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Oltre l'accademia (titolo della prefazione di/title of the preface of Ruggero Lenci), Pietro Barucci Scritti di architettura1987-2012 (titolo del libro/title of the book)
Quando Pietro Barucci (1922) nell’anno 2000 si reca a Bilbao, consapevole di aver contribuito alla formazione dell’identità di un’epoca, avverte nell’architettura museale gehriana la comparsa di forme di creatività nuove e diverse rispetto a quelle del razionalismo tardo novecentista con le quali si è lungamente impegnato. Creatività che, con l’opportunità dei nuovi strumenti informatici, hanno consentito di confrontarsi con sfide via via sempre più legate a temi quali il dominio della tecnologia sulla forma, attenuando l’interesse per quei capisaldi del tardo ‘900 fondati sul quartiere sociale che nella poetica barucciana hanno prodotto il dispositivo architettonico della “vertebra”, il suo sviluppo metamerico in “colonna vertebrale” nonché quello distributivo in “piastra” e “ponti”. Il tema della “discretizzazione digitale” di una grande morfologia architettonica che nasce come modellazione di un volume “continuo e analogico”, nel prendere il posto (con Bilbao) del quartiere abitativo, avrebbe richiesto un ritorno (corsi e ricorsi storici) a nuove questioni “induttive”, che Barucci - dopo le sue migliori realizzazioni nelle quali la tipologia edilizia e il sistema costruttivo si configurano come atto fondativo di una morfologia urbana sapientemente “deduttiva” - lascia compiere alle nuove generazioni.
Tante opere egli ha già eseguito, ed ora che i rapporti tra contenuto ed espressione, significato e significante sono irreversibilmente mutati, saranno altri, i più giovani, a cimentarsi con le nuove sfide lanciate dalla società. Anche con quelle che talvolta risultano essere effimere rispetto alla soddisfazione di un bisogno reale.
Ripercorriamo ora l’ontogenesi della vasta opera progettuale di Pietro Barucci
Indice dei manoscritti, dei documenti e delle stampe antiche
Indice dei manoscritti, dei documenti e delle stampe antiche del volume Rinascimenti in transito a Milano (1450-1525), a cura di Gabriele Baldassari, Guglielmo Barucci, Sandra Carapezza e Michele Comelli, Milano, Università degli Studi, 202
La casa antisismica: prototipi e brevetti : materiali per una storia delle tecniche e del cantiere
Il libro è dedicato a un aspetto specifico della storia edilizia contemporanea, quello relativo alle tecniche co¬struttive antisismiche. Lo studio delle tecniche costruttive e dei modelli tipolo¬gici per gli edifici antisismici ha da sempre rappresentato una parte importante nella storia edilizia di molti paesi, costituendo in molti casi un fattore di progresso tecnico e di innovazione delle forme insediative.L'aspetto tecnico-costruttivo si lega così a quello tipolo¬gico e urbanistico, senza escludere ipotesi di riassetto del¬la città stessa, e dando luogo in alcuni casi a ipotesi e a sistemi abitativi che prendono le mosse proprio dai siste¬mi tecnologici e strutturali più innovativi oppure recupe¬rano tecniche tradizionali ancora valide. È attraverso un esame di tali modelli che il libro traccia un quadro dell'evoluzione della cultura edilizia in questo settore a partire dalla seconda metà del secolo diciottesi¬mo fino ai primi decenni del Novecento. L'analisi è volta a esaminare tutti quei materiali, prototipi, brevetti, esempi, utili a documentare il progetto e la realtà del cantiere edilizio. Il libro comprende anche una rassegna delle principali nor¬mative antisismiche italiane dal 1860 al 1909
I segni e la storia : modelli tacitiani nella Storia d’Italia del Guicciardini
Si analizza l’influsso, concettuale e formale, di “Annales” e “Historiae” di Tacito sulla “Storia d’Italia” di Guicciardini. Tali elementi sono riconosciuti soprattutto nel proemio, nella costruzione del personaggio (in particolare il ruolo della descrizione della morte e del ritratto post mortem, nonché il ritratto paradossale, ossia quei personaggi in cui si sovrappongono elementi di capacità politica e dissolutezza morale), nella tecnica del ritratto parallelo tra Leone X e Clemente VII (esemplato su quello tra Vespasiano e Licinio Muciano), nella tecnica dell’insinuazione, volta a comunicare tratti negativi di un personaggio contestandone all’apparenza la credibilità; nelle orazioni (in particolare la loro distribuzione e funzione, nonché l’uso di forme dirette o indirette, analizzando inoltre i parallelismi tra il discorso del Catilina sallustiano e quello di Gastone di Foix) e infine in alcuni episodi particolari, soprattutto nella descrizione del Sacco di Roma e di quello di Brescia (visti in rapporto sia con la descrizione tacitiana del saccheggio di Cremona sia con quelle di Giovio e di altri testi contemporanei sul Sacco di Roma)
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