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A imagem de Alessandro Baricco no Brasil
Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Estudos da Tradução, Florianópolis, 2013.Com a intenção de delinear o modo pelo qual o escritor italiano Alessandro Baricco se inseriu no sistema literário brasileiro e os caminhos percorridos pelos seus livros traduzidos, esta dissertação dá voz às experiências tradutórias de seus tradutores. A inserção de Bariccono Brasil tem seu início em 1997, através de uma proposição da Profa. Dra. Roberta Barni à editora Iluminuras da tradução de Oceano Mare. A partir daí, outras sete obras foram publicadas no Brasil, sendo três delas traduzidas por Roberta Barni e as outras quatro por quatro tradutores diferentes. De um lado, considera-se o tradutor como figura principal namediação entre culturas, e, de outro, se analisa a realidade desta figuradentro do sistema literário, sua invisibilidade, seus limites e o exercíciode sua profissão. A pesquisa conta, ainda, com críticas e resenhas referentes ao autor italiano publicadas em jornais consagrados no Brasil, considerando estas como parte constituinte da imagem de Baricco refletida em território nacional. Abstract : Intending to delineate the way the Italian writer Alessandro Baricco has been inserted in the Brazilian literary system and the paths his translated books have followed, this thesis gives voice to the translating experiences of his translators. Baricco's insertion in Brazil began in 1997, through a personal project of Dr. Roberta Barni, with her translation of Oceano Mare. Since then, seven other of his works have been published in Brazil, three of which were translated by Roberta Barni and the other four by four different translators. On the one hand,the translator is considered as the main figure in mediation betweencultures and, on the other, this figure's reality is analyzed within theliterary system: its invisibility, its limits and its professional practice. Criticisms and reviews of this Italian author published in well established Brazilian newspapers are also considered, with the understanding that they are part of Baricco's image reflected here
Lettre de Louis Phélypeaux de Pontchartrain (chancelier de France) à Nicolas de La Mare (commissaire au Châtelet) datée du 26 septembre 1710
Lettre de Louis Phélypeaux de Pontchartrain (chancelier de France) à Nicolas de La Mare (commissaire au Châtelet) datée du 26 septembre 1710. In: Correspondance administrative sous le règne de Louis XIV, recueillie et mise en ordre par G. B. Depping. Tome II. Administration de la justice – Police – Galères. Paris : Imprimerie nationale, 1851. pp. 863-864
Crisi economica e mercato immobiliare - Nessi eziologici e prospettive nel futuro prossimo
Già per Aristotele lo studio dell’economia non era fine a se stesso ma risultava strumento per il progresso della comunità, in un serrato connubio con etica e filosofia politica. Talché l’Homo economicus costituiva un modello interpretativo dell’agire umano influenzato fortemente, per cui dipendente, dai condizionamenti ambientali eppur tuttavia capace di rompere il vincolo di soggezione alla natura grazie alle scienze applicate. Come fa notare A. Sen in Etica ed Economia (Laterza 2002), per quanto le fazioni siano agguerrite, esse sono sempre in forte correlazione, perché non si possono riconoscere all’agire umano finalità prettamente utilitaristiche, né si può pensare che ve ne siano di unicamente morali. In epoca moderna, i nessi relazionali tra etica ed economia trovano ancora riscontro tra gli studiosi del ‘700 e del ‘800; spicca a tal proposito lo scozzese Adam Smith (1723-1790) che ne La ricchezza delle nazioni, ma soprattutto nella Teoria dei sentimenti morali evidenzia la concatenazione tra interesse personale e collettivo, tra sfera privata e pubblica. Con il ‘900 le due dimensioni si separano progressivamente cogenerando molte delle attuali incoerenze e difficoltà insite nel sistema economico globale. Cosicché la recente crisi dei mercati finanziari può essere interpretata a valle di una lettura critica dei modelli socio-economici adottati negli ultimi 20 anni, i quali sono sostanzialmente permeati da una fiducia sconfinata nelle applicazioni ingegneristiche al mondo della finanza e nella loro capacità di autolimitare le distorsioni proprie, oltre che quelle degli ambiti economici contaminati. Le applicazioni più spinte hanno provocato la virtualizzazione del business, al punto che i beni sottostanti alle operazioni speculative non sono più riconoscibili dall’utente finale al quale vengono trasferiti i titoli derivati dalle manipolazioni finanziarie.
E’ pur vero che nella storia economica recente la virtualizzazione delle attività produttive ha connotato tutti i principali poli generatori di ricchezza. Quasi tutti i gruppi industriali nel nostro Paese (si pensi a Pirelli, Fiat ovvero a Benetton e Mediaset) sono passati dalla produzione industriale vera e propria (manifatturiera, chimica, metallurgica, edilizia, ecc.), al settore dei servizi (trasporti, immobiliare, comunicazioni, media), per poi ambire – quale ultimo stadio della metamorfosi – all’area della finanza, ove la immaterialità del bene commercializzato consente la maggiore flessibilità operativa richiesta dal mercato globale.
In questo percorso il settore immobiliare è ad oggi il principale alter ego dei mercati finanziari nelle economie evolute, dissolvendo le sue storiche caratteristiche di staticità e georeferenziazione in una esasperata portabilità, grazie ai meccanismi di cartolarizzazione attuati. Ciò anche a causa degli interessi economici che gravitano attorno al settore nei Paesi occidentali. Si pensi che in Italia il comparto rappresenta il 20% del PIL, il 60% della ricchezza dei nuclei familiari e coinvolge il 30% dei finanziamenti erogati dagli istituti di credito.
Tuttavia la percezione del mercato immobiliare è ad oggi estremamente differente a seconda dei punti di osservazione. Infatti, per l’acquirente che cerca una residenza familiare o lavorativa, la prospettiva rimane ristretta e circoscritta al bene materiale e alle caratteristiche che deve possedere per soddisfare le necessità quotidiane. Per i grandi gruppi finanziari e per gli avventati piccoli investitori, il mercato immobiliare si è trasformato negli ultimi dieci anni in strumento di investimento, complesso e articolato al pari dei dispositivi tradizionali del mercato borsistico (azioni, obbligazioni, derivati, ecc.). Anzi, con il mercato borsistico è stata sancita una collaborazione che ha immediatamente virtualizzato il mondo del mattone. Cosicché, oggi, esiste e va ben considerata una lettura micro e una lettura macro del mercato immobiliare, che necessitano di chiavi interpretative distinte e differentemente potenti, in termini teoretici e di strumentazione matematico-computativa necessaria alla modellazione e alla interpretazione dei fenomeni strutturali d’ambito.
In tale quadro complesso si inserisce il lavoro svolto dagli autori, i quali fondano le loro osservazioni sulla lettura critica della stampa specializzata, ricostruendo le ragioni della crisi economica contemporanea e delle fibrillazioni proprie del mercato immobiliare. L’analisi è condotta in continua comparazione tra la situazione statunitense, quella europea e quella nazionale, cercando di evidenziare i motivi delle varie differenze. La trattazione parte dalla ricognizione dei fenomeni distorsivi che hanno scatenato l’attuale instabilità economica (mutui subprime, fase economica eccessivamente espansiva, bolle immobiliari e speculative, ecc.), interessandosi nello specifico del mercato immobiliare. Sull’andamento di questo vengono forniti grafici e trend riportati dai più recenti studi, in materia, prodotti in Italia e nel mondo, inquadrati nell’ottica critica propria delle verifiche ex post.
Non manca una previsione di scenario per i mesi a venire, elaborata in relazione ad approcci deterministici e probabilistici oltre che su prospettazioni congetturate da operatori del settore
Indennità per servitù di metanodotto: il governo dell'arboreto e la misura del danno
La valutaziorre dei danni subìti da un terreno a
coltura arborea da frutto specializzata, per effetto
di un evento che è all'origine della distruzione parziale
o totale dell'arboreto e clella connessa interruzione
della produzione, costituisce il caso di riferimento
del presente lavoro. Il quesito estimativo
specifico riguarda la determinazione delle indennità
dovute al proprietario di un castagneto da
frutto occupato a norma delle leggi e regolamenti
vigenti per la costruzione di un metanodotto la cui
realizzazione, oltre a sottrarre temporaneamente
al proprietario la disponibilità della zona occupata,
ha comportato l'abbattimento di una porzione
del soprassuolo. Nella prima parte di questa nota
sono riportati i dati essenziali del problema e viene
illustrata e svolta la stima dell'indennità di occupazione
temporanea. Nella seconda parte, la
questione estimativa trattata assume rilievo particolare
in quanto è emerso - dall'analisi - che la
misura del danno ingenerato dall'abbattimento del
soprassuolo è correlata al governo dell'arboreto.
Così che, prescindere nella stima da questo dato,
significherebbe pervenire ad un risultato diverso
dal risarcimento dovuto. Nel procedimento delineato,
è stato perciò tenuto conto che l'impianto
interessato dall'occupazione era - e rimane nella
parte non abbattuta - a governo parcellizzato. Il
procedimento è stato, in conseguenza, conformato
in modo da portare nel risultato della stima tutti
gli elementi che compongono l'effettivo danno.
Una procecedura automatica di calcolo dell'anno n è
stata inoltre implementata, anno che - com'è noto -
individua la fine del ciclo economico di un arboreto
e che nel procedimento qui definito compare tra
gli elementi essenziali della stima
Upgrade the ALARP model as a holistic approach to project risk and decision management
The ALARP (as low as reasonably practicable) model was developed by the UK Health and Safety Executive to establish and justify risk acceptability limits. The rationale for an expanded approach to the direction fo the lifecycle project risk management and decision-making process is outlined here
Un modello di stima simultanea e coordinata delle tariffe d’estimo di immobili urbani
Il modello di cui dà conto il presente lavoro è destinato alla stima simultanea e coordinata delle tariffe d’estimo relative ad una pluralità di immobili urbani, mirando con esso, in particolare, a ridurre i tempi che l’applicazione dei procedimenti tradizionali comporterebbe ed a garantire la coerenza dei rapporti tra i livelli delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari del contesto di riferimento. L’idea sulla quale è basato il modello prende spunto dal carattere di alternatività assegnato dalla norma ai criteri di revisione degli estimi urbani (art. 5 D.P.R. n. 138/98), per cui il ricorso ai valori di mercato degli immobili - per il calcolo del reddito imponibile tramite un saggio di rendimento - è ammesso soltanto dove «la locazione non esista o abbia carattere di eccezione» (art. 27 D.P.R. n. 1142/49). M a per gli immobili a destinazione ordinaria, nei mercati raramente si verifica che la locazione sia inesistente o eccezionale, coesistendo di solito il mercato delle locazioni e quello delle compravendite, ognuno con aspetti e dinamiche peculiari. Ne deriva che per tali immobili, secondo la norma, la stima delle tariffe
d’estimo deve essere eseguita mediante i «canoni annui ordinariamente ritraibili, con riferimento ai dati di mercato delle locazioni». Epperò, l’affidabilità delle tariffe d’estimo ricavate con questo criterio è certamente suscettibile di miglioramenti allorché i dati delle locazioni vengano combinati con misure di redditività degli immobili fondate sui valori di mercato. La ratio è nelle anomalie
tipiche del mercato delle locazioni e appare evidente quando si consideri che il reddito imponibile ricavato dai canoni d’affitto non coincide con quello determinato sui valori di mercato degli immobili. Valori di mercato dei quali, per altro verso, non va sottovalutata l’importanza del monitoraggio, e non solo per la stima delle tariffe d’estimo ma anche per il perseguimento di obiettivi di politica
fiscale ed amministrativa, ai quali va collegato l’interesse più volte sottolineato dal legislatore per le procedure di determinazione delle rendite catastali che utilizzano i valori di mercato degli immobili. I1 modello definito nel presente lavoro è in concreto uno strumento di razionalizzazione della stima degli imponibili catastali dei fabbricati ordinari, con l’impiego di dati di diversa natura
concernenti i canoni d’affitto ed i prezzi degli immobili, attinti dal mercato edilizio locale. Nella prima parte del lavoro è descritta la struttura metodologica del modello; nella seconda parte, il modello è applicato ad una casistica tratta dal mercato immobiliare della Città di Potenza
An economic model of risk assessment for water projects
The projects that concern water resources are characterized by the multiple risk rates - even extra-financial - that significantly affect their concrete feasibility. Although the risk assessment is decisive for expressing economic convenience judgements on these project initiatives, the decision-maker does not have precise references to determine whether the residual investment risk is acceptable. Thus, the purpose of the paper is to overcome the limit set by characterizing a model for the acceptability of project risk, also considering the plurality of environmental effects that the water projects generate on the community. The idea is to integrate the logic 'As Low As Reasonably Practicable' (ALARP) into the procedural schemes of Cost-Benefit Analysis (CBA). In accordance with this principle, widely applied in high-risk sectors such as those of industrial engineering, a risk is ALARP when the costs to further reduce it are disproportionate to the obtainable benefits. The application of the model to an irrigation reconversion intervention in a Municipality in the Province of Salerno (Italy) shows that the ALARP logic defines a general way of thinking and can contribute to the definition of effective forecasting protocols. In this sense, the proposed methodology becomes a useful support for environmental decision-making. (The paper is to be attributed in equal parts to the three authors.
Competition and Financial Stability in European Cooperative Banks
Cooperative banks are a driving force for socially committed business at the local level, accounting for around one fifth of the European Union (EU) bank deposits and loans. Despite their importance, little is known about the relationship between bank stability and competition for these small credit institutions. Does competition affect the stability of cooperative banks? Does the financial stability of banks increase/decrease when competition is higher? We assess the dynamic relationship between competition and bank soundness (both in the short and long run) among European cooperative banks between 1998 and 2009. We obtain three main results. First, we provide evidence in line with the competition-stability view proposed by Boyd and De Nicolò (2005). Bank market power negatively “Granger-causes” banks' soundness, meaning that there is a positive relationship between competition and stability. Second, we find that this fundamental relationship does not change during the 2007–2009 financial crisis. Third, we show that increased homogeneity in the cooperative banking sector positively affects bank soundness. Our findings have important policy implications for designing and implementing regulations that enhance the overall stability of the financial system and in particular of the cooperative banking sector
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