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SALUTE ATTIVA, BENESSERE E ADVOCACY
L’uomo per sentirsi e per vivere bene non può fare a meno di un’adeguata quantità e qualità di attività motoria. I benefici sulla salute, secondo le ultime evidenze scientifiche, sono rilevanti al punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’esercizio fisico come un potente strumento di prevenzione delle malattie.La Carta di Toronto del 2010 sollecita tutti gli Stati, le regioni e le comunità a impegnarsi politicamente per valorizzare l’importanza dell’attività fisica per il miglioramento della salute. La Carta è una vera e propria chiamata ad agire in sinergia su quattro fronti: il primo verte sulla realizzazione di un piano d’azione politico nazionale; il secondo sulla scelta convinta di attivare politiche – di urbanizzazione, fiscali, nei luoghi di lavoro, nell’istruzione, negli ambienti sportivi, negli ambienti della comunicazione – che orientino e che sostengano l’attività fisica; il terzo fronte è quello del ri-orientamento e della ri-organizzazione dei servizi e dei finanziamenti per dare priorità all’attività motoria mentre l’ultimo, non meno importante ma alquanto essenziale, riguarda lo sviluppo di partnership e collaborazioni che coinvolgano diversi settori e le stesse comunità, a livello nazionale, regionale e locale
LE QUALITA' DEL MOVIMENTO
L’assunto fondamentale su cui poggia questo volume è la consapevolezza dell’unità biologica della persona ove è assodata l’inscindibilità della mente dal corpo. Lo studio del movimento umano viene affrontato, arricchito e integrato alla luce degli ultimi studi e delle più recenti evidenze e conoscenze scientifiche consolidate negli ambiti neuroscientifico e delle scienze umane. Con questo approccio inter- e pluridi- sciplinare il movimento viene valorizzato come una tra le più importanti funzioni organiche in- dispensabili per l‘evoluzione e il mantenimento della salute e del benessere psico-fisico nelle tre età dell’uomo: evolutiva, adulta e anziana. L’e- ducazione attraverso le attività motorie non viene ridotta a un insieme di esercizi che valorizzano solo risultati ed effetti di tipo esclusivamente fisico-motorio, ma viene proposta e indirizzata a un’attenta valutazione degli effetti sulla globalità della persona. Le attività motorie, oggi indispen- sabili all’uomo per lo sviluppo di tutti i dominii di crescita (intellettivo, comunicativo, motorio e socio-affettivo), divengono un mezzo a disposi- zione dell’educatore e dell’allenatore per aiutare il bambino a crescere globalmente, l’adulto a sviluppare e mantenere le proprie capacità, l’an- ziano a ritardare il processo di invecchiamento
Teoria tecnica e didattica dei giochi di movimento e dell'animazione motoria
Il saggio è stato prodotto con l'intento di aiutare gli insegnanti di Educazione Motoria della scuola elementare, gli insegnanti di educazione fisica e gli studenti del Corso di studi in scienze motorie. Sono trattati argomenti importanti quali la storia, le caratteristiche e le funzioni del gioco nei periodi dell'età evolutiva, la creatività e la fantasia motoria, la capacità digioco, i diversi titpi di gioco. Nella parte centralevengono analizzati importanti approfondimenti relativamente alle teorie del gioco, gli schemi posturali, la capacità e le abilità motorie, la figura dell'educatore e dell'animatore e la didattica dell'insegnamento
NEUROSCIENZE, CORPOREITÀ ED ESPRESSIVITÀ
Neuroscienze, corporeità e espressività, propone una prospettiva innovativa volta ad affrontare gli eventi della vita oltre-passando la visione immediata e semplicistica dei problemi avvalendosi di argomentazioni dedicate tratte dai risultati delle più recenti ricerche sull’uomo. Attraverso una interessante carrellata nel mondo delle neuroscienze e affrontando lo studio dell’essere umano nella sua interezza e in relazione costante con l’ambiente, il testo pone al centro di un possibile cambiamento la dimensione espressiva dell’esistenza, valorizzata dalla corporeità e da tutte quelle produzioni creative che siamo in grado di generare. Grazie agli attuali studi in ambito psico-pedagogico e neurofisiologico, è dimostrato che il movimento con le sue innumerevoli funzioni rappresenta lo strumento privilegiato per migliorare le nostre intelligenze e favorire la plasticità del cervello il quale diviene sempre più abile in virtù dei differenti dati che gli fornisce il corpo. Secondo la scienza dei sistemi l’organismo umano, sistema autonomo regolato da proprie leggi di organizzazione, è costituito da un insieme di sottoinsiemi che interagiscono tra loro e con l’ambiente; al suo interno ogni singola parte, anche la più piccola cellula è in comunicazione con il resto del sistema. Ne consegue che ogni cambiamento di un aspetto genera una modificazione dell’intero sistema, coerentemente con la “concezione olistica” della persona (Casolo - Melica, 2005). Prendendo in considerazione il processo di sviluppo dell’uomo, il testo analizza i fenomeni neurofisiologici responsabili diquesta unità a partire dal sistema nervoso dedicando uno spazio particolare alla biochimica delle emozioni e alla loro influenza sul sistema tonico-posturale e rilevando il ruolo determinante del corpo nell’adattamento efficace all’ambiente. Da qui l’attenzione particolare dedicata all’espressività corporea in tutte le sue forme la cui prerogativa di assolvere al bisogno di esprimersi per divenire, favorisce soluzioni creative
ai problemi di sopravvivenza sulla terra. Un apposito capitolo destinato alla didattica dell’espressività corporea, corredato da numerose schede operative, arricchisce il testo che auspichiamo possa rivelarsi utile agli insegnanti e al mondo della scuola, luogo privilegiato di formazione e di cultura che guida i giovani a divenire consapevoli delle proprie scelte allargandole ad una visione più ampia del mondo.Ed infine, una parte del testo è dedicata all’ambiente: salvare il pianeta e preservare la nostra specie richiede un grosso gesto di umiltà nei confronti della natura la quale, oltre a rappresentare l’unica risorsa che ci può garantire la vita ha molto da offrirci, ma soprattutto ci può indicare come connetterci con noi stessi e legarci a tutti gli altri. Questo sforzo è possibile e ce lo insegna il corpo: progettato per funzionare in armonia con l’ambiente e con la nostra interiorità, è capace di difenderci dagli attacchi esterni così come lo sono le piante e gli animali e sa agire autonomamente modificandosi laddove necessario per ricreare dei nuovi equilibri. Ma quando non lo ascoltiamo ignari della sua saggezza perché adottiamo cattivi stili di vita, alimentazione non equilibrata, sedentarietà, danneggiamo noi stessi e anche il pianeta
Educazione Motoria e Scuola Primaria
Nelle nostre scuole primarie si fa poca educazione motoria e questo è un fatto
ormai risaputo che emerge dall’opinione pubblica, dal mondo sportivo, dalle associazioni
di categoria degli insegnanti di educazione fisica e dallo stesso sistema
scolastico. I motivi di questa situazione vengono ricondotti alla carenza di
ambienti e strutture sportive presenti sul territorio e fruibili in orario scolastico
e anche alla mancanza di preparazione e di competenze sul movimento da parte
dei maestri. Permettetemi però di aggiungere a queste quella che ritengo essere
la causa più determinante ovvero la mancanza diffusa di “cultura motoria” nei dirigenti
scolastici, negli insegnanti e nei genitori probabilmente ancora convinti
che l’educazione motoria non sia del tutto indispensabile e serva da momento di
scarico o di ricreazione. Oggi possiamo dimostrare che non è così; dalle neuroscienze
e dagli altri contesti scientifici arrivano indicazioni e suggerimenti tutti
orientati alla valorizzazione delle attività motorie nel periodo 6-11 anni
Motor learning for the developmental age in coded spaces and times
The traditional teaching methods linked to motor education and based on the canonical transmission of knowledge and learning are now outdated. In fact, we could say that we emphasize all forms of learning that have a dynamic and concrete development in which all children can have a role as a 'protagonist'. The school increasingly conditioned by continuous social changes, cannot be lived only as a place of duplication and transmission of knowledge, but can be lived and organized as a space of creativity, fun and emotion as well as imagination also motor. "This teaching practice is often hampered by the school organization of places and times and by the training of teachers' skills" (Lipoma, 2014, p.201). The environment, therefore, must be organized and structured according to the needs of children and their age groups, full of materials, large and small tools where it is possible, however, above all to make concrete experiences experiencing successes and failures in a safe environment. Another fundamental element that distinguishes the success of motor learning is the time dedicated to the movement that lately is reduced and of little quality. “The time devoted to recreational activities has decreased and this is found not only in the school but also in moments of extra-school leisure where you notice the increase of games "sedentary" to the detriment of those engines" (Casolo, 2019, p.495)
Cultura e didattica del movimento : complessità e finalità
Il concetto di cultura può essere utilizzato con due significati principali sostanzialmente diversi. In primis possiamo intenderla come formazione individuale assumendo, per la persona, una valenza quantitativa. Di contro nella concezione moderna o “antropologica” la cultura è vista come un insieme di ideali, costumi, abitudini e credenze delle diverse popolazioni o società del mondo. Concerne sia l’individuo sia la collettività. Nel tentativo di integrare queste due accezioni oggi viene ritenuta cultura tutto ciò che potenzia, arricchisce e valorizza l’uomo in sé e nel contesto sociale. Con questa interpretazione lo sport e l’attività motoria sono elementi fondamentali del nostro sistema di cultura.
Come si collocano le conoscenze relative al movimento umano e le forme di attività motoria all’interno del nostro sistema di cultura ? E’ ormai da tutti riconosciuto che la pratica motoria costituisce uno degli strumenti più efficaci per la formazione della personalità, la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea. Oltre agli innumerevoli studi in campo scientifico che evidenziano i benefici condizionali e coordinativi per i soggetti in età evolutiva, ve ne sono altrettanti che dimostrano come l’attività motoria risulti determinante per la formazione del carattere, la cura della propria persona e del proprio benessere, lo sviluppo e il mantenimento di un corretto equilibrio psico-fisico, con il conseguente miglioramento della qualità della vita e di una positiva attitudine all’inclusione sociale. Numerose istituzioni come la Commissione dell’Unione Europea ,Il Parlamento Europeo , il governo italiano , si trovano concordi nel sottolineare la necessità di una politica che valorizzi le attività motorie e sportive.
Queste vanno considerate un contesto privilegiato di formazione globale della personalità umana. La componente motoria è infatti parte di una unità – la persona - che comprende anche le componenti intellettiva, emotivo - affettiva e socio – relazionale. Pertanto tutte le agenzie educative (famiglia, scuola, società sportiva, università) che conoscono e condividono il valore pedagogico delle attività motorie, possono utilizzare le forme di movimento (attività motoria spontanea, attività ludica, attività sportiva, ginnastica, esercizi, giochi etc) per conseguire non solo fini legati alla crescita motoria ma anche correlati allo sviluppo di competenze di altri ambiti della personalità. In tale contesto ci poniamo il problema di come orientare la ricerca educativa ?
La prima considerazione è indubbiamente quella che a fronte di finalità differenziate il target ossia la persona, seppur nella sua complessità, è una e unica. La ricerca non deve mai perdere di vista il contesto unitario dell’essere uomo.
Le considerazioni alla base delle scelte metodologiche e di didattica del movimento sono state influenzate, nel corso degli ultimi trenta anni, dalle conoscenze e dagli studi provenienti dai vari settori scientifici che si occupano di movimento ( fisiologia, neuro-anatomia, psico-pedagogia, sociologia etc.)
Oggi non possiamo attestare l’esistenza di una didattica del movimento che si possa definire efficace per l’uomo di tutte le età.
Al contrario, esistono differenti metodologie ed approcci didattici riconducibili nella sostanza a due ambiti di scelta che possono privilegiare metodi deduttivi o, al contrario induttivi. La ricerca educativa può muoversi all’interno di questi due grandi contesti o, al contrario può attestarne e validarne altri , pur sempre nel rispetto dell’unitarietà della persona.
La scuola è il contesto nel quale dovrebbe avvenire la trasmissione della cultura. Dobbiamo però ammettere che si trova, per varie ragioni, ancora lontana dal poter trasmettere in modo efficace la cultura dello sport e della corporeità in genere. Anche in ambito extrascolastico (seppur con minore pervasività !) può avvenire una trasmissione di cultura del movimento e dello sport. Nelle federazioni sportive, negli enti e nelle società sportive tale promozione parte dai più piccoli - con corsi sportivi dedicati - ma può avere successo e continuità nel tempo solo se il contesto sportivo-educativo ricrea condizioni di motivazione individuale, accettabilità sociale, accettazione e superamento dell’errore, spirito di gruppo, desiderio di appartenenza, occasione di auto-realizzazione e di acquisizione di stima personale.
L’uomo di oggi ha la necessità di recuperare il senso e i valori della corporeità e di tutte le sue espressioni (propriamente sportive e non) che valorizzano, integrano e completano l’impianto culturale di ogni individuo e della società nella quale vive.
Bibliografia
• F.CASOLO , Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano, Ed. Vita e Pensiero Milano 2002.
• H.GARDNER, Formae mentis. Saggio sulla pluralità delle intelligenze, Ed. Feltrinelli , Milano 1987.
• L.CALCERANO/ F.CASOLO , Educazione motoria e sportiva , Ed. La Scuola , Brescia 2003.
• D. GOLEMAN, Intelligenza emotiva, Ed Rizzoli, Milano 1997.
• F.CASOLO/ S.MELICA , Il corpo che parla , Ed. Vita e Pensiero Milano 200
Challenging play and motor experiences in the natural environment, adventure and the perception of risk in outdoor didactic-educational places
The historical period that we are living in has highlighted how environments can be an additional educational
resource for the development of recreational-motor activities; In particular, it has been observed how the natural
environment can bring out values of a body education that focuses on adventure and exploration. This process
helps children discover and get involved, make decisions, and consider risks and dangers that may arise in case
of a wrong evaluation. Therefore, challenging motor activities in a natural environment, if properly organised,
are distinctive elements to work on the proximal area of the child, allowing real learning mediated by experience.
The individual will be forced to improve motor skills, strengthening their self-esteem and sense of responsibility.
In conclusion, we will analyse some recreational-motor activities in the natural environment, including climbing
as an optimal proposal for the discovery of the body self in the relationship with nature, in the discovery of
sensory perceptions skills dormant that arouse emotions and wonder in children (Coco, 2013). Climbing, indeed,
is a motor pattern that appears around 8-10 months in the child's attempt to pass from the quadruped to the
upright position (Casolo, 2002). A vital aspect is the emotional one, and climbing certainly has a strong
emotional impact on the subjects who practice it. The height, the emptiness, the possibility of falling with
consequent loss of control of the situation, of equilibrium, make necessary: concentration, precision, calm,
awareness and acceptance of their potential and their limits. The feelings of joy, pleasure and gratification that
are particularly solicited and stimulated when reaching the goal are indispensable for those who practice this
activity (Coco, 2019)
Diario di bordo 3 : educazione motoria
La monografia vuole offrire a tutti gli insegnanti del terzo anno della Scuola primaria un valido supporto di attività ludico-motorie. E' organizzata in unità didattiche suddivise in una per mese da settembre a giugno. Ogni unità presenta un obiettivo specifico di riferimento in coerenza con i programmi ministeriali e una scheda di verifica degli apprendimenti
idea guida 2 : educazione motoria
La monografia vuole offrire a tutti gli insegnanti del secondo anno della Scuola primaria un valido supporto di attività ludico-motorie. E' organizzata in unità didattiche suddivise in una per mese da settembre a giugno. Ogni unità presenta un obiettivo specifico di riferimento in coerenza con i programmi ministeriali e una scheda di verifica degli apprendimenti
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