LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
Not a member yet
    281 research outputs found

    ABC: Archeologia a Bedriacum-Calvatone. Un progetto didattico

    Full text link
    Nel 2011, con l’avvio del progetto “ABC. Archeologia a Bedriacum-Calvatone”, fortemente voluto dal Comune di Calvatone (CR) e dalla prof.ssa Maria Teresa Grassi, nasce l’attività didattica dell’Università degli Studi di Milano collegata allo scavo archeologico di Calvatone. L’obiettivo è quello di raccontare la storia e gli scavi della piccola città romana di Bedriacum ai bambini e ai ragazzi delle scuole del territorio al fine di sensibilizzarli circa l’importanza del patrimonio culturale locale. In nove anni (fino al sopraggiungere della pandemia, che ha inevitabilmente procurato una battuta d’arresto), l’attività didattica rivolta alle scuole, attraverso le visite guidate e con l’ausilio di molteplici strumenti di comunicazione, ha registrato quasi duemilacinquecento presenze.In 2011, with the launch of the project called “ABC. Archaeology in Bedriacum-Calvatone”, promoted by the Municipality of Calvatone (CR) and by Prof. Maria Teresa Grassi, the educational activity of the University of Milan at the archaeological excavation of Calvatone began. The project’s goal is the communication of research and excavation activities in the Roman settlement of Bedriacum. Communication activities target a wide audience, including schoolchildren and youth in order to raise awareness on the local cultural heritage. During the first nine years (before the emergence of the COVID-19 pandemic in 2020), by using different communication tools, the educational activities have involved almost two thousand and five hundred children and teenagers

    “Insegne” femminili tra Etruria e Roma

    Full text link
    This contribution explores the different semantic trajectories of the root mun- in Latin and Etruscan in order to deepen understanding of women’s “insignia” in Roman and Etruscan society. Regarding Latin women, munditia may represent an example of moral ‘insignia.’ In Etruria, the appearance of the word munθuχ on a mirror, as the name of a female figure tasked with the maintenance of physical, natural and spiritual order, may indicate the feminine use of mirrors in catoptromancy and the concrete significance of the root mun- in Etruscan.A partire dalla radice mun-, il contributo ne esplora le differenti traiettorie semantiche in latino e in etrusco che potrebbero portare ad approfondirne il risvolto concreto nelle due culture nel campo delle “insegne” concepite per le donne nelle loro rispettive società. Da un lato le “insegne” morali destinate alle donne latine, tra cui la munditia, e dall’altro quelle concrete etrusche, come gli specchi in funzione catoptromantica. Su uno di questi compare infatti munθuχ, una figura femminile i cui compiti ricadono nella dimensione dell’ordine fisico, naturale e soprannaturale, mantenendosi così il significato più completo della radice mun-

    «Ebbi una passione spiccata per la storia». La figura di don Luigi Luchini e la donazione di materiali da Bedriacum al Museo Archeologico di Cremona

    Full text link
    In the history of the 19th-century archaeological research in Calvatone-Bedriacum, Father Luigi Luchini, born in Milan but lived for most of his life in the territory of the Diocese of Cremona, played a central role. The Ala Ponzone Civic Museum keeps interesting archival documents to reconstruct the first findings of the vicus and the vicissitudes of the collection that originated from them.Nella storia delle ricerche archeologiche ottocentesche nel sito di Calvatone-Bedriacum riveste un ruolo centrale la figura di don Luigi Luchini, originario del Milanese e vissuto per gran parte della sua vita nel territorio della Diocesi di Cremona. Il Museo Civico Ala Ponzone conserva una serie di documenti d’archivio, interessanti per la ricostruzione dei primi ritrovamenti nel vicus e delle vicissitudini della collezione che da essi ebbe origine

    Nuove indagini archeologiche presso l’area del Lavacello nel comune di Calvatone (CR)

    Full text link
    Le recenti indagini archeologiche svolte presso l’area del Lavacello, nel comune di Calvatone (CR), hanno portato alla luce tracce di una lunga frequentazione antica che va dall’età preromana fino all’età rinascimentale. Le evidenze protostoriche e romane forniscono interessanti informazioni in merito alle modalità di sfruttamento del territorio e all’occupazione dell’area nelle fasi precedenti e contemporanee alla prima frequentazione del vicino sito di Calvatone/Bedriacum.The new archaeological investigations carried out in the Lavacello area in Calvatone (CR) have brought to light traces of a long ancient presence ranging from the Preroman Age to the Renaissance Age. The protohistoric and roman evidence provide interesting information on the methods of exploitation of the territory and the occupation of the area in the phases preceding the first frequentation of the nearby site of Calvatone / Bedriacum

    Archeologia e small finds: indagini preliminari su un nucleo di materiali metallici da Calvatone - Bedriacum

    Full text link
    The vicus of Calvatone - Bedriacum has always been a favorite site for studying the pottery of the Cisalpina region. Nevertheless, it has also returned different materials, especially metal ones, that are constantly neglected due to both their bad conservation - that makes any identification very difficult - and their qualification as “small finds”, which makes them automatically less useful from a chronological and interpretative perspective. So, aim of this work will be the preliminary analysis of some iron and bronze objects coming from the site, to demonstrate that, despite their nature, they can be really interesting to establish parallels with other places and to know more about everyday life in the vicus.  Il vicus di Calvatone - Bedriacum è da sempre uno dei siti privilegiati per lo studio della ceramica in Cisalpina. Tuttavia, esso ha restituito anche numerosi materiali di vario genere, dei quali gli oggetti metallici costituiscono una percentuale notevole. L’interesse a loro relativo, però, è spesso smorzato non solo a causa delle condizioni di conservazione - che non ne permettono l’identificazione - ma anche dal pregiudizio che, essendo small finds, i dati ricavabili da essi siano di scarso valore, poco utili dal punto di vista cronologico e interpretativo. Scopo di questo lavoro è l’analisi preliminare di un nucleo di materiali in metallo provenienti dal sito, il cui studio permetterà sia di proporre confronti con oggetti simili, sia di formulare alcune ipotesi su un loro possibile impiego all’interno del vicus

    Metallurgical activity in the area of Teatro alla Scala in Milan

    Full text link
    The paper focuses on the description of some molds for the casting of small bronze objects, found in a workshop area of the Roman Mediolanum, casually discovered during the renovation works of Teatro alla Scala. The finding of crucibles, made of common pottery vessels covered with a heavy layer of clay, allows a dating to the early imperial age.Il contributo è dedicato alla presentazione di alcuni stampi per la fusione di piccoli oggetti in bronzo, rinvenuti in un’area artigianale della Mediolanum romana, scoperta casualmente durante i lavori di ristrutturazione del Teatro alla Scala. Il ritrovamento di crogioli, realizzati con olle di ceramica comune ricoperte da uno spesso strato di argilla, consente una datazione alla prima età imperiale

    L’epitafio di Iulia Benenata. Lucrezio, Virgilio e il destino oltremondano di una cristiana

    Full text link
    The epitaph of Iulia Benenata (CLEAfr 60; end of 3rd- beginning of 4th cent.), from Makthar, consists of seven hexametres, followed by a post-scriptum. In this paper the verses are examined, where, through Lucretian and Virgilian echoes, afterlife is depicted in pagan terms and the virtuous soul, that stares at hell peacefully (secure), is portrayed as a kind of Lucretian sapiens, free from the fear of death. Moreover, some further data are presented, in order to suggest that the woman might have been a Christian: in particular, the theme of the soul’s staring at hell might be read in light of the Gospel parable of Lazarus and the rich man.L’epitafio di Iulia Benenata (CLEAfr 60; fine III-inizio IV secolo), rinvenuto a Makthar, è constituito da sette esametri seguiti da un post-scriptum. Si esaminano i versi che, ricchi di echi lucreziani e virgiliani, riflettono un’immagine pagana dell’oltretomba, e sembrano far rivivere nell’anima virtuosa, che contempla senza timore (secure) l’abisso infernale, la figura del saggio lucreziano, immune dal timore della morte. Inoltre, si propongono alcuni argomenti che, considerando il monumento nel suo complesso – il post-scriptum contiene una formula cristiana –, suggeriscono che la defunta potrebbe invece essere stata cristiana: in particolare, si propone di leggere il sopracitato motivo dello sguardo che l’anima dal cielo rivolge verso l’inferno alla luce della parabola evangelica di Lazzaro e del ricco epulone

    Tradizione e peculiarità nelle produzioni ceramiche del Veneto preromano

    Full text link
    The article presents a brief research conducted among the Venetic pottery for daily use in the early Padua. Between the sixth and fourth centuries B.C. a simple form of a small local olla recurs punctually, with its peculiar characters, among the urban remains, in grave goods and in votive deposits as of hegemonic center as of smaller centers in the oriental Veneto where the Paduan influence spread. Their importance appears to be connected to the routes of trade to the north and east. Finally, the distribution, the diffusion of this olla and its links with the ceramics of the Bronze Age, offers useful evidence about ancient people’s attention to preserve a tradition, while indicating between human groups a common cultural identity.L’articolo riassume i dati di una ricerca sulla distribuzione e l’utilizzo di un’olla tipica delle botteghe di Padova nell’Età del Ferro. Si tratta di una forma semplice dalle peculiari caratteristiche in parte risalenti all’Età del Bronzo, che con qualche variante si diffonde tra VI e IV secolo a.C., oltre che a Padova, negli abitati e nelle necropoli del Veneto orientale di influenza patavina. La sua presenza traccia le direzioni dei commerci verso nord e nord-est del centro egemone e nel contempo attesta una attitudine alla salvaguardia di tradizioni testimoni di comune identità culturale nel territorio in questione

    Le sfumature del lusso a Bedriacum. Note su alcuni vetri preziosi di prima età imperiale dal Quartiere degli Artigiani

    Full text link
    Questo articolo prende in considerazione alcuni reperti in vetro di notevole pregio, provenienti dal vicus romano di Bedriacum (attuale Calvatone, CR), scoperti durante le campagne di scavo svoltesi tra 2005 e 2013 nell’area del Quartiere degli Artigiani (scavi diretti dalla prof. Maria Teresa Grassi, Università degli Studi di Milano). I reperti analizzati si collocano cronologicamente tra la fine del I sec. a.C. e il pieno I sec. d.C., periodo che corrispose a una particolare fioritura del vicus stesso. Si è deciso pertanto di focalizzare l’attenzione su alcuni preziosi reperti ottenuti con la tecnica del vetro mosaico, della colatura e modellazione su forma capovolta (una coppa tipo Is.20, un unicum finora a Bedriacum, un fr. di coppa tipo Is.1/18 e due coppe costolate tipo Is.3), della soffiatura entro stampo (due frr. di coppe ispirate alla produzione di Ennione e un fr. di bicchiere troncoconico tipo Is.31) e tramite soffiatura libera (coppette costolate tipo Is.17 e frr. decorati a macchie).This article considers some remarkably valuable glass finds from the roman site of Bedriacum (now Calvatone, CR), discovered during the 2005-2013 excavations in the “Quartiere degli artigiani” area (directed by professor Maria Teresa Grassi, Università degli Studi of Milan). These finds are dated between the end of the I century BC and the I century AD, a period in which the vicus was particularly prosperous. The focus will be on mosaic glass finds, cast monochrome glass (a cup type Is.20, the first evidence of this type of glass from Bedriacum, a linear cut bowl type Is.1/18 and two ribbed bowls type Is.3), mold-blown glass (two fragments of cups inspired by the Ennion production, a truncated conical beaker type Is.31) and free blown glass vessels (two ribbed bowls type Is.17 and some fragments with blobbed decoration)

    La nave ‘Maria’ a Grammata, Syros (Cicladi)

    Full text link
    Tra i graffiti incisi sulle rocce di Grammata, Syros-Cicladi, per epoca e contenuto classificati come ‘cristiani’, quattro sono invocazioni di soccorso e aiuto per la nave chiamata ‘Maria’. Dopo la descrizione del sito, la storia degli studi e una breve presentazione dei graffiti, viene affrontato il problema del nome proprio ‘Maria’ dal punto di vista linguistico e pragmatico soprattutto in concorrenza con i differenti tipi onomastici formulari quali Agia Maria e Theotokos che troviamo in altre testi dalle Cicladi.Among the graffiti engraved on the rocks of Grammata, Syros-Cyclades, classified as \u27Christian\u27 by age and content, four are invocations for help for the ship called ‘Maria’. After the description of the site, the history of the studies and a brief presentation of the graffiti, the problem of the proper name ‘Maria’ is faced from a linguistic and pragmatic point of view, especially in comparison with the various onomastic formular types that we find in other texts from the Cyclades, such as Agia Maria and Theotokos

    205

    full texts

    281

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇