935 research outputs found

    Uno strumento di supporto alla pianificazione urbana e territoriale: il Digital Twin urbano e regionale

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    La relazione tra mondo fisico e mondo digitale è un concetto ormai sempre più approfondito in diversi ambiti, soprattutto se inteso come strumento di analisi e simulazione di sistemi. Questo perché lo scambio di dati e informazioni tra lo spazio concreto e immateriale permette di testare dei comportamenti a seconda delle esigenze e obiettivi con il fine di ottenere informazioni in tempo reale. La possibilità di avere un set di dati in sincrono può contribuire ad esempio ad una pianificazione territoriale più flessibile, dinamica e velocemente aggiornabile. Lo studio che si propone in questo articolo riguarda un risultato preliminare di una ricerca dell’Università dell’Aquila sulle potenzialità del Digital Twin (DT) per le conoscenze e la pianificazione del rischio da disastri, che ha come obiettivo la definizione di un prototipo di gemello digitale, di livello urbano e territoriale inteso come strumento di supporto a possibili nuovi modelli di programmazione e pianificazione realmente flessibili e dinamici. L’articolo inquadra il tema del DT nel contesto del suo utilizzo negli attuali processi di pianificazione, e descrive sinteticamente la metodologia generale della ricerca della quale è nella fase di sviluppo la prima parte relativa alla definizione del DT e del sotteso sistema delle conoscenze. Gli sviluppi futuri riguarderanno la definizione di un nuovo modello di pianificazione urbana e territoriale basato sulle potenzialità del DT con uno specifico approfondimento sul pre-disaster planning. Riguarderanno inoltre la sperimentazione a livello regionale

    Agent-based modeling per la sicurezza e la resilienza urbana

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    La capacità di plasmare con successo un approccio dinamico per affrontare le sfide e gli eventi che la vita contemporanea ci presenta, mettendosi in una posizione non sempre facile e cercando di sviluppare metodologie e implementare strumenti innovativi che possano supportare la pratica della pianificazione, è probabilmente una delle questioni su cui l'urbanista di oggi è chiamato a interrogarsi. Lo studio discusso in questo articolo si concentra sulla simulazione degli spostamenti di popolazione a livello urbano (e non solo, come verrà approfondito nel testo) sulla base di scenari di rischio calcolati algoritmicamente e affronta la questione della pianificazione pre-catastrofe in questo contesto. L'approccio si basa sull'utilizzo di un linguaggio di programmazione orientato agli agenti, che consente la creazione di modelli integrati utilizzando diversi paradigmi di modellazione, l'esplorazione dello spazio dei parametri, la calibrazione dei modelli e la realizzazione di esperimenti virtuali combinando dati geografici vettoriali e raster. L'obiettivo è quello di convalidare le caratteristiche e le dotazioni delle componenti della città per quanto riguarda la loro capacità di rispondere al verificarsi di un disastro naturale come risultato di queste simulazioni, ma soprattutto di definire nuove strategie di progettazione urbana orientate alla sicurezza e quindi ad aumentare la resilienza delle nostre città. L'articolo fornisce i primi risultati della ricerca su un caso di studio in cui è stato implementato l'approccio sviluppato

    Teaching Practices And Use Of Digital In The Dada Model (Didactics For Learning Environments)

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    The opportunities and changes that digital technologies bring to learning and teaching contexts are at the center of the reflection of several international studies (OECD, 2015; OECD, 2016), which declare that digital has the potential to improve learning, to provided that the use of the tools is linked to an effective pedagogy (OECD, 2016). The paper presents the results of the monitoring of digital augmented teaching, in a lower secondary school in Rome, which adopts the DADA model (Didattiche per Ambienti Di Apprendimento - Didactics for Learning Environments). Based on a radical pedagogical-didactic and organizational innovation, the Dada model is characterized by the presence of “classrooms - learning environments”: each space is assigned to one or two teachers of the same subject and the students move from one classroom to another, during school hours. The monitoring study included one hundred and twenty hours (one week in December 2019) of systematic non-participant observation of the four “experimental” classes. During the observation, designed according to the principles of Research-Training (Asquini, 2018), particular attention was paid to the use of digital devices (iPads) by teachers and students. A grid was used to collect the data, designed to identify the time dedicated to three moments of teaching: the activities carried out (e.g., construction or transmission of meanings, consolidation, planning), the functions of these activities (e.g., introduce new knowledge, monitor and verify learning or manage the organization) and actions (e.g., frontal lesson, design, discussion). The research questions investigate the use of the digital device in relation to other media, such as the IWB (Interactive Whiteboard), and what are the educational activities, which involve greater use of the digital device. In general, the analysis of the observations revealed the distribution of time on five functions indicated in the grid: Manage the organization and relationships within the classroom (38.65% of the total time), Introduce new knowledge (23.84%), Monitor learning (17.63%), Manage organization and relationships within the Institution (17.21%) and Empower students towards study activities (2.68%). Differences between the classes in the use of time were found, based on the different actions carried out with digital devices, but it should be noted that more than 50% is dedicated to management and organization activities, while teaching (and therefore also learning) covers just over 40% of the activities. The 2018 European Parliament Recommendation establishes the role of digital skills as key competences for lifelong learning: they have an impact on education, training and learning and lead to the development of more flexible environments. The potential of digital becomes propulsive for a democratic attitude, oriented towards the construction of active citizenship and social justice. Bringing a non-linear logic into the school of organized knowledge could lead to dedicating more time to learning

    Rischio pandemico e sicurezza degli spazi pubblici aperti

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    The Sars-Cov-2 pandemic can be seen as an opportunity to study the effects of biological risk on the city, both in terms of form and urban services. The objective of the study presented in this article is to define a methodological path to determine the critical urban issues of the post-pandemic city, define the actions to be taken to reduce or eliminate these critical issues and thus the biological risk, and apply these actions to a case study. The methodology was also supported by a study on urban design strategies and techniques that could be selected from an anti-pandemic perspective, based on a review of the scientific literature. The application case chosen was a neighbourhood in the city of Cassino. The study of the city, structured at a methodological level, was approached through the preparation of a specific cognitive framework followed by synthetic and thematic readings, based on the interpretation of the systems of paths and public spaces, and the definition of a qualitative assessment system of urban resilience from which emerged the design issues in an anti-pandemic key to be addressed through the strategies identified in the methodological phase. The application of these strategies and related actions to the case study focused on the emerging role of open public spaces and resulted in a new configuration of neighbourhood spaces (in terms of shape, size, materials, uses, ecc.) with new services

    Del tempo sull’opera. Memoria, conservazione, trasfigurazione

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    Raffinato interprete della cultura e dell’innovazione del Novecento, Melchiorre Bega, architetto e designer, è autore di numerose opere rimaste per lunghi anni ai margini dall’attenzione della ricerca. La sua attività documenta un’intensa riflessione sulle diverse possibilità del progetto nella sua dimensione multiscalare: dall’interior design alle ville, dall’architettura di rappresentanza ai grattacieli. Da Bologna a Milano, l’opera di Melchiorre Bega si apre a un mondo di relazioni che l’avrebbero portato a misurarsi con realtà che superano i confini europei. Il volume, a cura dell'autrice insieme a Rosa Chiesa, è frutto di ricerche originali basate sulle fonti primarie conservate nel fondo archivistico Melchiorre Bega donato ad Archivio Progetti dell'Università Iuav di Venezia, e ha coinvolto diversi ricercatori afferenti a diversi settori scientifico-disciplinari della comunità nazionale. Lo studio presenta un'analisi critica aggiornata dell'eredità di questo protagonista dell’architettura del Novecento e delle caratteristiche costruttive e conservative della sua opera, a partire dalla ricognizione di fonti d'archivio in gran parte inedite e dai sopralluoghi in situ, condotti dall'autrice tra Italia e Germania, dedicati in particolare alla documentazione dell'architettura per l'industria

    La pianificazione territoriale del multirischio tramite il Regional Digital Twin

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    Con lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, come l’IoT, i Big Data, il 5G, il Cloud, l’AI, l’AR/VR, è possibile analizzare e sperimentare le capacità del Digital Twin (DT) in diversi campi d’applicazione, come quello della pianificazione urbanistica e territoriale. A questo proposito, la ricerca qui presentata cerca di definire un prototipo di DT a scala regionale, Regional Digital Twin (RDT), che attraverso proiezioni e visualizzazioni dinamiche di scenari a più variabili, può sostenere il processo di pianificazione, supportare una governance sostenibile dei territori, configurarsi come una piattaforma di collaborazione tra i vari soggetti che coinvolge gli stake-holders, e soprattutto indirizzato al supporto della gestione del multirischio. Si tenta quindi, di identificare le possibili relazioni tra RDT, pianificazione tradizionale, e gestione del rischio Disaster Risk Management (DRM), per strutturare un modello capace di accelerare le tempistiche di analisi, prevenire rischi e danni potenziali, ottimizzare operazioni di soccorso e la performance della pianificazione e della progettazione a scala territoriale. L'articolo descrive i primi risultati della ricerca. Partendo dall'analisi dei casi studio del DT nella letteratura scientifica, si tenta di delineare un possibile modello di RDT attraverso le sue componenti, soffermandoci maggiormente sui sistemi conoscitivi territoriali del rischio della regione Abruzzo in Italia e del contesto messicano, e analizzandone le tipologie di rischi, di fonti e di dati a disposizione

    I territori che cambiano

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    L'articolo descrive alcuni fenomeni analizzati, a livello nazionale, nell'ambito della costituzione del Sistema Informativo Territoriale del Rapporto dal Territorio INU 2023. I fenomeni analizzati riguardano i seguenti 8 temi: 1. La città sostenibile, 2. Invecchiamento della popolazione, 3. Multirischio, 4. Integrazione, 5. Consumo di suolo, 6. Infrastrutturazione fisica e digitale, 7. Ambiente e servizi ecosistemici, 8. Turismo

    Studio del processo di trafilatura di fili di rame e modellazione analitica

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    Nel presente elaborato di tesi viene analizzato il processo di trafilatura effettuato su fili di rame ETP. Lo studio è stato effettuato in collaborazione con l'azienda ICEL s.c.p.a, leader nella produzione di cavi elettrici. Il processo viene effettuato tramite passate multiple su una moderna macchina trafilatrice multi-filo. Sulla macchina vengono trafilati in maniera continua 28 fili simultaneamente, effettuando su di ognuno 21 passate di riduzione della sezione. Partendo da vergelle a sezione circolare con diametro di 8 mm vengono prodotti fili con diametro di 0,205 mm. Viene descritta dettagliatamente la modalità di funzionamento a slittamento della macchina e ne viene fornita una modellazione cinematica per il calcolo delle velocità di processo. In seguito viene effettuata un'analisi approfondita delle tensioni di lavorazione che agiscono sul materiale durante l'intero processo, mettendo a confronto tre modellazioni differenti presenti in bibliografia: una modellazione sviluppata attraverso il metodo delle sezioni piane, la modellazione descritta da Roger N. Wright, e infine la modellazione sviluppata da B. Avitzur. Per ognuna delle tre modellazioni sono state effettuate diverse simulazioni creando fogli di calcolo mediante il software Windows Excel. In ogni simulazione è stato ipotizzato il progressivo usurarsi delle filiere attraverso la variazione del coefficiente d’attrito e delle dimensioni caratteristiche della zona di lavoro (rapporto di riduzione, semi-angolo di filiera, lunghezza di bearing). Dall’analisi dei dati e dal confronto finale delle diverse simulazioni è stato possibile lo sviluppo di una modellazione analitica del processo, mettendone in luce gli aspetti più critici e fornendo delle linee guida su quali potrebbero essere delle possibili soluzioni alle problematiche che insorgono durante la lavorazione di trafilatura lungo l’intera linea

    Italiano e dialetto nel teatro siciliano

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    Il teatro dialettale siciliano di inizio Novecento, come quello di tante altre tradizioni regionali italiane, è rappresentato spesso da opere che in realtà si presentano come mistilingui, nelle quali cioè italiano e dialetto si alternano e si mescolano, rispecchiando così un tratto caratteristico della situazione sociolinguistica dell’epoca. Analizzando alcuni esempi tratti da testi di commedie di autori quali Pirandello e Savarino, cercherò di mostrare giustappunto come il teatro rifletteva i complessi ed interessanti rapporti tra italiano e dialetto siciliano in quella cruciale fase storica, con riferimento anche a qualche peculiarità della situazione insulare siciliana rispetto al resto d’Italia. Il riferimento teorico sarà l’impostazione data alla ricerca sociolinguistica da Berruto, specialmente per quanto concerne la fondamentale distinzione da lui posta tra diglossia e dilalia.
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