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BIOGRAFIA Mario De Maria
Mario de Maria nacque a Bologna il 9 settembre del 1852. Sia il padre, il barone Fabio de Maria, medico chirurgo, che la madre erano di nobili origini. Mario trascorse la sua adolescenza a Bologna tra la musica e l'arte. Il padre, direttore d'orchestra, amava inoltre disegnare e dipingere
What do we talk about when we talk about populism? The spectacle of Power and socio-semiotic analysis of politics
Fil: Addis, Maria Cristina. Universidad de Siena; Italia
Maria Bersani
La voce illustra la biografia e l'apporto letterario dato da Maria Bersani alla letteratura per l'infanziaThe headword explains the biography and the contribution of the author Maria Bersani to the children's literatur
L’Infrastruttura di Ricerca del DTC Lazio: rete di laboratori per lo sviluppo di tecnologie avanzate e per la crescita competitiva
Mobile communication. Successi di marketing nelle telecomunicazioni mobili in Italia
Il mercato della telefonia mobile in Italia è di primario interesse sia per la straordinaria dimensione raggiunta sia per l’intensa dinamicità che lo caratterizza. Con oltre quaranta milioni di clienti – a tanto ammonta l’insieme complessivo degli utilizzatori del sistema ETACS e di quello GSM – l'Italia è, infatti, il primo mercato europeo per dimensione e uno dei primi nel mondo per penetrazione sulla popolazione residente – supera il 60% nel nostro Paese contro il 30% nella media nei paesi occidentali . Questi dati supportano l’ipotesi che la domanda di comunicazione mobile in Italia abbia ormai acquisito i caratteri tipici del mercato di massa, divenuto addirittura più ampio del mercato della telefonia fissa in termini di “linee” attive.
A livello qualitativo, va rilevato come il mercato italiano – insieme a quello giapponese e a quello scandinavo, Finlandia in testa – è considerato uno dei tre mercati d'avanguardia a livello planetario. Tale risultato è interpretabile alla luce di numerose variabili, fra cui la capacità innovativa e la creatività del management italiano. Diverse “case histories” nella recente evoluzione del settore dimostrano l’originalità delle politiche di marketing adottate dalle imprese italiane – Tim e Omnitel in testa – e anche la necessità di continuare a sperimentare nuovi servizi e nuovi modelli di business. Tale necessità, peraltro, è guidata dal fenomeno noto come Internet Mobile Communication.
Si può prevedere che, con ogni probabilità, le competenze di marketing che hanno guidato questo sviluppo e che si sono rilevate quindi come le vere fonti del successo del business manterranno – e addirittura rafforzeranno – il loro ruolo anche nel prossimo futuro.
Il presente volume si ripropone proprio di mettere in evidenza alcune delle innovazioni di marketing di maggior successo, che hanno segnato la storia evolutiva del business.
L’esperienza Timmy – Tim Card è la prima azione di marketing di straordinario successo che si affronta nel testo. Michele Costabile e Isabella Soscia trattano il tema inquadrando l’azione nell’ambito delle politiche di market creation potenzialmente sviluppabili da parte di un’impresa.
Successivamente Arianna Brioschi si occupa della segmentazione multipla adottata da Tim, inserendo questo approccio nell’ambito dell’evoluzione dei processi di segmentazione: da quelli più tradizionali fino all’autosegmentazione e al reverse marketing.
Le azioni di marketing di particolare successo condotte da Omnitel, poi, sono affrontate con riferimento alle politiche di posizionamento e riposizionamento, enfatizzando il ruolo della comunicazione. Maria Carmela Ostillio e Isabella Soscia approfondiscono tale ruolo.
Infine, l’ultimo caso, firmato da Michela Addis, affronta un tema critico tanto per comprendere le ragioni del successo quanto per riflettere sulle strategie di sviluppo futuro: il loyalty management. In particolare, viene descritta la progettazione e il lancio di un programma di customer loyalty su base continuativa, chiamato Omnitel One. Con questo strumento, Omnitel riconosce in via definitiva la rilevanza delle relazioni con la clientela e la necessità di gestirle adeguatamente, in virtù della loro centralità nel patrimonio dell’impresa.
Ciascuno dei quattro casi qui brevemente illustrati mette in luce una specifica azione di marketing, evidenziandone l’innovatività, le problematicità che si sono manifestate e le pratiche aziendali che ne hanno determinato il successo
The power of visual representations and the growing aestheticization of food: an interdisciplinary analysis of Airbnb visual content in Siena
The paper aims at exploring the role played by visual content in the processes of place touristification and
commodification that are initiated and accelerated by online platforms. The analysis addresses the photographs
through which Airbnb hosts illustrate and promote their accommodations, focusing on food images as the most
fertile terrain for the inquiry, by virtue of the density of its aesthetic, social, geographical, and cultural meanings,
constantly evoked by the photos. The analysis is based on a corpus of 250 listings located in the Municipality of
Siena (Tuscany, Italy) present on Airbnb between November 2020 and February 2022, and 3960 photographs of
the interiors uploaded by hosts. To this end, the authors develop an interdisciplinary method of investigation that
synergistically integrates the geographical approach with interpretative models applied in the fields of semiotics
and visual studies. The city of Siena is itself an excellent case study. Thanks to its small size, it was possible to
map the entire set of accommodations present in the territory during the indicated period, which makes the
corpus homogeneous and exhaustive; as a major tourist attraction in Tuscany and nationwide, the link between
food, tourism and local identity is particularly strong and therefore worthy of study. Based on the outcomes, the
conclusions show the effects and dynamics of a process of image normalization that differs profoundly from the
promise of authentic and unique tourist experiences summed up in the platform’s slogan “living like a local
The Wolf of Wall Street. Sopravvivere nello stato di natura
Il cinema contemporaneo ha intensamente indagato il portato di violenza del capitalismo finanziario, individuando continuità e differenze rispetto alle altre forme e figure della coercizione che innervano il tessuto sociale. Da questo punto di vista, The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese costituisce un oggetto particolarmente interessante: anomalo rispetto alla tradizione stilistica del regista e ritenuto eticamente discutibile, il film si propone di istruire una rappresentazione adeguata delle forme di vita e delle relazioni di potere inaugurate dalla globalizzazione dei mercati e dalla smaterializzazione dei beni.
Il racconto del ritorno ad una dimensione selvaggia e primordiale della violenza mette in scena infatti uno stato di natura alieno alle leggi che regolano l’agire sociale e che nondimeno diviene il fondamento di una nuova contrattualità antagonista rispetto allo stato di diritto esistente. A sua volta, questa dimensione tematica appare costantemente doppiata da un livello enunciazionale, laddove è l’immagine stessa a esercitare violenza sullo sguardo, imponendogli il punto di vista unico e fagocitante del protagonista che sembra espellere dall’orizzonte qualsiasi forma di alterità e differenza.
Il presente contributo intende proporre una riflessione per immagini sulle forme di soggettivazione e assoggettamento specifiche della competizione animale traslata al mondo virtuale degli scambi finanziari, intrecciando la teoria interna all’opera con le posizioni dell’estetica e della teoria critica.Contemporary cinema has widely inquired the regime of violence deployed by financial capitalism, detecting continuities and differences compared with other forms and figures of coercion which mark social fabric. From this respect, The Wolf of Wall Street (2013) by Martin Scorsese represents a particularly interesting object: this film indeed attempts to elaborate an appropriate representation of the forms-of-life and power relationships arisen from market globalization and the dematerialization of the goods, despite being completely different from the director's stylistic tradition and even though it has been considered ethically controversial.
The narration of a return to a savage and primordial dimension of violence thus stages a state of nature which is foreign to the laws ruling social behavior and nevertheless becomes the ground for a new contractuality opposed to the existing state of right. In turn, this thematic dimension seems to be constantly doubled by an enunciational level, since it is the image itself to use violence against spectatorial gaze, imposing the main character's unique and swallowing point of view, which seems to expunge any form of otherness and difference.Le cinéma contemporain a enquêté sur les conséquences de la violence du capitalisme
financier et The Wolf of Wall Street (2013) de Martin Scorsese se propose
d’établir une représentation adéquate des relations de pouvoir inaugurées par la
globalisation des marchés et la dématérialisation des biens. Le récit du retour à
une dimension sauvage et primordiale de la violence met en effet en scène un
état de nature étranger aux lois qui régulent l’agir social, mais qui n’en devient
pas moins le fondement d’une nouvelle contractualité antagoniste par rapport
à l’état de droit existant. Cette dimension thématique apparaît à son tour constamment
doublée d’un niveau énonciationnel, là où c’est l’image elle-même
qui exerce la violence sur le regard, en lui imposant le point de vue unique. On
entend proposer une réflexion en images sur les formes de subjectivation spécifiques
de la compétition animale transférée dans le monde virtuel des échanges
financiers, en croisant la théorie interne de l’oeuvre cinématographique avec les
positions de l’esthétique et de la théorie critique
Sorvegliare e punire, monitorare e sedurre. Forme contemporanee del controllo tra disciplina e governamentalità
The paper presents a brief introduction to the topic of surveillance, starting from the works of Michel Foucault and Gilles Deleuze and their relationships with the methodological framework provided by Semiotics and the Theories of Signification. It aims at highlighting the core questions – both theoretical and thematic – addressed by this issue and it sums up the general structure of the volume by briefly presenting each contribution
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