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Bambini mediatori delle conoscenze. Una dinamica evolutiva?
La cospicua presenza di minori di origine straniera in Italia è un dato oramai consolidato da una decina di anni. Grazie al processo di scolarizzazione, essi apprendono la lingua italiana e familiarizzano con le pratiche culturali del nostro Paese molto più rapidamente rispetto ai propri genitori e per questo motivo contribuiscono al processo di integrazione dell’intera famiglia fungendo da mediatori linguistici e culturali per coloro che ancora non parlano italiano. Queste pratiche di mediazione linguistico culturale ad opera di minori stranieri vengono definite dalla letteratura internazionale Child Language Brokering (CLB) e non solo sono svolte a favore della famiglia, ma anche per facilitare l’inserimento di compagni stranieri neo-arrivati appartenenti alla loro stessa comunità linguistica d’origine. L’obiettivo di questo articolo è quello di fornire una descrizione del fenomeno di Child Language Brokering nell’ottica della dinamica evolutiva delle conoscenze. Dopo aver presentato in dettaglio la pratica della mediazione linguistico culturale ad opera di minori bilingui e averne esposto le caratteristiche principali, il presente studio mostrerà il contributo dell’attività accademica svolta in Italia fino ad ora su questo argomento e si concentrerà sulla proposta di attività che possano mettere in valore il contributo prezioso che i minori stranieri apportano sia per l’integrazione della propria famiglia in Italia sia per l’inserimento nel mondo della scuola di coetanei neoarrivati appartenenti alla loro comunità linguistica
Progetto di vita e progetto per vivere
Le necessità identitarie, o più semplicemente di desiderio che ognuno nutre in sé, ci impongono un ripensamento e un aggiustamento di quello che è stato per molto tempo indicato come progetto di vita. In tale ridefinizione emerge così il progetto vitale. In questa nuova declinazione, non solo semantica, l’individuo cessa di essere oggetto del progetto per diventarne soggetto. Egli, scavalcando la logica “per obbiettivi”, diviene attivo protagonista di un percorso personale e originale, che considera ambienti e aspirazione proprie, disvelando prospettive immaginarie e collocandole al centro del progetto stesso. Se il dopo di noi fosse un’effettiva realtà di garanzie, da cosa riconosceremmo in quel tempo un disabile “felice” da uno “non felice”? Probabilmente dal progetto vitale che sta portando avanti
Riviste: mediatori competenti o 'deposito' riservato alle sole eccellenze?
Introduzione a un dossier su la ricerca e la sua valutazion
Dialoghi forse intonati
Dialogo fra gli autori sugli intrecci possibili fra musicalità ed educazione inclusiv
Il contributo culturale della Rivista "Studium Educationis" alla Pedagogia Speciale. Dimensioni concettuali e aree di ricerca
Il lavoro che qui viene presentato si riferisce al contributo culturale che Studium Educationis ha promosso, riguardo all'area della Pedagogia Speciale, in questi venti anni (1996-2016). A partire da una sintesi del percorso effettuato, evidenziando temi e questioni discussi/posti, gli autori tratteggiano anche gli ambiti nei quali sarebbe opportuno svolgere ulteriori studi e ricerche. In questo contributo, emerge con vivace quadro concettuale della Pedagogia Speciale, sostenuto da direzioni pragmatiche dinamiche, volto al consolidamento dei saperi evidenti e alla disanima, sempre più intellegibile, di quelli ancora troppo poco indagati (come, ad esempio, la questione della formazione degli insegnanti, attraverso l'autoanalisi proposta da Montuschi, o lo spinoso tema dell'invalidità, avanzato da Canevaro)
L’integrazione scolastica nella percezione degli insegnanti
In this book is well underlined which is nowadays the vocational training to became a regular and specialized teacher and which skills are fundamental to have to be a good guide able to understand and improve inclusion for students with disability. It also specifies how the recent researches about special education in Italy can be useful to understand which way to go to realize a real community inclusion and openness to diversit
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Studium Educationis n.3/2015. Numero Monografico
Il presente numero monografico della rivista Studium Educationis comprende contributi riferibili all'area della pedagogia speciale e della marginalita
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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