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    Contributo alla definizione del potenziale archeologico del territorio di Specchia (Le). Lo scavo in località Verardo

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    EnThe territory of the the municipality of Specchia (Lecce), located in central-southern Salento, despite a certain density of evidence documenting several phases of occupation, relating to different chronological phases, does not appear to have been the subject of systematic studies over the years. This circumstance has given rise to a lack of knowledge of the territory and its settlement dynamics, which a few studies and investigations have attempted to remedy, which have nevertheless remained exceptional in nature. The present work fits into this incomplete framework of knowledge for this strip of the Salento peninsula, and documents a complex of evidence, consisting mainly of cuts in the rocky bank, some of which describe pit burials which, subjected to stratigraphic excavation, have not failure to return important information. This preliminary study allowed to systematically investigate only some of the evidence recognized in the area, while numerous contexts remain documented but waiting to be studied, making further interventions extremely desirable that allow us to deepen our knowledge of the emergencies observed.ItIl territorio del comune di Specchia (Lecce), localizzato nel Salento centro meridionale, nonostante una certa densità di indizi ed evidenze che documentano varie fasi di occupazione, distribuite nei più svariati ambiti cronologici, non risulta essere stato negli anni oggetto di studi sistematici. Da tale circostanza è scaturita una scarsa conoscenza del territorio e delle sue dinamiche insediative, alla quale hanno cercato di porre rimedio pochi studi ed indagini che hanno pur sempre rivestito carattere di eccezionalità. Il presente lavoro si inserisce in tale lacunoso quadro delle conoscenze per questo lembo di penisola salentina, e documenta un complesso di evidenze, costituite prevalentemente da tagli nel banco roccioso, alcuni dei quali descrivono delle sepolture a fossa che, sottoposte a scavo stratigrafico, non hanno mancato di restituire importanti informazioni. Tale primo studio ha permesso di indagare sistematicamente solo alcune delle evidenze identificate nell'area, mentre restano numerosi i contesti riconosciuti ma in attesa di essere indagati, rendendo oltremodo auspicabili ulteriori interventi che permettano di approfondire la conoscenza delle emergenze osservate

    Una sepoltura in vaso dell'Età del Bronzo Finale di Roca Vecchia (Melendugno, LE)

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    EnIn this article we examine some of the evidence related to the Recent Bronze Age occupation of the site of Roca Vecchia (SAS IX) that can be linked to rituals involving the whole community. Contextual data suggests that such rituals involved sacrifices and feasting practices possibly connected to foundation (or re-foundation) rites connected to important changes in the settlement. The discovering of a burial in pot of a perinatal individual placed on the floor of a large building (the so-called "capanna tempio") shade light to a complex funerary which seem to include various stages.ItIn questo articolo analizziamo parte dell'evidenza relativa all'occupazione dell'Età del Bronzo Finale del sito di Roca Vecchia (SAS IX) che può essere messa in relazione con rituali e banchetti possibilmente connessi a riti di fondazione (o rifondazione) connessi con importanti cambiamenti nell'insediamento. La scoperta della sepoltura in vaso di un soggetto perinatale sul pavimento di un grande edificio (la cosiddetta capanna-tempio) getta luce su un rituale funerario complesso che sembra prevedere diversi stadi

    Fra Messapi e Sallentini... c'è di mezzo il mare

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    EnThe purpose of this paper is to pay homage to Cosimo Pagliara by highlighting his 'prophetic' intuition regarding the importance of the sites and, in particular, the coastal sanctuaries of the lower Salento. An attempt will be made to focus on how the garrisoning of the salient areas of the coastline may have represented not only a flywheel of development, but also a historical factor that acted on the creation of an identity profile of the populations of this territory. An analytical excursus on the basis of documentary elements of various kinds will make it possible to observe, in a historical phase that coincides with the intensification of traffic in the Otranto Channel and indeed with the new configuration of this geographical space, phenomena that accompany the political-identitary and territorial definition of the communities known as Sallentini in the key of ethnicity, whose criteria insist on a coastal/marine dimension that distinguishes them from the so-called "Messapic" world.ItQuesto contributo intende rendere omaggio a Cosimo Pagliara mettendo in luce la sua intuizione "profetica" dell'importanza dei siti e in particolare dei santuari costieri del basso Salento. Si cercherà di mettere a fuoco come il presidio delle aree salienti del litorale possa aver rappresentato non solo un volano di sviluppo ma un fattore storico tale da agire sulla creazione di un profilo identitario delle popolazioni di questo territorio. Un excursus analitico di elementi documentari di varia natura consentirà di osservare, in una fase storica che coincide con l'intensificazione dei traffici nel Canale d'Otranto e anzi con la nuova configurazione di questo spazio geografico, fenomeni che accompagnano la definizione politico-identitaria e territoriale delle comunità dette dei Sallentini nella chiave dell'ethnicity, i cui criteri insistono su una dimensione costiera/marina che li distingue dal mondo cosiddetto "messapico"

    Omuncoli o selvaggi? Il problema dell'identità dei nativi nelle relazioni dei gesuiti

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    Introduzione. Su identità e meticciati: un binomio impossibile

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    Media Education: rileggerne il ruolo nell’era post-mediale

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    Riassunto: La Media Education ha tra i suoi principi ispiratori la conoscenza critica dei media, a cui indirizzare educandi e discenti attraverso processi formativi appositamente studiati. Pur non travalicandone il senso originario, all’interno della società post-mediale occorre però ripensarla sotto il profilo epistemologico e didattico. I percorsi di Media Education, infatti, non possono più fare a meno di integrare elementi multiculturali e di AI Education, poiché è la stessa società contemporanea a richiederlo. Il presente contributo, pertanto, circostanziandosi alla scuola secondaria di primo grado, intende ridefinire il concetto di Media Education nella società postmoderna. Lo fa approfondendo le modalità operative mediante le quali gli elementi multiculturali e di AI Education si possono integrare nelle pratiche formative riguardanti i media, con l’obiettivo di sviluppare negli alunni una nuova concezione di cittadinanza.Parole chiave: Media Education, Intelligenza Artificiale, Multiculturalismo, IA Education, Cittadinanza Abstract: Media Education is grounded in the principle of fostering a critical understanding of media, to which learners should be guided through specifically designed educational processes. Without departing from its original meaning, however, it is necessary to reconsider Media Education within the post-media society from both an epistemological and a pedagogical perspective. Educational pathways in Media Education can no longer dispense with the integration of multicultural elements and AI Education, since contemporary society itself demands such an approach. This contribution, therefore, focusing on lower secondary school, aims to redefine the concept of Media Education in postmodern society. It does so by examining the operational strategies through which multicultural and AI Education components can be integrated into media-related educational practices, with the ultimate goal of fostering in students a renewed conception of citizenship.Keywords: Media Education, Artificial Intelligence, Multiculturalism, AI Education, Citizenshi

    Pratiche ludiche nella Sardegna bassomedievale (XIII-XV secolo)

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    Calvino, il Barone e il Metaverso

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    Perifericità e resilienza tra memoria culturale e comunicazione

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    L'articolo presenta una riflessione teorica, ma ancorata a due casi studio presentati (l'archeologia pubblica e la produzione alimentare), sul ruolo della memoria culturale come forma di immunizzazione dei territori periferici, con l'obiettivo di problematizzare il concetto di resilienza. Nell'articolo, particolare enfasi verrà posta all'importanza strategica posseduta dalla comunicazione come strumento decisivo per traghettare il passato dei territori (patrimonio) nel loro presente e futuro (sviluppo)

    Frontespizio e pagine iniziali

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