5,084 research outputs found

    Il "Viaggio settentrionale" di Francesco Negri

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    Viene esaminato il contenuto e la lingua del viaggio effettuato nel Seicento da Francesco Negri nella terra dei Lapponi

    Il chiodo endomidollare Precice nell'allungamento degli arti

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    L’allungamento degli arti viene introdotto nella chirurgia ortopedica da Codivilla con la sua prima pubblicazione nel 1905, e si basa sul principio della osteodistrazione del callo osseo (callotassi). Il metodo ancora oggi più diffuso è la fissazione esterna secondo Ilizarov, introdotto dal medico sovietico negli anni ‘50. Negli ultimi 30 anni sono nati dispositivi di allungamento endomidollari per ridurre al minimo le complicanze legate alla fissazione esterna e per migliorare la compliance dei pazienti. Il sistema Precice (Ellipse Technologies) è un chiodo endomidollare allungabile, guidato dall’esterno magneticamente. È indicato nella bassa statura, nelle ipoplasie isolate di un osso e nelle dismetrie post-traumatiche. Nel mondo ne sono stati impiantati circa 1000 con buoni risultati. Questo lavoro di tesi ha avuto l’obiettivo di valutare la possibilità ed i limiti dell’utilizzo del chiodo negli allungamenti

    Trattamento con chiodo endomidollare delle fratture diafisarie di omero

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    Le fratture della diafisi omerale, segmento interposto tra il limite inferiore dellinserzione del muscolo gran pettorale ed il limite superiore dei muscoli epitrocleari, rappresentano il 20% del totale degli eventi fratturativi dell’omero. Il trattamento di tali fratture prevede diverse metodiche, che comprendono gessi tradizionali, gessi funzionali, ortesi preconformate, placche, fissatori esterni e chiodi endomidollari, tutti in grado di ottenere la guarigione ossea, anche se con presupposti biologici e meccanici differenti. L’attuale orientamento traumatologico privilegia il trattamento chirurgico. Scopi del trattamento chirurgico di una frattura diafisaria di omero sono la riduzione con ripristino della lunghezza e controllo delle rotazioni, la stabilizzazione, possibilmente in compressione, soprattutto nel caso di fratture tronche ed oblique corte, e la mobilizzazione precoce delle articolazioni scapolo-omerale e del gomito. Lʼinchiodamento endomidollare bloccato ef fettuato con chiodo T2, eseguito “a cielo chiuso” con tecnica anterograda ed associato, o no, ad alesaggio del canale midollare, rappresenta attualmente, nella nostra struttura, la metodica di elezione nel trattamento delle fratture diafisarie di ossa lunghe. Il chiodo T2 è un chiodo di ultima generazione, cilindrico e cannulato, con possibilità di bloccaggio multidirezionale e multiplanare, dotato di un sistema di richiamo del chiodo che consente la compressione del focolaio di frattura, ed è in grado di superare i limiti delle tecniche precedenti, solitamente affidate a chiodi solidi, elastici e di piccolo calibro. Il lavoro presentato si prefigge di analizzare i risultati ottenuti in cinque anni di trattamento di fratture della diafisi omerale mediante chiodi endomidollari T2. Sono stati esaminati 52 interventi, eseguiti dal gennaio 2007 al luglio 2011, allo scopo di individuare, attraverso una valutazione critica della metodica utilizzata, i risultati soprattutto alla luce della valutazione dei processi riparativi dell’osso, delle lesioni associate e della funzionalità dell’arto superiore

    Le biblioteche dei vescovi di Firenze Antonio degli Orsi († 1322) e Francesco Silvestri († 1341)

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    Descrizione degli inventari delle biblioteche dei vescovi di Firenze Antonio degli Orsi e Francesco Silvestri da Cingoli (prima metà del sec. XIV

    Michele De Luca : Saggio di vocabolario calabrese (1850) di Francesco Cherubini.

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    Si tratta di un contributo importante dovuto al famoso linguista e glottologo milanese Cherubini che aveva avviato un vocabolario del dialetto calabrese, non portato però a termine, e ora pubblicato e annotato diligentemente dallo studioso e linguista Michele De Luca

    Da Francesco Dall'Ongaro a Fortunato Seminara. Studi sulla narrativa italiana tra Ottocento e Novecento

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    In questo volume sono presi in considerazione poeti e scrittori ritenuti minori ma che come dimostrano i contenuti e lo stile delle loro opere sono importanti per capire certi andamenti e svolgimenti della poesia e della narrativa Otto-Novecentesca

    Disentangling tech-enabled system change in social enterprises: an empirical exploration of Ashoka fellows

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    Purpose: The complexity of contemporary societal challenges in emerging countries reanimates the necessity of collective action to resolve them. What is required is system change, namely, transformations in policy, practice, power relationships, market dynamics and social customs that underlie social and environmental issues. Technological innovations, paired with intentional social changes, might play a transformative role in this effort. This paper aims to investigate the relationship between the adoption of technologies in social enterprises (SEs) and their contribution to achieving system change. It also addresses the effects of their hybrid nature on this relationship. Design/methodology/approach: The analysis relied on data collected through a survey of the global population of Ashoka fellows, which is largely based in emerging economies. Three models were developed concerning different pathways to achieve system change identified in the theoretical framework. These were tested using Probit regressions. Findings: The investigation confirms that technology can support SEs in navigating complex pathways to achieve system change rather than merely enabling linear scaling operational strategies. The pursuit of economic value creation, in conjunction with a social mission, decreases the ability of SEs to achieve system change. This is because the scaling paths which hardly create revenues are neglected. Originality/value: The study conceptualises a multifaceted model of system change. It tests the framework empirically to show that SEs can adopt technologies to unleash complex system change processes to generate societal impact, on top of merely demonstrating linear approaches to scaling or replication. The paper questions the capacity of SEs to facilitate system change without appropriate financial support and the inherent tensions between hybridity and the depth of system change dynamics
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