2,421 research outputs found

    Giorgio Bassani saggista, verso “Il Giardino dei Finzi-Contini”

    No full text
    Il percorso saggistico di Giorgio Bassani inizia quando il futuro autore de "Il giardino dei Finzi-Contini" è ancora uno studente universitario. La sua evoluzione fino agli Sessanta si rivela indispensabile alla formazione di quella idea di letteratura espressa nella maniera più compiuta all'interno del romanzo. Questo lavoro ricostruisce i singoli passaggi di questo percorso nel tentativo di osservare la maturazione dell'autore ferrarese nel continuo confronto con la letteratura coeva e non solo, fino alla "riflessione su se stesso" che occupa quasi per intero il lavoro saggistico dell'ultimo Bassani. Giorgio Bassani's essayistic journey begins when the future author of "The Garden of the Finzi-Continis" was still a university student. His evolution up to the Sixties proves indispensable to the formation of that idea of literature expressed in the most complete way within the novel. This work reconstructs the individual steps of this path in an attempt to observe the maturation of the Ferrarese author in the continuous comparison with contemporary literature and beyond, up to the "reflection on himself" which occupies almost the entire essayistic work of the late Bassani

    Giorgio Bassani e 'Il giardino dei Finzi-Contini'

    No full text
    Introduction à l'ouvrage de Giorgio Bassani et analyse de la traduction intersémiotique de son roman, 'Il giardino dei Finzi-Contini', realisée par Vittorio De Sica

    L'olifante, un verso dantesco ("Inferno" XXXI 18) e il personaggio di Alberto nel "Giardino dei Finzi-Contini"

    No full text
    International audienceThe article studies the character of Alberto in "The Garden of the Finzi-Continis" by Giorgio Bassani, focusing on his interests in classical and jazz music, architecture, and furniture. It also develops an network of intertextual links that leads to the figure of Orlando, the paladin of Charlemagne, and to a verse by Dante that cites Orlando's oliphant.L'article étudie le personnage d'Alberto dans "Le Jardin des Finzi-Contini" de Giorgio Bassani, en s'appuyant sur ses intérêts dans les domaines de la musique classique et du jazz, de l'architecture et de l'ameublement. Il développe également un réseau intertextuel qui remonte du personnage d'Alberto à la figure de Roland, le paladin de Charlemagne, et à un vers de Dante qui cite son olifant.L'articolo studia la figura di Alberto nel "Giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani a partire dai suoi interessi nel campo della musica, classica e jazz, dell'archittettura e dell'arredamento. Esso esplora inoltre una serie di nessi intertestuali che rimandano alla figura di Orlando, il paladino di Carlo Magno, e a un verso dantesco che cita il suo olifant

    Il giardino dei Finzi Contini

    No full text
    Scheda relativa all’opera letteraria “Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani, pubblicata da Einaudi, Torino, nel 1962

    O Jardim dos Finzi-Contini

    No full text
    Em O Jardim dos Finzi-Contini, de Giorgio Bassani, o protagonista rememora o passado e a partir dele recompõe romanescamente um quadro minucioso e opaco no centro do qual coloca a enigmática e fascinante figura de Micòl Finzi-Contini. Ambientado na Ferrara dos anos 1930, o romance evoca a adolescência e a juventude do eu-narrador e suas relações com a família Finzi-Contini. História e morte compartilham o espaço das páginas que desde o prólogo escancaram a sorte trágica da poderosa e rica família

    II giardino dei Finzi-Contini: the end of a community

    No full text
    O ocaso da comunidade judaica de de Ferrara na visão de Giorgio Bassani em O jardim dos Finzi-Contini.The end of the Jewish community of the Ferrara in the novel II giardino dei Finzi-Contini by Giorgio Bassani

    Gianfranco Contini e casa Einaudi: il carteggio (1937-1989)

    No full text
    Gianfranco Contini è morto da pochi mesi quando esce, nel dicembre 1990, una plaquette con la storica copertina dei fuori collana Einaudi a cura di Paolo di Stefano che regala agli azionisti della casa editrice alcune delle lettere più interessanti del decennio 1945-54, accuratamente annotate, tratte dal fitto carteggio che per un cinquantennio intercorse tra il filologo e la Einaudi. A patrocinare l’impresa – cui sarebbe dovuta seguire, come poi racconterà lo stesso curatore, l’edizione complessiva della corrispondenza – è proprio Giulio Einaudi, che ne firma l’introduzione definendo questo scambio epistolare «uno squarcio sulla vita segreta della casa editrice in quegli anni, sulla consuetudine al dibattito che è stata, ed è, la sua forza». Per anni questo incartamento – composto da circa 800 missive – è rimasto depositato presso l’Archivio di Stato di Torino (dove tuttora si trova) a disposizione degli studiosi, prima fra tutti Luisa Mangoni, che ne ha citati ampi stralci nella sua monumentale storia della casa editrice, Pensare i libri, pubblicata nel 1999; mentre l’auspicio di Giulio Einaudi, che dopo la sua morte è stato raccolto da Roberto Cerati, è rimasto a lungo disatteso. Oggetto di questa tesi è l’edizione completa di questo carteggio, testimonianza di un mondo culturale ormai scomparso, ma la cui eredità ancora non ha finito di esercitare il suo impulso vitale. È un dialogo, che restituisce il costruirsi di un edificio letterario e culturale, nel quale prendono parola gli einaudiani – un vero e proprio cenacolo di intellettuali che attorno al leggendario tavolo ovale decide molto della cultura italiana del secondo Novecento – e Gianfranco Contini, che del programma europeo del catalogo Einaudi è stato uno dei nomi di punta

    Desativar o direito: um caminho a partir da obra de Giorgio Agamben

    No full text
    Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Ciências Jurídicas, Programa de Pós-Graduação em Direito, Florianópolis, 2014O trabalho parte do problema de tentar pensar uma forma de resistência pelo Direito. A hipótese sustentada encontra amparo na noção de "desativar" o Direito, contida na obra de Giorgio Agamben. Neste sentido, o trabalho busca recompor os paradigmas jurídico-político e governamental dentro da obra do autor em questão, principalmente a partir dos livros "O poder soberano e a vida nua", "Estado de Exceção" e "O Reino e a Glória". Ao fim, a proposta de "desativar" o Direito e o conceito de inoperosidade defrontam-se com a máquina governamental agambeniana. Na conclusão, a filosofia do Direito é apresentada como alternativa para se pensar uma nova relação entre Direito e vida.Abstract: The work begins from the problem of trying to think of a way of resistance by Law. The hypothesis is supported by the notion of "deactivate" the law, contained in the work of Giorgio Agamben. In this sense, this dissertation seeks to reconstruct the legal-political and governmental paradigms within the work of the author in question, mostly from the books "The sovereign power and bare life", "State of Exception" and "The Kingdom and the Glory". At the end, the proposal to "deactivate" the Law and the concept of unindustriousness are confronted with Agamben's government machinery. In conclusion, the philosophy of law is presented as an alternative to think about a new relationship between law and life

    La modernità sottotraccia: «Il giardino dei Finzi-Contini»

    No full text
    Il saggio intende mostrare come «Il giardino dei Finzi-Contini» sia un romanzo cerniera nel secolo passato, anche zenitale per l'anno in cui è stato pubblicato (1962), in pieno boom economico: dietro un'apparente retorica della memoria predica lo smarrimento; ricerca il tempo perduto, lo trova e lo incenerisce; prova l'impotenza del desiderio di un altrove. Bersaglio di polemiche strumentali alla sua uscita, messo all'indice per un presunto passatismo della narrazione, in effetti decostruisce, mentre ne mima il possesso, il patrimonio romanzesco tradizionale e conclude sull'inconoscibilità del personaggio e di chi lo racconta. Particolare attenzione è riservata, nella seconda parte del saggio, oltre ai rapporti con la grande narrativa otto-novecentesca anche alla strategia ipotestuale del romanzo di Bassani. «Il Giardino dei Finzi-Contini» è infatti l’opera narrativa del nostro Novecento più tramata di citazioni letterarie e cinematografiche e due appaiono essere le modalità della filigrana citazionale: quella bovaristica e compensatoria e quella interpretativa, di ricerca di senso da parte dei personaggi in precedenti finzionali più o meno illustri
    corecore