LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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    Scudi votivi da un santuario di Afrodite ed Eros

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    Questo contributo tratta di una particolare classe di materiali proveniente dal santuario dedicato ad Afrodite ed Eros ubicato sulle pendici settentrionali dell’Acropoli ateniese. Nello specifico, si fa riferimento al rinvenimento di alcuni scudi miniaturistici. La chiave interpretativa proposta per questi votivi è, in conclusione, che si tratti di doni effettuati alla divinità in occasione del rituale di passaggio alla vita adulta dei giovani ateniesi. Tale ipotesi è stata suggerita in seguito al confronto con oggetti simili ritrovati in altri contesti, di cui si dà rassegna. Questa interpretazione è ipotizzabile per il santuario analizzato poiché chiaramente collegato a riti di passaggio di status per le fanciulle ateniesi.This contribution deals with a particular class of materials coming from the sanctuary dedicated to Aphrodite and Eros located on the northern slopes of the Athenian Acropolis. Specifically, reference is made to the discovery of some miniature shields. The interpretative key proposed for these votives is that of gifts made to the divinity during the ritual of passage to adult life. This hypothesis was suggested following the comparison with similar objects found in other contexts, of which an overview is given. This interpretation is conceivable for the sanctuary analyzed since it is already clear that it was connected with rites of passage of status for Athenian girls

    A mensa ponderaria in the Casa dell’Atrio Tetrastilo from Nora

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    Il contributo prende in esame sotto il profilo morfologico e metrologico un’inedita mensa ponderaria reimpiegata in una muratura della Casa dell’Atrio Tetrastilo a Nora. Unico manufatto di tal genere ad oggi restituito dalla Sardegna, trovava forse originaria collocazione nell’horreum-insula lungo la strada diretta verso il porto o, in alternativa, nel complesso edilizio a vocazione commerciale dipendente dalla stessa domus.The essay overviews the morphological and metrological profile of an umpublished mensa ponderaria reused in one of Casa dell’Atrio Tetrastilo’s stonework, in Nora. Such object it’s the only one hailed from Sardinia and it probably founds its originating position in a horreum-insula along the road towards the harbour, otherwise in the commercial building depending on the domus itself

    Alcune lucerne fittili dal Quartiere Centrale di Nora

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    In questo contributo verrà analizzata una piccola selezione di lucerne fittili in grado di evidenziare alcuni dei problemi che ancora persistono nello studio di questa classe ceramica. La scelta è ricaduta su alcune tra le più particolari per decorazione, tipologia e contesto di rinvenimento tra quelle emerse durante le più recenti indagini effettuate nel Quartiere Centrale di Nora: una di tipo punico dalle “case a mare”, due lucerne a disco dalle Terme Centrali e dalla “Casa del Direttore Tronchetti” e, sempre da quest’ultima domus, una di tipo tardo decorato a perline.In this paper a small selection of clay lamps – able to highlight some of the problems still persisting in this pottery class’s study – will be analysed. The choice fell on some of the most peculiar ones for their decoration, typological classification and context of finding among the artifacts discovered during the latest researches carried out in the Central District of Nora: a punic type from “case a mare”, two rounded-nozzle lamp from Central Baths and “Casa del Direttore Tronchetti” and, from this latter domus, also one of the late Warzenlampen type

    Small Finds. Atti del Convegno di Studi: INDICE DEGLI ATTI

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    Small Finds Atti del Convegno di Studi (Università degli Studi di Milano, mercoledì 30 gennaio 2019) a cura di Giorgio Bejor e Ilaria Frontori Indice degli Att

    Prehistoric lithic industry from a layered Etruscan-Po valley context

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    Il presente lavoro è incentrato sull’analisi dell’industria litica preistorica rinvenuta in giacitura secondaria nell’insediamento etrusco-padano del Forcello di Bagnolo S. Vito (MN). Nei circa trent’anni di campagne di scavo condotte dall’Università degli Studi di Milano sono venute alla luce tre asce in pietra levigata e 123 reperti in selce scheggiata, che comprendono lame, schegge, nuclei, scarti di lavorazione e strumenti. Si è cercato, dunque, di inquadrare cronologicamente ogni reperto attraverso un’attenta analisi tipologica e confronti puntuali con materiali analoghi provenienti da contesti stratigrafici certi, considerando in particolare i ritrovamenti finora noti nel comune di Bagnolo S. Vito e zone limitrofe. Si è, inoltre, cercato di comprendere le cause che hanno portato al recupero di reperti pre- e protostorici in un contesto di VI-IV secolo a.C. attraverso l’analisi e l’interpretazione delle unità stratigrafiche di rinvenimento.This work is focused on the analysis of the prehistoric lithic industry found in secondary context in the Etruscan settlement of Forcello di Bagnolo S. Vito (MN). During thirty years of excavations, the University of Milan had found three axes and 123 flint artifacts, such as blades, flakes, cores and instruments. Here I analyze every artefact from a typological point of view and try to put them in the right chronological bounds, finding comparisons with similar objects from certain stratigraphical contexts from Bagnolo S. Vito’s territory and neighborhoods. I also try to find out how they arrived there, in a VI-IV century B.C. settlement, through the examination and interpretation of every stratigraphical unit in which they were found

    Small Finds, premessa tarquiniese

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    Come per molti scavi, fin dagli inizi quando Maria Bonghi Jovino intraprese le ricerche tarquiniesi nel 1982, è stata approntata la classificazione dei dati materiali secondo un modello di riferimento concettuale volto a individuare categorie e classi, suscettibile di adeguamenti alle evidenze via via raccolte nel prosieguo delle indagini

    Un askos tra miniatura e realtà in contesto a Tarquinia

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    New evidence from a sealed context in Tarquinia (mid-II century B.C.) of an askos belonging to the Ruvfies Group with atranes stamp allows some observations with regard to the use of sigma instead of the usual san. The Southern connotation of the writing stands out within the known record that traditionally locates the production of such askoi in the Northern Etruscan region (Perugia), based on onomastic and epigraphic analyses. Such epigraphic evidence opens up to new speculations regarding the relationship between production and commission and the different production methods from the various artisan workshops.Una nuova attestazione di un askos del Ruvfies Group con bollo atranes a Tarquinia, in un contesto chiuso databile alla metà del II sec. a.C., consente considerazioni di natura epigrafica per la desinenza in sigma invece che in san del caso obliquo, come finora era stato sempre attestato. La caratterizzazione meridionale della grafia offre un elemento di novità all’interno del panorama conosciuto, in quanto contrasta con la tradizionale collocazione dell\u27officina in ambiente settentrionale (Perugia) ottenuta in base a considerazioni onomastiche ed epigrafiche. Questa evidenza epigrafica apre nuovi scenari sul rapporto fra produzione e committenza e sui modi di produzione delle botteghe artigiane

    An oinochoe from Incoronata. Apprenticeship and sperimentation in the West

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    Il presente contributo è dedicato a un’oinochoe proveniente dal saggio D dell’Incoronata di Metaponto (scavi Unimi, anni 1975-1976). Si propone un inquadramento del manufatto nel contesto particolarmente aperto alla sperimentazione che caratterizza i primi contatti tra Greci e indigeni in Italia meridionale. La particolare resa del motivo dipinto sul collo del vaso offre poi lo spunto per una riflessione in merito all’apprendistato e alla trasmissione del sapere artigianale nel mondo grecoThis study concerns an oinochoe from trench D at Incoronata di Metaponto (Unimi excavations 1975-1976). The object is analyzed in the context of the first contacts between Greeks and indigenous people in Southern Italy, particularly open to experimentation and hybridity. The treatment of the decorative motif on the neck of the vase offers the opportunity to reflect on apprenticeship and transmission of craft knowledge in the Greek world

    Frammenti d’intonaco dalla Casa del Pozzo Antico di Nora

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    Si presentano alcuni materiali provenienti dagli ambienti di una domus dell’area residenziale di Nora, ancora in fase di scavo. Numerosi frammenti d’intonaco sono stati ritrovati all’interno dell’ambiente A della casa del Pozzo (CdP), all’interno di un riempimento di scarico di materiali edili. Tra questi si trovano alcuni frammenti d’intonaco dipinto, un frammento d’intonaco graffito e un frammento di cornice in gesso.In this article are presented some materials from a domus in the residential area of Nora, still under excavation. Numerous fragments of plaster have been found inside the room A of the Casa del Pozzo (CdP), inside a filling of building materials. Among these are some fragments of painted plaster, a fragment of plaster with inscription on and a fragment of cornice

    “Metalli domestici” di età romana e altomedievale dalla villa di S. Cristina di Montichiari (BS)

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    In this paper a selection of metal objects related to the sphere of household and domestic activities from the Roman villa of S. Cristina in Montichiari (Brescia) is presented and discussed. The typological study of the finds is preceded by an introduction on the area of Montichiari in Roman times and a presentation of the site, currently published only in a preliminary report, whose data are currently being revised. The villa was partly excavated in 1994 in an emergency excavation: two rooms, articulated around a courtyard were found. Almost all the finds, ranging from the Republican period to the early Middle Ages, come from an underground room, which was stripped of its floor and interred; according to a hypothesis here presented, it is possible that the obliteration of this room is related to a transformation of the site’s role and function during the middle Imperial period. Finally, the finds are presented. They consist of fifteen objects, among which are iron keys and knives, lead and bronze objects; some of them belong to widespread forms and types; others, like a lead cover and some objects made of iron and bronze, find no comparisons in the Po plain.In questo contributo viene presentata una selezione di oggetti metallici relativi ad una sfera domestica provenienti dalla villa romana in località S. Cristina a Montichiari (BS).  La descrizione dei materiali è preceduta da un’introduzione riguardante la pianura bresciana e il territorio di Montichiari in età romana e da una necessaria disamina del contesto, finora edito solamente in forma preliminare e di cui è in corso una revisione. La villa è stata indagata parzialmente nel 1994, nel corso di uno scavo di emergenza che ha messo in luce due ambienti articolati attorno ad un cortile. Quasi tutti i materiali recuperati, databili tra l’età repubblicana e l’alto medioevo, provengono da un vano seminterrato successivamente spogliato del pavimento e interrato; viene presentata l’ipotesi secondo cui l’obliterazione dell’ambiente potrebbe corrispondere ad una trasformazione del ruolo del sito durante la media età imperiale. Infine, vengono presentati i materiali. Si tratta di una quindicina di oggetti, tra cui spiccano chiavi e coltelli in ferro, oggetti in piombo ed elementi in ferro e bronzo; alcuni di questi appartengono a categorie piuttosto diffuse come chiavi, coltelli e pesi; altri, invece, come un coperchio in piombo e alcuni oggetti in bronzo e ferro, non trovano confronti in ambito padano

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