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La politica estera americana: l’Office of the President nel processo decisionale
Il saggio mette in luce la stretta correlazione fra l’analisi storica delle principali linee guida della politica estera statunitense e lo sviluppo degli apparati e delle istituzioni che presiedono al processo decisionale da cui queste stesse politiche dipendono. In particolare, il saggio affronta la questione dello sviluppo storico delle istituzioni preposte al controllo della politica estera americana: dalle funzioni e i poteri del Presidente, alla costruzione della Presidenza (intesa come insieme di agenzie e dipartimenti al servizio del Capo di Stato), fino ad arrivare alla concettualizzazione ed attuazione del National Security State della seconda metà del Novecento e ai più recenti esempi di uso presidenziale di strumenti eminentemente amministrativi nella conduzione degli affari internazionali. A questo proposito, viene notato che, da un ventennio a questa parte, i Presidenti tendono a ricorrere più spesso che nel passato sia agli ordini esecutivi (fondati su interpretazioni soggettive e mutevoli delle leggi federali) sia all’uso strategico di memorandum di indirizzo a Dipartimenti ed agenzie al fine di veicolare precisi programmi di politica pubblica, interna ed internazionale; il motivo di questa tendenza va individuato nella crescente conflittualità fra esecutivo e legislativo, a sua volta frutto di un processo di polarizzazione iniziato nella seconda metà degli anni ’90. Alla luce dell’analisi storico-istituzionale presentata, il saggio evidenzia come un’architettura costituzionale costruita per limitare il potere esecutivo abbia finito, nel corso di quasi 240 anni di storia, per ampliarne invece lo spazio di azione, specialmente sul versante internazionale.The essay highlights the close correlation between the historical analysis of the main guidelines of U.S. foreign policy and the development of the apparatus and institutions that presided over the decision-making process upon which the aforementioned policies depend. In particular, the essay focused upon the institutional development of both the apparatuses and offices responsible for overseeing American foreign policy: from the functions and powers of the President, to the construction of the Presidency (understood as a set of agencies and departments serving the Head of State), to the conceptualization and implementation of the National Security State in the second half of the 20th century, and the more recent examples of presidential use of primarily administrative tools in conducting international affairs. In this regard, it is noted that, for the past two decades, Presidents have tended to resort more frequently than in the past to executive orders (based on subjective and shifting interpretations of federal laws) as well as to the strategic use of memoranda to departments and agencies to direct specific domestic and international public policy programs. The reason for this trend lies in the growing conflict between the executive and legislative branches, which is itself the result of a polarization process that began in the second half of the 1990s. In light of the historical-institutional analysis presented, the essay highlights how a constitutional architecture originally designed to limit executive power has, over nearly 240 years of history, expanded its scope of action, especially in the international sphere
Metalinguaggi e metatesti. Lingua, letteratura e traduzione
Curatela degli Atti del convegno dell'Associazione ISpanisti Italian
Valorizzare la tutela. Rapporto delle attività 2016–2018
Il Rapporto illustra le principali attività svolte dalla Direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (oggi Ministero per i beni e le attività culturali) da luglio 2016, data in cui è diventata operativa a seguito della Riforma, fino ad agosto 2018. Per realizzare il presente Rapporto è stata coinvolta tutta la struttura organizzativa attraverso i contributi provenienti dai Servizi della direzione e dalle Soprintendenze territoriali. Nel volume si è cercato di dare conto sia della nuova della struttura organizzativa introdotta dalla Riforma sia di tutte le attività svolte nei diversi ambiti di competenza a livello centrale e periferico, con l’intento di illustrare quanto più possibile la ricchezza e l’articolazione del vasto lavoro svolto dalla riorganizzazione del Ministero ad oggi. Dopo la Relazione generale, nella prima sezione sono presentati i dati relativi alle principali procedure di autorizzazione, le nuove assunzioni, i fondi a disposizione per i lavori pubblici, gli interventi realizzati con l’Art Bonus. La seconda sezione è dedicata all’attività di ricerca che si esplica attraverso le riviste specialistiche e le banche dati gestiti dalla Direzione. La terza sezione è dedicata alle attività di promozione e valorizzazione della cultura del paesaggio, che ha particolarmente impegnato la Direzione in questi due anni. Nella quarta sezione sono riportate le principali linee d’indirizzo della Direzione attraverso una raccolta delle circolari più significative. La quinta sezione è invece interamente riservata all’attività delle Soprintendenze con sintetiche schede di presentazione di ogni Ufficio. L’ultima sezione è dedicata al futuro della “tutela integrata” e avanza diverse proposte elaborate con il contributo di tutti i dirigenti della Direzione e delle Soprintendenze
Alessio De Bon e l'epigrafia romana del Veneto
L'attività di Alessio De Bon ha consentito la scoperta, il recupero, la valorizzazione e la salvaguardia di numerosi e importanti iscrizioni romane
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Qu'est-ce qu'un bon enseignement des langues étrangères? Conceptions scientifiques et conceptions d'enseignant-e-s
En lien avec un intérêt renouvelé pour l’influence de l’enseignant-e sur les apprentissages des élèves, cet article évoque des travaux récents au sujet de la qualité de l’enseignement et des caractéristiques d’un bon enseignement en général avant de proposer une liste synthétique de caractéristiques d’un « bon enseignement » des langues et cultures étrangères.
Mais comment les enseignant-e-s de langue voient-elles/ils la qualité de l’enseignement ? Y a-t-il des convergences ou des divergences par rapport aux travaux scientifiques ? Dans le cadre d’une recherche en cours à la HEP du canton de Vaud portant sur les pratiques d’enseignement et les conceptions d’enseignant-e-s de langue en formation et en fonction, nous avons également abordé cette question des caractéristiques d’un bon enseignement des langues étrangères.
Un tableau résumant les positions des participant-e-s à l’étude sert de point de départ pour une comparaison entre les conceptions scientifiques et les conceptions personnelles des huit enseignant-e-s interviewé-e-s. Même si les extraits d’entretiens exploités ne donnent pas une image complète, on peut constater que les conceptions des enseignant-e-s convergent avec celles qui ressortent de l‘examen de de la littérature. Cependant, les pratiques réelles peuvent, elles, être différentes : en effet, les enseignant-e-s indiquent que certaines contraintes peuvent rendre la mise en œuvre d’un bon enseignement difficile
Governatori sudisti e crisi costituzionali negli Stati Uniti della prima metà dell'800.
Questo saggio si propone di rivalutare complessivamente l’importanza e l’efficacia dell’operato governatoriale in periodo pre-secessionista evidenziando il ruolo di garante costituzionale del Governatore nella prima metà dell’800. Con particolare riferimento alla prima metà dell‘800, la tradizione storiografica americana ha infatti sempre sottolineato il ruolo limitato giocato dai governatori statuali fin dalle origini dell’esperienza federale; una caratteristica associata alla volontà dei costituenti statuali di allontanare il più possibile qualsiasi reminiscenza del periodo coloniale britannico.
Eppure, sebbene decurtati sulla carta di gran parte delle prerogative coloniali in campo esecutivo, legislativo e giudiziario, i primi governatori rivoluzionari non cessarono di essere percepiti come autentici capi di Stato, i più alti rappresentanti del nuovo ordine costituito. Nel corso dei primi settant’anni della storia statunitense, e di fronte all’emergere di accesi contrasti fra base popolare e assemblee legislative, i governatori riacquistarono inoltre, passo dopo passo, la fiducia perduta, un fatto che si tradusse in un’estensione della durata della carica, nell’elezione popolare diretta e nel recupero del diritto di veto.
Nell’analizzare l’evoluzione del ruolo e delle funzioni del governatore statuale nella prima metà dell’Ottocento, questo saggio si sofferma sugli stati del Sud, e in particolare sui casi di Virginia e Georgia
Risposte infiammatorie e di guarigione delle ferite a micro- e nanoplastiche nella sanguisuga Hirudo verbana: un'analisi comparativa dell'esposizione acuta e cronica
La sanguisuga medicinale Hirudo verbana è un modello sperimentale consolidato in immunologia, biologia rigenerativa ed ecotossicologia, ideale per studiare l’impatto di inquinanti emergenti come micro- e nanoplastiche (MP, NP). La sua anatomia semplice e il sistema immunitario ridotto consentono di analizzare in dettaglio i meccanismi infiammatori, immunologici e rigenerativi.
In questo studio sono stati valutati gli effetti acuti e cronici di particelle di polipropilene (PP) e polietilene tereftalato (PET), in forma micro- e nano-, su animali feriti e illesi. Particelle fluorescenti, somministrate a concentrazioni definite, sono state identificate mediante microscopia a fluorescenza ed elettronica, mostrando penetrazione e accumulo subepiteliale.
Le analisi morfologiche e molecolari hanno evidenziato alterazioni significative della fisiologia tissutale, con angiogenesi, vasculogenesi e reclutamento immunitario. L’attivazione infiammatoria è stata confermata dall’aumento di HmAIF-1, mentre la risposta a stress ossidativo è stata suggerita dalla sovraregolazione dei geni antiossidanti GST e SOD. Questi effetti indicano che NP di PET inducono attivazione immunitaria acuta e stress cellulare prolungato.
Infine, l’analisi di HvRNASET2, HmAIF-1, TGF-β e SMAD ha mostrato come i frammenti di PP ostacolino la guarigione e favoriscano fibrosi, con eccessiva deposizione di matrice extracellulare.
Lo studio chiarisce il potenziale tossicologico di MP e NP e conferma H. verbana come modello sensibile e versatile per la valutazione del rischio ambientale e come alternativa etica ai vertebrati.The medicinal leech Hirudo verbana is a well-established model in immunology, regenerative biology, and ecotoxicology, making it suitable for assessing the impact of emerging pollutants such as micro- and nanoplastics (MPs, NPs). Its simple anatomy and reduced immune system allow detailed investigation of inflammatory and regenerative processes.
This study examined the acute and chronic effects of polypropylene (PP) and polyethylene terephthalate (PET) MPs and NPs in both injured and uninjured leeches. Fluorescent particles, administered at defined concentrations, were tracked by fluorescence and electron microscopy, confirming uptake, penetration, and subepithelial accumulation.
Morphological and molecular analyses revealed significant tissue alterations, including angiogenesis, vasculogenesis, and immune cell recruitment. Inflammatory activation was confirmed by upregulation of HmAIF-1, while oxidative stress was indicated by increased GST and SOD expression. These effects, particularly evident with PET, appeared early and persisted over time, suggesting that PET NPs elicit acute immune responses together with prolonged cellular stress and impaired regeneration.
Further analysis of HvRNASET2, HmAIF-1, TGF-β, and SMAD highlighted how PP fragments hinder wound healing and promote fibrosis, with excessive extracellular matrix deposition limiting muscle repair, angiogenesis, and immune cell migration.
Overall, this work clarifies the toxicological potential of MPs and NPs and confirms H. verbana as both an ethical alternative to vertebrate models and a sensitive bioindicator of freshwater ecosystems
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