650 research outputs found
Commentary: SARS-CoV-2 and Asbestos Exposure: Can Our Experience With Mesothelioma Patients Help Us Understand the Psychological Consequences of COVID-19 and Develop Interventions?
Zarah Eve, Martin Turner, Daniela Di Basilio, Benjamin Harkin. Are serious game effective in reducing mental health symptoms? A systematic review and meta-analysis. PROSPERO 2022 CRD42022343882
Conceptualising the separation from an abusive partner as a multifactorial, non-linear, dynamic process: a parallel with Newton's laws of motion
The present study focused on the dynamics and factors underpinning domestic abuse (DA) survivors’ decisions to end the abusive relationship. The experiences and opinions of 12 female DA survivors and 18 support workers were examined through in-depth, one-to-one, semi-structured interviews. Hybrid thematic analysis was conducted to retrieve semantic themes and explore relationships among the themes identified and the differences in survivors’ and professionals’ narratives of the separation process. The findings highlighted that separation decisions derived from the joint action of two sets of factors, the “promoters” and the “accelerators.” Whilst the “promoters” are factors leading to the separation from the abuser over time, the “accelerators” bear a stronger and more direct connection with survivors’ decision to end the abusive relationship. Despite their differences, both these factors acted as propelling forces, leading survivors to actively pursue the separation from the perpetrator. To portray the dynamic links among these factors, we propose a conceptualisation drawn from Newton’s laws of motion. Our findings also highlighted important differences in the views of survivors and support workers, as the former conceived themselves as proactive in ending the abuse, whereas the latter described the leaving process as mainly led by authorities and services supporting survivors. This study has potential implications for research, policy and clinical practice, as it suggests that far from being a linear sequence of multiple stages, leaving an abusive relationship results from a complex interplay of factors that facilitate (“promoters”) or drastically accelerate (“accelerators”) the separation process. We argue that future research should aim at improving our current understanding of the subjective and situational factors that can act as “accelerators” or “promoters” for women’s leaving decisions. Moreover, clinicians and policymakers should invest in creating interventions that aid victims to recognise and leverage promoters and accelerators, thus increasing their readiness to end the abuse
Concentrazioni urinarie di elementi metallici in lavoratori addetti alla produzione di pigmenti a base di biossido di Titanio
Il biossido di Titanio (TiO2) è prodotto o importato nell’Unione Europea per oltre un milione di tonnellate annue. Viene utilizzato in molti settori perché fornisce biancore e opacità ad una vasta gamma di articoli, rivestimenti, plastica, inchiostri, carta, gomma, cosmetici e cibi. È stato classificato dalla IARC come cancerogeno possibile per inalazione per l’uomo, gruppo 2B [IARC 2010]. In molti casi il TiO2 è commercializzato in forma nanoparticellare, e secondo la classificazione armonizzata dell’Unione Europea, è un sospetto cancerogeno. L’agenzia francese ANSES ha stabilito un valore di riferimento (TRV) di 0,12 μg/m3 per il TiO2 nella forma nanoparticellare P25 (anatasio/rutilo 80/20; 21 nm).
In questo studio è stata misurata la concentrazione urinaria di titanio ed altri elementi in lavoratori di un impianto che produce una polvere dei due principali polimorfi del TiO2, rutilo e anatasio, le cui particelle hanno una dimensione media di circa 0,25μm, con una frazione nanoparticellare evidenziata da analisi con Dynamic Light Scattering specie per l’anatasio. È stato inoltre effettuato un confronto con soggetti non professionalmente esposti
Studio di film sottili a base di silicio mediante spettroscopia di fototensione superficiale
Le tecnologie basate su silicio nelle applicazioni in celle solari si sono rilevate sempre più promettenti negli ultimi anni, l'efficienza di conversione fotovoltaica delle celle solari a base di Si ha raggiunto il 26.7% , mantenendo costi accessibili. La cella solare, grazie al materiale semiconduttore, che costituisce la sua componente principale, è in grado di convertire l’energia dei fotoni in energia elettrica creando coppie elettrone-lacuna, dove gli elettroni vengono a trovarsi nella banda di conduzione e qui vengono estratti da un campo elettrico interno e inviati a un circuito esterno. Il silicio cristallino (c-Si) presenta qualche limitazione, le energie molto maggiori di 1 eV sono disperse in calore e la ricombinazione delle coppie elettrone lacuna, che limita il tempo di vita dei portatori minoritari.
Il tempo di vita dei portatori minoritari è legato alla concentrazione di difetti reticolari, presenti nel bulk, alla superficie, o all’interfaccia della cella. È importante quindi diminuire l’effetto di questi difetti realizzando una buona passivazione di superfici e interfacce.
Per far fronte a questi due principali problemi si è pensato di depositare sopra al silicio cristallino (c-Si), che costituisce la parte essenziale della cella, film sottili che permettano la conversione di energia anche a energie più alte e che aumentino la qualità della passivazione.
Per un miglioramento si è pensato di aggiungere, durante la deposizione di a-Si:H (ottenuta con silano SiH4), ossigeno, azoto o carbonio.
Lo scopo di questa tesi è quella di analizzare film sottili di ossidi di silicio amorfi (a-SiOx) e ossinitruri di silicio amorfi (a-SiOxNy).
Per queste analisi è stato usato il metodo Surface Photovoltage Spectroscopy (SPV).
Da queste misure si è ottenuto che il bandgap aumenta con le concentrazioni di CO2 e N2O, ma che, con l’aumento di queste è peggiorata la qualità di passivazione superficiale
L'Ospedale Maggiore di Milano. Considerazioni a partire da una ri-lettura delle tracce della Crociera filaretiana
LAUREA MAGISTRALELa ricerca qui presentata ha come oggetto di studio l’Ospedale Maggiore di Milano, noto anche come “Ca’ Granda”, edificio storico che da ricovero si trasformò nella sede universitaria più conosciuta come l’Università degli Studi di Milano. Per volere del Duca Francesco Sforza l’edificazione dell’ospedale ebbe inizio nel 1459, su disegno dell’architetto toscano Antonio Averlino, detto il Filarete, che vi lavorò dal 1456 al 1465. Nonostante l’abbandono del cantiere da parte dell’autore, l’opera nel tempo conservò la concezione filaretiana, di cui ancora oggi sono visibili alcune testimonianze che l’architetto Liliana Grassi rilevò in occasione dei restauri post-bellici. In particolare la Grassi approfondì la conoscenza del fabbricato e cercò di comprende il progetto filaretiano attraverso la lettura del Trattato di Architettura di Filarete, in cui il programma dell’architetto fu meticolosamente descritto. Di tutto il complesso ospedaliero, segnato da un’ampia evoluzione e da interventi che si svolsero tra il XV e il XX secolo, si vuole porre l’attenzione nei confronti della porzione più antica: il Quadrilatero filateriano. Il lavoro proposto si è svolto a partire dall’analisi delle fonti bibliografiche e dei documenti a disposizione, focalizzando poi l’attenzione sui chiostri della Crociera filaretiana, con particolare riguardo per il primo tra i cortili a es- sere costruito: il Cortile della “Farmacia” (1463-67). Questi luoghi sono stati il punto di partenza di un’indagine sviluppata sia lungo il doppio sistema porticato sia lungo le mura che conservano le tracce di un presunto portichetto a esso precedente. Quest’ultimo sarà uno dei temi al centro della ricerca, a partire da quando Liliana Grassi riconobbe i segni stratigrafici durante le campagne di rilievo novecentesche, considerandoli come testimonianza del portico costruito da Filarete. A supporto della tesi, vi sono le campagne di rilievo condotte durante il Laboratorio di Restauro Architettonico (2011-17), tenuto dalle docenti Rebecca Fant e Daniela Oreni, che hanno permesso l’acquisizione di una numerosa quantità di dati e informazioni. La loro elaborazione è avvenuta attraverso i metodi della tecnologia laser scanner e dei software di restituzione dei dati, grazie a cui è stato possibile ottenere disegni ricchi d’informazioni che hanno permesso una precisa valutazione sia dal punto di vista geometrico sia formale del quadrilatero. Sulla base delle analogie riscontrate tra gli elaborati ottenuti, i disegni di Filarete e le sue indicazioni, insieme al confronto con i disegni del passato e i documenti d’archivio, si sono poste le basi teoriche per una riflessione sulla configurazione. A partire dai segni stratigrafici rilevati è stata formulata un’ipotesi che, seppur interpretativa, può restituirci un'idea di come Filarete immaginò il sistema porticato lungo i cortili della Crociera. Consolidata la cronologia delle opere del quadrilatero occidentale e gli autori che furono coinvolti nella sua costruzione, un’attenta lettura della configurazione del Cortile della “Farmacia”, combinata con la consultazione delle fonti a disposizione, ha permesso di avanzare nuove riflessioni di tipo strutturale, distributivo e funzionale, suggerendo un’ipotetica articolazione e ideale funzionamento degli spazi ospedalieri. A seguire il secondo tema sviluppato ha coinvolto gli apparati decorativi del quadrilatero quattrocentesco, con maggior riguardo per il curioso caso delle arcate graffite che trovano sede presso il Cortile della “Farmacia”. Inizialmente si sono proposte alcune riflessioni sugli apparati decorativi in terracotta che caratterizzano due fronti del quadrilatero, un caso di architettura dipinta e alcune decorazioni a fasce che rivestono l’imbotte di più aperture dei cortili. Per gli unici intonaci a graffito dell’ospedale si hanno limitate notizie, lasciando tuttora un interrogativo circa l’esecutore e l’epoca di realizzazione. Con l’occasione di approfondire gli studi sulla fabbrica, si è colta quindi l’opportunità per proporre un mirato confronto iconografico con gli analoghi apparati decorativi che ornano la Porta bronzea di S. Pietro di Filarete, le facciate della Chiesa della Certosa di Pavia e della Cappella Colleoni a Bergamo, insieme alla tribuna bramantesca della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, allo scopo di fornire un’ipotesi interpretativa dell’opera incisa dell’Ospedale Maggiore. La ricerca è proseguita con l’approfondimento sugli apparati decorativi, stilando un rendiconto delle operazioni di manutenzione sulle superfici del Cortile della “Farmacia” e andando poi a registrare lo stato del cortile prima e dopo l’ultimo intervento di restauro conservativo, avvenuto più di dieci anni fa. Scopo del lavoro è stato sottolineare l’esigenza di una conservazione programmata che possa garantire nel tempo la salvaguardia del manufatto. A chiusura del lavoro di tesi, l’ultimo tema trattato vede una proposta per una diffusione dei risultati di ricerca potenziando il percorso di valorizzazione e divulgazione già predisposto nel 2014. Con questo programma d’intervento e le restanti tematiche approfondite, si vuole sottolineare l’importanza della conoscenza e trasmissione del complesso, garantite anche da una costante tutela dello stesso. L’auspicio è che l’attività di lavoro svolta possa contribuire a mantenere un dialogo aperto con l'edificio e aprire nuovi orizzonti per studi futuri, in cui venga nuovamente riconosciuta l’importanza dell’antico complesso dell’Ospedale Maggiore.The research topic of this Master thesis is the Ospedale Maggiore of Milan, also known as “Ca ’Granda”, a historic building that from hospital turned into the home of Milan’s university better known as Università degli Studi di Milano. At the behest of Duke Francesco Sforza the construction of the hospital began in 1459, based on a design by the Tuscan architect Antonio Averlino, known as il Filarete, who worked there from 1456 to 1465. Despite the author's desertion of the construction site, the endeavour preserved the Filaretian concepts over time, some evidences of which are still visible today, since the architect Liliana Grassi found them during the post-war preservations. In particular, Grassi deepened her knowledge of the building and tried to understand the Filaretian project by reading the Filarete’ s Trattato di Architettura, in which the architect's program was meticulously described. Among all the hospital complex, marked by a wide evolution and by interventions that took place between the fifteenth and twentieth centuries, attention is paid to the oldest portion: il Quadrilatero filaretiano. This thesis work has been carried out starting from the analysis of the bibliographic sources and documents available, focusing then on the cloisters of the Filaretian cruise, with particular regard to the first of the courtyards built: il Cortile della “Farmacia” (1463- 67). This setting was the starting point of an investigation developed both along the doubleporches and along the walls, which retain the traces of an alleged porch preceding it. The latter portico will be one of the main themes of the research - since when Liliana Grassi identified it during the measurements of the twentieth century - considering it as an evidence of the portico built by Filarete. In support of this dissertation there are important measurement processes conducted during the Laboratorio di Restauro Architettonico (2011-17), held by professors Rebecca Fant and Daniela Oreni, which resulted in the acquisition of a large amount of data and information. Their processing took place through the laser scanner technology and data elaboration softwares methods, in order to obtain information rich drawings that allowed a precise evaluation both from a geometric and dimensional point of view of the quadrilateral. Therefore, a reflection on the configuration was carried out on the basis of the analogies found in these drawings, in Filarete’s sketches and indications and together with the comparison with past illustrations and archival documents. An interpretative hypothesis was formulated starting from the detected stratigraphic signs, in order to suggest how the creator of the “Ca’ Granda” imagined the portico system along the courtyards of the Crociera. After defining the chronology of the works of the western quadrilateral and the authors who were involved in its construction, a careful reading of the configuration of the Cortile della “Farmacia”, combined with the consultation of the available sources, inspired new structural, distributive and functional reflections, leading to a hypothetical articulation and theoretical functioning of hospital spaces. The second theme developed pertain to the decorative elements of the fifteenth-century quadrilateral, focusing in particular on the intriguing case of the arcate graffite located in the Cortile della “Farmacia”. Previously some reflections have been proposed on the terracotta decorative systems that characterize two fronts of the quadrilateral, an example of painted architecture and some banded decorations that cover the intrados of several openings in the courtyards. There is limited information regarding the hospital’s only graffiti plaster, still leaving a question about the author and the time of realization. Having the opportunity to deepen the studies on the construction, the essay introduces a specific iconographic comparison with the similar decorative systems that adorn the bronze door of S. Pietro di Filarete, the facades of the Chiesa della Certosa di Pavia and of the Cappella Colleoni in Bergamo, as well as the Bramante’s tribune of the Church of Santa Maria delle Grazie, in order to provide a dating scheme of the engravings of the Ospedale Maggiore. Research continued through the study of the decorative systems, drawing up a series of maintenance operations on the plaster surfaces of the Cortile della “Farmacia” and then observing the condition of the courtyard before and after the last restoration work, which occurred more than ten years ago. The purpose of this section was to underline the need for planned conservation that can guarantee the protection of the building over time. At the end of this thesis work, the last topic addressed is the possible dissemination of the research results by enhancing the exhibition itinerary already arranged in 2014. With such intervention strategy, together with the other topics deepened by the research, this essay aims at underlining the importance of knowing and sharing the complex peculiar traits, ensuring also the constant preservation of the construction itself. The hope is that this work can contribute to further research on the building and inspire new horizons for future studies that will strengthen the importance of the ancient complex of the Ospedale Maggiore
Imparare le lingue per abbracciare il mondo
L’autrice che si colloca, come Daniela Zorzi, tra i fautori di una linguistica “impegnata”, propone in ricordo della studiosa amica, una riflessione sul ruolo cruciale del multilinguismo e delle lingue- culture, per il successo professionale e il benessere sociale, nella società contemporanea. Il multilinguismo appare come un’urgenza educativa che interpella studiosi e formatori a tutti i livelli al fine di promuovere nei giovani un apprendimento consapevole efficace ed autonomo.Multilingualism constitutes an urgent objective for education, which needs to involve teachers and researchers at all levels if we are to promote effective and autonomous learning in the young. Like Daniela Zorzi, the author considers herself a socially engaged linguist, and in memory of her friend’s work, offers a reflection on the key roles of languages and cultures and of multilingualism for professional success and social welfare today
Utopie, una introduzione
Punto di riferimento essenziale della cultura disciplinare, l’antologia di Francoise Choay (1965) ha esplicitamente proposto una possibile forma del discorso sulle utopie (e sulla realtà) come occasione di riflessione e discussione sull’urbanistica. Nell’esplorazione delle idee e delle ideologie che stanno alla base della disciplina (e ancora di più in quella che l’autrice definisce della pre-urbanistica), vengono individuate possibili tipologie di organizzazione urbana che si sono sviluppate nell’immaginazione
come rifugio del pensiero, nell’incapacità di fornire dimensioni pratiche all’interpretazione della moderna società industriale. Distinguendo teorie critiche e pratiche utopiche utili all'innovazione della disciplina urbanistica.Essential point of reference of the disciplinary culture, the anthology of Francoise Choay (1965) has explicitly suggested a possible form of discourse on utopias (and reality) as an opportunity for reflection and discussion on urban planning. Exploration of ideas and ideologies that underpin the discipline (and even more in what the author defines the pre-planning), are identified possible types of urban organization that developed nell'immaginazionecome refuge of thought, inability to provide practical dimensions to the interpretation of modern industrial society. Distinguishing critical theories and practices of discipline in urban utopian useful innovation
Cybersicurezza e tutela della riservatezza dei dati personali: le decisioni Breyer e Tele2 Sverige/Watson della Corte di giustizia UE
Il contributo analizza il tema della cybersicurezza alla luce di due importanti sentenze della Corte di Giustizia che si sono succedute a distanza di pochi mesi: la sentenza Breyer e la sentenza Tele2 Sverige/Watson. Preliminarmente, l’autore illustra la disciplina dell’Unione europea in materia di cybersicurezza e si sofferma sul carattere non assoluto del diritto alla protezione dei dati personali. Successivamente vengono esaminate le condizioni che legittimano la conservazione dei dati personali (indirizzi IP dinamici degli utenti) al fine di prevenire o di contrastare eventuali incidenti o attacchi informatici. L’esigenza di garantire la continuità del sito è evidenziata nella sentenza Breyer mentre il contrasto alla criminalità grave giustifica la conservazione mirata dei dati delle comunicazioni elettroniche nella decisione Tele2 Sverige/Watson. In conclusione, la Corte di giustizia mediante l’indicazione di criteri per la conservazione dei dati personali degli utenti della rete sembra voler responsabilizzare gli Stati membri nelle scelte legislative che competono loro nella definizione di una disciplina armonizzata sulla cybersicurezza.The paper analyzes cybersecurity in the light of two important judgments of the Court of Justice that followed one another a few months: the Breyer judgment and the Tele2 Sverige /Watson ruling. First, the Author illustrates the European Union’s legislation on cybersecurity and the discipline on data protection pointing out that the right to the protection of personal data is not an absolute right. Secondly, the Author examines the conditions for the retention of personal data (i.e. dynamic IP addresses) to prevent or combat any incidents or cyberattacks. The need to ensure website continuity is highlighted in the Breyer judgment while the fight against serious crime justifies under different conditions the conservation of electronic communications data in the Tele2 Sverige/Watson decision. In conclusion, the Court of Justice, through the identification of criteria for the retention of the website users’ personal data seems to call for Member States “responsibility” in their legislative choices while defining a harmonized regulatory regime for cybersecurity
“Alfonso de Ulloa protoispanista: la Introdutione che mostra il signor Alfonso di Uglioa a proferire la lingua castigliana”
numero monografico: “Le ragioni delle seconde lingue: un approccio grammaticografico” a cura di Félix San VicenteThe main purpose of the present paper is to discuss subsequent editions of Ulloa’s treatise on the pronunciation of the Spanish language. Inclusion of information about the author and his work in Venice will enable us to address the publication of the book in the wider context of the Venetian printing activities of the time. The treatise is intended for Italian readers and represents one of the first works in contrastive linguistics for the Spanish-Italian language pair. First published in 1553, the treatise went through four subsequent editions, each coming with modifications. While this paper concentrates on the very first edition – the only one written in both Spanish and Italian – later additions are also discussed. As will be seen, subsequent editions give evidence of Ulloa’s interest in providing better versions of the original publication through more precise wording and inclusion of useful information. Importantly, his ultimate goal was not only to assist the user, but also to prove his own proficiency
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