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    Bepi Colombo Prize 2006: le stelle della ricerca premiate al Bo

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    Venerdì 1 dicembre, ore 11.00, in Aula Magna "Galileo Galilei" di Palazzo del Bo in occasione della consegna del "Bepi Colombo Prize" viene ricordata la figura dello scienziato Giuseppe Colombo con una giornata di studi dal titolo "Dall\u27Università di Padova alla NASA" organizzata dal Centro Interdipartimentale Studi e Attività Spaziali "G. Colombo" dell\u27Ateneo patavino. Il "Bepi Colombo Prize" vuole, da un lato, premiare ricercatori internazionali e aziende nazionali che hanno ottenuto risultati eccellenti nel campo della ricerca e del trasferimento tecnologico, dall\u27altro, favorire la diffusione e la traduzione delle innovazioni teoriche in applicazioni di successo. Per onorare l\u27attività dello scienziato, in occasione della consegna del Premio, intervengono, ricordandone gli insegnamenti e le fondamentali scoperte, Franco Malerba, primo Astronauta italiano, Manuel Martinez Sanchez, MIT, Marcello Coradini, ESA, Simonetta Di Pippo, ASI, e Francesco Angrilli, Direttore CISAS "Giuseppe Colombo". Dopo i saluti del Rettore Vincenzo Milanesi e alla presenza di Giancarlo Galan, Presidente della Regione Veneto, Flavio Zanonato, Sindaco di Padova, Vittorio Casarin, Presidente della Provincia di Padova, Ronald P. Spogli, Ambasciatore USA in Italia, e Simon Worden, Direttore NASA AMES Center, Roger-Maurice Bonnet, già Direttore ESA, presenta risultati della Giuria premiando i finalisti.Digitale a color

    Bepi Colombo Prize 2006: le stelle della ricerca premiate al Bo

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    Venerdì 1 dicembre, ore 11.00, in Aula Magna "Galileo Galilei" di Palazzo del Bo in occasione della consegna del "Bepi Colombo Prize" viene ricordata la figura dello scienziato Giuseppe Colombo con una giornata di studi dal titolo "Dall\u27Università di Padova alla NASA" organizzata dal Centro Interdipartimentale Studi e Attività Spaziali "G. Colombo" dell\u27Ateneo patavino. Il "Bepi Colombo Prize" vuole, da un lato, premiare ricercatori internazionali e aziende nazionali che hanno ottenuto risultati eccellenti nel campo della ricerca e del trasferimento tecnologico, dall\u27altro, favorire la diffusione e la traduzione delle innovazioni teoriche in applicazioni di successo. Per onorare l\u27attività dello scienziato, in occasione della consegna del Premio, intervengono, ricordandone gli insegnamenti e le fondamentali scoperte, Franco Malerba, primo Astronauta italiano, Manuel Martinez Sanchez, MIT, Marcello Coradini, ESA, Simonetta Di Pippo, ASI, e Francesco Angrilli, Direttore CISAS "Giuseppe Colombo". Dopo i saluti del Rettore Vincenzo Milanesi e alla presenza di Giancarlo Galan, Presidente della Regione Veneto, Flavio Zanonato, Sindaco di Padova, Vittorio Casarin, Presidente della Provincia di Padova, Ronald P. Spogli, Ambasciatore USA in Italia, e Simon Worden, Direttore NASA AMES Center, Roger-Maurice Bonnet, già Direttore ESA, presenta risultati della Giuria premiando i finalisti.Milanesi, RettoreDigitale a color

    Lo sguardo del capitano. Colombo, von Humboldt e Shackleton, tre grandi esploratori capaci di vedere oltre

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    Il nostro mondo ha più fame di eroi di quanto sembri. E se – come qualcuno ha giustamente detto – è «beato il popolo che non ha bisogno di eroi», for- se è fortunato anche il popolo che li sa scegliere, i propri eroi. Con un avvincente stile narrativo, l’autore ci restituisce così un insolito Cristoforo Colombo (1451- 1506), la cui fama sfolgorante finisce quasi sempre per oscurare la parte per certi versi più drammatica della sua esistenza, quella successiva al primo sbarco sul continente americano. Ci racconta poi la figura, immeritatamente poco conosciuta, di Alexander von Humboldt (1769- 1859), naturalista, esploratore, geografo, botanico nonché consigliere del sovrano prussiano, che con due secoli di anticipo denuncia i pericoli e le conseguenze dell’irresponsabile sfruttamento umano della natura e dell’ambiente, intuendo persino le delicate e complesse questioni alla base del cambiamento climatico. La storia di Ernest Shackleton (1874-1922), infine, quanto a eroismo non ha nulla da invidiare all’Odissea: partito per una spedizione che si prefigge di attraversare a piedi l’Antartide, resta bloccato sui ghiacci insieme al suo equipaggio, ma, dopo aver superato innumerevoli ostacoli e traversie, riporta tutti a casa sani e salvi

    Arte, artisti e gallerie a milano negli anni ottanta: continuità e novità

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    Il saggio fa parte del volume MilanOttanta. Aspetti del sistema artistico e culturale a Milano (a cura di Davide Colombo), che – insieme a quattro ritratti video di Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) e Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) realizzati con il regista Francesco Clerici e la Point Nemo Film – è il risultato del progetto di ricerca “ASART80. Ripensare gli anni ottanta”. Un progetto di ricerca interdipartimentale e interdisciplinare finanziato dall’Università degli Studi di Milano attraverso il Bando SEED 2019 e condotto dai docenti del Dipartimento di Beni culturali e ambientali – Silvia Bignami, Davide Colombo (PI del progetto), Paolo Rusconi e Giorgio Zanchetti – e del Dipartimento di Studi Storici – Roberta Cesana e Nicola Del Corno. All’interno della complessità e fluidità del sistema artistico e culturale (ufficiale e controculturale) di Milano negli anni Ottanta, le gallerie d’arte private hanno giocato sempre più un ruolo propositivo e di apertura internazionale. Il contributo Arte, artisti e gallerie a Milano negli anni ottanta: continuità e novità propone una panoramica dell’attività espositiva delle gallerie milanesi (storiche e di nuova apertura) attraverso alcuni casi esemplari, alla luce di una molteplicità di proposte artistiche rivelatrice di una vivacità che supera le gerarchie, gli incasellamenti e le contrapposizioni di una lettura parziale o di parte, andando Il decennio è fatto di molteplici sovrapposizioni e slittamenti; una fisarmonica che trova il suo baricentro attorno al 1985-86, che non è cesura, ma coagulo di flussi diversi, in cui, accanto a ciò che è giunto a compimento, già appare con prepotenza ciò che si muove in avanti.The essay is part of the volume MilanOttanta. Aspects of the Artistic and Cultural System in Milan (edited by Davide Colombo), which-along with four video portraits by Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) and Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) made with director Francesco Clerici and Point Nemo Film-is the result of the research project "ASART80. Rethinking the 1980s." An interdepartmental and interdisciplinary research project funded by the University of Milan through the SEED 2019 Call for Proposals and led by professors from the Department of Cultural and Environmental Heritage - Silvia Bignami, Davide Colombo (PI of the project), Paolo Rusconi and Giorgio Zanchetti - and the Department of Historical Studies - Roberta Cesana and Nicola Del Corno. Within the complexity and fluidity of the artistic and cultural (official and countercultural) system in Milan in the 1980s, private art galleries played an increasingly proactive and internationally open role. The contribution Art, Artists and Galleries in Milan in the 1980s: Continuity and Novelty proposes an overview of the exhibition activity of Milan's galleries (historical and newly opened) through some exemplary cases, in the light of a multiplicity of artistic proposals revealing a vivacity that overcomes the hierarchies, pigeonholing and oppositions of a partial or biased reading, going The decade is made up of multiple overlaps and shifts; an accordion that finds its center of gravity around 1985-86, which is not a caesura, but a coagulation of different flows, in which, alongside what has come to fruition, what is moving forward already appears with overbearance

    Cimeli alfieriani e altre curiosità

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    V. Colombo descrive alcuni cimeli alfieriani costituiti da volumi appartenuti al poeta, manoscritti, edizioni a stampa con dediche e postille

    Maktabat Al Muthanna Baghdad Feb-May 1962

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    On the same date, Ali Al-Mansouri issued an official financial statement confirming that the Al-Khanji Foundation owed a total of 11.375.أصدر علي المنصوري بيانًا ماليًا رسميًا بتاريخ 25 نيسان 1962 يُفيد بأن مؤسسة الخانجي مدينة بمبلغ إجمالي قدره 11,375

    Introduzione

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    Il tema dell'interno in architettura si configura oggi come un ambito di indagine ampio e complesso, difficile da affrontare secondo un approccio disciplinare rigido e classificatorio. I saggi che compaiono in questa raccolta costituiscono una sequenza incalzante di scritti, che spaziano dai luoghi per l'arte all'interno domestico, dalla period-room all'allestimento interattivo, dal paesaggio sonoro al paesaggio mediatico e si confrontano con questioni quali temporaneità, nomadismo, mobilità e transitorietà. Il respiro con cui viene trattato ogni argomento denuncia la sua appartenenza ad più ampio progetto culturale, che muovendosi nella eterogeneità dei discorsi, riafferma nuovi possibili statuti di senso. Scritti di: Luca Basso Peressut, Elisa Bernardi, Giampiero Bosoni, Cristina F. Colombo, Luigi De Ambrogi, Chiara Lecce, Viviana Saitto, Pierluigi Salvadeo, Zinaida Svestelnik, Nydia Urdaneta Falcón, Lucilla Zanolari Bottelli

    Meridiani e paralleli. Viaggio nella cartografia De Agostini

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    La mostra “Meridiani e Paralleli. Viaggio nella cartografia De Agostini si è tenuta presso il Palazzo del Broletto di Novara dal 25 febbraio al 9 aprile 2006, e poi è stata replicata ad Esplora (Roma) e alla Città della Scienza di Napoli tra ottobre e dicembre 2007. La mostra e il catalogo, entrambi a cura di Davide Colombo e con testi di Davide Colombo, ripercorrono la storia della cartografia De Agostini dall’inizio del Novecento fino ai tempi più recenti, attraverso lo studio e la presentazione dei materiali e delle tecniche necessarie per realizzare carte geografiche, mappamondi e atlanti, come il Grande Atlante Geografico De Agostini del 1982, punto massimo della cartografia internazionale fino alla fine del Novecento. Grazie all’uso di materiali originali e documenti fotografici d’archivio, sono state ricostruite le varie fasi necessarie alla realizzazione di una tale opera: dal disegno, alla pietra litografica, fino al trasferimento su pellicola, passaggio ultimo per ricavare le lastre di alluminio necessarie per la stampa. Un lavoro che richiedeva molte differenti maestranze, memori di un sapere antico e di altissima qualità. In mostra i materiali e gli oggetti – tutti provenienti dagli archivi De Agostini – sono stati accompagnati fa filmati dell’istituto luce o da documentari realizzati per l’occasione, che riprendono alcune fasi della lavorazione. I testi in catalogo analizzano le diverse fasi di lavorazione per la realizzazione del Grande Atlante Geografico De Agostini, e, secondo un’impostazione a glossario, si soffermano su voci specifiche

    Moore : viaggio in Italia

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    Il saggio scritto a quattro mani con Giorgio Zanchetti (DC: Le Biennali di Venezia e Il Premio per la scultura del 1948; Moore e la scultura italiana degli anni quaranta-cinquanta; Scultura e incisione: tecnica “a levare”; GZ: The finest sculpture I met in Italy; Un paradigma del modernismo? Qualche esempio letterario; Di nuovo sugli antichi maestri) si concentra sul rapporto di Moore con l’Italia, stratificato e complesso, che spazia dall’ineludibile rivelazione del Rinascimento fiorentino e dei primitivi toscani, incontrati nel viaggio di studio del 1925, alle presenze d’avanguardia alla Biennale di Venezia – già nel 1930, ma soprattutto con l’affermazione internazionale del premio per la scultura nel 1948 – ai soggiorni in Versilia, dalla fine degli anni cinquanta, alla consacrazione delle grandi mostre di Roma (1961 e 1965), Spoleto (1962) e Firenze (1972), fino al ripensamento, ormai da testimone d’eccezione, sul Michelangelo della Pietà Rondanini e sul Donatello dei rilievi delle Storie di Sant’Antonio a Padova. Accompagnandolo in questo viaggio, non soltanto metaforico, attraverso la Penisola, è possibile individuare e chiarire i principali snodi della ricerca artistica di uno degli autori che meglio hanno saputo riflettere, nel Novecento, sulla tradizione e sul rinnovamento delle forme plastiche monumentali, attraverso e oltre l’astrazione. Nello specifico le parti scritte da Colombo hanno affrontato il nodo delle Biennali di Venezia e del panorama artistico inglese, italiano e internazionale degli anni Cinquanta. Sono state analizzate le partecipazioni di Moore alla e Biennali di Venezia (1930, 1948, 1952, 1954, 1962, 1964, 1972) soffermandosi soprattutto su quelle del secondo dopoguerra, grazie ai materiali d’archivio dell’ASAC che hanno portato alla luce materiali non noti o che hanno permesso di rettificare informazioni e considerazioni precedenti, e valutando la ricezione critica italiana e del suo lavoro e del premio per la scultura del 1948. Da qui si è valutata l’influenza di Moore sui giovani artisti inglesi – di cui si è ricostruita la fortuna critica in Italia a metà degli anni Cinquanta – e italiani (Cappello, Calò, Tavernari, Negri) e si è puntato uno sguardo più specifico sul rapporto con Marino Marini, frequentato soprattutto durante gli anni Sessanta. Inoltre, proponendo un parallelismo tra la scultura e l’incisione, entrambe tecniche a levare, sono state analizzate le sperimentazioni di Moore nell’ambito della grafica (in particlar modo anni Settanta) e sono stati ricostruito – anche qui tramite i documenti dell’Archivio della Fondazione Il Bisonte – i rapporti con Maria Luigia Guaita, proprietaria della Stamperia d’Arte Il Bisonte a Firenze. La Guaita fu, insieme a Carandente, fondamentale per l’organizzazione della grande mostra a Forte Belvedere a Firenze nel 1972 che sancì il definitivo successo internazionale di Moore. Il lavoro di studio e analisi si è basato su materiali di prima mano, in vari casi inediti, acquisiti attraverso un’attività di ricerca presso gli archivi dell’ASAC-Biennale di Venezia, Archivio Bioiconografico della GNAM di Roma, l’Archivio Storico della Fondazione Henraux di Querceta, l’Archivio Storico Generale del Comune di Prato, UNESCO Archives di Parigi, Biblioteca e Archivio Fotografico della GAM di Torino, La Fondazione IL Bisonte di Firenze, la Fondazione Marino Marini di Pistoia

    Horatio Goni/Fac-Simile: artista/gallerista

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    Il contributo è uno dei saggi dedicati a casi studio del volume MilanOttanta. Aspetti del sistema artistico e culturale a Milano (a cura di Davide Colombo), che – insieme a quattro ritratti video di Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) e Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) realizzati con il regista Francesco Clerici e la Point Nemo Film – è il risultato del progetto di ricerca “ASART80. Ripensare gli anni ottanta”. Tra i giovani galleristi – Sergio Casoli, Horatio Goni, Claudio Guenzani, Paolo Lavezzari, Pasquale Leccese, Giò Marconi e Andrea Murnik – immortalati nella famosa fotografia di Oliviero Toscani pubblicata sul numero 178 dell’ottobre 1987 di “L’Uomo Vogue”, Horatio Goni è colui che ha anticipato i suoi coetanei, scavalcando la “cesura” del 1985-86. Goni – artista argentino, vissuto a Londra, prima di trasferirsi a Milano nel 1981 – apre la Galleria Fac-Simile nel 1984 in via Morigi 8 (all’interno di un’esperienza di occupazione piuttosto nota iniziata negli anni settanta), con l’intento di trasformare il suo studio in uno spazio aperto ai giovani artisti e anche ai giovani critici. Il doppio e simbiotico ruolo di artista e gallerista diviene distintivo dell’operato di Goni, ponendolo in stretta sintonia con quegli artisti che stavano sviluppando una ricerca di carattere installativo e con una forte relazione con lo spazio espositivo. Il contributo ricostruisce le vicende espositive della galleria dal 1984 al 1990, comprensive di mostre personali e collettive organizzate da giovani curatori.The contribution is one of the essays devoted to case studies in the volume MilanOttanta. Aspects of the Artistic and Cultural System in Milan (edited by Davide Colombo), which - together with four video portraits by Pasquale Leccese (Le cose così come stanno), Marco Philopat (E se i punk avessero ragione?), Ugo Finetti (A Milano...) and Michele De Lucchi (In stile Afrotirolese) made with director Francesco Clerici and Point Nemo Film - is the result of the research project "ASART80. Rethinking the 1980s". Among the young gallerists - Sergio Casoli, Horatio Goni, Claudio Guenzani, Paolo Lavezzari, Pasquale Leccese, Giò Marconi and Andrea Murnik - immortalized in Oliviero Toscani's famous photograph published in the October 1987 issue 178 of "L'Uomo Vogue," Horatio Goni is the one who anticipated his peers, bypassing the 1985-86 "caesura." Goni - an Argentine artist who lived in London before moving to Milan in 1981 - opened the Fac-Simile Gallery in 1984 at 8 Via Morigi (within a rather well-known occupation experience that began in the 1970s), with the intention of transforming his studio into a space open to young artists and also to young critics. The double and symbiotic role of artist and gallerist becomes distinctive of Goni's work, placing him in close harmony with those artists who were developing a research of an installation character and with a strong relationship with the exhibition space. The contribution reconstructs the gallery's exhibition events from 1984 to 1990, including solo and group exhibitions organized by young curators
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