1,721,049 research outputs found
Architettura e città negli insediamenti universitari
Il testo propone una riflessione sulla varietà insediativa degli insediamenti universitari nei paesi occidentali, evidenziando alcuni modelli culturali ricorrenti che svolgono in modi distinti la relazione tra invenzione architettonica dell'edificio di istruzione superiore e configurazione dello spazio della città che l'accoglie
Ravenna moderna. Studio per l’urbanizzazione della zona a ovest della pineta di San Vitale nel territorio comunale di Ravenna (1963)
Il saggio analizza il processo di elaborazione del progetto di Gilberto Orioli dedicato all'urbanizzazione di una parte del comune di Ravenna adiacente alla pineta di San Vitale. Questo progetto fu elaborato nel 1963 come tesi di laurea presso l'Università di Firenze e fu condotto sotto la direzione di Ludovico Quaroni e di Leonardo Savioli. L'archivio di Gilberto Orioli, conservato presso lo studio Pave a Cesena, contiene diverse serie di disegni che documentano le fasi di elaborazione del progetto e il modello ligneo del progetto. L'analisi de disegni e delle tracce lasciate dalle revisioni periodiche tra allievo e professore, lascia intravvedere il ruolo di Ludovico Quaroni come referente culturale e come guida nella progettazione e nella proposta di riferimenti e testi. Il saggio si conclude con la presentazione dell'esperienza lavorativa immediatamente successiva alla laurea, e costituita dalla partecipazione al gruppo di progettazione guidato da Roberto Maestro che presenta nel 1964 al concorso internazionale per la sacca del Tronchetto a Venezia il progetto "Ultima parete del Canal Grande", premiato ex aequo
La caserma Sani e la Bologna moderna (1859-2012)
Il saggio traccia la storia della caserma Sani a Bologna, erettasecolo sul sito della Commenda di Casaralta alla metà del XIX secolo. Articolato in capitoli, il saggio presenta dapprima il momento della fondazione della caserma Sani come forte appartenente al campo trincerato realizzato su progetto del generale Manfredo Fanti nel 1859, per presentare in seguito il progressivo sviluppo del forte per adattarlo dapprima al piano di estensione della città di Bologna del 1889, e soprattutto tra le due guerre mondiali per trasformarlo in un efficace stabilimento di servizio all'esercito con funzioni di produzione e di deposito dei generi alimentari. Il periodo successivo alla seconda guerra mondiale vede la caserma, fortemente danneggiata durante la guerra, ridurre progressivamente la sua funzione produttiva in contrasto con il contestuale periodo di risveglio industriale di Bologna che vede la localizzazione nello stesso settore urbano della caserma di diverse industrie meccaniche (Officine di Casaralta, Officine Minganti, Officine Cevolani, ecc.). Negli anni Sessanta l'intero settore urbano della caserma è oggetto di importanti modificazioni indotte dalla costruzione della via di Stalingrado e dell'asse attrezzato della Tangenziale, ed anche dalla localizzazione della Fiera di Bologna oltre la stessa via Stalingrado. Accanto a queste realizzazioni, quel settore urbano è anche oggetto di progetti megastrutturali come il nuovo Centro direzionale di Carlo Aymonino e Pier Luigi Giordani nel 1962-1967, o del Piano per lo sviluppo nord della città di Kenzo Tange nel 1968. A partire dal Piano Regolatore Generale del 1985, l'intero settore urbani della caserma Sani, che nel frattempo ha cessato completamente ogni attività di servizio militare, diviene oggetto della politica di valorizzazione delle periferie perseguita dall'amministrazione comunale. Dagli anni Novanta del XX secolo il settore industriale, ormai svuotato delle attività di produzione, è progressivamente trasformato in una zona di servizi e abitazioni. In questo contesto la caserma Sani appare oggi come un luogo in attesa di un altro futuro. I decenni di abbandono hanno trasformato la caserma isolata e separata da un alto muro dalla città che rapidamente si modificava, in un luogo dal forte carattere, con gli edifici superstiti alla guerra e alle successive demolizioni ora immersi in una nuova vegetazione spontanea che ha suscitato interesse e interrogativi sia da parte degli abitanti che della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici (2007)
Città nuove balneari in Italia, 1900-1964
Il saggio riguarda la costruzione lungo le coste italiane di frammenti urbani, se non di vere e proprie città, destinate alla frequentazione stagionale dei turisti, in un tempo compreso dalla fine del XIX secolo agli anni sessanta del XX secolo. La sua articolazione in tre capitoli dedicati, il primo alle prime lottizzazioni e all'adozione di alcuni caratteri morfologici desunti dall'ideologia della città giardino, il secondo all'applicazione di modelli urbani elaborati dalla cultura urbanistica allora in formazione in Italia, e il terzo alla sperimentazione di nuove morfologie urbane proposte come risposta al turismo di massa, si conclude con il progetto territoriale della Costa Smeralda durante gli anni sessanta del XX secol
Le forme dello spazio abitabile. Trasformazioni dell'housing sociale a Cesena, Forlì, Bologna
Il volume offre un contributo alla riflessione che attraversa oggi l’urbanistica e l’architettura in tema di rigenerazione urbana e riqualificazione del costruito, in particolare dell’edilizia residenziale pubblica, concentrando l'attenzione sul "remodelage", una modalità di intervento sui quartieri di edilizia sociale che è assai praticata in molti paesi europei, e particolarmente in Francia dove il termine è stato coniato dall’architetto Roland Castro. Questa modalità di approccio è sperimentata attraverso due progetti pilota su due quartieri rappresentativi della produzione di edilizia pubblica in Emilia-Romagna: il Pilastro di Bologna, un insediamento complesso e in un certo senso “unico” per dimensione, morfologia insediativa e forme architettoniche, frutto di un insieme di progetti che attraversano tutte le stagioni della casa pubblica post-bellica; il Peep Case Finali a Cesena, che rappresenta invece uno dei tanti “generici” comparti di edilizia economica e popolare realizzati mediante un progetto urbano unitario nelle città medie della regione.
Il riferimento alle esperienze di trasformazione dei quartieri di edilizia sociale praticate in Francia e in altri contesti europei è documentato attraverso l’approfondimento di una serie di casi di studio, mentre le esperienze di alcune città dell'Emilia-Romagna sono presentate grazie ad una serie di contributi che approfondiscono l'evoluzione della diffusione dell'edilizia pubblica nei diversi contesti urbani, la storia dei quartieri e le opportunità contemporanee della loro trasformazione
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
- …
