani-adulti, indagando un dimensione ritenuta cruciale in questa fase, quella del supporto. L'obiettivo era quello di mettere a confronto le percezioni dei membri della famiglia relativamente al supporto nelle diverse relazioni (relazione coniugale, genitori-figli, fraterna), ed indagare i nessi di ciascuna col benessere dei figli. Il campione è risultato composto da 92 nuclei familiari (padre, madre e due figli). Ai soggetti è stata somministrata una scala volta a misurare il livello di supporto scambiato nella relazione. I figli hanno inoltre risposto alla Scala di autostima di Rosenberg e al Self Image Questionnaire di Offer, Ostrov, e Howard (1982). I risultati da una parte hanno confermato la centralità delle figura materna, già evidenziata in letteratura, dall'altra hanno delineato l'importanza sia della relazione coniugale che di quella fraterna. Il benessere dei giovani-adulti è parso connesso più alla relazione paterna che a quella materna. Inoltre, il benessere del figlio minore è risultato parzialmente associato alla quantità di supporto che percepisce nella relazione con il fratello maggiore

    L'assedio di castel Terracina a Salerno del 1191 nel Liber ad honorem Augusti. Problematiche storiche ed archeologiche alla luce di recenti interventi di restauro

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    Lo studio verte sull'analisi delle tipologie militari utilizzate in età normanno-sveva durante l'assedio di castel Terracina avvenuto a Salerno nel 1191. Elemento di confronto sono le miniature del Liber ad honorem Augusti, di Pietro da Eboli, la documentazione scritta e lo stesso edificio, identificato nel civico 5 di Largo san Giovanni a Salerno. L'analisi delle murature, effettuata prima del restauro che ha parzialmente coperto una delle fasi più antiche della costruzione, ha consentito di datare il palazzo al pieno XII secolo escludendo la sua realizzazione alla volontà di Roberto il Guiscardo. Il lavoro complessivo è stato edito in una monografia

    A Lack of Focus, Not Task Avoidance, Makes the Difference: Work Routines in Procrastinators and Non-Procrastinators

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    Procrastination may be seen as the outcome of a learning history of delaying the onset of task execution and its completion, both in terms of time and effort. In this study, we examined the performance of 55 university students who carried out two writing tasks consisting of summarizing two academic papers, each within a different time slot (i.e., five vs. three days to complete). The two assignments were part of the class activity and were perceived by participants as homogeneous in terms of text appreciation and difficulty, therefore making the two conditions comparable. The Pure Procrastination Scale was used to categorize subjects as high and low procrastinators, and to compare their performances. Results show that students who report more procrastination behaviors tend to increase their productivity as the deadline approaches, while low procrastinators are more productive throughout the time at their disposal, with peak activity during the intermediate day. Such a strategy was consistent across two deadlines (five vs. three days), and the difference between the two subgroups can be ascribed to the task-oriented coping style, which seems to be lacking in high-procrastinators

    Towards a specialised repository on “Migration studies” through new filters of the SoReCom A.S. de Rosa @-library

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    The aim of this contribution is to present some recent developments of the So.Re.Com. “A.S. de Rosa” @-Library (Social Representations and Communication ‘A.S. de Rosa’ @-library), already presented in previous publications ([1], [2], [3], [4], [5], [6], [7], [8], [9]) as multi-purpose web-platform for documentation, training and networking in the supra-disciplinary field of Social Representations and Communication Among the many cross-thematic areas of supra-disciplinary interest (environment, health, education, science and technology, communication, politics, economics, etc.) with the high societal impact, the “migration studies” represent a relevant field of transversal knowledge across social sciences developed by the researchers specifically working in “Social Representations and Communication” and by social scientists inspired by other theories and disciplinary fields beyond social psychology. There is a huge literature and documentation aimed at investigating and understanding the complex phenomenon of “migration” on factual elements, that characterise the dynamic of “pull” and “push” factors in the migratory flows in the history, alternating emigration/immigration from/towards countries and world regions or even concurrent migratory flows from the same countries, and the impact with host communities. However in the multi-media communication system of our contemporary society this factual knowledge is almost obscured by “polarised” social representations connoted by opposite attitudes pro-against immigration and perceived as a contemporary emergency due to the “fear” or the “empathy” toward the immigrants depicted as “invaders”, “potential terrorist”, “threat to the employment opportunities of the citizens of their sovereign country”.... or as “victims”, “support for the economy of the country” as workers in fields that no longer interest native citizens, “refugees” who escape from war or natural disasters....The manipulation of emotions induced in the citizens by political leaders or other influential authorities according to their different ideological positions and identity affiliations has a wide “echo chamber” in the social media (Twitter, Facebook, Instagram, YouTube....). However, at some extent, the rhetorical device of these polarised views also organise the semantic dictionary of the policies documents and scientific literature (even only as input for counter-arguments) making significant some variables, like the author’s institutional affiliation geographical location in the specificities analysis . Linked to a wide research program on migratory experiences and discourse, articulated in “multimedia” and “field” studies - led by de Rosa since 2017 and developed in collaboration with a large research team ([10], [11], [12], [13], [14], [15], [16], [17], [18], [19], [20], [21], [22], [23], [24], [25], [26], [27], [28], [29], [30], [31], [32], [33]) - the acquisition of a huge documentation at several levels of the discourse has been the occasion of recent developments of the So.Re.Com. “A.S. de Rosa” @-Library through new filters. These specific web-tools further improve the @-library’s functionalities, allowing to extract from distinct repositories the literature specifically inspired by Social Representations in a separate or aggregate way by the literature inspired by other theories in social sciences and communication studies, in view of detecting a large transversal corpus of sources toward a virtual specialised cross-paradigmatic and cross-disciplinary repository on “migration studies”. Selected results will be presented among those obtained by multidimensional analyses of data and meta-data extracted from different repositories of the So.Re.Com. “A.S. de Rosa” @-Library

    Machine à émouvoir. Kazuō Shinohara e i dispositivi dell’inatteso

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    La cultura nipponica antica (e forsanche attuale) è tradizionalista per definizione: nulla può esistere al mondo, nel senso più ampio del termine, se non ripete modelli antichi. Così, la forma, le proporzioni, le misure stesse di una stanza del tè, di un giardino buddhista, di un gesto teatrale o di una terzina poetica sono costruite con soggetti e secondo regole precise, codificate dai trattati e dalla consuetudine. Dopo la codificazione, in teoria, nessun mutamento, cioè nessuna innovazione, può essere possibile. Eppure le cose non sono andate e non vanno così: la stessa civiltà, le stesse opere offrono l’esempio di una creatività sfavillante e sottilmente raffinata. Si impone allora una domanda: se tutto nella cultura nipponica è prefissato dalla tradizione e l’artista – poeta, attore, architetto – è divenuto tale imparando a fare l’artista, come un artigiano che ha appreso un mestiere, allora l’intera produzione è condannata a rimanere un mero formalismo, spesso particolarmente sofisticato, ma freddo e ripetitivo? In altre parole: dove risiede l’originalità formale in cui indubbiamente gli artisti gareggiano? Il processo di animazione dello spazio artistico, tra elaborazione del passato e progettazione del futuro? Per rispondere la ricerca ha assunto come ambito temporale di riferimento il tema della ricostruzione della città, dalla Seconda Guerra Mondiale fino a oggi, e come ambito formale il rapporto fra “tradizione” e “innovazione”, tra “continuità” e “sperimentazione” nell’opera dell’architetto giapponese Kazuō Shinohara (1925-2006). Un lavoro, quello del “maestro” Shinohara, che è stato volto ad affermare l’importanza dello spazio domestico come forma specifica di riscoperta e ricostituzione del senso fondamentale dell’uomo; vale a dire la realizzazione della realtà unitaria della sua vita tra corpo, mente e psiche. Così l’architettura diviene una forma capace di racchiudere in sé un’energia vitale, uno spazio ove basta un riflesso per animare un intero scenario, per trasfigurare un insieme monotono e persino desolato in un balenare vivo e inatteso

    Optical properties of triplex DNA from time-dependent density functional theory

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    We present a combined investigation of the dynamics and optics of triplex DNA, based on classical molecular dynamics and time-dependent density functional theory. Our approach is devised to include the effects of conformational fluctuations on the electronic structure and optical excitations of the system. We find that the structural flexibility has a strong role in the determination of the optical signals. Our results allow us to unravel the peculiar fingerprints of Watson-Crick and Hoogsteen H-bonding in the optical absorption spectra. We find a specific optical absorption feature that is due to the simultaneous presence of the two H-bonding patterns in C+GC triplets. While this peculiar triplet signal is wiped out in some structures that are representative of the finite-temperature dynamics, it can be recovered in an average view, so that it is a pristine result of this work. © 2012 American Chemical Society
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