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Recensión a Ghizzoni, Carla: Scuola e lavoro a Milano fra Unità e fascismo. Le civiche Scuole serali e festive superiori (1861-1926), Lecce, Pensa Multimedia, 2014, 225 pp.
Il libro recensito si occupa delle civiche Scuole serali e festive superiori, organizzate dal Comune di Milano per la formazione dei giovani lavoratori. L'autrice esamina le vicende di questa originale esperienza formativa nel periodo compreso tra l'Unità e il fascismo, mettendo in luce sia gli aspetti istituzionali sia quelli pedagogico-didattici di questi percorsi di istruzione postelementar
Physical Education for Italian School Children during the Totalitarian Fascist Regime
Recent general and educational historiography suggests that, under Mussolini, physical training was viewed as a key instrument for disciplining children’s ideas and values as well as their bodies, and thus for inoculating them with fascist ideology. In this essay, I trace the evolution of the regime’s totalitarian educational project in relation to the teaching of physical education in primary schools, a novel topic and heuristic perspective that has been typically overlooked by historiographers. To this end, I analyse national legislation, school curricula, ministerial circulars, and teachers’ manuals and journals, examining developments in physical education for school-age children in terms of both its pedagogical or ideological meanings and the teaching methods adopted
First Communion in Early Twentieth-century Italy: a Rite of Passage within Childhood
In traditionally Catholic countries, First Communion has widely functioned as a key rite of passage. In the modern age, and in particular during the eighteenth century, children were not admitted to the sacrament of the Eucharist until adolescence or even until the age of twenty. The ceremony thus represented a rite of passage that marked the transition to adulthood. A reversal of tradition came in some pastoral experiences of the nineteenth century and was officially established by the decree Quam singulari Christus amore –ordered in 1910 by Pope Pius X – which set the age for receiving Holy Communion at around seven years. First Communion still retained the form of a rite of passage, albeit without the adultist religious language surrounding Confirmation and without the pessimism about childhood that had been inherited from the past. The new educational outlook initiated by Pius X was also confirmed by his successors. Analysis of official Church pronouncements, devotional literature for children, and selected religious images – examined with an interdisciplinary heuristic approach – allows to shed light on a key shift in the Italian Catholic educational imaginary over the first half of the twentieth century, when Communion was seen as a typical childhood experience, in accordance with the changes underway in the upbringing and socialization of children and with the educational theories that valued children’s spontaneity and experience
Seminario: Memoria e Scuola (Milano, 3 novembre 2014)
Negli ultimi anni, gli studi intorno alla storia della cultura scolastica sono stati accompagnati da una crescente attenzione nei confronti della memoria scolastica. Su questo tema e sulle connesse questioni metodologiche si sono soffermati alcuni studiosi in occasione di un seminario svoltosi nel novembre 2014 presso l'Università Cattolica di Milan
Spazio fisico e spazio simbolico nel progetto educativo degli oratori italiani tra Otto e Novecento
Tra la fine dell’Ottocento ed il primo Novecento, i sacerdoti e gli educatori impegnati nella
pastorale giovanile si proposero di definire l’identità pedagogica e la struttura organizzativa
degli oratori italiani, pianificando attentamente gli spazi in cui, specialmente la domenica,
venivano radunati i ragazzi e i giovani per offrire loro momenti di istruzione catechistica, di
preghiera e di ricreazione. Alla luce di alcune delle più recenti istanze della ricerca storico-educativa,
il contributo intende descrivere quegli spazi, considerando non soltanto le loro
caratteristiche fisiche ma anche i loro significati simbolici. Le fonti analizzate consentono di
conoscere le norme con cui dovevano essere costruiti gli oratori e quali fossero le destinazioni
d’uso dei loro ambienti e, quindi, di interpretare queste prescrizioni alla luce delle non sempre
esplicite matrici pedagogiche da cui esse traevano origine
«A qual fine vero e proprio debba rispondere la ginnastica nelle scuole». Emilio Baumann e la manualistica ad uso dei maestri elementari all’indomani della legge De Sanctis
L’analisi della manualistica ad uso dei maestri elementari ha consentito di indagare gli inizi del processo attraverso il quale la ginnastica, divenuta materia obbligatoria nelle scuole italiane grazie alla legge del 1878, è andata costituendosi come disciplina scolastica. L’utilizzo di questa nuova tipologia di fonti ha messo in luce l’importante contributo fornito da Emilio Baumann alla costruzione della cultura scolastica a proposito dell’educazione fisica. L’originalità delle sue proposte teoriche, elaborate a Bologna a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento e fondate sulla sua esperienza educativa e sui suoi studi medici, non si esaurì dopo che egli fu nominato, nel 1884, direttore della Regia Scuola Normale di Ginnastica di Roma: al contrario, le sue riflessioni, trasferite nei testi riservati ai docenti, offrirono alla ginnastica nuove opportunità per rafforzare i propri fondamenti epistemologici, ancorati a conoscenze scientifiche e pedagogiche, e per delineare con una più coerente accuratezza la propria metodologia.The analysis of syllabuses to be used by primary school teachers has allowed
a survey concerning the beginning of the process about how physical education, which
became compulsory subject in Italian schools due to a Law passed in 1878, has been
shaped as a real school subject. Such a new kind of sources has revealed the outstanding
contribution given by Emilio Baumann to the building of an educational school background
of physical education. The originality of the theoretical suggestions he made out in Bologna
between 1870s and 1880s joining his experience as a teacher with his studies as a doctor,
did not fade out after being charged director of «Regia Scuola Normale di Ginnastica»
[Royal School of Gymnastics] in Rome: on the contrary Baumann’s observations introduced
in teachers’ books, offered physical education new opportunities to reinforce its own
epistemological roots founded on pedagogical and scientific knowledge and to point out his
own methodology with more coherent accuracy
Recensione al volume di G. Zago (a cura di), L’educazione extrascolastica nella seconda metà del Novecento. Tra espansione e rinnovamento (1945-1975), Milano, Franco Angeli, 2017, pp. 256
Il libro si occupa dell'educazione extrascolastica nell'Italia del secondo dopoguerra, esaminando alcuni dei contesti in cui essa di dispiegò e l'evoluzione dei principali strumenti formativi che la accompagnarono, nonché le indicazioni con cui gli organismi internazionali ne definirono la progettualità pedagogica
La fiction del 1997 su don Milani. Spunti di riflessione critica intorno all’immagine mediatica della scuola di Barbiana
La memoria dell’opera educativa di don Lorenzo Milani è stata trasmessa e rielaborata in Italia anche attraverso tre biopic. Il più recente e conosciuto è la fiction "Don Milani. Il priore di Barbiana" (1997) di Andrea e Antonio Frazzi. L’articolo ricostruisce il contesto in cui le due
puntate della miniserie televisiva furono prodotte e analizza criticamente l’immagine che esse veicolano della scuola di don Milani, suggerendo alcune riflessioni interpretative
Gli spazi dell'educazione nell'oratorio del primo Novecento italiano
Di fronte ai processi di secolarizzazione e di modernizzazione della società italiana dell’ultimo Ottocento, la Chiesa ed il mondo cattolico individuarono nell'oratorio l’ambiente più adatto per la promozione dell’educazione umana e cristiana dei ragazzi e dei giovani, e specialmente di quelli provenienti da ceti meno abbienti. All'interno della riflessione sull'identità formativa di questa istituzione, fu riservata particolare attenzione anche alla progettazione degli spazi – interni ed esterni – che dovevano non solo garantite funzionalità ed efficienza alla prassi educativa, ma dovevano anche risultare coerenti sul piano simbolico agli orizzonti pedagogici cui si ispirava l’educazione oratoriana
Dalla «metafisica illuminista» alle prime esperienze educative per i disabili sensoriali: un’importante eredità pedagogica
Il contributo intende ricostruire le esperienze educative per i giovani disabili sensoriali che vennero realizzate grazie all'opera di Charles-Michel de l’Épée (1712-1789), Valentin Haüy (1745-1822) e Louis Braille (1809-1852). Considerando il contesto culturale del tempo, profondamente segnato dall’Illuminismo e dal suo interesse per i problemi cognitivi dei disabili sensoriali, non solo gli strumenti didattici usati da quegli educatori ma anche le motivazioni e le finalità cui essi si ispirarono costituiscono un interessante oggetto di indagine per analizzare il complesso rapporto tra la filosofia dei Lumi e l’educazione speciale e per rintracciare l’eredità pedagogica consegnataci dai precursori della didattica per i sordi e per i ciechi
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