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Don Carlo Colombo e padre Agostino Gemelli: scienza, politica, teologia
Carlo Colombo è stato un punto di riferimento per l’Università Cattolica sin dai tempi di padre Gemelli, che ha visto in lui una sorta di “coscienza” teologica cui l’ateneo poteva far riferimento. In Colombo il rettore scorgeva una sponda teologica sicura con cui rimediare alla mancanza di un contesto universitario capace di confrontare le acquisizioni teologiche con gli scottanti problemi della contemporaneità scientifica e sociopolitica. Tramite l’analisi di documentazione inedita e lo studio degli interventi del teologo di Venegono nelle pubblicazioni dell’Università Cattolica, il saggio permette di cogliere l’importanza di questa collaborazione, sinergica ad alcuni punti nodali della prospettiva ideologica di Gemelli e decisiva per divulgare l’interpretazione del magistero pontificio che era avallata dal gruppo direttivo dell’ateneo. Ne risultano nuovi acquisizioni anche su Carlo Colombo, nel suo affrancarsi da schemi ideologici e storiografici che sono inadeguati a spiegarne la figura. Si fa poi nuova luce sull’Istituto Giuseppe Toniolo di studi superiori, ente fondatore e finanziatore dell’Università Cattolica, sulla questione della Facoltà di Teologia, sull’apertura a sinistra e sui rapporti di Giovanni Battista Montini con l’ateneo milanese.Carlo Colombo has been a key figure for the Catholic University ever since Father Gemelli saw in him a theological conscience to which the University could refer. It was this conscience that, according to him, could lead the University in the confrontation with the most relevant contemporary scientific and socio-political issues. The importance of this collaboration is highlighted through the analysis of unpublished documentation and through the study of the theologian’s contributions to the University’s publications. This relevance was further reinforced by the synergy with Gemelli’s ideological perspective. Furthermore, the partnership with Colombo was decisive in order to divulge the Directive Board’s interpretation of Pontifical teaching. Through new acquisitions on Colombo’s figure, the essay reveals the inadequacy of ideological and historiographical schemas used to portray him in the past.
Finally the essay casts new light on the Giuseppe Toniolo Institute for Higher Education, the University’s founding and financing institution, as well as on some controversial issues such as the relations between Giovanni Battista Montini and the Milan campus
Colombo Carlo
Colombo Carlo: biografia e impegno educativo nell'ambito dello scautismo italiano laico (CNGEI)
DIGITAL DIVIDE: UNA RILETTURA CRITICA DEL TERMINE, DEL FRAMING IDEOLOGICO, DELLE POLICIES
La letteratura sul digital divide ha fatto negli ultimi anni importanti passi in avanti: una velocità, quella dell’evoluzione del concetto di divario digitale, sorprendente, se si pensa che il termine nasce poco più di dieci anni fa (DiMaggio et al. 2004). Ancora più interessante è la duttilità del termine, che si è trasformato in un vero e proprio discorso, quasi in termini foucaultiani, assorbito da governi, istituzioni, associazioni, aziende.
La flessibilità del termine sembrerebbe avere svuotato il concetto stesso di digital divide: se da una parte la letteratura e la riflessione accademica si sta progressivamente allontanando dal termine (Warschauer, 2003), dall’altra l’azione politica l’ha fatto proprio, perdendo sempre più aderenza col dibattito teorico in corso (van Dijk 2005; Barzilai-Nahon 2006).
L’ambiguità del termine digital divide pone seri problemi circa la definizione della issue: alcuni studiosi (Compaine 2001) hanno definito il digital divide come un problema di semplice diffusione tecnologica.
Tale impostazione, ampiamente superata dalla letterature accademica, è stata invece convintamente adottata dagli strategy makers istituzionale e politici, con effetti spesso contraddittori e discutibili sulle modalità di diffusione e adozione delle ICT tra la popolazione.
E’ come se di fronte all’evoluzione del dibattito accademico, i soggetti pubblici non abbiano avuto la capacità (e la volontà politica) di far contestualmente evolvere le politiche adottate verso un avvicinamento al tema del divario di competenze. Al contrario, le strategie degli attori pubblici (privati e istituzionali) sembrano in alcuni casi essere ancora legate a interpretazioni, valori culturali, miti, retoriche tipiche della nascita dell’era digitale (Mosco 2004).
In particolare, le istituzioni sono impegnate in un continuo processo interpretativo sul ruolo delle tecnologie (della comunicazione) nella società: ciò che sembra emergere dall’analisi dei principali documenti prodotti dalle istituzioni europee e statunitensi sul digital divide e sullo sviluppo della Società dell’Informazione, è la costruzione di un’ideologia di stampo diffusionista e determinista, all’interno della quale le tecnologie digitali (con Internet in testa) sono in grado di determinare una cesura storica e hanno la capacità di offrire alla società delle opportunità di sviluppo rivoluzionarie.
Nonostante tale processo di costruzione narrativa delle opportunità sociali delle ICT, le concrete politiche di riduzione del divario digitale sembrano seguire un’altra strada (Milner 2006).
La ricerca, dopo una panoramica sull’evoluzione del concetto di digital divide (Iannone 2007), affronta la più recente letteratura sul tema delle disuguaglianze digitali (Newholm et al. 2008; Sartori 2006; DiMaggio et al 2004), inserendola nella più ampia riflessione sulle disuguaglianze economiche e sociali del mondo contemporaneo (Gallino 2000; Milanovic 2007) e relazionandola con un’overview delle strategie e politiche pubbliche e private di riduzione del divario numerico, in particolare nell’Unione Europa e negli Stati Uniti.
L’obiettivo finale del paper è dunque evidenziare il pericoloso scollamento tra l’essenza delle disuguaglianze digitali (la cui comprensione è possibile solo se inserita in una più ampia riflessioni sulle disuguaglianza societarie) e la loro discorsivizzazione, rappresentazione e messa in forma operata dai soggetti e dalle istituzioni che si sono assunti la responsabilità di messa a punto delle strategie di superamento del divario digitale (Carlo 2008). La tesi è che, nel processo di discorsivizzazione del digital divide, i soggetti pubblici abbiano costruito un apparato retorico in grado di offrire una rappresentazione del problema lontana dalla reale natura del fenomeno: il digital divide ha assorbito retoriche e miti del ciberspazio e della società contemporanea, trasformando tali miti in un’azione politica in molti casi inadeguata, inefficacia, fuori obiettivo (Colombo – Carlo 2006a).
Sembra di essere di fronte in alcuni casi a una vera e propria azione mistificatoria: si discorsivizzano azioni politiche di riduzione del digital divide legate a un auspicato processo di sviluppo sociale e culturale (determinato dalle ICT) per perseguire, in verità, obiettivi di carattere puramente economico.
Forse solo attraverso un’azione di disvelamento di tale mistificazione, è possibile riconoscere le vere politiche di riduzione del divario digitale che sono tali solo se inserite in una più ampia riflessione (e azione) attorno alla crescita delle disuguaglianze nella società globale, informatizzata, in rete (Colombo – Carlo 2006b). Il rischio è che tali azioni, altrimenti, siano semplicemente legate a dimensioni economicistiche di efficienza e di crescita, pericolosamente controproducenti per lo sviluppo di società più giuste (Feenberg 2002; van Dijk 2006).In the recent years, the literature about digital divide makes an important breakthrough: the evolution of concept of digital divide it has been very quick, in particular if is related with the relative youthfulness of the term, that born only ten years ago (DiMaggio et al. 2004). Even more interesting is the “pliability” of the term: it’s seem to be transformed in a kind of discourse, near in Foucault’s concept, premise by governments, institutions, associations, companies. The flexibility of the term seems has transform (near empty out) the concept of digital divide: if on the one hand the academic reflections are gradually moving away from the term (making more complex the concept, Warschauer, 2003), on the other hand the political action still “use” the term, without understand the theoretical debate in progress and the changing of meaning of the concept (van Dijk, 2005; Barzilai-Nahon, 2006).
Maybe only through an action of “unmasking” of this kind of mystification could be possible to recognize the true (or, the more efficient, useful, comprehensive) policies of reduction of the digital divide. Only if this policies are combined with a broader reflections (and actions) about the rising of inequality in the global, digital, network society, the effect of these measures of government will be visible. The risk is that these measures, without a deeply consideration about the morphology, characteristic, structurally unequal of contemporary society, are linking only with economic dimension of efficiency and development. This kind of “use” of digital divide term in a frame of economical policy could be very dangerous and counterproductive for the improvement of more equitable societies (Feenberg 2002, van Dijk, 2006).
This paper, after a overview about the evolution of the concept of digital divide (Iannone, 2007) , face the most recent literature about digital inequality (DiMaggio, P., Hargittai, E., Celeste, C., and Shafer, S. 2004): on one side it frames the literature of digital divide in a broader reflection about economic and social inequality in the contemporary world (Gallino 2000; Milanovic 2007), on the other side it wants to related this literature with an overview of policy and strategy public and private for the reduction of digital divide, in particular in EU and USA (Milner, 2006).
The aim of the paper is to stress the dangerous separation between the essence of digital inequalities and their discoursivization, representation and “shaping” made by the subjects that have taken the responsibility or have the role to manage and ideate strategies for fall digital divide
La nomina episcopale del teologo Carlo Colombo: Uno scambio epistolare con Carlo Figini
This study is dedicated to Carlo Colombo, professor and Director of the Facoltà Teologica di Venegono in Milan, 30 years from his death (February 11th 1991). Rereading the years of his priestly ministry, the article seeks to pick out those elements which allow us to grasp the meaning and importance of his Episcopal nomination which came about in the middle of the Second Vatican Council. An unpublished «correspondence» with Carlo Figini and other documents offer, in the second part of the article, a first-hand view of the event by the theologian. Within this research as a whole, a largely eclipsed profile of Colombo emerges.Questo studio è dedicato a Carlo Colombo, professore e preside della Facoltà teologica di Venegono e di Milano, a 30 anni dalla sua morte (11 febbraio 1991). Rileggendo gli anni del suo ministero presbiterale, si è cercato di in-dividuare quegli elementi che permettono di cogliere il significato e l’impor-tanza della sua nomina a Vescovo, avvenuta in pieno concilio Vaticano II. Un inedito «scambio epistolare» con Carlo Figini e altri documenti offrono, nella seconda parte del saggio, uno sguardo diretto del teologo sull’evento. Emerge nell’insieme di questa ricerca un profilo di Colombo generalmente eclissato
Rarefied gas effects on the aerodynamics of high area-to-mass ratio spacecraft in orbit
The aerodynamic situation of a satellite-on-a-chip operating in low Earth orbit bears some resemblance to a classical Crookes radiometer. The large area-to-mass ratio characteristic of a SpaceChip means that very small surface-dependent forces produce non-negligible accelerations that can significantly alter its orbit. When the temperature of a SpaceChip changes, the drag force can be changed: if the temperature increases, the drag increases (and vice versa). Analytical expressions available in the literature that describe the change in drag coefficient with orbit altitude and SpaceChip temperature compare well with our direct simulation Monte Carlo results presented here. It is demonstrated that modifying the temperature of a SpaceChip could be used for relative orbit control of individual SpaceChips in a swarm, with a maximum change in position per orbit of 50 m being achievable at 600 km altitude
Annibale Biglione; Aldo Mondino; Carlo Alfano; Luciano Ori
Quattro schede scientifiche di opere di Annibale Biglione, Aldo Mondino, Carlo Alfano, Luciano Ori.
Opera astratta (1950) di Biglione mostra come l’artista interpreta le istanze della pittura concretista tipica del MAC. Con un rigorosismo geomatrico animato da elementi più lineari e dinamici e da rimandi cromatici.
Rencontres (1968) di Aldo Mondino presenta la struttura compositiva più tipica delle Quadrettature del 1963-64, che riprendono in modo ironico i disegni dei bambini da colorare, tanto che in alcuni casi l’artista attaccava al quadro una vera scatola di matite colorate o acquerelli per bambini, come a invitare lo spettatore a completare il disegno, a interagire con l’opera d’arte.
Frammenti di un autoritratto anonimo (1975) fa parte dell’omonimo ciclo iniziato da Carlo Alfano nel 1969-70: attraverso gli strumenti della’archivio, della nominazione, della distanza dalla rappresentazione, e del ritratto e autoritratto frammentato, Alfano indaga e mette alla prova le nozioni di soggetto, somiglianza e temporalità.
Luciano Ori negli anni Settanta realizza opere basate sull’utilizzo del pentagramma e della partitura musicale come struttura e soggetto compositivo, integrate da figurine e immagini prestampate. Nella Toccata e fuga (la palla)-opera k, 732 (1974), la nota è diventata palla e le linee musicali di collegamento sono la traccia del salto della palla: l’artista gioca sia a livello verbale sia a livello visuale sulla tematica musicale, creando delel composizioni visivo-musicali per sonate
Social Tv: un fenomeno mutevole tra tecnologie, esperienze e mercati
The present essay accounts for the evolution of Social TV in academic literature, observing how it evolved in three particular ways: the first is that Social TV has first and foremost been considered a technological apparatus, developing then into a complex ecosystem of mobile applications. The second refers to Social TV as experience, in particular as a viewing experience which is shared at a distance thanks to social networks and social media. The third meaning of Social TV refers to it as a market of conversations and interactions between broadcasters and users and users amongst themselves which is used in a variety of ways (from hyperdiscursivisation practices to market analysis)
RootsGLOH2: embedding RootSIFT 'square rooting' in sGLOH2
This study introduces an extension of the shifting gradient local orientation histogram doubled (sGLOH2) local image descriptor inspired by RootSIFT ‘square rooting’ as a way to indirectly alter the matching distance used to compare the descriptor vectors. The extended descriptor, named RootsGLOH2, achieved the best results in terms of matching accuracy and robustness among the latest state-of-the-art non-deep descriptors in recent evaluation contests dealing with both planar and non-planar scenes. RootsGLOH2 also achieves a matching accuracy very close to that obtained by the best deep descriptors to date. Beside confirming that ‘square rooting’ has beneficial effects on sGLOH2 as it happens on scale invariant feature transform, experimental evidence shows that classical norm-based distances, such as the Euclidean and Manhattan distances, only provide suboptimal solutions to the problem of local image descriptor matching. This suggests matching distance design as a topic to investigate further in the near future
MADE IN ITALY - IL DESIGN DEGLI ITALIANI
raccolta degli atti del convegno sul design italiano, curato da Tonino Paris. Sono intervenuti autorevoli personaggi del design italiano, che hanno trasferito al pubblico le proprie storie e le personali visioni del futuro. Tra questi: Mario Bellini, Laura Biagiotti, Andrea Branzi, Carlo Colombo, Massimo d'Alessandro, Federica Dal Falco, Philippe Daverio, Loredana Di Lucchio, Carlo Farina, Stefano Giovannoni, Sabrina Lucibello, Enzo Mari, Carlo Martino, Alessandro Mendini, Peppino Ortoleva, Tonino Paris, Vanni Pasca, Andrea Piersanti, Alberto Pratesi e Maurizio Stecco
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