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    PUL I 13. Frammento di conto relativo a legumi

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    Koukounaries of Paros: architectural evidence, the institution of kingship and the creation of the Parian city-state

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    EnThis paper analyses the architectural, urbanistic and, at the same time, social and economic transformations that characterised the appearance of the city-state in the Aegean island context, attesting to the birth of a phenomenon, which is not only continental, also in Koukounaries of Paros.ItNel presente contributo si analizzano le trasformazioni architettoniche, urbanistiche e, contestualmente, sociali ed economiche, che hanno caratterizzato la comparsa della città-stato in ambito insulare egeo, attestando la nascita di un fenomeno, che non è solo continentale, anche a Koukounaries di Paros

    Il calco in gesso della colonna di Patù. Elementi per una rilettura delle iscrizioni del manufatto veretino

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    EnThe finding of an old high-quality plaster cast and a series of equally old photographs of the Column from Patù, probably made in the late nineties, led me to re-examine, in the light of these new materials, the drawings and inscriptions traced on the monument. The brief work presented here shows the results of this operation.ItIl ritrovamento di un vecchio calco in gesso di ottima qualità e di una serie di altrettanto vecchie fotografie della colonna di Patù, probabilmente realizzate alla fine degli anni Novanta, mi ha indotto a riesaminare, alla luce di questi nuovi materiali, i disegni e le iscrizioni che figurano sul monumento. Il breve lavoro qui proposto presenta i risultati di tale operazione

    Colophon

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    Colonizzazione greca, popolazioni epicorie e 'frontiera' nella Puglia antica: qualche osservazione

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    EnThe paper draws inspiration from the reflections of M.I. Finley and E. Lepore on frontier history, as a methodologically 'adequate' tool for the study of the interaction processes triggered by archaic 'colonisation', and from those of M. Bats and J.-P. Morel on 'frontier spaces' in the various areas affected by it and on the 'gaps' identifiable in the geographical distribution of the latter, with particular reference to the central-western Mediterranean. Starting from these, some observations are proposed regarding the marked peculiarities presented, within the regional horizon of Magna Graecia and Sicily, by the Apulian area, and by Salento in particular, characterized by the presence of only one archaic colonial settlement, that of Taras, moreover located on the (south-)western margins of the region. After some reflections on the Spartan foundation and on the subsequent history of the City of the Gulf, the suggestion is made to read those peculiarities in a strong connection with the settlement, organizational and cultural structures of the 'native' populations of the region, the Iapyghes Messapioi, to whom Cosimo Pagliara has dedicated so much innovative research, with so many important discoveries.ItIl lavoro trae spunto dalle riflessioni di M.I. Finley e di E. Lepore sulla frontier history, quale strumento metodologicamente 'adeguato' per lo studio dei processi di interazione innescati dalla colonizzazione arcaica, e da quelle di M. Bats e J.-P. Morel sugli 'spazi della frontiera' nelle diverse aree da essa investite e sulle 'lacune' individuabili nella distribuzione geografica di queste ultime, con particolare riferimento al Mediterraneo centro-occidentale. Partendo da qui, si propongono alcune osservazioni a proposito delle marcate peculiarità che presenta, entro l'orizzonte regionale della Magna Grecia e della Sicilia, l'area pugliese, e salentina in particolare, caratterizzata dalla presenza di un solo insediamento coloniale arcaico, quello di Taranto, per di più ubicato ai margini (sud-)occidentali della regione. Dopo alcune riflessioni sulla fondazione spartana e sulla vicenda storica successiva della Città del Golfo, si avanza la proposta di leggere quelle peculiarità in un forte nesso con le strutture insediative, organizzative e culturali delle popolazioni epicorie della regione, gli Iapigi Messapi, ai quali Cosimo Pagliara ha dedicato tante e così originali ricerche, con tante importanti scoperte

    Contributo alla definizione del potenziale archeologico del territorio di Specchia (Le). Lo scavo in località Verardo

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    EnThe territory of the the municipality of Specchia (Lecce), located in central-southern Salento, despite a certain density of evidence documenting several phases of occupation, relating to different chronological phases, does not appear to have been the subject of systematic studies over the years. This circumstance has given rise to a lack of knowledge of the territory and its settlement dynamics, which a few studies and investigations have attempted to remedy, which have nevertheless remained exceptional in nature. The present work fits into this incomplete framework of knowledge for this strip of the Salento peninsula, and documents a complex of evidence, consisting mainly of cuts in the rocky bank, some of which describe pit burials which, subjected to stratigraphic excavation, have not failure to return important information. This preliminary study allowed to systematically investigate only some of the evidence recognized in the area, while numerous contexts remain documented but waiting to be studied, making further interventions extremely desirable that allow us to deepen our knowledge of the emergencies observed.ItIl territorio del comune di Specchia (Lecce), localizzato nel Salento centro meridionale, nonostante una certa densità di indizi ed evidenze che documentano varie fasi di occupazione, distribuite nei più svariati ambiti cronologici, non risulta essere stato negli anni oggetto di studi sistematici. Da tale circostanza è scaturita una scarsa conoscenza del territorio e delle sue dinamiche insediative, alla quale hanno cercato di porre rimedio pochi studi ed indagini che hanno pur sempre rivestito carattere di eccezionalità. Il presente lavoro si inserisce in tale lacunoso quadro delle conoscenze per questo lembo di penisola salentina, e documenta un complesso di evidenze, costituite prevalentemente da tagli nel banco roccioso, alcuni dei quali descrivono delle sepolture a fossa che, sottoposte a scavo stratigrafico, non hanno mancato di restituire importanti informazioni. Tale primo studio ha permesso di indagare sistematicamente solo alcune delle evidenze identificate nell'area, mentre restano numerosi i contesti riconosciuti ma in attesa di essere indagati, rendendo oltremodo auspicabili ulteriori interventi che permettano di approfondire la conoscenza delle emergenze osservate

    Una sepoltura in vaso dell'Età del Bronzo Finale di Roca Vecchia (Melendugno, LE)

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    EnIn this article we examine some of the evidence related to the Recent Bronze Age occupation of the site of Roca Vecchia (SAS IX) that can be linked to rituals involving the whole community. Contextual data suggests that such rituals involved sacrifices and feasting practices possibly connected to foundation (or re-foundation) rites connected to important changes in the settlement. The discovering of a burial in pot of a perinatal individual placed on the floor of a large building (the so-called "capanna tempio") shade light to a complex funerary which seem to include various stages.ItIn questo articolo analizziamo parte dell'evidenza relativa all'occupazione dell'Età del Bronzo Finale del sito di Roca Vecchia (SAS IX) che può essere messa in relazione con rituali e banchetti possibilmente connessi a riti di fondazione (o rifondazione) connessi con importanti cambiamenti nell'insediamento. La scoperta della sepoltura in vaso di un soggetto perinatale sul pavimento di un grande edificio (la cosiddetta capanna-tempio) getta luce su un rituale funerario complesso che sembra prevedere diversi stadi

    Fra Messapi e Sallentini... c'è di mezzo il mare

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    EnThe purpose of this paper is to pay homage to Cosimo Pagliara by highlighting his 'prophetic' intuition regarding the importance of the sites and, in particular, the coastal sanctuaries of the lower Salento. An attempt will be made to focus on how the garrisoning of the salient areas of the coastline may have represented not only a flywheel of development, but also a historical factor that acted on the creation of an identity profile of the populations of this territory. An analytical excursus on the basis of documentary elements of various kinds will make it possible to observe, in a historical phase that coincides with the intensification of traffic in the Otranto Channel and indeed with the new configuration of this geographical space, phenomena that accompany the political-identitary and territorial definition of the communities known as Sallentini in the key of ethnicity, whose criteria insist on a coastal/marine dimension that distinguishes them from the so-called "Messapic" world.ItQuesto contributo intende rendere omaggio a Cosimo Pagliara mettendo in luce la sua intuizione "profetica" dell'importanza dei siti e in particolare dei santuari costieri del basso Salento. Si cercherà di mettere a fuoco come il presidio delle aree salienti del litorale possa aver rappresentato non solo un volano di sviluppo ma un fattore storico tale da agire sulla creazione di un profilo identitario delle popolazioni di questo territorio. Un excursus analitico di elementi documentari di varia natura consentirà di osservare, in una fase storica che coincide con l'intensificazione dei traffici nel Canale d'Otranto e anzi con la nuova configurazione di questo spazio geografico, fenomeni che accompagnano la definizione politico-identitaria e territoriale delle comunità dette dei Sallentini nella chiave dell'ethnicity, i cui criteri insistono su una dimensione costiera/marina che li distingue dal mondo cosiddetto "messapico"

    Omuncoli o selvaggi? Il problema dell'identità dei nativi nelle relazioni dei gesuiti

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    Introduzione. Su identità e meticciati: un binomio impossibile

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