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Tra dolore, delusione e ironia : le figure femminili nella poesia di Patrizia Cavalli
International audienceNot different but "equal", not ethereal but observed in the details of its "skin" , not angelic but even "fattened": so appear the female figures in many lyrics of the first collections of Patrizie Cavalli. Casual, unaware as the inspirations must be, yet interchangeable and always anonymous, these omo-muses incarnate in everyday life flip some topoi of the loving lyrical tradition, and in the same they recover a certain theatricality of the relationship ("I pretend to wait for you to enlarge the minutes", Il cielo) and maintain the characteristics proven by tradition of a poetic dialogue between the lyric ego and a "you" absent or distant. The figure of a muse is outlined not free from disappointment, always functional to the life of the ego and necessary for its own poetic and emotional existence ("what excuse do I find/ for my comedies and my dramas?").What remains of the figure of the muse in a poem openly homosexual but never militant, late 20th century and declared "comical"? In our study, the (female) identity of the lyric subject and the historical placement of its texts (post-montalian) do not seem to be two accessory elements to understanding, but they are essential to understand the poetics of Patrizia Cavalli’s falling in love.Non diversa ma “uguale”, non eterea ma osservata nei dettagli della sua “pelle” e della “saliva agli angoli della bocca”, non angelicata ma addirittura “ingrassata”: così appaiono le figure femminili in molte liriche delle prime raccolte di Patrizie Cavalli. Disinvolte, ignare come devono essere le ispiratrici, eppure intercambiabili e sempre anonime, queste omo-muse incarnate nel quotidiano ribaltano alcuni topoi della tradizione lirica amorosa, e nello stesso recuperano una certa teatralità della relazione (“Fingo di aspettarti per ingrandire i minuti”, Il cielo) e mantengono le caratteristiche collaudate dalla tradizione di un dialogo poetico tra l’io lirico e un “tu” assente oppure distante. Si delinea la figura di una musa non esente da delusione, sempre funzionale alla vita dell’io e necessaria alla sua stessa esistenza poetica e emotiva (“che scusa trovo / per le mie commediole e i miei drammi?”).Cosa resta della figura della musa in una poesia apertamente omosessuale ma mai militante, fine-Novecentesca e dichiaratamente “comica”? Nel nostro studio, l’identità (femminile) del soggetto lirico e la collocazione storica dei suoi testi (post-montaliani) non sembrano essere due elementi accessori alla comprensione, ma si presentano invece come imprescindibili per capire la poetica dell'innamoramento di Patrizia Cavalli
Pedro Salinas, Due intermezzi di lettura, cura e traduzione di Ilena Antici: con testo spagnolo a fronte e una postfazione di Marco Piazza
International audienceDans les deux articles de 1921, pour la première fois réédités en espagnol et traduits en italien dans ce volume, Pedro Salinas nous invite à explorer deux œuvres importantes de la tradition européenne, sur un fil conducteur entre psychologie et théâtre. La première pièce est une rencontre avec le personnage du XVIIe siècle de Sigismond créé par Calderón de la Barca, auquel Salinas s’adresse comme à un personnage oscillant entre amour et douleur, entre la grandeur de l’identité libre et les règles strictes de la noblesse espagnole. Dans le deuxième article, Salinas rend un hommage précoce et brillant au premier volume de la Recherche de Proust, en inventant une scène imaginaire où les personnages de Du côté de chez Swann s’animent au toucher délicat du romancier français, acrobate de finesse psychologique et de vérités esthétiques.Nei due articoli del 1921, per la prima volta ripubblicati in spagnolo e tradotti in italiano in questo volume, Pedro Salinas ci invita a esplorare due opere importanti della tradizione europea, su un filo sospeso tra metaletteratura, psicologia e teatro. Il primo pezzo è un incontro con il personaggio secentesco di Sigismondo creato da Calderón de la Barca, cui Salinas si rivolge come a un personaggio in bilico tra amore e dolore, tra la grandezza dell’identità libera e le rigide regole della nobiltà spagnola. Nel secondo articolo, Salinas rende un precoce e brillante omaggio al primo volume della Recherche di Proust, inventando una scena immaginaria dove i personaggi di Du côté de chez Swann si animano al tocco delicato del romanziere francese, acrobata di finezze psicologiche e verità estetiche
Tra dolore, delusione e ironia : le figure femminili nella poesia di Patrizia Cavalli
International audienceNot different but "equal", not ethereal but observed in the details of its "skin" , not angelic but even "fattened": so appear the female figures in many lyrics of the first collections of Patrizie Cavalli. Casual, unaware as the inspirations must be, yet interchangeable and always anonymous, these omo-muses incarnate in everyday life flip some topoi of the loving lyrical tradition, and in the same they recover a certain theatricality of the relationship ("I pretend to wait for you to enlarge the minutes", Il cielo) and maintain the characteristics proven by tradition of a poetic dialogue between the lyric ego and a "you" absent or distant. The figure of a muse is outlined not free from disappointment, always functional to the life of the ego and necessary for its own poetic and emotional existence ("what excuse do I find/ for my comedies and my dramas?").What remains of the figure of the muse in a poem openly homosexual but never militant, late 20th century and declared "comical"? In our study, the (female) identity of the lyric subject and the historical placement of its texts (post-montalian) do not seem to be two accessory elements to understanding, but they are essential to understand the poetics of Patrizia Cavalli’s falling in love.Non diversa ma “uguale”, non eterea ma osservata nei dettagli della sua “pelle” e della “saliva agli angoli della bocca”, non angelicata ma addirittura “ingrassata”: così appaiono le figure femminili in molte liriche delle prime raccolte di Patrizie Cavalli. Disinvolte, ignare come devono essere le ispiratrici, eppure intercambiabili e sempre anonime, queste omo-muse incarnate nel quotidiano ribaltano alcuni topoi della tradizione lirica amorosa, e nello stesso recuperano una certa teatralità della relazione (“Fingo di aspettarti per ingrandire i minuti”, Il cielo) e mantengono le caratteristiche collaudate dalla tradizione di un dialogo poetico tra l’io lirico e un “tu” assente oppure distante. Si delinea la figura di una musa non esente da delusione, sempre funzionale alla vita dell’io e necessaria alla sua stessa esistenza poetica e emotiva (“che scusa trovo / per le mie commediole e i miei drammi?”).Cosa resta della figura della musa in una poesia apertamente omosessuale ma mai militante, fine-Novecentesca e dichiaratamente “comica”? Nel nostro studio, l’identità (femminile) del soggetto lirico e la collocazione storica dei suoi testi (post-montaliani) non sembrano essere due elementi accessori alla comprensione, ma si presentano invece come imprescindibili per capire la poetica dell'innamoramento di Patrizia Cavalli
Due poeti lettori di Proust : memoria e relazione al « tu » nella poesia di Eugenio Montale e Pedro Salinas
Cette thèse prend la forme d’une pyramide renversée : à la base, qui est en réalité la surface, il faut imaginer les deux poètes du XXe siècle, alors qu’à la pointe extrême se situerait Proust, point d’émanation d’une certaine énergie intellectuelle qui se diffuse dans toute la modernité. Pedro Salinas et Eugenio Montale ont lu À la recherche du temps perdu dans l’Europe du premier proustisme (1920-1930). Les poétiques du poète italien et du poète espagnol s’inscrivent dans une même recherche du secret invisible, de l’essence du monde. Le parallélisme, inédit et intertextuel, entre leurs poèmes et le roman proustien met en valeur des aspects essentiels de leur lyrisme : une mémoire intermittente, oublieuse et épiphanique, enveloppant le parcours amoureux du sujet lyrique moderne. Les recueils « La voz a ti debida » (1933) de Salinas et « Le occasioni » (1939) de Montale, en particulier, sont deux véritables canzonieri d’amour construits autour de la phénoménologie du souvenir et de l’ « adresse tutoyante ». Les poétiques de Montale et de Salinas convergent d’autant plus vers la présence-absence d’un destinataire féminin, qu’ils s’écartent du chemin du Narrateur proustien. La comparaison entre prose et poésie fait émerger l’adresse au tu comme élément nouveau qui, n’existant pas dans le roman de Proust, constitue en poésie une alternative au « solipsisme proustien ». La relation exclusive du je lyrique avec un tu lyrique l’amène à partager l’intime, à sauvegarder la mémoire et à continuer l’amour contre tout oubli.This thesis has the form of an upside down pyramid: at the base, which is on top, we put two lyrical 20th century poets. At the tip of the pyramid is Proust, from who emanates an intellectual energy that spreads all over modern thought. Pedro Salinas and Eugenio Montale read “In Search of Lost Time” during the first period of European proustism (1920-30). Just as Proust, they shared the same search for the invisible secret, for the world’s essence. Comparing their poems between them and with Proust’s novel reveals key-aspects of their lyricism. In their poetry, like in Proust’s novel, memory is intermittent, alternating between oblivion and epiphanic moments that are essentially part of the experience of love. “La voz a ti debida” (1933) by Salinas and “Le occasioni” (1939) by Montale are based on a phenomenology of memory and love address. When Montale’s and Salinas’s poetics converge on the importance of dialogue with female figure, they move away from the Proustian narrator’s trajectory. The comparison between prose and poetry demonstrates that the lyrical relationship with “you” (an element which was absent in Proust's novel) has a direct impact on the writing form. Dialogical form of lyricism appears an alternative to the “Proustian solipsism”. The lyrical subject of Salinas and Montale can share with his beloved “tu” (you) his memory and preserve love from oblivion.Questa tesi ha la forma di una piramide rovesciata: alla base, che è in realtà la superficie, sisituano due poeti del XX secolo, la punta estrema è invece Proust, punto d’emanazione d’una certa energia intellettuale che si diffonde in tutta la modernità. Pedro Salinas e Eugenio Montale hanno letto Alla ricerca del tempo perduto immerse nel primo proustismo europeo (1920-1930). Le poetiche del poeta italiano e del poeta spagnolo convergono verso una ricerca simile del segreto invisibile, dell’essenza del mondo. Il parallelismo, inedito e intertestuale, tra le loro opere e il romanzo di Proust mette in luce alcuni aspetti fondamentali della loro poesia lirica: memoria intermittente, oblio e momenti epifanici costituiscono il perno del loro discorso soggettivo e amoroso. Le raccolte “La Voz un debida ti” (1933) di Salinas e “Le occasioni” (1939) di Montale, in particolare, sono due “canzonieri” moderni costruiti intorno alla fenomenologia della memoria e al dialogo con il tu amato. Le poetiche di Montale e di Salinas convergono verso la presenza-assenza costante di un tu femminile nel momento stesso in cui più si allontanano dal percorso del Narratore proustiano. Il confronto tra poesia e prosa lascia emergere il dialogo con il “tu lirico” come un elemento nuovo, inesistente nel romanzo di Proust, che diventa in poesia un’alternativa al “solipsismo proustiano”. La relazione esclusiva tra io e tu lirico porta il soggetto lirico alla condivisione dell’intima ricerca, per custodire la memoria e continuare l’amore contro le forme dell’oblio
Traduire et créer, l'expérience proustienne de Pedro Salinas
International audienceNombreux sont les traducteurs qui considèrent Proust comme un auteur particulièrement difficile à aborder. Le tout premier à s’être confronté à cette délicate tâche a été le poète Pedro Salinas, qui a commencé la traduction du premier volume de la Recherche en 1920. Sa traduction a été publiée en Espagne sous le titre Por el camino de Swann en 1921, aux Editions Calpe que dirigeait le philosophe Ortega y Grasset. Salinas traduit, l’année suivante, le deuxième volume de la Recherche. Cinq ans plus tard, en 1926, ce poète de la génération du 1927 publie son premier recueil de récits,Víspera del gozo, qui est immédiatement jugé comme “proustien” à cause de son aspect fortement psychologique et des longues phrases qui composent les récits. Notre réflexion sur l’expérience proustienne du poète espagnol Pedro Salinas s’inscrit dans la théorie « du sujet traduisant » envisagée par Antoine Berman, qui reconnaît à chaque traducteur sa propre « position traductive », déterminée par leur rapport aux langues étrangères et à la langue maternelle, leur « être-en-langue ».L’intérêt principal de notre étude réside donc non dans la comparaison entre le texte original et sa traduction, mais plutôt dans la mise en résonance du texte traduit et d’autres productions, en prose et en poésie, du traducteur-auteur
Due poeti lettori di Proust : memoria e relazione al tu nell'opera lirica di Eugenio Montale e di Pedro Salinas
This thesis has the form of an upside down pyramid: at the base, which is actually the surface, we must imagine the two lyrical 20th century poets, while at the tip of the pyramid would be Proust, from who emanates an intellectual energy that spreads throughout modernity. Pedro Salinas and Eugenio Montale read In Search of the Lost Time in Europe of the First Proustism (1920-1930). Just as Proust, they shared the same search for the invisible secret and for the essence of the world. The compraison between their poems and the Proustian novel highlights essential aspects of their lyricism: an intermittent, forgetful and epiphanic memory, enveloping the subjective and loving journey of the I. Salinas' La voz a ti debida (1933) and Montale’s Le occasioni (1939) are based on a phenomenology of memory and love address. When Montale's and Salinas's poetics converge on the importance of dialogue with female figure, they move away from the Proustian narrator-s trajectory. The comparison between prose and poetry makes the address to the tu emerge as a new element that, not existing in Proust’s novel, constitutes an alternative to the "solipsism proustien" in poetry. It is therefore the exclusive relationship of the lyric je with a lyric tu that leads to sharing the intimate, to safeguard memory and to continue talking about love to preserve from oblivion.Cette thèse prend la forme d'une pyramide renversée: à la base, qui est en réalité la surface, il faut s'imaginer les deux poètes du XXème siècle, alors qu'à la pointe extrème se situerait Proust, point d'émanation d'une certaine énergie intellectuelle qui se diffuse dans toute la modernité. Pedro Salinas et Eugenio Montale ont lu À la recherche du temps perdu dans l'Europe du premier proustisme (1920-1930). Les poétiques du poète italien et du poète espagnol s'inscrivent dans une meme recherche du secret invisible, de l'essence du monde. Le parallélisme, inédit et intertextuel, entre leurs poèmes et le roman proustien met en valeur des aspects essentiels de leur lyrisme: une mémoire intermittente, oublieuse et épiphanique, enveloppant le parcours subjectif et amoureux du je. Les recueils La voz a ti debida (1933) de Salinas et Le occasioni (1939) de Montale sont deux véritables canzonieri d'amour construits autour de la phénoménologie du souvenir et de "l'adresse tutoyante". Les poétiques de Montale et de Salinas convergent d'autant plus vers la présence-absence d'un destinataire féminin qu'ils s’écartent du chemin du Narrateur proustien. La comparaison entre prose et poésie fait émerger l'adresse au tu comme élément nouveau qui, n'existant pas dans le roman de Proust, constitue en poésie une alternative au "solipsisme proustien". C'est donc la relation exclusive du je lyrique avec un tu lyrique qui amène à partager l'intime, à sauvegarder la mémoire et à continuer à parler d'amour contre tout oubli.Questa tesi prende la forma di una piramide rovesciata: alla base, che è in realtà la superficie, bisogna immaginare i due poeti del XX secolo, mentre alla punta estrema si troverebbe Proust, punto di emanazione di una certa energia intellettuale che si diffonde in tutta la modernità. Pedro Salinas e Eugenio Montale hanno letto Alla ricerca del tempo perduto nell'Europa del primo proustismo (1920-1930). Le poetiche del poeta italiano e del poeta spagnolo si iscrivono in una stessa ricerca del segreto invisibile, dell'essenza del mondo. Il parallelismo, inedito e intertestuale, tra le loro poesie e il romanzo proustiano mette in risalto aspetti essenziali del loro lirismo: una memoria intermittente, dimenticata ed epifanica, avvolgente il percorso soggettivo e innamorato dell'io. I volumi La voz a ti debida (1933) di Salinas e Le occasioni (1939) di Montale sono due veri canzonieri d'amore costruiti attorno alla fenomenologia del ricordo e al dialogo con il tu dell'amata. Le poetiche di Montale e di Salinas convergono tanto più verso la presenza-assenza di un destinatario femminile quanto più si allontanano dal percorso del Narratore proustiano. Il confronto tra prosa e poesia lascia emergere l'indirizzarsi al tu lirico come elemento nuovo che, inesistente nel romanzo di Proust, costituisce in poesia un'alternativa al "solipsismo proustiano". È dunque la relazione esclusiva dell'io lirico con un tu lirico che porta a condividere l'intimo, a salvaguardare la memoria e a continuare a parlare d'amore contro ogni dimenticanza
Traduire et créer, l'expérience proustienne de Pedro Salinas
International audienceNombreux sont les traducteurs qui considèrent Proust comme un auteur particulièrement difficile à aborder. Le tout premier à s’être confronté à cette délicate tâche a été le poète Pedro Salinas, qui a commencé la traduction du premier volume de la Recherche en 1920. Sa traduction a été publiée en Espagne sous le titre Por el camino de Swann en 1921, aux Editions Calpe que dirigeait le philosophe Ortega y Grasset. Salinas traduit, l’année suivante, le deuxième volume de la Recherche. Cinq ans plus tard, en 1926, ce poète de la génération du 1927 publie son premier recueil de récits,Víspera del gozo, qui est immédiatement jugé comme “proustien” à cause de son aspect fortement psychologique et des longues phrases qui composent les récits. Notre réflexion sur l’expérience proustienne du poète espagnol Pedro Salinas s’inscrit dans la théorie « du sujet traduisant » envisagée par Antoine Berman, qui reconnaît à chaque traducteur sa propre « position traductive », déterminée par leur rapport aux langues étrangères et à la langue maternelle, leur « être-en-langue ».L’intérêt principal de notre étude réside donc non dans la comparaison entre le texte original et sa traduction, mais plutôt dans la mise en résonance du texte traduit et d’autres productions, en prose et en poésie, du traducteur-auteur
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