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Ebreo dopo. Angelo Fortunato Formiggini tra utopia e disinganno
Il saggio ripercorre la vicenda esistenziale dell'editore modenese Angelo Fortunato Formiggini, ammiratore in un primo tempo di Mussolini e del fascismo, poi fortemente critico, in particolare rispetto alle leggi razziali (Formiggini era ebreo); fino alla decisione estrema del suicidio, realizzato per protesta contro la politica discriminatoria del regim
La secchia restituita. La festa mutino-bononiense e gli esordi editoriali di Angelo Fortunato Formiggini
Il saggio descrive la famosa festa realizzata, tra Modena e Bologna nel 1908 per celebrare Alessandro Tassoni, il suo poema e la vicenda delle secchia rapita dai modenesi ai bolognesi. Primo promotore della festa fu Angelo Fortunato Formiggini, futuro editore della famosa collana "Classici del ridere
Angelo Fortunato Formiggini. Ridere, leggere e scrivere nell'Italia del primo Novecento
Calalogo della mostra "Angelo Fortunato Formiggini. Ridere, leggere e scrivere nell'Italia del primo Novecento", a cura di Matteo Al Kalak, Gallerie Estensi, Modena, 28/02-30/06/201
La biblioteca circolante di Angelo Fortunato Formiggini a Roma
Il ruolo “atipico” di Angelo Fortunato Formiggini nella storia dell’editoria e della cultura italiana della prima metà del Novecento è ben rappresentato, oltre che dalla sua intera produzione editoriale, dalla creazione della Biblioteca circolante de «L’Italia che scrive», inaugurata a Roma il 1° aprile 1922 a Palazzo Doria e attiva almeno fino al 1939. Nata dall’idea di Formiggini di valorizzare i libri ricevuti in omaggio per recensione per la rivista di informazione bibliografica «L’Italia..
«Pindaro» contro l’«Ellenista». Angelo Fortunato Formiggini e i classici latini e greci
Angelo Fortunato Formiggini was the first Italian Jew to commit suicide due to the
racial laws (November 29, 1938). The advent of fascism led to the shattering of his ideals of
universal peace and harmony which had always been dear to him in his life as a publisher
and active cultural promoter. These ideals, together with his careful consideration of a cultured
but inexperienced readership, guided his approach to the Latin and Greek classics.
The aim of this article is to focus on the three key moments of this approach: the presence of
classical texts in the series I Classici del ridere and the partnership with Concetto Marchesi,
the promotion of a collection of Greek and Latin texts by Italian scholars, and his reviews
in the journal L’Italia che scrive
Dino Provenzal: i lettori nell’Italia che scrive
The paper examines the rich production and the reflections by the writer Dino Provenzal (1877-1972) on his relationship with reading and on the world of books, on readers’ behaviour, on the inadequacy of libraries in Italy between the two wars. The author focuses especially on the many articles by Provenzal published in L’Italia che scrive, the journal by Angelo Fortunato Formiggini, between 1922 and 1938.Il saggio esamina la ricca produzione e le riflessioni dello scrittore Dino Provenzal (1877-1972) sul suo rapporto con la lettura e sul mondo dei libri, i comportamenti dei lettori, le inadeguatezze delle biblioteche in Italia tra le due guerre. L’autore si sofferma, in particolare, sui numerosi articoli di Provenzal usciti nella rivista di Angelo Fortunato Formiggini, L’Italia che scrive, fra il 1922 e il 1938
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
A <private amateur publisher> in the international system. Angelo Fortunato Formiggini and the worldwide diffusion of Italian culture
La ricerca si concentra sull’editore modenese ebreo Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938), morto suicida in seguito alla promulgazione delle leggi razziali, proponendosi di valorizzare un aspetto peculiare della sua attività: il progetto, sentito come una missione, di promozione del libro e della cultura italiana all’estero. Da un lato, si indagano le radici profonde degli ideali a fondamento delle sue imprese; dall’altro, le ripercussioni concrete sull’attività editoriale, via via più orientata alla ricerca di contatti che favorissero la diffusione internazionale dei prodotti intellettuali italiani. Il primo capitolo è dedicato alle esperienze giovanili che aprirono la strada all’idea della promozione culturale come chiave per l’affratellamento universale. Il secondo capitolo focalizza le vicende legate all’Istituto per la Propaganda della Cultura Italiana, espressione concreta di tali ideali: il rapporto con istituzioni ed enti che perseguivano scopi simili (Società Dante Alighieri) e l’inevitabile confronto con il nascente regime fascista. Il terzo capitolo scende nello specifico delle scelte editoriali: l’apertura del catalogo agli autori stranieri, il rapporto con i traduttori, gli sforzi impiegati per approdare al mercato librario internazionale. Il quarto capitolo esamina l’inedito «archivio delle recensioni», in sinergia con i carteggi editoriali, per ricostruire i contatti attivati dall’editore con intellettuali e giornalisti che, come lui, agivano da promotori di italianità all’estero. L’ultimo capitolo inquadra i rapporti con il continente americano, crocevia dei flussi migratori italiani e, dunque, terreno fertile per diffondere il libro e la cultura della madrepatria, analizzando il ruolo di Formiggini nella costituzione della biblioteca della Casa Italiana di New York e nell’esperienza delle Italian Book Exhibitions degli anni Venti in America. Il progetto formigginiano naufragò sotto il peso di una mentalità troppo poco imprenditoriale, ma il suo apporto fu cruciale nell’instaurare quel dialogo transnazionale che favorì l’apertura delle frontiere italiane alla circolazione intellettuale e libraria.The research focuses on the Jewish Modenese publisher Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938), who committed suicide after the promulgation of the Fascist laws. It draws attention to a peculiar aspect of his activity: the project of promotion of Italian books and culture abroad. On the one hand, it investigates the origin of the ideals at the foundation of its undertaking; on the other hand, it studies the repercussions on his publishing activity, progressively more oriented towards finding new contacts that would help the international diffusion of Italian works. The first chapter is dedicated to the juvenile experiences that shaped his idea of cultural promotion as a key to universal brotherhood. The second chapter deals with the Institute for the Propaganda of Italian Culture, the concrete expression of such ideals: its relationship with institutions that pursued similar aims (Dante Alighieri Society) and the inevitable confrontation with the raising fascist party. The third chapter deals specifically with editorial choices: the catalog’s opening to foreign authors, the relationship with translators, the efforts made to reach the international book market. The fourth chapter examines the unknown «archive of reviews», together with Formiggini’s correspondence, to reconstruct the publisher's contacts with intellectuals and journalists who acted as promoters of the Italian culture abroad, just like him. The last chapter examines the relations with the American continent: as a crossroad of Italian migratory flows, it was a fertile ground for spreading Italian books and culture. It investigates Formiggini’s role in the constitution of the Italian House Library in New York and in the Italian Book Exhibitions, organized across North America in the Twenties. Formiggini’s project failed because his mentality was not enough entrepreneurial to succeed, but its contribution was crucial in establishing that transnational dialogue which foster the opening of Italian borders to intellectual circulation
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