126 research outputs found

    Electrochemical propulsion for space exploration

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    This paper wants to explore the feasibility and convenience to couple an electromagnetic with a chemical thruster in order to exploit the modest propellant consumption of the first and the high thrust of the second. Coupling the advantages of electric propulsion and chemical allows an electric thruster to perform manoeuvers where higher thrust is required. In fact, in case of a electrochemical thruster that uses hydrogen as working fluid can be reacted with oxygen to get larger thrust increase, of course, for a time limited by mass of LOX (or GOX) on board. While in principle this is feasible, in practice, several points must be considered: in particular, those related to chemical propulsion, that is, mixing between two fluids, reactivity at the low feed pressure, and of course the performance achievable. For this purpose, in order to preliminary estimate performance of this electro-chemical thruster in chemical mode when burning H2 with oxygen and at its same operative conditions of pressure and temperature, a theoretical analysis has been performed. This has shown that, combustion of H2/Ox at typical electric thruster pressures is possible with significant thrust increase, coupling the advantages of electric propulsion. © 2015 by A. Ingenito

    Il “tempo pieno” nella scuola elementare italiana tra innovazione didattica e cambiamento culturale (1971-1985)

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    Il volume, che costituisce un omaggio alla carriera di Salvatore Agresta, già ordinario di Storia della Pedagogia presso l’Università degli Studi Messina, appassionato studioso della storia delle istituzioni scolastiche ed educative del Mezzogiorno d’Italia, raccoglie contributi appartenenti al settore storico-pedagogico ed a molti dei settori scientifico-disciplinari caratterizzanti le scienze dell’educazione. I saggi ruotano attorno al tema del viaggio inteso, dal punto di vista storico-pedagogico, come elemento caratterizzante dei cambiamenti e delle trasformazioni nelle pratiche, nelle professionalità, nelle politiche scolastiche e nelle istituzioni e, in senso più ampio, come metafora pedagogica. Nella prima sezione, intitolata Itinerari storico-pedagogici, sono raccolti i contributi di Luciana Bellatalla, Carmen Betti, Paolo Bianchini, Vittoria Bosna, Luciano Caimi, Dorena Caroli, Giorgio Chiosso, Carmela Covato, Antonia Criscenti, Mirella D’Ascenzo, Fulvio De Giorgi, Redi Sante Di Pol, Angelo Gaudio, Mario Gecchele, Stefano Lentini, Maria Cristina Morandini, Luciano Pazzaglia, Furio Pesci, Tiziana Pironi, Maurizio Piseri, Fabio Pruneri, Livia Romano, Filippo Sani, Caterina Sindoni, Letterio Todaro, Giuseppe Trebisacce e Giovanni Vigo. Nella seconda sezione, dal titolo Sentieri di Pedagogia, Filosofia, Storia e Geografia, si raccolgono i saggi di Leone Agnello, Francesco Aqueci, Caterina Barilaro, Carmelo Carabetta, Giuseppe Caridi, Enza Colicchi, Michele Corsi, Aldo Attilio Epasto, Duilio Franchina, Josè Gambino, Sonia Gambino, Simona Gatto, Paolo Giuspoli, Rosario Moscheo, Demetrio Neri, Anna Maria Passaseo, Rosa Grazia Romano, Concetta Sirna, Donatello Smeriglio e Alessandro Versace

    Minutaglie di pietà: Album di immaginette delle donne Carducci.

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    Le stampe di Madonne, Cristi e Santi da sempre popolano la religiosità popolare, animando il quotidiano. La locuzione divenuta titolo dell’elaborato, che mi pare meglio rispondesse alle mie esigenze, è desunta dall’opera di Ludovico Antonio Muratori Della regolata devozione dei cristiani. Muratori, erede dell’erudizione ecclesiastica seicentesca ed aperto all’illuminismo, in quest’opera riflette in negativo l’enorme radicamento della fede legato alla superstizione e alla credulità. Cerca di ricondurla nei binari della regolata devozione aspirando ad una religiosità illuminata dalla ragione, fondata su dati e conoscenze storiche, e a una devozione nella quale la carica di affettività religiosa passasse da un piano sentimentale ad uno disciplinato moralmente ed intellettualmente . I santini sono elencati proprio in merito alle particolari, e a volte disdicevoli, devozioni popolari: “diamo anche un’occhiata alle divozioni particolari, delle quali spezialmente si serve il popolo. Noi troviamo sparse fra esso medaglie, Agnus Dei, corone, pazienze, abitini, cordoni, immagini di santi, brevi, confraternite, e simili altre invenzioni visibili di pietà [..] sì fatte devozioni, o vogliamo dire segni di devozione, purché non disapprovate, anzi approvate dalla Chiesa, non solo son lecite, ma anche lodevoli ”. E continua poi osservando che benché certi calvinisti abbiano tacciato di “superstizione con queste minutaglie di pietà [..] tuttavia nessuno potrà mai provare che l’istituzione di esse sia biasimevole e possa dispiacere a Dio; anzi per lo contrario essendo le medesime indirizzate all’onore di Dio e alla pia memoria ed invocazione dei suoi santi, a lui debbono piacere ”. Purché non disapprovate dalla Chiesa i santini e tutte le minutaglie di pietà sono favorevolmente accolti dal presbitero vignolese. Come lavoro preliminare, ed è qui il primo capitolo, è stato necessario definire in modo efficace il santino, cercando di delinearne le forme e le funzioni, in un contesto metastorico. Fin da subito però è stata notata una sorta di “mancanza” o “penuria” di interesse da parte dei settori più scientifici nei confronti del tema santino. Il motivo della rinuncia è dettato da molteplici ragioni. Spesso la decisa connotazione popolare delle pratiche devote, più che delle opere, ha infatti finito per offuscare le caratteristiche formale degli oggetti. E il termine popolare in questo contesto finisce per diventare sinonimo di termini dal connotato negativo, come superstizioso, eccessivo, fino al più moderno kitsch, sinonimo di un prodotto di cattivo gusto, scadente e di massa . Dunque cercando di infrangere le barriere della povertà di informazioni, sono stati presentati “i luoghi” che sono la base dello studio del santino. Oltre a occupare un posto fondamentale del mondo quotidiano della devozione, il santino ne ricopre uno notevole soprattutto nella produzione a stampa e nell’artigianato. Qualsiasi tipo di ricostruzione storica legata ad esso, per via della sua complessa natura di prodotto popolareggiante, si pone come arduo compito, ma tuttavia necessario per capire quanta ampia sia stata la sua produzione, testimone di una civiltà grafica raffinata e multiforme . De Meyer parla di un genere così vasto, che potendo contare milioni di esemplari, soppianta di gran lunga qualsiasi altra imagerie populaire . Si è scelto quindi di raccontare le botteghe, le stamperie e le tipografie che più, in Italia ed Europa, hanno segnato l’esistenza e la fattura del santino, la cui presenza si suole collocare, secondo Spamer, tra il XIV e il XX secolo . Le singole tipografie e stamperie, riconosciute fondamentali in quanto hanno segnato la facies del santino, sono state a loro volta segnate da questo potente prodotto commerciale quando questo, essendosi insinuato largamente in tutte le dimore dei credenti, ha cominciato a dare loro un’identità . Dal momento che il capitolo sarà guidato dall’incedere delle tecniche di stampa, che faranno qui da chiave di lettura per spiegare l’avvicendarsi delle varie forme di cui, nei secoli, si è forgiato il santino, delle volte sembrerà che di procedere senza dare conto alla scansione cronologica, saltando da un secolo all’altro: mi sono concessa di farlo per poter dare una sistemazione ragionevole al capitolo. Approcciarsi ad un manufatto di stampa popolare implica imbattersi in un enorme contenitore di migliaia e migliaia di esemplari. Per portare avanti uno studio preciso, ordinato e valente e per calibrare al meglio il ventaglio di conoscenze è necessario però focalizzarsi su un gruppo preciso di stampe. Il fulcro di questo elaborato, a cui fa da macro premessa quanto appena raccontato nelle parti che lo precedono, è il catalogo elaborato su una raccolta di santini in particolare. Mentre con fare da investigatore stavo cominciando a indagare l’universo dei santini, rimasi folgorata quando trovai la raccolta inedita conservata nell’archivio della Fondazione del Monte di Bologna, dell’Album di immaginette sacre che appartennero all’Elvira Carducci e alle figlie: Bice, Laura e Libertà. L’ossimoro così stridente immaginette sacre-Carducci mi portò immediatamente a Bologna e, aiutata dal dottor Antonelli responsabile degli archivi della Fondazione, ho dunque cominciato a ripercorrere la storia devozionale e religiosa delle donne Carducci. Inizialmente, quando il professor Tosi mi spiegò che la metodologia di studio più consona per la raccolta sarebbe stata catalogare ciascun santino come vien fatto, di solito, per qualsiasi stampa, non nego che lo trovai un lavoro a tratti sproporzionato per il fondo in questione. Evidentemente ero figlia anch’io di quell’annebbiamento percettivo poco prima raccontato e quindi, da intrusa, mi sono intrufolata tra i ricordi religiosi delle donne Carducci, toccandoli, osservandoli e studiandoli. Con un moto di ingenuità, mi stupì quello che si poteva trarre dal catalogare semplici santini e nello specifico quello che è emerso dal complesso rapporto tra quelle che si possono definire “arte aulica o colta” e “arte popolare”

    Studio di convergenza di griglia applicata a simulazioni URANS di iniettori automobilistici in condizioni cavitanti

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    Il presente lavoro di tesi di laurea magistrale, in collaborazione con CONTINENTAL Automotive SPA, è uno studio di sensibilità di griglia applicata a simulazioni CFD di iniettori automobilistici multi-foro reali operanti in condizioni cavitanti. Le configurazioni geometriche studiate sono state fornite direttamente da CONTINENTAL e sono state simulate con il software commerciale STAR-CCM+. La cavitazione è modellizzata tramite un’equazione di trasporto per la frazione di vuoto chiusa dalla relazione di Schnerr-Sauer. Per quanto riguarda la turbolenza, sono state usate le classiche equazioni URANS con modello di turbolenza k-omega SST. Lo scopo principale di questo elaborato è quindi quello di studiare il campo fluidodinamico al variare della griglia di calcolo in modo da ottenere risultati che siano invarianti rispetto alla dimensione delle celle limitando però i tempi di simulazione. Infatti, poiché questo settaggio dovrà essere ampiamente utilizzato in ambito industriale, l’inevitabile compromesso fra accuratezza e costo computazionale richiede di limitare la taglia della griglia al minimo valore per cui si ha convergenza. Una delle geometrie analizzate ha evidenziato come alcuni fori esibiscano comportamenti bistabili esclusivamente riducendo la dimensione delle celle di calcolo sotto ad una certa soglia. In ultimo è stata effettuata una correlazione fra alcune grandezze ottenute con la griglia ritenuta “migliore” e la penetrazione dello spray in uscita dai fori, ottenendo ottimi valori del coefficiente di determinazione R-sq

    A Sensor Fusion Method Applied to Networked Rain Gauges for Defining Statistically Based Rainfall Thresholds for Landslide Triggering

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    Timely alerts provided to the communities at risk of landslides can prevent casualties and costly damages to people, buildings and infrastructures. The rainfalls are one of the primary triggering causes for landslides so that empirical approaches based on the correlation between landslides occurrence and rainfall characteristics, are considered effective for warning systems. This research work has intended to develop a landslide alerting system by using a Sensor Fusion method based on the SVC (Support Vector Classification) techniques. This method fuses rainfall data gathered in continuous by networked rain gauges and returns confidence degrees associated to the not occurrence of the landslide event as well as to the occurrence of one. By using a k-fold validation technique, an SVC-model, with AUC (Area Under the Curve) mean of 0,964733 and variance of 0,001243, has been defined. The proposed method has been tested on the regional rain gauges network, deployed in Calabria (Italy)

    Contes et nouvelles d’Émile Zola. Une lecture sociologique

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    2019 - 2020Émile Zola started to write short stories at the beginning of his carrier. The image of the pioneer of Naturalism has always obscured this minor part of his literary production, which was regarded as a mere genetic support of his primary works. Nevertheless, Zola wrote short fiction throughout his entire literary and journalistic career and this rich ensemble of texts must not be considered as a minor and futile part of his artistic production, since it also offers new and enlightening elements. By reading the works of Zola “conteur” through the prism of literary sociology, we can not only realize how much the short stories have contributed to the authorship of the writer, but also observe the evolution of Zola’s artistic and literary ideas from a different point of view. These texts, which combine a literary and journalistic nature, allow us to better indentify the effects of médiatisation on Zola’s works, to observe the intimate dialectic between literary discourse and journalistic precepts, and finally they allow us to understand the development of the writer’s positioning in the field. The sociologic analysis of this corpus allows us to interpret the many authorial postures and the strategies that the writer adopted during his career. Through the reading of short stories, a real literary trajectory is outlined, which indicates the different steps of Zola’s progress in the media and literary field during the time. Placing themselves at the crossroads between literature and journalism, these texts redesign the ensemble of the Zola’s literary path and produce a new image of the writer. [edited by Author]Émile Zola ha composto racconti e novelle sin dall’inizio della sua carriera. L’immagine che abbiamo del caposcuola del naturalismo o dell’intellettuale ha da sempre oscurato questa parte detta minore della sua produzione, considerata perlopiù mero supporto genetico per l’esegesi delle opere principali. Tuttavia, questo ricco insieme di testi che accompagna lo scrittore per gran parte della sua carriera sia giornalistica che letteraria, lungi dall’essere una sezione minore o futile della sua produzione artistica, offre invece degli elementi del tutto nuovi e illuminanti. Rileggere il percorso di Zola “conteur” attraverso il prisma della sociologia letteraria permette non soltanto di riconoscere quanto i testi brevi abbiano contribuito alla costruzione dell’autorialità dello scrittore, ma anche di osservare da un nuovo punto di vista l’evoluzione dell’arte e delle concezioni letterarie di Zola. Questi testi, prodotti dall’unione delle matrici letteraria e giornalistica, permettono di circoscrivere meglio gli effetti che lo sviluppo della stampa periodica e la médiatisation hanno sulla scrittura zoliana, di osservare l’intima dialettica che si instaura tra il discorso letterario e i dettami del giornalismo, di comprendere lo sviluppo del posizionamento dello scrittore nel campo. L’analisi sociologica di questo corpus permette di decifrare le molteplici posture autoriali e le strategie adottate dallo scrittore durante la sua carriera. Attraverso la lettura di racconti e novelle viene a delinearsi una vera e propria traiettoria autoriale che indica le varie tappe dell’avanzamento di Zola nel campo mediatico e letterario del tempo. Grazie a questi testi, situati proprio al punto di incontro tra stampa e letteratura, prende forma l’insieme del percorso autoriale dello scrittore e viene alla luce una nuova immagine di Zola. [a cura dell'Autore]XXXIII cicl
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