ESE - Salento University Publishing
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Attuali conoscenze citotassonomiche sulla flora pugliese
ItI taxa investigati dal punto di vista cariologico sono 92; di essi uno si riferisce alle Gymnospermae, 91 alle Angiospermae. A loro volta 36 dati sono attribuibili alle Dicotiledoni. Il 67.7% dei dati riguarda taxa diploidi e il 32.3% poliploidi. Dividendo approssimativamente la Puglia in distretti geografici, si può notare che il 40.9% dei dati si riferisce a piante raccolte nel distretto garganico, il 35.8% nella penisola salentina e il 16.0% nel distretto murgiano. Nel 7.3% dei casi gli Autori non specificano la località di raccolta all’interno della regione Puglia.EnThe cytotaxonomic knowledge about the Apulian flora is extremely poor. Among of the 2034 total species (Gymnospermae and Angiospermae) present in the district (PIGNATTI, 1982), just 92 4.5%) have been investigated from a caryological point of view. The 26.9% of the data are referable to Lilaiaceae and Compositae. According to the quantity, the more studied genera have been: Ophrys L. with 70.0%, Ornithogalum L. with 50.0% and Centaurea L. with 35.3% of the Apulian taxa. We have tried an analysis of the percentage of diploid and polyploid entities, but because of the lack of data, the correlation is necessarily only. indicative. One of 92 studied taxa is referable to the gymnospermae and 91 to the Angiospermae: 55 Dicotyledons and 36 Monocotyledons. Some species have been studied by different Authors, so the data have got to 96 of which 65 diploids and 31 polyploids. The Apulia can be approximately divided into three geographical regions: Gargano, Murge and Salento. The 40.9% of the investigated plants belong to the first, the 31.8% t o the second and 27.3% to the third region
Lo zooplancton del bacino di Acquatina Frigole - Lecce prime osservazioni
ItIl bacino di Acquatina è un ambiente salmastro costiero del basso Adriatico.
Lo studio dello zooplancton, condotto su prelievi effettuati dal febbraio 1986 al gennaio 1987, ha consentito di individuare, all’interno di questo ambiente, un grado di "confinamento" tanto più accentuato quanto più ci si allontana dalla zona direttamente in comunicazione col mare. Nonostante l’estensione relativamente limitata del bacino, infatti, la scarsa escursione di marea tipica di quest’area geografica ed una certa vis a tergo operata dall’ingresso di acqua dolce, producono, a livello della zona Nord-Occidentale, una attenuazione sensibile dell’azione "vivificatrice" del mare. Lo zooplancton presente in quest’area è risultato differente da quello raccolto in prossimità della comunicazione col mare. Le sue caratteristiche strutturali corrisgondono a quelle di un tipico popolamento di ambienti salmastri confinati: grandi densità numeriche ma bassa diversità di specie. I copepodi calanoidi del gen. Acartia sono risultati presenti in modo dominante nel popolamento dell’area confinata ed hanno dato origine, nel corso dell’anno, ad interessanti fenomeni di successione di specie e di differenti morfotipi di una stessa specie.EnA first study on Acquatina zooplankton related this biocenosis with those of many other brackish-water environments in temperate The Acquatina zooplankton structure shows high density and low diversity in agreement with tipical structure of confined environments
I policheti dello stagno salmastro di acquatina: problematiche della dispersione nelle specie lagunari
EnA hypothesis concerning the type of dispersal among Mediterranean lagoons is discussed. Polychaetes of Acquatina lake (Lecce, Italy) were studied as an example, to individuate life-cycles and length of larval phases. Faunistical exchange between the lake and the sea seems to be absent, so that larval phases should not be responsible for dispersal of brakish-water Polychaete species. Other mechanism such as resting stages are probably involved in dispersal
Population dynamics of the seagrass Posidonia oceanica for evaluating meadow health status: a study case using reconstruction techniques
ItLa dinamica di popolazione di tre praterie di Posidonia oceanica (L.) Delile in mar Ligure (Mediterraneo nord occidentale) è stata indagata attraverso metodi di ricostruzione al fine di ottenere indicazioni sugli effetti del ripascimento (BR) ed arricchimento organico (OE) rispetto a condizioni non disturbate (UN). Fasci foliari ortotropi sono stati campionati nel 1995: ad essi è stata attribuita l’età attraverso il conteggio di cicatrici e basi foliari che possono persistere sui rizomi di P. oceanica per decenni. Sono state così ottenute delle distribuzioni età-frequenza che riflettono il bilancio tra reclutamento e mortalità. Il tasso di formazione foliare è risultato più elevato presso BR, seguito da UN e OE, mentre l’intervallo plastocronico ha mostrato un ‘pattern’inverso. Il reclutamento è risultato più elevato presso UN e OE rispetto a BR. I tassi di mortalità non sono risultati differenti tra le tre praterie. Nel complesso, P. oceanica è parsa essere in uno stato stazionario presso UN, in leggera espansione presso OE ed in declino presso BR, un quadro che fornisce l’evidenza di possibili effetti dei due tipi di disturbo indagati. Sebbene sia ovviamente necessario un appropriato piano di campionamento per trarre conclusioni circa lo stato di salute di P. oceanica su scala regionale, questi risultati suggeriscono che situazioni su scala locale possono influenzare le praterie di P. oceanica (con importanti implicazioni gestionali) al di là di fattori più generali che sono usualmente invocati per spiegare il declino delle fanerogame marine su ampia scala spaziale.EnPopulation dynamics of three Posidonia oceanica (L.) Delile meadows located along the coast of the Ligurian Sea (NW Mediterranean) were examined using reconstruction methods to provide evidence of the effects of beach replenishment (BR) and organic enrichment (OE) compared with an undisturbed condition (UN).Short orthotropic shoots were sampled in 1995: they were aged by counting scars and leaf sheaths, which may persist along P. oceanica rhizomes for decades. Agefrequency distributions, reflecting the recruitment-mortality balance in seagrass populations, were thus constructed. The leaf formation rate was significantly highest at BR, followed by UN and OE meadows, whereas the plastochron interval showed an opposite pattern. Shoot recruitment was higher at UN and OE than at BR. Mortality rates did not statistically varied among meadows. P. oceanica hence appeared to be in approximate steady state at UN, slightly expanding at OE and declining at BR, a picture providing evidence of possible effects of the two impacts examined. Although a more appropriate sampling design should be necessary to support statements about the health status of P. oceanica on a regional scale, these results suggest that local point conditions might influence P. oceanica beds (with important management implications) besides more elusive general factors usually invoked to explain seagrass decline over a large spatial scale