1,358,351 research outputs found
Carra, Mexico
Postcard showing a woman on a horse in costume. Caption reads: Carra, Mexico. Date unknown
L'Embriologia della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in ambito forense
L’EMBRIOLOGIA DELLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA) IN AMBITO FORENSE
CARRA ELENA
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche,Università di Palermo
Su incarico dell’Autorità Giudiziaria viene eseguita analisi genetica su embrione umano degenerato e ricostruzione del percorso dei gameti di pazienti sottoposti a PMA presso 4 centri di biologia della riproduzione per evidenziare eventuali irregolarità significative ai sensi della normativa vigente. Trattasi delle prime indagini commissionate sul territorio Nazionale che vedono impegnato il biologo forense in uno dei settori di frontiera della medicina della riproduzione. Con il pronunciamento della Consulta nel maggio 2009 l’impianto della L.nr.40/2004 non è cambiato. Si possono creare embrioni solo a fini di procreazione e restano i divieti alla loro crioconservazione, soppressione ed alla selezione a fini eugenetici.
Veniva dichiarato che l’embrione umano criopreservato e scongelato era compromesso in maniera irreversibile nello sviluppo: scopo dell’indagine era quello di accertarne la riconducibilità a specifica coppia di coniugi. Tramite microscopia venivano individuati alcuni particolati, al punto che la presenza dell’embrione - all’interno della paillette - veniva posta in discussione. Preliminarmente, ci si avvaleva di modello biologico animale per valutare fino a che punto il livello di degenerazione cellulare ne potesse impedire il riconoscimento. I risultati indicavano che per le uova di riccio di mare dopo 8 giorni non era più possibile il riconoscimento morfologico, mentre, per gli embrioni alcune caratteristiche cellulari potevano essere apprezzabili anche a 20 giorni tranne che si induceva il processo di lisi.
Il caso assumeva aspetti di particolare rilievo, perché non poteva essere escluso che il contenuto della paillette fosse stato costituito da ovocita degenerato (e non da embrione) e, conseguentemente, non fosse evidenziabile alla microscopia; tuttavia, la dimostrazione di ciò -semplice in linea teorica- era vanificata dalla degradazione cellulare associata all’esiguo contenuto del DNA (1 ovocita) rappresentando la condizione sperimentale idonea alla genesi di profili allelici instabili.
La modalità adottata per il recupero del contenuto della paillette ( assorbimento su carta Whatman 3MM e suddivisione del campione in 7 parti per garantirne la riproducibilità sperimentale), nonché, la calibrazione delle cinetiche di amplificazione per DNA Low Copy Number , ha contribuito alla tipizzazione del DNA ed alla verifica che i particolati osservati erano attribuibili a matrice cellulare embrionale degenerata.
L’analisi a campione su schede biologiche, cartelle cliniche, registri IVF, ecc.. unita all’informatizzazione di singoli riscontri per tipologia di scheda (data pick up, donna, uomo, ovociti totali, tecnica, ovociti maturi, seme, embrioni, ovociti scartati, embrioni scartati, ovociti congelati, embrioni congelati, embrioni trasferiti, medico, biologo, analisi, note) ha consentito la ricostruzione di percorso commissionata evidenziando il modus operandi dei sanitari in violazione degli artt.13 e 14 L.nr. 40/2004 cit
LA BIOLOGIA DELLA RIPRODUZIONE ANCHE IN AUSILIO PER IL PUBBLICO MINISTERO
LA BIOLOGIA DELLA RIPRODUZIONE ANCHE IN AUSILIO PER IL PUBBLICO MINISTERO
E. CARRA
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF), Università di Palermo; [email protected]
Su incarico dell’Autorità Giudiziaria si è proceduto all’inventario del contenuto di fusti per la crioconservazione di gameti ed embrioni, ad analisi genetica su embrione umano degenerato ed alla ricostruzione del percorso dei gameti di pazienti sottoposti a procreazione medicalmente assistita (PMA) presso 4 centri di biologia della riproduzione (BDR) per evidenziare eventuali irregolarità significative ai sensi della normativa vigente.
Trattasi delle prime indagini commissionate sul territorio Nazionale che vedono impegnato il biologo forense in uno dei settori di frontiera della medicina della riproduzione. Con il pronunciamento della Consulta nel maggio 2009 l’impianto della L.nr.40/2004 non è cambiato. Si possono creare embrioni solo a fini di procreazione e restano i divieti alla loro crioconservazione, soppressione ed alla selezione a fini eugenetici. Dopo censimento del contenuto dei fusti criogenici si imponeva che venisse definito, anche, il numero atteso di ovociti e/o embrioni criopreservati: si realizzavano programmi informatici per bonificare tutte le tabelle dell’anagrafica clienti acquisite in file di Access allo scopo di ottenere una Tabella Anagrafica che individuasse, tra i vari databases dei Centri BDR, quello ad essi corrispondente ed aggiornato alla data del sequestro. Si evidenziavano difformità. L’analisi genetica era condotta su embrione umano criopreservato e scongelato compromesso in maniera irreversibile nello sviluppo per accertarne la riconducibilità a specifica coppia di coniugi. Tramite microscopia venivano individuati alcuni particolati, al punto che la presenza dell’embrione - all’interno della paillette - veniva posta in discussione. Preliminarmente, ci si era avvalsi di modello biologico animale per valutare fino a che punto il livello di degenerazione cellulare ne potesse impedire il riconoscimento, tuttavia, non poteva essere escluso che il contenuto della paillette fosse costituito da ovocita degenerato; la dimostrazione di ciò -semplice in linea teorica- era vanificata dalla degradazione cellulare associata all’esiguo contenuto del DNA (1 ovocita) rappresentando la condizione sperimentale idonea alla genesi di profili allelici instabili. La modalità adottata per il recupero del contenuto della paillette ha contribuito al successo delle analisi molecolari. L’analisi a campione su schede biologiche, cartelle cliniche, registri IVF, ecc.. unita all’informatizzazione di singoli riscontri per tipologia di scheda (data pick up, donna, uomo, ovociti totali, tecnica, ovociti maturi, seme, embrioni, ovociti scartati, embrioni scartati, ovociti congelati, embrioni congelati, embrioni trasferiti, medico, biologo, analisi, note) ha consentito quella ricostruzione di percorso commissionata evidenziando il modus operandi dei sanitari in violazione degli artt.13 e 14 L. nr. 40/2004 cit.
Pilot Study of the Juvenile Dermatomyositis Consensus Treatment Plans: A CARRA Registry Study.
OBJECTIVE:To determine the feasibility of comparing the Childhood Arthritis and Rheumatology Research Alliance (CARRA) consensus treatment plans (CTP) in treating moderate new-onset juvenile dermatomyositis (JDM) using the CARRA registry, and to establish appropriate analytic methods to control for confounding by indication and missing data. METHODS:A pilot cohort of 39 patients with JDM from the CARRA registry was studied. Patients were assigned by the treating physician, considering patient/family preferences, to 1 of 3 CTP: methotrexate (MTX) and prednisone (MP); intravenous (IV) methylprednisolone, MTX, and prednisone (MMP); or IV methylprednisolone, MTX, prednisone, and IV immunoglobulin (MMPI). The primary outcome was the proportion of patients achieving moderate improvement at 6 months under each CTP. Statistical methods including multiple imputation and inverse probability of treatment weighting were used to handle missing data and confounding by indication. RESULTS:Patients received MP (n = 13), MMP (n = 18) and MMPI (n = 8). Patients in all CTP had significant improvement in disease activity. Of the 36 patients who remained in our pilot study at 6 months, 16 (44%) of them successfully achieved moderate improvement at 6 months (6/13, 46% for MP; 7/15, 47% for MMP; 3/8, 38% for MMPI). After correcting for confounding, there were no statistically significant pairwise differences between the CTP (P = 0.328-0.88). CONCLUSION:We gained valuable experience and insight from our pilot study that can be used to guide the design and analysis of comparative effectiveness studies using the CARRA registry CTP approach. Our analytical methods can be adopted for future comparative effectiveness studies and applied to other rare disease observational studies
A new diagnostic test for primary aldosteronism
A new diagnostic test for primary aldosteronism.
Coruzzi P, Musiari L, Biggi A, Carra N, Panzali AF, Novarini A.
SourceIstituto di Semeiotica Medica, Università di Parma, Italy.
Abstract
Isotonic-isooncotic central volume expansion by head-out water immersion was induced in six aldosterone-producing adenoma subjects and in six patients with idiopathic hyperaldosteronism. Plasma renin activity and plasma aldosterone levels did not significantly change during water immersion while serum cortisol was significantly suppressed (P less than .001) and the aldosterone-cortisol ratio increased (P less than .02) in aldosterone-producing adenoma patients. Water immersion also revealed the failure of plasma aldosterone levels to decrease below 10 ng/dL in these subjects, thus confirming previous results obtained during isotonic saline infusion. Otherwise, plasma renin activity and plasma aldosterone were significantly reduced (P less than .05 and P less than .01 respectively) by water immersion and plasma aldosterone invariably fell below 10 ng/dL in patients with idiopathic aldosteronism. In view of the diagnostic reliability of such a suppression test we conclude that water immersion is suitable for discriminating between the two forms of primary aldosteronism. We therefore suggest its use for assessing renin-aldosterone responsiveness in primary aldosteronism
European Trends in Research into Violence and Deviance in Schools. Achievements, Problems and Outlook
Téléchargeable : http://www.ijvs.org/files/Revue-10/05.-Carra-Ijvs-10-en.pdfInternational audienc
Tendances européennes de la recherche sur les violences et déviances en milieu scolaire. Acquis, problèmes et perspectives
Téléchargeable : http://www.ijvs.org/files/Revue-10/05.-Carra-Ijvs-10-fr.pdfInternational audienc
Manuel Carra: la composicion musical como necesidad expresiva
Manuel Carra ha sido, y en cierto modo lo sigue siendo, una de las figuras más respetadas y reconocidas en el ámbito musical, fundamentalmente en dos campos a los que se ha dedicado por completo durante toda su vida profesional: la interpretación y la docencia. De la primera sería extremadamente larga la enumeración de los recitales, conciertos y giras realizadas en sus más de cincuenta años en la profesión. Con respecto a su segunda dedicación en la música se encuentran los casi cincuenta años en la docencia pianística, principalmente en su cátedra de Madrid y en multitud de cursos impartidos por España y todo el mundo. La transmisión de su concepto del arte de la interpretación para piano es parte fundamental en su desarrollo como músico y como intelectual, habiendo abandonado con ello su tercera gran pasión: la creación musical. Y no lo podemos poner en duda, pues aunque su producción sea realmente escasa cuenta en su haber con una docena de obras la calidad de su catálogo compositivo es muy reseñable, incidiendo en su obra juvenil editada sobre todo por el hecho de cómo utiliza el dodecafonismo, adaptándolo y replanteándoselo para acercarse así a sus primeras inquietudes lingüísticas
Pour une approche contextuelle de la violence : le rôle du climat d'école
article téléchargeable sur le site Internet : http://www.ijvs.org/files/revues-0801.-carra-ijvs-8.pdfInternational audienc
- …
