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    Updated January 2022 Data Compiled by Auer, Cornelli, and Frost in "Rise of the central bank digital currencies: drivers, approaches and technologies" (2020) and added to by Bowen

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    Auer, Cornelli and Frost pulled all of the data together and sorted and analyzed it for their paper "Rise of the central bank digital currencies: drivers, approaches and technologies" (2020). Bowen added the tabs "All Country Data," "Developed Country Data," and "Averaged Data for Speeches" for her own dissertation

    Violenza organizzata e appartenenza religiosa. Il caso dell’Isis

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    SOMMARIO: 1. La religione c’entra? Una premessa culturalista - 2. La violenza organizzata nel mondo e la centralità della guerra siriana - 3. L’ISIS: dall’Iraq alla Siria e recenti sviluppi - 4. Potere o religione? - 5. Chi sono i militanti jihadisti occidentali - 6. Attratti dall’ISIS - 7. Conclusioni.Organized violence and religious affiliation: the case of IsisABSTRACT: This paper seeks to address the crucial issue of organized violence from a cultural perspective analyzing the case of ISIS, tipically considered as religious group. It intends to elaborate some of the key questions of the debate on the links between religion and violence. The religious nature of ISIS will be disputed throughout its birth and expansion during the U.S. invasion of Iraq and the Syrian conflict: more specifically, the paper aims to shed some lights on the grounds underlying the decision of western foreign fighters and Jihadists to join with or refer to a group of fanatics fighting in the faraway land of Syria. The research methodology is based on an interactionist approach on violence in order to avoid focusing on psychopathological (‘they are violent because they are mad’) or ethical-religious aspects (‘they are violent because they are driven by a bad religion’): on the contrary this paper aims to investigate Jihadist violence in its relational and symbolic aspects, as part of a socio-cultural way of life. In the end, the impact of this approach on possible prevention programs will be touched on briefly

    Fidarsi, affidarsi e fare affidamento. L’ambiguità della fiducia nelle istituzioni

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    Un ordine sociale fondato sulla fiducia e non sulla forza lascia comunque degli scarti nelle zone di frontiera, interne ed esterne, nelle quali si agisce al di fuori del regime fiduciario per preservare l’ordine, per rinsaldare il legame sociale o per legittimare l’autorità costituita. La sfida non è dunque immaginare una società senza conflitto governata dalla fiducia, semmai indagare, in ogni società, in quali zone di frontiera la “legge della fiducia” perde terreno e su queste zone agire per evitare il più possibile che i sentimenti fiduciari sostengano la “forza di legge”. A social order founded on trust and not on force still leaves gaps in the boundaries, both internal and external, where actions are taken outside the trust regime to preserve order, to strengthen the social bond or to legitimise constituted authority. The challenge is therefore not to imagine a conflict-free society governed by trust, but rather to investigate, in each society, in which boundaries the ‘law of trust’ drops the ball and to act on these boundaries in order to prevent as far as possible trust feelings from supporting the ‘force of law’. Parole chiave / Keywords: fiducia, paura, forza, ordine sociale / trust, fear, force, social order

    La paura nel campo penale: una storia del presente

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    In questo saggio breve intendo osservare la circolarità tra paura e politica con uno sguardo capace di restituire profondità a un tema che nell’attualità del dibattito pubblico, e a volte anche scientifico, rischia di assumere la sola dimensione della difesa dal nemico. Riflettere sull’intreccio tra paura, violenza e ordine come tratto costitutivo delle società moderne e sulla proiezione di questo intreccio nella contemporaneità è essenziale per leggere criticamente gli orientamenti e le scelte politiche odierne nel campo penale, della sicurezza urbana e dell’antiterrorismo

    Heliocypha biforata subsp. cornelli

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    Heliocypha fenestrata cornelli (Lieftinck) 1947 Günther, Andre RMNH Indonesia Bali 505711 30104116 KF369727 KF370126 KF369393 ODOPH062-13Published as part of Dijkstra, Klaas-Douwe B., Kalkman, Vincent J., Dow, Rory A., Stokvis, Frank R. & Tol, Jan Van, 2014, Redefining the damselfly families: a comprehensive molecular phylogeny of Zygoptera (Odonata). Supporting Information Table 2: List of analysed samples., pp. 1-10 in Systematic Entomology 39 (1) on page 2, DOI: 10.5281/zenodo.665290

    È populismo penale? Il contrasto alla violenza di genere nelle società punitive

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    Attraverso la ricostruzione del dibattito attorno al feminist penal populism e, piu` in generale, all’intersezione tra questione di genere e questione penale, ci si chiede se e quanto il discorso penale-populista, che costituisce uno dei tratti di fondo del campo penale contemporaneo, abbia caratterizzato l’agenda femminista e con quali conseguenze. La proposta di considerare tre tendenze concomitanti e in competizione tra loro nella definizione delle politiche pubbliche (populismo anti-femminista, femminismo punitivo e femminismo anti-punitivo) consente di creare una griglia interpretativa piu` articolata rispetto a quella che emerge dalla letteratura anglosassone, attraverso la quale iniziare a osservare anche la realtà italiana

    La forza di polizia : uno studio criminologico sulla violenza

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    La forza di polizia serve a imporre l’osservanza della legge e a contenere la violenza sociale, ma è essa stessa violenza che va contenuta e canaliz- zata in funzione del progetto di società che s’intende affermare. Soprattut- to nelle democrazie contemporanee, l’uso della forza comporta dilemmi etico-politici che, in assenza di una cornice entro cui interpretare i signifi- cati del “fare polizia”, appaiono interessare esclusivamente il singolo agente. In un percorso di ricerca che, a partire dai recenti episodi di police brutality, affronta in modo interdisciplinare i principali nodi teorici che intrecciano l’agire di polizia col tema della violenza, l’Autore propone una lettura della forza di polizia che prende le distanze dalla vulgata delle mele marce (o delle piante malate), per mettere in risalto la semantica del gesto violento che emerge nell’intersezione tra diversi processi di legittimazione dell’azione di polizia. L’adozione di questa prospettiva d’analisi amplia le possibilità di riforma del comparto sicurezza, tenendo conto, in particolare, di come il sistema culturale, le politiche di polizia e i saperi professionali attraversano le soggettività degli operatori che si trovano a “scegliere” se usare o meno la forza in situazioni contingenti

    Rischi per la sicurezza, rischi della sicurezza

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    La tesi che si sostiene in questo paper è che paura della violenza e politica siano fortemente connesse nell’esperienza moderna e che la loro relazione stia assumendo una nuova centralità nella contemporaneità, ponendo (o a volte riproponendo) questioni che rischiano di minare la stabilità delle democrazie occidentali. Oltre che sui ‘rischi per la sicurezza’, su cui si è concentrata la ricerca criminologica negli ultimi decenni, appare sempre più urgente dirigere la propria attenzione sui ‘rischi della sicurezza’ , vale a dire su come la questione sicurezza agisce nel campo politico determinando spostamenti valoriali e impattando sulla qualità della nostra vita sociale

    Procedural Justice e campo emotivo: Uno studio sulla fiducia dei giovani nelle forze dell'ordine in base ai dati italiani della ISRD3 = Procedural justice and emotional field: A study on trust of young people in the police based on isrd3-Italy data

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    Riassunto A livello internazionale, gli studi sulle polizie costituiscono un ambito di ricerca ormai decisamente affermato, soprattutto nei Paesi anglosassoni, mentre il tema della fiducia nella polizia continua a ricevere meno attenzione. Ciò avviene nonostante la fiducia sia considerata una risorsa fondamentale per la polizia, la quale necessita di supporto e collaborazione da parte dei cittadini per il mantenimento dell’ordine, per le attività d’investigazione criminale e per le iniziative di prevenzione della criminalità. Di recente, tuttavia, nel solco della ricerca sulla Procedural Justice si è sviluppata una riflessione sul concetto di legittimità che risulta di grande interesse anche per lo studio della fiducia nella polizia. A partire da queste suggestioni, l’articolo presenta i risultati di uno studio quantitativo sulla fiducia nella polizia sulla base dei dati italiani della ISRD3 riferiti al campione di giovani frequentanti una scuola superiore. Lo studio intende ampliare l’orizzonte della ricerca in questo settore sia dal punto di vista metodologico, introducendo il concetto di “campo emotivo”, sia dal punto di vista dei soggetti considerati, che, a differenza della maggior parte degli studi sulla fiducia, in questo caso sono minorenni. I risultati appaiono rilevanti rispetto agli intendimenti: forniscono una prima consistenza empirica al concetto di “campo “emotivo”, consentendo di uscire dalla strettoia delle single-item measures per descrivere gli stati emotivi; confermano l’appropriatezza delle ipotesi su cui sta lavorando la ricerca sulla procedural justice; segnalano alcune criticità, spesso non rilevate dagli studi sulla fiducia, nel rapporto tra giovani e forze dell’ordineAt the international level, while the research on policing is firmly consolidated especially in the Anglo-Saxon countries, the issue of trust in the police continue to receive too little attention. This occurs despite trust is considered a key resource for the police, who need citizens' support for the activities of order maintenance, criminal investigation and crime prevention. However, recent studies on Procedural Justice have developed the thinking on the concept of legitimacy that is of great interest also for the research on trust in the police. Starting from these suggestions, this article presents main results of a quantitative study on trust in the police carried out on the Italian dataset of the International Self-Report Delinquency Study (ISRD3). The aim is to expand the boundaries of the research in this field both from the methodological standpoint, by introducing the concept of "emotional field", and from the standpoint of the subjects considered, who, unlike other studies on trust, are minors. The results are relevant with respect to the intentions: They provide a first empirical consistency to the concept of "emotional field", allowing to get out of the single-item measures generally used to describe emotional states; they confirm the adequacy of the assumptions of the procedural justice approach; they indicate some critical points, often missed in previous studies, of the young people-police relationship
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