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Lei e Estado Social: da legislação operária aos dilemas do welfare “sem lei”.
RESUMODiante do atual debate no cenário europeu acerca da possibilidade de manutenção dos direitos sociais em meio à desregulação estatal, este artigo aborda a construção desses direitos no fim do século XIX e início do século XX, inicialmente garantidos por instituições parcialmente estatais. Por meio da análise de coleções legislativas comentadas, o autor apresenta perspectivas da época acerca do assentamento da legislação social dentro do direito civil italiano, além da posterior expansão da legislação social pela Europa.PALAVRAS-CHAVEHistória do direito. Direitos sociais. Legislação social. Intervenção estatal. ABSTRACTIn faced of the current European debate on the possibility of maintaining social rights in the midst of state deregulation, this article addresses the construction of such rights in the end of the 19th and the beginning of the 20th century. Those rights were initially guaranteed by partially public institutions. Through the analysis of commented legislative collections, the author presents perspectives of that time concerning the settlement of social legislation within Italian civil law, besides the subsequent expansion of social legislation throughout Europe.KEYWORDSLegal history. Social rights. Social legislation. State intervention
"Un diritto evidente nella natura delle cose". Le contrastanti valutazioni giuridiche del Rogito Giletti (1797) e i "diritti dei Comacchiesi" sulle Valli
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Pagina introduttiva. Autonomia: per un'archeologia del sapere giuridico fra Otto e Novecento,
In che modo la parola ‘autonomia’ si è collocata nel divenire
del linguaggio giuridico dei secoli XIX e XX? Quale ruolo ha
giocato nel discorso dei giuristi? Com’è stata riscoperta, utilizzata,
trasformata, levigata, dal sapere giuridico per rappresentare l’ordine,
il rapporto fra le parti e il tutto, tra pluralità e unità
Scienza giuridica e trasformazioni sociali : diritto e lavoro in Italia tra Otto e Novecento
Il volume analizza tre principali aree tematiche: a) CERTEZZE DEL CODICE CIVILE E SOCIETA' INDUSTRIALE (società industriale e silenzio dei Codici ottocenteschi; lavoro e impresa; critiche sociali al codice e crisi del modello ottocentesco di unità del diritto; b) LE ORIGINI DEL DIRITTO DEL LAVORO E LA COSTRUZIONE DELLA DISCIPLINA (il problema delle leggi sociali; l'autonomia del diritto del lavoro nel dibattito giuridico tra fascismo e Repubblica) c) LE INCERTEZZE DEL PRESENTE E IL DILEMMA DELLE ORIGINI (le origini della disciplina nelle letture dei giuslavoristi; il diritto del lavoro tra diritto pubblico e diritto privato; diritto del lavoro e libertà di contratto: una lettura di lungo periodo
Codice civile e identità giuridica nazionale. Percorsi e appunti per una storia delle codificazioni moderne (Ristampa emendata)
I CODICE CIVILE E IDENTITÀ GIURIDICA NAZIONALE: 1. La contrastata immagine della recezione del Code Napoléon in Italia; 2. Dal Codice ai Codici; 3. Il mito dell’unità codicistica nella frammentazione politica; 4. Il Codice e «la gran tela della tradizione»; 5. L’unità politica e il Codice del 1865; 6. I commentari post-unitari al Codice; 7. Le certezze del Codice; 8. «Una scuola nazionale di diritto civile: ecco l’ideale bello, splendido»; 9. Il sistema e le «vere» trasformazioni del diritto; 10. Le leggi sociali e la giurisprudenza; 11. «La rivoluzione attuata»: la legislazione eccezionale di guerra; 12. L’abolizione dell’autorizzazione maritale; 13. Senza nazione: il Codice civile del 1942. II CODICE NAZIONALE E «VOCABOLARIO MENTALE» DEI GIURISTI: - 1. Il dono dello straniero; 2. Imposizione e persuasione; - 3. Una seconda vita; 4. ‘Gius comune’ e codice; 5. Tra Bentham e Savigny; 6. ‘Codice perfetto’ e limiti al legislatore; - 7. Un ordine provvidenziale; - 8. Un destino per la scienza giuridica nazionale. III CIVILISTICA E «ASSOLUTISMO GIURIDICO» NELL'ITALIA POST-UNITARIA: GLI ANNI DELL'ESEGESI: 1. Civilistica e assolutismo giuridico;2. Unità nazionale e Codice; 3. Il diritto nazionale, il legislatore e il Codice; 4. Esegesi e Codice; 5. Diritto nazionale codificato; 6. Le certezze del Codice 7. Dall’esegesi al sistema: «la scienza nazionale». IV CULTURA GIURIDICA E CRISI DELLA SOCIETÀ DEL CODICE: 1. Trasformazioni sociali e ‘crisi del diritto’; 2. La società del Codice; 3. Codice e realtà sociale; 4. Una risposta ‘stabile’ alle trasformazioni sociali; 5. Principî «adattantisi a qualunque tempo, a qualunque condizione»; 6. Il diritto in frammenti ; 7. ‘Vero’ diritto e norme ‘eccezionali’; 8 «La marea che tutto incalza e travolge». V CODIFICAZIONE OTTOCENTESCA E PARADIGMI CONTRATTUALI. IL PROBLEMA DEL LAVORO: 1. Libertà di contratto e trasformazioni sociali; 2. «Riduzioni» codicistiche: libertà di contratto e invisibilità dei rapporti di lavoro; 3. Nei confini della ‘costituzione civilistica; 4. Nella nebulosa del diritto sociale; 5. Buona fede e contratto di lavoro. Dall’ordinamento codicistico all’ordinamento costituzionale. VI CERTEZZA DEL DIRITTO E SOCIETÀ DEL CODICE. IL PROBLEMA DELL’ABUSO DEL DIRITTO: 1. Abuso del diritto e coerenza del sistema; 2. Esercizio del diritto e «danno apparente»; 3. Equilibrio instabile dei diritti ed espansione del diritto comune civilistico; 4. «Coscienza giuridica» e logica del sistema; 5. Gian Pietro Chironi e «la norma sociale governante l’uso normale del diritto»; 6. «Qualcosa di più alto»: «principio liberale» e recesso ad nutum; 7. «Libera concorrenza» e cartelli industriali; 8. «Costruzioni che minano le basi e i fondamenti di tutto un sistema giuridico»; 9. Tempo di bilanci; 10.«La base essenziale del nostro sistema giuridico»; 11. «Una proposta superflua»; 12. Abuso del diritto e coerenze dogmatiche del mondo di ieri
Realidades en movimiento: el Derecho del Trabajo en el siglo XX italiano
El derecho del trabajo nació a finales del siglo XIX con la crisis del liberalismo, y se encuentra en la actualidad atravesando una nueva crisis. El presente artículo examina la cultura de los juristas del trabajo en el siglo XX italiano. Le interesan los debates entre juristas, la cuestión de la identidad de la disciplina, su incidencia en la política laboral y la reflexión académica sobre sus principales instituciones, como el contrato de trabajo, la libertad sindical o la negociación colectiva. Atiende a varias fases: la de su nacimiento en entresiglos, su fisonomía durante la experiencia corporativa fascista, las diferentes modulaciones que experimentó bajo la vigencia de la Constitución de 1948 y los dilemas que afronta en la actualidad.Labour Law was born at the end of 19" Century, when liberalism fell into a deep crisis, and today it is itself also in a critical situation. This article deals with the culture of legal scholars who produced Labour Law during the 20t" Century in Italy. It studies the legal debates, the question about the identity of the subject, its influence in work policies, and the scholar reflection about its main institutions, like the employment contract, collective bargaining, or trade-union freedom. It has four phases: the birth of Labour Law, between the end of the 19" Century and the begining of the 20" Century; the experience of fascist corporatism; the different ways of thinking Labour Law under de Italian Constitution of 1948; and its present dilemmas
Qui delinquit amat poenam. Il nemico e la coscienza dell'ordine in età moderna
Il saggio utilizza la figura del delinquente che aspira alla pena per leggere in un percorso di lungo periodo il nesso tra rappresentazione ‘estrema’ dell’appartenenza e meccanismi di esclusione, di individuazione del nemico.
Dopo aver sinteticamente considerato la rappresentazione medievale di un delinquente che, aspirando alla pena, mostra una piena adesione alla ratio, all’assetto ordinato e ordinante della comunità, si individuano discontinuità e tensioni verso una riproposizione della figura nel periodo moderno. Se per un verso infatti - con il venire meno degli universalismi e con la secolarizzazione, con la costruzione dello Stato moderno come struttura artificiale - l’estremo dell’amore per la pena diviene estraneo al contesto della modernità, per altro verso invece la figura – che ipotizza una tranquillizzante (naturale) coincidenza tra coscienza e ordine, un’adesione religiosa alla comunità – torna a proporsi come momento di celebrazione di un’identità assoluta tra il buon cittadino e lo Stato e, specularmente, come strumento per l’esclusione del nemico senza diritti
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