362 research outputs found

    L'epistemologia della ricerca pedagogica nell'ambito dei processi di inclusione: l'esperienza del Dottorato internazionale

    No full text
    La Pedagogia Speciale si intreccia con diversi saperi per cogliere il significato e il valore dei processi di integrazione e di inclusione per tutti, creando contesti in cui la partecipazione e l’accessibilità possano essere garantite senza trascurare la singularité e la specificità della persona. Il libro ha lo scopo di evidenziare l’importanza della ricerca attraverso uno sguardo multiplo, mettendo a disposizione le esperienze di vari esperti e giovani ricercatori e contribuendo così a formare una comunità scientifica realmente internazionale. I temi dell’inclusione trattati nelle ricerche documentate nel volume cercano di cogliere i diversi problemi che incontrano le persone con disabilità, con fragilità e vulnerabilità, attraverso una nuova dimensione educativa e formativa. La collaborazione e l’intesa tra tutti gli attori che intervengono in tali processi, mettendo a disposizione ciascuno le proprie competenze ed esperienze, diventano i punti cardine dello scambio tra i saperi assunti e tracciati durante il Dottorato internazionale di ricerca «Culture, disabilità e inclusione: educazione e formazione»

    Synthesis of pyrrolo[1,2-a]indole-1,8(5H)-diones as new synthons for developing novel tryciclic compounds of pharmaceutical interest

    No full text
    In the course of our work aimed at developing novel heterocycles of pharmaceutical interest, a new tricycle, the tetrahydropyrrolo[1,2-a]indole-1,8-dione, has been synthesized by an intramolecular Friedel-Crafts acylation, as a synthon suitable to be functionalized to give novel compounds with potential biological properties. Also, an unusual nucleophilic α-addition to methyl propiolate by 1,5,6,7-tetrahydro-4H-indol-4-one was observed and discussed

    The Gift of Aiiieeeee!

    No full text
    This article chronicles the influence of the groundbreaking Asian American anthology Aiiieeeee! on the work of Japanese American and Asian American author David Mura

    Demolire le mura. Progettare la città

    No full text
    "La demolizione delle mura segna in modo spettacolare il passaggio tra età moderna e età contemporanea, condizionando la legislazione, la simbologia e la toponomastica" . Uno dei primi atti, alle origini della città contemporanea, segna l'annullamento (costoso e complicato) della cinta difensiva che per secoli ha costituito il limite fiscale, politico, amministrativo del nucleo urbano. I cantieri di demolizione "assediano" la città per diversi decenni, lì dove qualche secolo prima altri uomini hanno costruito e costantemente potenziato le mura necessarie alla difesa, e quindi, alla sopravvivenza della comunità. L'attenzione per il proprio limite, per la difesa del "dentro" nei confronti del "fuori", da dove possono arrivare nemici e ostilità ha rappresentato un duro, ma necessario impegno per la città in età medievale e moderna. Attrezzarsi adeguatamente, conoscere le più moderne tecniche di guerra e, quindi, di difesa, assoldare il più bravo ingegnere militare, erano garanzie di sicurezza e inespugnabilità. La contemporaneità si apre con la cancellazione di quella che ormai pare una costrizione per le velleità di ampliamento, decoro e modernità

    Studi e rilievi sulla Porta di San Lorenzo delle Mura Veneziane di Bergamo

    No full text
    La Porta di San Lorenzo, parte integrante delle mura veneziane di Bergamo, recentemente iscritte nella lista del Patrimonio UNESCO, rappresenta un caso significativo nell’evoluzione storica e funzionale del sistema difensivo cittadino, sebbene meno nota rispetto ad altre strutture della cinta muraria. Costruita nell’ambito della grande opera di fortificazione, fu il primo varco realizzato e il più ridotto per dimensioni. Il suo accesso, rivolto a nord-ovest, segnava l’inizio della strada voluta dal rettore Alvise Priuli, unica via strategica per il commercio della Serenissima verso l’Europa centrale. La collocazione originaria, in fondo a un vallone, unita alla ridotta profondità del fossato e alla posizione sfavorevole delle bocche da fuoco, la rendevano vulnerabile agli attacchi; per tale ragione, nel 1605 fu murata e successivamente ricostruita, dopo il 1627, su progetto di Francesco Tensini. Il nuovo assetto rifletteva un approccio innovativo, volto a rafforzarne la sicurezza e a integrare soluzioni tecniche avanzate contro i sabotaggi, in una strategia più ampia per rendere Bergamo inespugnabile. L’Università degli Studi di Bergamo ha avviato uno studio interdisciplinare, con il team del laboratorio Survey & Analysis of Built Environment(SABE) del Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate (DISA), per analizzarne le fasi costruttive e lo stato di alterazione, attraverso rilievi tradizionali e avanzati (laser scanner 3D, fotogrammetria digitale). I modelli virtuali hanno supportato l’interpretazione stratigrafica e la ricostruzione delle fasi edilizie.The Porta di San Lorenzo, part of the Venetian Walls of Bergamo and recently inscribed on the UNESCO World Heritage List, is a significant case in the historical and functional evolution of the city’s defensive system, although less well-known than other structures. Built during the major fortification works, it was the first gate to be constructed and the smallest in size. Its north-west orientation marked the start of the road commissioned by Rector Alvise Priuli, the only strategic route for the Republic of Venice’s trade toward Central Europe. Its original position, at the bottom of a ravine, along with the shallow moat and poorly placed gunports, made it vulnerable to attacks. Consequently, it was walled up in 1605 and rebuilt after 1627 to a design by Francesco Tensini. The new layout adopted an innovative approach aimed at reinforcing security and integrating advanced technical measures to prevent sabotage, as part of a broader strategy to render Bergamo impregnable. The University of Bergamo has launched an interdisciplinary study involving the Survey & Analysis of Built Environment team (SABE) and the Department of Engineering and Applied Sciences (DISA) to examine the construction phases and current eterioration through both traditional and advanced survey techniques (3D laser scanning and digital photogrammetry). The virtual models produced supported the stratigraphic interpretation and the reconstruction of the building phases

    Orbetello _ oltre le mura. Un progetto di riqualificazione per l'area dell'ex Idroscalo

    No full text
    Orbetello si trova nel sud della Toscana, al centro di una laguna. Fondata dagli Etruschi, la sua strategica posizione è stata contesa nei secoli dalle principale potenze Europee fino al 1559 quando è diventata la capitale del piccolo Stato dei Presidi. Da quel momento le fortificazioni urbane furono continuamente oggetto di modifiche e ampliamenti, fino al loro definitivo assetto nel XVII secolo. Il corrente stato di generale abbandono e la recente espansione urbana della città ha gravemente compromesso l’integrità di queste fortificazioni. Questo lavoro riporta i risultati di una ricerca che, partendo da un’approfondita analisi storico – urbanistica, ha evidenziato come il recupero del fronte bastionato non è possibile se non inserito all’interno di un progetto su più ampia scala che coinvolga tutto il centro storico. Nello specifico la tesi si è occupata del recupero dell’area ai piedi delle mura dove, negli anni ’20 – ’30 del Novecento è sorto l’Idroscalo di Orbetello. Ormai lontana la gloria raggiunta dalla base nel mondo con le Trasvolate Atlantiche oggi il sito versa in pessime condizioni. Il progetto prevede, perciò, la creazione di un grande parco urbano, il Parco delle Mura, che faccia da cerniera tra il centro storico e i quartieri di più recente espansione, e recuperi i valori architettonici e paesaggistici unendoli ad attività turistico ricettive, in un continuum verde organico ed ecosostenibile

    The Myths of Whiteness

    No full text
    What does it mean to be white? According to David Mura, it means having a unique way of seeing and being in the world, one that’s exclusionary and prevents people from sharing others’ perspectives. It means inheriting a specific way of telling stories and inheriting the power to define truth itself. On this episode we explore these claims and consider the history that has created our racial divide. David Mura is a memoirist, essayist, novelist, poet, critic, playwright and performance artist. He is the author of numerous books and collections, most recently, The Stories Whiteness Tells Itself: Racial Myths and Our American Narratives.https://commons.und.edu/why-radio-archive/1167/thumbnail.jp

    Lo scavo fuori mura in R44/45 a Barāqish. Le iscrizioni

    No full text
    The clearing of the area in front of T44 and T45 has brought to light some inscribed blocks pertaining to the façade of the urban walls. Some of them have been found within the collapsed material, while others have been identified in the newly-exposed rows of the wall, reemployed during the early Islamic restoration of the defensive walls. This scant material is mainly composed by fragments of construction inscriptions, usually the most frequent textual typology within the inscriptions engraved on the urban walls. Relevant from a historical point of view is the collation of three fragments of the text Y.03.B.R44-45.2, which revealed a previously unknown co-regency between King Abyadaʿ Yathaʿ and his son Ḥayyawum

    Structural Perturbation of alphaB-Crystallin by Zinc and Temperature related to its chaperonelike activity

    No full text
    alphaB-crystallin is a small heat shock protein that shows chaperone-like activity, as it protects the aggregation of denatured proteins. In this work, the possible relationships between structural characteristics and the biological activity of alphaB-crystallin were investigated on the native protein and on the protein undergoing the separate effects of metal ligation and temperature. The chaperone-like activity of alphaB-crystallin increased in the presence of zinc and when temperature was increased. By using fluorescent probes to monitor hydrophobic surfaces on alphaB-crystallin, it was found that exposed hydrophobic patches on the protein surface increased significantly both in the presence of zinc and when the temperature was raised from 25 to 37 degrees C. The zinc-induced increased exposure of lipophilic residues is in agreement with theoretical calculations performed on 3D-models of monomeric alphaB-crystallin, and may be significant to its increased biological activity
    corecore