1,721,000 research outputs found

    “Il cittadino dimenticato”: l’infanzia e la cittadinanza, paradigmi pedagogici a cavallo di due secoli

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    Il contributo si propone di evidenziare come il pensiero pedagogico italiano e le esperienze educative degli asili nido, nel nostro paese, abbiano condotto il legislatore e il tessuto sociale a riconoscere, tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso, l’importanza e il ruolo fondamentale di questa Istituzione

    Diritti e progettazione nei servizi educativi residenziali per i minori. Una ricerca nelle Comunità educative di Accoglienza della Liguria

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    L’ingresso di un minore o una minore in una comunità educativa di acco- glienza a carattere residenziale (da ora in avanti C.E.A.) è un passaggio de- licato che richiede una presa in carico educativa che vada oltre le dimensioni istituzionali. I principi tutelati dalla Convenzione ONU sui diritti dell’in- fanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child, 1989) de- vono trovare attuazione nelle pratiche di gestione ed intervento dei servizi e nel raccordo tra essi, così come gli studi sulle reti lo definisco e certificano (Folgheraiter, 2011; Franzoni, Anconelli, 2014; Salvini, 2017)

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    L'impresa scientifica e culturale dei "60 CFU"

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    Con l’approvazione della L. 205/2017 e la sua entrata in vigore il 1° gennaio 2018 molti atenei italiani si sono attivati per realizzare i corsi intensivi di formazione, ormai noti come “corsi 60 CFU”, attraverso i quali gli educatori in servizio da almeno 3 anni ma privi del titolo di laurea L-19 (ora obbligatorio per svolgere ruoli educativi, sia nel pubblico che nel privato) possono “sanare” la loro posizione e acquisire la qualifica di “educatore socio-pedagogico”. Se da un lato questo provvedimento è stato percepito come un obbligo per i tanti educatori che garantiscono la sopravvivenza degli stessi servizi in cui sono implicati, dall’altro esso è stato accolto come una preziosa occasione di formazione ma anche di reinvestimento delle motivazioni alla base della scelta del lavoro educativo. E se da un lato l’impegno degli atenei nella predisposizione di questi percorsi è stato un unicum, specialmente per le modalità realizzative senza precedenti, date le caratteristiche dei potenziali fruitori, dall’altro tale impegno ha dato vita ad una impresa nel contempo scientifica e culturale. Il contributo vuole portare l’attenzione sulla recente storia dei corsi “60 CFU”, sulla loro genesi e sulla loro attualità (senza dimenticare che la sanatoria ha una durata triennale ed andrà a concludersi proprio con il 1° gennaio 2021) e avanzare le prime riflessioni di contenuto esperienziale a partire dall’analisi del primo percorso attivato dall’ateneo triestino nell’anno accademico 2018/2019. Coloro che, infatti, hanno concluso il percorso ottenendo la qualifica vanno a portare ora, nei contesti dell’educazione e della cura, una diversa consapevolezza del loro agire: l’attesa è che, come auspicato dalla Senatrice Iori, firmataria della prima proposta di legge sulle figure educative, tale consapevolezza porti un significativo aumento della qualità educativa nei servizi e ricada come “bene culturale” sull’intera comunità sociale

    Lettori bambini del passato, presente e futuro tra privilegi e diritti

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    Essere o diventare lettori? Domanda fondativa del sapere pedagogico che interroga il mondo adulto di ogni tempo. La lettura da pratica educativa rivolta a un pubblico elitario di lettori aristocratici e alto borghesi per giungere ad un progressivo allargamento del pubblico di lettori avvenuto nel corso del Novecento inglobando a poco a poco fasce sociali più ampie. Si trattò di un processo di democratizzazione della lettura che occupò buona parte del Novecento, lungo un tracciato diseguale. Si è giunti a riconoscere la lettura come diritto per il fanciullo e ciò obbliga moralmente l’adulto a promuoverne lo sviluppo, ma nel mondo molti modi ne hanno eluso la sostanzialità. Le sfide delle tecnologie digitali privilegiano la lettura del frammento e se essa non è ricondotta entro un pensiero critico rischia di sgretolare dall'interno la complessità del significato testuale depauperando di fatto la lettura come diritto
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