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    “Acqua per cancellare / Acqua feroce sogno / Acqua impos-sibile per rifarsi mondo”: Primo Levi e tre casi di intertestualità

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    The article aims at pointing out and analyzing the convergences between Primo Levi’s work and classical literature according to the semantic and metaphoric motif of water. The intertextual dialogue is based on three different quotations: the first is an allusion to Tantalus myth to describe the horrible experience he lived in Auschwitz; the second is the reminiscence of Pindar’s first Olympian Ode, whose priamel inspired the title of Best is water; the third is a proper dialogue, in the form of a fictional letter written to Horace, in which Levi reviews the differences between contemporary Rome and the poet’s to conclude that man is dangerously damaging Earth through the exploitation and abuse of science and technique. In so doing, the importance of water both for life and our planet emerges as a considerable element and source of inspiration for Levi’s work

    Ricordare, ricordarsi: usi e forme della memoria tra Borges e Primo Levi

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    RiassuntoIl contributo intende analizzare, partendo da Il termitaio di Alberto Cavaglion, il dialogo intertestuale presente tra l’eroe borgesiano del racconto Funes el memorioso e la figura di Primo Levi (in relazione alla sua esperienza concentrazionaria). Prima ripercorrendo l’avvicinamento di Levi a Funes e quindi analizzando le capacità mnesiche peculiari di entrambi, il saggio intenta un’analisi comparativa basata sull’apporto delle teorie critiche presenti in Ricordare. Forme e mutamenti della memoria culturale di Aleida Assmann. Grazie a concetti relativi al campo critico di mnemotecnica ed anàmnesi, si arriva ad una sinossi fenomenologica della facoltà del ricordo e della memoria di Funes e di Levi, illustrando secondo quali princìpi il chimico-scrittore torinese si relaziona al personaggio borgesiano. ResumenLa contribución pretende analizar, empezando por Il termitaio de Alberto Cavaglion, el diálogo intertextual presente entre el héroe borgesiano del cuento Funes el memorioso y la figura de Primo Levi (en relación a su vivencia concentracionaria). Antes volviendo a recorrer la aproximación de Levi hacia Funes y después analizando las capacidades mnésicas peculiares de los dos, el ensayo intenta una análisis comparativa basada en la aportación de las teorías críticas del Ricordare. Forme e mutamenti della memoria culturale de Aleida Assmann. Gracias a conceptos relativos al campo crítico de mnemotécnica y anamnesis, se llega a una sinopsis fenomenológica de la facultad del recuerdo y de la memoria del uno y del otro, ilustrando los principios según los cuales el químico-escritor se relaciona al personaje borgesiano

    Contro la guerra. L’Iliade riscritta da noi

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    Abstrac

    “Non ci sono demoni”. Primo Levi, il doktor Pannwitz e due figure mitiche

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    Auschwitz, 21 o 22 luglio 1944. Un laboratorio. Due uomini parlano di chimica in tedesco, si chiedono entrambi se quello che hanno davanti è un uomo. Così Primo Levi racconta, nel suo libro più famoso, il suo esame con il Doktor Pannwitz. E per dire l’orrore, affinché gli altri possano comprendere, nell’intreccio di testimonianza e racconto evoca due figure mitiche, due antichi demoni: la Sfinge di Edipo e il Minosse di Dante. Ma non ci sono demoni: «gli assassini di milioni di innocenti sono gente come noi, hanno il nostro viso, ci rassomigliano. Non hanno sangue diverso dal nostro, ma hanno infilato, consapevolmente o no, una strada rischiosa, la strada dell’ossequio e del consenso, che è senza ritorno». Questo lavoro sonda il rapporto di Levi con i classici e ne scopre il talento di scrittore e ri-scrittore, maestro nell’appropriarsi di archetipi e modelli altrui, adoperandoli come dispositivo narrativo e intertestuale non soltanto nella testimonianza ma anche nella sua intera opera

    Chi dice ragna dice danno : ecfrasi e ipostasi di Aracne nell'opera di Primo Levi

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    L'articolo analizza le citazioni ecfrastiche della Divina Commedia nell'opera di Primo Levi e dimostra la loro preponderanza nella produzione del chimico-scrittore. Due incisioni di Gustave Doré, in particolare, si ancorarono alla mente del giovane Levi quando, da piccolo, sfogliò e risfogliò l'opera dell'artista francese, fissandosi come un'icona inossidabile che raffigurava i versi di Dante. Ritornarono alla sua attenzione in età matura, sottoforma di simboliche reminiscenze, durante la sua attività di scrittore, favorendo la sua creatività letteraria e dimostrando un ascendente artistico che l'autore stesso negava di avere. L'intento del presente saggio è dunque dipanare il fil rouge della visualità nell'opera di Levi: tramite la comparazione dei passi e delle raffigurazioni della Commedia, ricostruendo la cronologia che intercorre tra questi rapporti, l'obiettivo è ricostruire l'influenza dell'arte nella vita e nella produzione letteraria del chimico-scrittore.L'article analitza les cites ecfràstiques de la Divina Comèdia en l'obra de Primo Levi i demostra la seva preponderància en la producció del químic-escriptor. Dos gravats de Gustave Doré, en particular, es van ancorar en la ment del jove Levi quan, de petit, va fullejar i va tornar a fullejar l'obra de l'artista francès, romanent com una icona inoxidable que representava els versos de Dante. Van tornar a la seva ment en l'edat madura, en forma de reminiscències simbòliques, durant la seva activitat d'escriptor, afavorint la seva creativitat literària i demostrant un ascendent artístic que el mateix autor negava tenir. Per tant, la intenció en aquest article és la de desentranyar el fil conductor de la visualitat en l'obra de Levi: a través de la comparació dels passatges i representacions de la Comèdia, reconstruint la cronologia entre aquestes relacions, l'objectiu és reconstruir la influència de l'art en la vida i en la producció literària del químic-escriptor.The article analyses the ekphrastic quotations from the Divina Commedia and sheds light on their importance in Primo Levi's work. Two engravings by Gustave Doré stroke and get stuck in Levi's mind since when, in his childhood, he leafed the French artist's work over and over; in his mind, these soon became unforgettable representations of Dante's verses. Such figures came back to his attention when he was older, during his activity as a writer, and inspired him as symbolic reminiscences which confirm he was not alien to artistic impulses. Thus, this article aims at reconstructing and following the background of such depictions, and also to reconstruct the presence of art in Levi's work and life - through a comparison between texts and images, and by considering and interpreting their chronological order to demonstrate Doré's importance.El artículo analiza las citas ecfrásticas de la Divina Comedia en la obra de Primo Levi y demuestra su preponderancia en la producción del químico-escritor. Dos grabados de Gustave Doré, en particular, se anclaron en la mente del joven Levi cuando, de niño, hojeó y volvió a hojear la obra del artista francés, permaneciendo como un icono inoxidable que representaba los versos de Dante. Volvieron a su mente en la edad madura, en forma de reminiscencias simbólicas, durante su actividad de escritor, favoreciendo su creatividad literaria y demostrando un ascendente artístico que el propio autor negaba tener. Por lo tanto, la intención en este artículo es la de desentrañar el hilo conductor de la visualidad en la obra de Levi: a través de la comparación de los pasajes y representaciones de la Comedia, reconstruyendo la cronología entre estas relaciones, el objetivo es reconstruir la influencia del arte en la vida y en la producción literaria del químico-escritor

    La stanza di Andromaca

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    La pubblicazione, nata da un laboratorio di riscrittura dei classici presso l'Università di Torino, raccoglie una selezione di saggi sulla riscrittura dell'"Iliade di Omero

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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