533 research outputs found

    Proceedings 36th International Conference on Logic Programming (Technical Communications)

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    This volume contains the Technical Communications and the Doctoral Consortium papers of the 36th International Conference on Logic Programming (ICLP 2020), held virtually in Rende (CS), Italy, from September 20th to 25th, 2020. This is the first time that ICLP is run remotely together with all co-located events due to the COVID pandemic

    Book Discussion of Super Boys: The Amazing Adventures of Jerry Siegel and Joe Shuster by Brad Ricca

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    In time for the 75th anniversary of the Man of Steel, comes the first comprehensive literary biography of Joe Shuster and Jerry Siegel, creators of the DC Comics superhero Superman—Amazon.com Discussion leader: Brad Ricca, Cleveland author Friends of the Library book discussions are free and open to all CSU faculty, staff, and students and the general public. Contact Barbara Loomis at [email protected] for more information

    L'Archeologia della Produzione a Roma (secoli V-XV)

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    Il volume costituisce l’edizione degli Atti del Convegno Internazionale di Studi L’archeologia della produzione a Roma (secoli V-XV), svoltosi dal 27 al 29 marzo 2014 a Palazzo Massimo alle Terme e all’École française de Rome, che ha fissato l’attenzione, per la prima volta in modo esaustivo e sistematico, sull’Urbe come centro di una ricca rete produttiva entro l’ampia diacronia dai secoli finali della Tarda Antichità a tutto il Medioevo. Nelle giornate di studio sono confluiti gli esiti di una ricerca condotta per alcuni anni da un gruppo di giovani archeologi delle Università di Roma Tor Vergata, di Roma Tre e del Pontificio Istituto di Archeologia cristiana, coordinati da Alessandra Molinari, Riccardo Santangeli Valenzani e Lucrezia Spera, ricerca rivolta alla raccolta complessiva dei markers di produzione emersi dalle indagini archeologiche negli spazi intra muros e nell’area suburbana entro i limiti del quarto-quinto miglio; le schede analitiche dei contesti e degli indicatori compongono una Banca Dati, resa fruibile nella versione del CD-Rom allegato e correlata ad un GIS, ma sono anche alla base di alcuni studi che propongono quadri di insieme storico-interpretativi elaborati su base temporale progressiva. I contributi sono raggruppati in tre prevalenti ambiti di approfondimento, non prescindendo, come base di partenza, dalle sintesi sugli assetti produttivi di Roma antica: I) Le evidenze di attività produttive dai grandi cantieri di scavo degli anni recenti (Crypta Balbi, Fori imperiali, Athaeneum e complessi sulla via Flaminia nell’area di piazza Venezia – scavi metro C, Basilica hilariana del Celio, villa dei Quintili); II) Relazioni riepilogative sugli specifici settori della produzione (produzione monetaria, vetraria, tessile, metallurgica e orafa, edilizia e dei cantieri di pittori, musivari e marmorarii, epigrafica, anche con l’apporto dell’archeolozoologia e dell’antropologia fisica); III) Quadri di insieme regionali e sub-regionali della penisola italiana (Italia settentrionale, centrale e meridionale) e europei (Francia, Inghilterra, Svizzera, Spagna), utili per riflessioni comparative, sia nelle restituzioni degli apparati economici e sociali, sia per valutazioni di ordine metodologico

    Corpoluce di Fabrizio Crisafulli e Alessandra Cristiani: un teatro di fenomeni

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    Nel giugno 2019 a “La Stanza”, uno spazio per l’arte contemporanea a Narni, il regista teatrale Fabrizio Crisafulli e la performer Alessandra Cristiani hanno presentato, per la prima volta in vent’anni di collaborazione, un’opera ideata congiuntamente: Corpoluce. La performance, strutturata a partire da un serrato scambio tra i movimenti di Alessandra Cristiani e una tecnica di luce particolare ideata da Crisafulli, ha rivelato diversi livelli di comunione delle modalità creative dei due autori, in particolare sui piani della genesi del lavoro, della concezione del luogo e della tensione scenica. Il risultato è un’opera incendiaria e complessa, sviluppata in maniera innovativa su vari livelli, ricca di visioni immaginifiche e di poetici riferimenti

    Nota ai testi e Avvertenze a Festa, rito e teatro nella «gran città di Milano» nel Settecento, Catalogo della mostra a cura di Francesca Barbieri, Roberta Carpani, Alessandra Mignatti, Milano, Pinacoteca Ambrosiana, 23 novembre 2009- 28 febbraio 2010, «Studia Borromaica», 24 (2010)

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    La mostra Festa, rito e teatro nella «gran città di Milano» nel Settecento e il relativo catalogo sono il frutto di una ricerca, svolta a partire dalla ricca raccolta di incisioni della Biblioteca Ambrosiana. Nell’introdurre il catalogo le autrici delle schede, responsabili anche della ricerca iconografica, espongono l’intento della mostra: ricostruire vari aspetti della teatralità milanese del Settecento, con particolare riguardo alla scenografia. Precisano altresì i criteri di selezione del materiale e di organizzazione delle sezioni, nonché le fonti documentarie usate. Evidenziano come la descrizione e l’analisi del materiale iconografico abbia preceduto la fase interpretativa anche nella stesura delle schede, tutte corredate da immagini e dati tecnici

    Essays in economics of happiness

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    Il Capitolo 1 focalizza l’attenzione sulla relazione tra tempo libero relazionale e soddisfazione di vita dichiarata. Nella letteratura empirica sul benessere soggettivo, è generalmente riconosciuto che il tempo libero dedicato ad interazioni sociali è correlato positivamente con la soddisfazione di vita riportata per mezzo di interviste. L’analisi tenta di definire se l’associazione tra le due variabili sia di tipo causale. A questo scopo viene condotta un’analisi empirica sul German Socio Economic Panel (GSOEP) 1984 - 2007. La disponibilità di osservazioni individuali ripetute nel tempo consente l’uso di un modello lineare ad effetti fissi che corregge per le variabili omesse persistenti nel tempo, come i tratti della personalità di un individuo. Il modello non corregge però per variabili omesse mutabili nel tempo. Si ricorre quindi ad una stima strumentata del tempo dedicato alle attività sociali. La tecnica di strumentazione si basa sulla variazione del tempo relazionale a seguito del pensionamento. Dato che lo status di pensionamento individuale ha un’influenza diretta sul livello di benessere soggettivo, la variabile strumentale adottata è la proporzione di persone in pensione per anno e per macro regione tedesca (Germania Est/Ovest). Nella regressione del primo stadio si evidenzia come l'impatto della proporzione di pensionati sul tempo devoluto alle attività sociali sia significativamente differente tra donne e uomini. Sfruttando tale eterogeneità, siamo in grado di strumentare con successo la variabile di interesse. L’analisi riesce dunque a dimostrare che il tempo libero dedicato alle interazioni sociali ha un effetto causale positivo sulla soddisfazione di vita. L’evidenza empirica di tale nesso di causalità può avere importanti implicazioni sulle politiche sociali. Il Capitolo 2 affronta il tema della soddisfazione di vita riportata dagli immigrati e dell’impatto delle relazioni diplomatiche tra il paese d’origine e d’approdo. L’analisi tenta quindi di stimare il valore di buone relazioni bilaterali. L’analisi utilizza un indice che misura il grado di cooperazione e conflitto nei rapporti tra Stati. L’indice è stato ideato da studiosi di Relazioni Internazionali per l’analisi quantitativa degli eventi internazionali. Esso è costruito come somma di eventi occorsi tra Stati, pesati in base al grado di cooperazione/conflitto attribuito da un panel di esperti. Nella nostra analisi, l’indice d’intensità delle relazioni bilaterali è associato agli immigrati intervistati nel GSOEP. L’indice ha una variabilità sia temporale che tra individui. Ciò permette di condurre un’analisi econometrica che sfrutta i vantaggi di un dataset longitudinale controllando per gli effetti fissi individuali. L’analisi empirica porta ad affermare che buone relazioni bilaterali sono significativamente correlate con la soddisfazione di vita degli immigrati, specialmente nel caso di eventi frequenti. Tale correlazione è maggiormente rilevante per gli immigrati che si trovando da più tempo in Germania e che hanno intenzione di rimanervi. Questo risultato conferma quanto già affermato in letteratura, ossia, che le relazioni tra Stati influenzano direttamente la qualità di vita degli immigrati nel paese di destinazione, ma non depongono a favore del processo d’integrazione. Usando, infine, il calcolo della variazione compensativa applicata all’indice delle relazioni tra Stati se ne monetarizza l’effetto. In conclusione, l’analisi giunge ad attribuire un valore significativo alla diplomazia: buone relazioni tra il paese d’origine e di destinazione hanno importanti esternalità positive per coloro che abitano all’estero. Il Capitolo 3 si incentra, invece, sulla relazione, fin qui poco esplorata, tra soddisfazione di vita e figli. Nella fiorente letteratura empirica sulle determinanti della soddisfazione di vita si tiene conto del numero di bambini presenti nell’unità famigliare tra le variabile esplicative standard assieme al reddito familiare disponibile (spesso non corretto per la dimensione familiare). L’impatto sulla soddisfazione di vita di tale variabile risulta associare sia il beneficio di un effetto relazionale sia il costo in termini monetari e di tempo dei figli. Nella letteratura sulla soddisfazione di vita si trova, infatti, che il coefficiente per i figli non è significativo, o è addirittura negativo. Nel lavoro qui presentato si cerca di discriminare l’effetto monetario dei figli da quello non monetario, attraverso l’utilizzo delle comuni scale di equivalenza per il reddito familiare. L’analisi empirica da noi condotta è basata su cittadini tedeschi intervistati dal GSOEP negli anni 1984 - 2007. Si dimostra, dunque, che, adottando delle elasticità di scale sempre maggiori, ossia assumendo minime, se non nulle, economie di scala nella formazione del nucleo familiare, l’impatto del numero di bambini sulla soddisfazione di vita divenga positivo. Viene anche rifiutata l’ipotesi di omogeneità dei coefficienti date le notevoli differenze nell’impatto dei figli conviventi sull’individuo a seconda del genere e della località geografica d’origine (Germania Est/Ovest). Si conclude che l’effetto non pecuniario dei figli sia maggiore per gli uomini, gli individui con un reddito familiare inferiore o uguale alla mediana, e soprattutto per i cittadini dell’Est. I risultati ottenuti nei sottogruppi possono essere imputati, secondo la nostra interpretazione a differenti costi opportunità e norme socio-culturali.Chapter 1 focuses on the relation between social leisure and subjective well-being. In the empirical literature it is generally found that social leisure is positively correlated with life satisfaction. We ask if this association captures a genuine causal effect of the consumption of a social leisure time index on subjective well-being by using panel data from the German Socio Economic Panel (GSOEP) 1984 - 2007. The availability of multiple observations per individual allows us to use the fixed effect estimation technique which takes care of time invariant personal traits and omitted variables. This strategy of estimation solves only a part of the endogeneity issues which bias our coefficient for social leisure. We then adopt an Instrumental-Variables estimation. Our identification strategy exploits the change in social leisure brought about by retirement. However, individual retirement directly influences subjective well-being. Therefore, we instrument social leisure with the ratio of retired people in the sample by year and geographic location. Our results show a gendered difference in the impact of this ratio on social life. Exploiting the gender heterogeneity brings us to a successful instrumentation of social leisure. We can therefore conclude that social leisure has a positive causal effect on life satisfaction. Chapter 2 addresses the issue of subjective well-being of migrants and diplomatic relation. In particular, the paper represents an attempt to establish the value of good relationships between countries by considering their effects on a group of individuals who are arguably intimately affected by them: immigrants. We appeal to an index of conflict/cooperation constructed by experts in International Relations Sciences and currently used to carry out quantitative analysis on events data. Such index is an annual weighted sum of news items occurring between countries according to their content of conflict and cooperation, as established by a panel of experts in the field. This index is matched to a sample of immigrants in Germany who belong to the GSOEP data. The index of bilateral relations thus exhibits both time-series and cross-section variation and allows us to use a linear fixed effect estimation method. We find that good relations are positively and significantly correlated with immigrant life satisfaction, especially when we downplay low-value news events. This significant effect is much stronger for immigrants who have been in Germany longer, and who expect to stay there forever. This is consistent with good relations directly affecting the quality of immigrants’ lives in the host country, but is not consistent with assimilation. In order to evaluate the economic significance of our finding we finally compute the compensating surplus of the index of international relations. There is thus a significant value to diplomacy: good relationships between home and host countries generate significant well-being externalities for those who live abroad. Chapter 3 addresses the issue not enough explored by the happiness literature of the relation between children and life satisfaction. Indeed, the empirical analyses on the determinants of life satisfaction often include the number of children living in the household in the standard set of socio demographic explanatory variables together with household disposable income (often not corrected for household size). In this way, the estimation of the children’s coefficient does not fully discriminate between the monetary and non-monetary impact of children in the household. In our paper, we compare results obtained by correcting income for different equivalence scales. Indeed, equivalence scales are intended to measure the variation in income needed to bring households of different compositions to the same welfare level. The main arguments revolve around economies of scale in household formation. Our empirical analysis is based on the West and East subsamples of the GSOEP 1984 – 2007. We find that when economies of scale are assumed to be perfects (i.e. the household size and composition does not reduce the fruition of available income) children living in the household affect negatively the life satisfaction of adults. Adopting less perfect economies of scale in the household brings the children’s coefficient to shift from negative to positive and significant. We further reject slope homogeneity as we find strong differences between gender and regions of the impact of children living in the household. We show that the positive “non pecuniary” effect of children is stronger for men, below or equal to median income households and, most of all, for East Germans. We interpret these subsample split results as driven by heterogeneous opportunity costs and cultural traits

    La stazione della metropolitana propulsore di urbanità diffusa

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    Il volume, di cui sono co-autrici Giovanna Bianchi e Alessandra Criconia, raccoglie gli esiti della ricerca universitaria SURFas (Strategie Urbane Reti Forme dell’abitare sostenibile, Sapienza Università di Roma 2012), coordinata dalle stesse autrici, e si interroga sui caratteri della stazione della metropolitana e della ferrovia urbana di terza generazione – uno degli strumenti chiave della multimodalità e, dunque, una delle principali leve della riqualificazione sostenibile - , a partire da una riflessione sulle condizioni spazio-temporali e sulle pratiche d’uso. E ciò nella convinzione che la stazione “piccola” possa diventare un propulsore di urbanità diffusa, grazie alla ricchezza e varietà di funzioni sviluppate all’interno e all’esterno, nello spazio di prossimità. In breve, il volume avanza l’ipotesi che la stazione della metropolitana, in quanto porta di accesso e luogo di incrocio dei flussi della vita quotidiana, possa essere un nuovo spazio pubblico in grado di contribuire alla realizzazione di una città più vivibile, più ricca di servizi, più amica degli abitanti: un polo di attrazione che non depauperi il contesto urbano all’intorno ma sia un potenziale luogo di relazioni sociali ed economiche alla scala del quartiere. Il volume si articola in una introduzione (a firma delle due autrici) che illustra le ragioni della ricerca; in due lunghi saggi – “La stazione abitata” di Alessandra Criconia e “Propulsori di urbanità” di Giovanna Bianchi; in una sezione che – introdotta da un breve contributo (a firma delle due autrici) che illustra il campo di studio e la strategia cognitiva – raccoglie i risultati metodologici (testi, carte, disegni, fotografie) applicati ai casi studio della ricerca (Roma, quattro stazioni della linea della metropolitana B1 e quattro stazioni urbane della linea ferroviaria FL3); in tre contributi tematici a cura di diversi autori. Il volume (168 pagine) si configura come un testo scritto e, in parallelo, come un testo visivo.The volume, of which Giovanna Bianchi and Alessandra Criconia are co-authors, collects the results of the SURFas university research (Urban Strategies Networks forms of sustainable living, Sapienza University of Rome 2012), coordinated by the authors themselves, and questions the characteristics of the subway station and urban railway of the third-generation - one of the key tools of multimodality and, therefore, one of the main levers of sustainable redevelopment -, starting from a reflection on the space-time conditions and on the use practices. And this in the belief that the "small" station can become a driving force of widespread urbanity, thanks to the richness and variety of functions developed inside and outside, in the proximity space. In short, the volume puts forward the hypothesis that the subway station, as a gateway and place of intersection of the flows of daily life, could be a new public space able to contribute to the realization of a more livable city, richer in services, more friend of the inhabitants: a pole of attraction that does not depauperate the urban context around but is a potential place of social and economic relations on the scale of the neighborhood. The volume is divided into an introduction (signed by the two authors) which illustrates the reasons for the research; in two long essays - "The station inhabited" by Alessandra Criconia and "Propulsori di urbanità" by Giovanna Bianchi; in a section that - introduced by a brief contribution (signed by the two authors) illustrating the field of study and cognitive strategy - collects the methodological results (texts, papers, drawings, photographs) applied to research case studies (Rome, four stations of the B1 subway line and four urban stations of the FL3 railway line); in three thematic contributions by different authors. The volume (168 pages) is configured as a written text and, in parallel, as a visual text

    “Corpoluce” by Fabrizio Crisafulli and Alessandra Cristiani: A Theatre of Phenomena

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    Nel giugno 2019 a “La Stanza”, uno spazio per l’arte contemporanea a Narni, il regista teatrale Fabrizio Crisafulli e la performer Alessandra Cristiani hanno presentato, per la prima volta in vent’anni di collaborazione, un’opera ideata congiuntamente: Corpoluce. La performance, strutturata a partire da un serrato scambio tra i movimenti di Alessandra Cristiani e una tecnica di luce particolare ideata da Crisafulli, ha rivelato diversi livelli di comunione delle modalità creative dei due autori, in particolare sui piani della genesi del lavoro, della concezione del luogo e della tensione scenica. Il risultato è un’opera incendiaria e complessa, sviluppata in maniera innovativa su vari livelli, ricca di visioni immaginifiche e di poetici riferimenti.In June 2019, theatre director Fabrizio Crisafulli and dancer Alessandra Cristiani staged Corpoluce at “La stanza”, a space for contemporary art in Narni. It was the first time that the two artists produced a jointly conceived work. The performance is structured on the basis of a close exchange between dance and light, with the use of peculiar light techniques conceived by Crisafulli. This work reveals different and fertile affinities between the creative procedures of the two authors, concerning the genesis of the production, the conception of the “place” and the scenic tension. The result is a dense and incendiary work, developed in an innovative way on different levels, very rich in visions and poetic references
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