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Giuliano Scabia. Teatro. Nello spazio degli scontri 1964-1971
Review of Teatro. Nello spazio degli scontri 1964–1971 by Giuliano Scabia, in the Marsilio reissue edited by Massimo Marino.Recensione di Teatro. Nello spazio degli scontri 1964-1971 di Giuliano Scabia nella riedizione Marsilio curata da Massimo Marino.
La convenzione 2005 dell’UNESCO come quadro strategico e sinergico per strutturare le azioni del Piano Mattei
Since ancient times, Italy has served as a cultural bridge between Europe and Africa, generating commercial exchanges and cultural relations that have profoundly shaped both continents. This contribution examines the role that culture and artistic expressions can play in current cooperation policies between Italy and Africa, particularly within the framework of the Mattei Plan, launched in November 2023 as a new instrument of equitable partnership for sustainable development. Through an analysis of the 2005 UNESCO Convention on the Protection and Promotion of the Diversity of Cultural Expressions – celebrating its twentieth anniversary in 2025 – the article proposes an integrated approach that recognizes cultural creativity as playing a central role as a driving sector of sustainable development (Articles 6 and 7 of the Convention, in particular), alongside its strategic transversal function in programmes of economic, social, human and environmental sustainable development. Articles 13 and 14 of the Convention offer in this regard concrete operational tools for incorporating the cultural dimension in traditionally technical sectors such as infrastructure, health and education, while promoting the mobility of artists and cultural operators. The article argues that this approach can transform cooperation from a purely project-based logic to a holistic vision, strengthening local ownership of programmes and their legitimacy among communities on both continents. The 2005 UNESCO Convention thus emerges as a possible strategic compass for guiding new routes of fair and solidarity-based cultural collaboration between Africa and Europe.Fin dall’antichità, l’Italia ha rappresentato un ponte culturale tra Europa e Africa, generando scambi commerciali e relazioni culturali che hanno segnato profondamente entrambi i continenti. Questo contributo interroga il ruolo che la cultura e le espressioni artistiche possono svolgere nelle attuali politiche di cooperazione tra Italia e Africa, in particolare nel quadro del Piano Mattei, lanciato nel novembre 2023 come nuovo strumento di partenariato paritario per lo sviluppo sostenibile. Attraverso l’analisi della Convenzione UNESCO 2005 sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali – di cui si celebrano i vent’anni nel 2025 – l’articolo propone un approccio integrato che riconosce alla creatività culturale un ruolo centrale come settore motore di sviluppo sostenibile (articoli 6 e 7 della Convenzione, in particolare), parallelamente ad una sua funzione strategica trasversale nei programmi di sviluppo sostenibile economico, sociale, umano e ambientale. Gli articoli 13 e 14 della Convenzione offrono in questo senso strumenti operativi concreti per incorporare la dimensione culturale in settori tradizionalmente tecnici come infrastrutture, sanità e istruzione, favorendo al contempo la mobilità di artisti e operatori culturali. L’articolo sostiene che questo approccio può trasformare la cooperazione da una logica puramente progettuale a una visione olistica, rafforzando l’appropriazione locale dei programmi e la loro legittimità presso le comunità di entrambi i continenti. La Convenzione UNESCO 2005 emerge così come possibile bussola strategica per orientare nuove rotte di collaborazione culturale equa e solidale tra Africa ed Europa
L’educazione del carattere musicale nei Libri II e III della “Repubblica” e nel Libro II delle “Leggi” di Platone
This article examines the concept of musical character in its dual aesthetic and educational dimensions. Starting from the question of whether mousiké techné possesses any character, the evolution of the term character is reconstructed using the main lexicographical sources, revealing an essential absence of specific musical attribution. Building on this, the analysis subsequently examines the role of character in Plato’s musical education, focusing on Books II and III of the Republic and Book II of the Laws. The central idea here is that of the choir as an instrument through which musical education is translated into social practice. Finally, the article connects ancient thought to modern reception, demonstrating how the combination of rhythm and harmony remains a fundamental principle in defining musical character and producing recognisable effects on listeners.L’articolo indaga il concetto di carattere in musica nella sua duplice dimensione estetica ed educativa. A partire dalla domanda se la mousiké téchne possieda un carattere, viene ricostruita l’evoluzione del termine carattere attraverso i principali repertori lessicografici, mettendo in evidenza la sostanziale assenza di una sua specifica attribuzione musicale. Su questa base, l’analisi prosegue esaminando la funzione del carattere nell’educazione musicale della mousiké platonica, in particolare nei libri II e III della Repubblica e nel libro II delle Leggi, con riferimento alla centralità del coro quale strumento attraverso cui l’educazione musicale si traduce anche in pratica sociale. Infine, il contributo mette in relazione la riflessione antica con la ricezione moderna, mostrando come la combinazione di ritmo e armonia continui a costituire un principio fondamentale nella definizione del carattere musicale e nella produzione di effetti riconoscibili sull’ascoltatore
L'organizzazione e gestione del progetto Magic per la digitalizzazione di testi e manoscritti antichi: connessioni tra discipline e culture del Mediterraneo
Magic, a three-year interdisciplinary project conducted by the Department of humanities and the Department of physics "Ettore Pancini" of the University of Naples "Federico II", has created and is developing a Service center for the use of cutting-edge technologies in the sector of conservation and enhancement of manuscripts and ancient printed texts. Through digitization, cataloging, the study of physical and biological diagnostics and artificial intelligence, it is making many digitized volumes available, accompanied by cataloguing descriptions, through a dedicated website: at the moment there are almost three thousand digital reproductions, coming from the book collections of the libraries of the territory that spread the knowledge and cultures of the Mediterranean. Starting from the digital library, Magic aims to make digital resources available to the research community and beyond, also through modern technologies capable of creating value, knowledge, comparison, discussion and sharing. The article describes the project in all its phases and its progress, highlighting its objectives, the users it is aimed at, the procedures and methods used, initial research results and future prospects. Some issues related to the treatment of digital resources and the results of the research carried out by the project will also be addressed: the use of formats for long-term preservation and the use of artificial intelligence to remove the phenomenon of ink penetration between the front and back of paper, known as the bleed through effect.Magic, un progetto interdisciplinare triennale condotto dal Dipartimento di studi umanistici e il Dipartimento di fisica "Ettore Pancini" dell'Università degli studi di Napoli "Federico II", ha creato e sta sviluppando un Centro servizi per l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia nel settore della conservazione e valorizzazione dei manoscritti e dei testi antichi a stampa. Attraverso la digitalizzazione, la catalogazione, lo studio della diagnostica fisica e biologica e l'intelligenza artificiale sta rendendo fruibili, attraverso un sito web dedicato, molti volumi digitalizzati, corredati di descrizioni catalografiche: al momento sono quasi tremila le riproduzioni digitali, provenienti dalle collezioni librarie delle biblioteche del territorio che diffondono i saperi e le culture del Mediterraneo. Partendo dalla biblioteca digitale, Magic mira alla fruibilità delle risorse digitali da parte della comunità di ricerca e non solo, anche attraverso le moderne tecnologie in grado di creare valore, conoscenza, confronto, discussione e condivisione. L'articolo descrive il progetto in tutte le sue fasi e il suo stato di avanzamento, sottolineando i suoi obiettivi, l'utenza a cui si rivolge, i procedimenti e i metodi impiegati, i primi risultati di ricerca e le prospettive future. Saranno affrontate anche alcune questioni relative al trattamento delle risorse digitali e gli esiti della ricerca portati avanti dal progetto: l'uso di formati per la conservazione a lungo termine e l'impiego dell'intelligenza artificiale per la rimozione del fenomeno della penetrazione degli inchiostri tra il recto e il verso delle carte, noto come effetto bleed through
ORNARE: Verso una metodologia digitale per i dati onomastici nella narrativa francese medievale
This paper presents ORNARE (Onomastic Repertoire of the Roman d’Alexandre), the first outcome of a broader research initiative aimed at developing a digital onomastic repertory for medieval French romance. After outlining the status quaestionis of medieval onomastic resources, particularly digital ones, the article explains the motivations behind the project, the criteria for constructing the research corpus, and the challenges of defining the category of anthroponym in a medieval context. It then details the methodological framework adopted for data modeling and annotation. The paper concludes by discussing the initial results produced by the ORNARE project, with a focus on the Roman d’Alexandre as a case study.Questo articolo presenta ORNARE (Repertorio Onomastico del Roman d’Alexandre), il primo risultato di un'iniziativa di ricerca più ampia volta a sviluppare un repertorio onomastico digitale per la narrativa francese medievale. Dopo aver delineato lo status quaestionis delle risorse onomastiche medievali, in particolare quelle digitali, l’articolo illustra le motivazioni alla base del progetto, i criteri utilizzati per la costruzione del corpus di ricerca e le difficoltà legate alla definizione della categoria di antroponimo in un contesto medievale. Viene quindi descritto nel dettaglio l’impianto metodologico adottato per la modellazione e l’annotazione dei dati. L’articolo si conclude con una discussione sui primi risultati prodotti dal progetto ORNARE, con particolare attenzione al Roman d’Alexandre come caso di studio
Delineation of aquifer vulnerability to pollution: A case study in Eha Alumona, Nsukka Local Government Area, Enugu State, Nigeria
This study aims to assess the vulnerability of aquifers to contamination in Eha Alumona, Nsukka Local Government Area, Enugu State, Nigeria, using resistivity data and various vulnerability indices. The VES survey conducted across fifty stations revealed five distinct geo-electric layers, with resistivity values ranging from 5.7 to 87,620.9 Ωm, and depths varying from 0.4 to 234.5 m. The study's findings indicate that the first two layers are characterized by low resistivity values, suggesting the presence of surface materials such as sandy soil and weathered rock, which are likely to contain moisture and exhibit varying porosity. The lower layers show higher resistivity values, pointing to more consolidated or less permeable geological materials. The vulnerability assessment, based on four indices (GOD, GLSI, DRIST, and SI), reveals that the aquifer is generally low in vulnerability across the study area. The GOD index suggests low contamination risk due to deep water tables and protective layers. The GLSI and DRIST indices further indicate moderate to low susceptibility, with 62% and 64% of the study area being classified as moderately susceptible, respectively. The SI index also supports these findings, categorizing the aquifer as well-protected from contamination. Overall, the results emphasize the importance of monitoring and sustainable management practices to ensure the long-term protection of groundwater resources in the region
From concrete jungles to cooler cities: dealing with the Urban Heat Island effect for a sustainable future
With the rapid pace of urbanization, the Urban Heat Island (UHI) effect has emerged as a significant obstacle to sustainable urban living, characterized by elevated temperatures in cities relative to surrounding rural areas. This article explores the intricate mechanisms driving UHI development, emphasizing key contributors such as the reduction of green spaces, heat-retaining construction materials, compact city layouts, and anthropogenic heat emissions. Meteorological factors further compound UHI intensity, underlining its multifaceted nature. The consequences are far-reaching ranging from increased energy demands and diminished air quality to elevated greenhouse gas emissions and negative impacts on public health and thermal comfort. Climate change exacerbates these effects by altering local weather dynamics and intensifying heat stress. A comprehensive assessment of detection techniques is provided, alongside a diverse set of mitigation approaches. These include nature-based interventions such as green roofs, vertical gardens, urban forestry, and blue infrastructure, as well as technological innovations like reflective roofs and permeable pavements. The article also evaluates the complex role of solar panels, which can both alleviate and contribute to heat accumulation in urban settings. This work contributes to the creation of heat-resilient cities and promotes a shift from concrete-dominated landscapes toward cooler, greener, and more sustainable urban environments
Dagli algoritmi all’AI agentica. Le operazioni ermeneutiche dei CCNL sulla qualificazione del rischio
This paper examines the role of national collective bargaining in the qualification and regulation of risks related to the introduction of artificial intelligence systems - both agentic and otherwise - within work environments. Starting from the distinction set out in Regulation (EU) 2024/1689 between prohibited practices and high-risk systems, the structural limits of the contractual source’s intervention are clarified, as it lacks both the power to derogate in peius from the Regulation and the authority to establish sanctions. Nevertheless, the capacity of collective bargaining to activate autonomous safeguards is acknowledged, including the possibility of introducing new prohibited practices deemed to pose an unacceptable risk. The analysis develops through a varied set of case studies and concludes with a reflection on the contribution of joint bodies and national-level monitoring commissions, as instruments of participatory governance of technological innovation processes.El presente trabajo examina el papel de la negociación colectiva nacional en la calificación y regulación del riesgo vinculado a la introducción de sistemas de inteligencia artificial, incluidos los sistemas agenticos, pero no exclusivamente, en los contextos laborales. A partir de la distinción trazada por el Reglamento (UE) 2024/1689 entre prácticas prohibidas y sistemas de alto riesgo, se precisan los límites estructurales de la intervención de la fuente convencional, que no dispone ni de la facultad de derogar en perjuicio las normas del Reglamento europeo ni del poder de establecer sanciones. No obstante, se valora la capacidad de la negociación colectiva para activar mecanismos autónomos de tutela, incluso mediante la formulación de nuevas prácticas prohibidas consideradas de riesgo inaceptable. El análisis se desarrolla a través de una casuística diversificada y concluye con una reflexión sobre el aporte de los organismos paritarios y de las comisiones de seguimiento establecidas a nivel nacional, como instrumentos de regulación participativa de los procesos de innovación tecnológica.Il contributo esamina il ruolo della contrattazione collettiva nazionale nella qualificazione e regolazione del rischio connesso all’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale, anche agentica, nei contesti lavorativi. A partire dalla distinzione delineata dal Regolamento (UE) 2024/1689 tra pratiche vietate e sistemi ad alto rischio, si precisano i limiti strutturali dell’intervento della fonte pattizia, la quale non dispone né della facoltà di derogare in peius le norme del Regolamento europeo né del potere di prevedere sanzioni. Nondimeno, si valorizza la capacità della contrattazione collettiva di attivare presìdi autonomi di tutela, anche mediante la formulazione di nuove pratiche vietate a rischio inaccettabile. L’analisi si sviluppa attraverso una casistica articolata, che comprende sia una pluralità di contratti collettivi nazionali esaminati, appartenenti a settori tra loro differenti, sia un ventaglio eterogeneo di applicazioni dell’intelligenza artificiale, con riferimento a pratiche di impiego non omogenee per finalità e grado di incidenza sulla prestazione lavorativa. Essa infine si conclude con una riflessione sul contributo delle commissioni di monitoraggio istituite in sede di contrattazione nazionale, quali strumenti di regolazione partecipata dei processi di innovazione tecnologica
Governare l’IA nei luoghi di lavoro: traiettorie della contrattazione collettiva aziendale e territoriale
The article analyses the evolving features of second-level collective bargaining on the regulation of artificial intelligence in the workplace. The examination of company-level and territorial agreements concluded between 2023 and 2025 highlights three main areas of intervention: (i) training, not only as up- and reskilling for workers, but also as a means of strengthening the competencies of bargaining actors and health and safety representatives; (ii) the assessment of the employment effects of automation processes; and (iii) the adaptation of occupational health and safety systems. The study also reveals instruments aimed at promoting and/or supporting the involvement of worker representatives in corporate governance, including information and consultation rights, joint committees, joint monitoring mechanisms, and the digitalisation of trade union prerogatives. A specific focus is devoted to agreements concluded pursuant to Article 4 of the Workers’ Statute, which represents a key venue for experimenting with shared governance models. The agreements selected for the analysis concern, in particular, the introduction of AI systems aimed at improving worker–customer interaction or enhancing the protection of occupational health and safety. Although the solutions examined provide a significant collective bargaining response to advanced technological innovation, several shortcomings remain: an overly generic articulation of information duties, limited formalisation of impact assessments, inadequate regulation of human oversight, and insufficient attention to risks of discrimination and profiling. This results, in several respects, in a gap with more fully developed models of participatory algorithmic accountability, such as those outlined under EU law for the regulation of platform work.El artículo examina las líneas evolutivas de la negociación colectiva de segundo nivel en materia de regulación de la inteligencia artificial en los lugares de trabajo. El análisis de acuerdos empresariales y territoriales celebrados entre 2023 y 2025 pone de relieve tres ámbitos prioritarios de intervención: i) la formación, no solo como procesos de up-/re-skillingde las personas trabajadoras, sino también como fortalecimiento de las competencias de los sujetos negociadores y de los representantes de seguridad y salud; ii) la evaluación de los efectos laborales derivados de los procesos de automatización; y iii) la adaptación de los sistemas de prevención de riesgos laborales. Asimismo, emergen instrumentos destinados a promover y/o apoyar la participación de los representantes de las personas trabajadoras en la gobernanza empresarial: derechos de información y consulta, comisiones paritarias, mecanismos de seguimiento conjunto y digitalización de las prerrogativas sindicales. Un análisis específico se dedica a los acuerdos celebrados al amparo del artículo 4 del Estatuto de los Trabajadores, el cual constituye un espacio privilegiado para la experimentación de modelos de gobernanza compartida. Los acuerdos analizados se refieren, en particular, a la introducción de sistemas de IA destinados a mejorar la interacción entre trabajador y cliente o a reforzar la protección de la seguridad y salud en el trabajo. Aunque las soluciones examinadas representan una respuesta negociada significativa frente a la innovación tecnológica avanzada, persisten diversas carencias: una formulación excesivamente genérica de las obligaciones informativas, escasa formalización de las evaluaciones de impacto, regulación insuficiente de la supervisión humana y limitada atención a los riesgos de discriminación y perfilación. Todo ello evidencia, en diversos aspectos, una distancia respecto a modelos más completos de accountability algorítmica con enfoque participativo, como los delineados a nivel de Derecho de la UE para el ámbito del trabajo en plataformas digitales.Il contributo esamina le linee evolutive della contrattazione collettiva di secondo livello in materia di regolazione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. L’analisi di accordi aziendali e territoriali stipulati tra il 2023 e il 2025 evidenzia tre ambiti prevalenti di intervento: i) la formazione, non solo come up-/re-skilling dei lavoratori, ma anche come rafforzamento delle competenze degli attori negoziali e dei rappresentanti per la sicurezza; ii) la valutazione degli effetti occupazionali dei processi di automazione; iii) l’adeguamento dei sistemi prevenzionistici. A emergere sono, inoltre, strumenti a promozione e/o supporto del coinvolgimento dei rappresentanti nella governance aziendale: diritti di informazione e consultazione, commissioni paritetiche, monitoraggi congiunti e digitalizzazione delle prerogative sindacali. Uno specifico approfondimento è dedicato, nell’indagine, agli accordi ex art. 4 Statuto dei lavoratori – sede privilegiata per la sperimentazione di modelli di governance condivisa – riguardanti nello specifico l’introduzione di sistemi di IA finalizzati a migliorare l’interazione tra lavoratore e cliente ovvero la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Le soluzioni esaminate, pur configurando un presidio negoziale rilevante rispetto all’innovazione tecnologica avanzata, presentano ancora alcune lacune: una declinazione ancora troppo generica dei contenuti informativi, la scarsa formalizzazione delle valutazioni di impatto, l’insufficiente disciplina della sorveglianza umana e la limitata attenzione ai rischi di discriminazione e profilazione. Ne risulta, per diversi aspetti, una distanza rispetto a modelli più compiuti di accountability algoritmica in chiave partecipata, come quelli delineati a livello di diritto Ue per l’ambito delle piattaforme digitali
Mediation through Game Theory
This study examines the application of game theory principles within mediation frameworks to enhance dispute resolution effectiveness. The research analyses mediation fundamentals, including mediator functions and procedural methodologies, before establishing theoretical connections between game theory and mediation practice. Through systematic examination of commercial and non-commercial dispute scenarios, this article demonstrates how game-theoretic analysis enables mediators to evaluate strategic decision-making processes, anticipate behavioral outcomes, and facilitate optimal agreement structures. The findings reveal that game theory integration enhances mediation efficacy by promoting cooperative behaviors, strengthening inter-party trust mechanisms, and expanding solution possibilities. This research contributes to alternative dispute resolution scholarship by establishing a theoretical framework that demonstrates how strategic analysis tools can optimise mediation outcomes, resulting in more efficient and equitable dispute resolution processes