LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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Mortai lapidei nella Cisalpina romana: nuovi esemplari
The mortar, made of stone or marble, represents artifact in Cisalpine widespread elsewhere in the Roman world. the morphologies are substantially grouped into two basic shapes: type 1 presents a hemispherical bowl more or less flattened, Type 2 is characterized by a conical reverse body, more or less flared. In the mortars were subjected to pounding and grinding, using a pestle driven by hand, raw materials of various origin. The fields of application were mainly three: alimentary, officinal and cosmetic. In some cases the generic definition of mortar is applied improperly to marble containers probably only be used for ornamental. It \u27also demonstrated the use of artifacts attributable to type 2 as a function of urns. Therefore, in reference to decontextualized pieces, you should use a definition not unique, reflecting the different possible meanings of the artifact.Il mortaio, realizzato in pietra o in marmo, rappresenta un manufatto largamente diffuso in Cisalpina come nel resto del mondo romano. Le morfologie sono sostanzialmente riconducibili a due forme di base: il mortaio di tipo 1 presenta una vasca emisferica più o meno schiacciata, il tipo 2 si caratterizza per un corpo troncoconico rovescio, più o meno svasato. Nei mortai venivano sottoposte a pestatura e triturazione, con l’ausilio di un pestello azionato a mano, materie prime di varia derivazione. I campi di applicazione erano principalmente tre: alimentare, officinale e cosmetico. In qualche caso la generica definizione di mortaio risulta applicata impropriamente a recipienti marmorei probabilmente utilizzabili solo a fini ornamentali. E’ inoltre attestato l’impiego di manufatti attribuibili al tipo 2 in funzione di urne cinerarie. Pertanto, di fronte a pezzi decontestualizzati, è opportuno ricorrere a una definizione non univoca, che rispecchi le diverse possibili valenze del manufatto
La ceramica sovra-dipinta proveniente dalle terme a Sud del Pretorio di Gortina
Lo studio dei 553 frammenti di ceramica sovra-dipinta bizantina provenienti dallo scavo delle Terme a Sud del Pretorio di Gortina permette alcune interessanti considerazioni. Tale ceramica viene prodotta nella città di Gortina durante il VII e l’VIII secolo. L’analisi dei frammenti ed, in particolare, della loro decorazione ha permesso di riconoscere alcune forme già note dagli studi precedenti e di mettere in evidenza una netta prevalenza di forme chiuse rispetto a quelle aperte. In base ai confronti effettuati, oltre alle forme già conosciute vengono indicate alcune nuove tipologie morfologiche e viene messo in evidenza un apparato decorativo piuttosto ampio ed accurato nel quale si osserva anche la presenza di simboli cristiani. The study of the 533 over-painted byzantine pottery fragments coming from the excavation in the Thermae located South of Gortyn Pretorio lead to some interesting issues. This kind of ceramic is produced in the city of Gortyn during the VII and VIII century. The analysis of the fragments, and in particular their decoration, let recognize some well-known shapes and point out the numerical superiority of the close-shapes over the open-shapes of ceramic class. On the ground of these comparisons, new shapes are displayed besides the well-known ones, and many accurate decorations are visible together with Christian symbols as well
La Ceramica di Gortina (Creta): stato dell’arte e prospettive di ricerca (Milano, 17 giugno 2009). Un’introduzione
La Ceramica di Gortina (Creta): stato dell’arte e prospettive di ricerca Atti del Convegno (Milano, 17 giugno 2009) Un’introduzioneProceedings of the Conference: The Pottery of Gortyn (Crete), Milan, 17th June 2009. An Introductio
A proposito di arredi. Prima e dopo la tenda di Tolomeo Filadelfo
The furniture is of primary importance towards the canopies definition, more than the architectonic structure: they contribute, in fact, in creating and organizing the spaces, so that there is almost no distinction between furniture and structure, as it is possible to observe in the ancient sources of different periods (Herodotus, Euripides, Julius Caesar, Plutarchus, Athenaeus): the pavilions of Xerxes at Plataia, of Ion at Delphi, of Alexander after the Issa battle and at Susa, of Pompey at Pharsalos, as well as the Ptolomaeus\u27s canopy at Alexandria. At the same time, the furniture language is studied, signifying the power and the force of the sovereign through the luxurious materials and surprising the spectators. At the end, some hypotheses on the final destination of the furniture, after dismantling the Ptolomaeus\u27 canopy, equiped for one year. Gli arredi sono essenziali a definire le tende, più che la struttura architettonica: essi contribuiscono infatti a creare gli spazi e a organizzarli, tanto che non vi è quasi distinzione fra arredi e struttura, come si avverte nelle fonti antiche di epoche diverse (Erodoto, Euripide, Cesare, Plutarco, Ateneo): si analizzano infatti le tende di Serse a Platea, di Ione a Delfi, di Alessandro dopo la battaglia di Isso e a Susa, di Pompeo a Farsalo, oltre a quella di Tolomeo ad Alessandria. Al tempo stesso, si studia il linguaggio degli arredi, che esprimono il potere e la forza del sovrano attraverso il lusso dei materiali e la sorpresa sugli spettatori. In chiusura, qualche ipotesi sulla destinazione ultima degli arredi, dopo che la tenda di Tolomeo, allestita per un anno, viene smontata
On a scarab from Colle del Forno: some considerations on the globular style production
L’esemplare di scarabeo dalla necropoli di Colle del Forno presentato in questa sede fornisce lo spunto per alcune brevissime considerazioni in merito alla produzione di stile globulare anche a fronte del recente lavoro di sintesi di U. Hannson sul tema che costituisce ad oggi un utilissimo aggiornamento sulle questioni stilistiche, formali, iconografiche, sugli aspetti produttivi nonché una discreta integrazione del corpus che era già stato apprestato da Peter Zazoff. The scarab from Colle del Forno necropolis presented in this note gives the opportunity for some very brief considerations regarding to the globolo-style production, considering also the recent synthesis work by Ulf Hannson, that is at now a very useful update regarding to stylistic, formal, iconographical questions, to the production aspects and represents as well a good integration of the corpus already build up by Peter Zazoff.  
Arredi di lusso in legno e avorio da Ercolano: le nuove scoperte della Villa dei Papiri
Sono qui illustrati i resti di eccezionali mobili di legno rivestiti di avorio decorato a bassorilievo rinvenuti durante i recenti lavori di scavo, conservazione e sistemazione dell’area della Villa dei Papiri di Ercolano (Luglio 2007-Primavera 2009), eseguiti dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e finanziati dalla Comunità Europea nell’ambito del Programma Operativo della Regione Campania (POR). L’eccezionalità del rinvenimento risiede nell’alto pregio dei materiali impiegati e nella ricchezza delle decorazioni figurate, profondamente intrise di elementi propri della religiosità dionisiaca.This paper shares the remains of extraordinary wooden furniture covered in ivory relief decorations. The discovery was made during the new works (July 2007-Spring 2009) for the excavation, conservation and enhancement of the area of the Villa of the Papyri carried out by the Superintendency and financed by the European Community within its Regional Operative Program (P.O.R.) for the Campania Region.The exceptional nature of this discovery lies particularly in the high quality materials used and the intricacy of the relief decoration, full of religious symbolism prevalently used in connection to Dionysius
Gortina, Pretorio. Definizione dei contesti e della cronologia. La ceramica fine: problemi e tipologie di approccio
Le ricerche condotte nell’area del Tempio ellenistico dall’Università di Roma “La Sapienza”, in collaborazione con l’Università di Bologna ed il Politecnico di Bari (campagne di scavo 2003-2008), hanno permesso di approfondire gli aspetti funzionali e storico-urbanistici del tessuto cittadino di Gortina. Nel comparto interessato, contiguo ad uno dei poli sacri più importanti della città, quello di Apollo Pythios, prevale l’edificazione pubblica, con un carattere monumentale che viene progressivamente trasformato da cambiamenti di destinazioni e di funzioni. Le aree di scavo hanno restituito una sequenza stratigrafica di particolare complessità, in cui le fasi meglio attestate sono quelle iniziali (fine II secolo a.C. - inizi del I secolo a.C.), e poi soprattutto quelle comprese tra IV e VIII secolo d.C. Lo studio dei materiali rinvenuti apporta nuovi dati quantitativi a quanto emerso nelle indagini precedenti nell’area del Pretorio e negli scavi Colini, confermando la circolazione abbondante di alcune classi di ceramica fine (LRC, TSA); l’analisi, inoltre, fa emergere ulteriori spunti di ricerca sui centri di produzione di altre classi ceramiche (contenitori anforari; ceramica fine tarda) e sui contatti commerciali dell’isola soprattutto tra il periodo tardoantico e l’età di Eraclio.The researches conducted in the area of the Hellenistic temple by the University of Rome “La Sapienza”, in collaboration with the University of Bologna as well as with the Politecnico of Bari (archaeological campaigns 2003-2008), have made possible a deeper investigation of the functional, historical and urban aspects of the urban pattern of Gortyna. In the mentioned sector, close to one of the most important sacred areas in this town (the sactuary of Apollon Pythios), public buildings play a central role and they are object of progressive architectural modifcations in connection with their functional evolution. The sondages have revealed a very articulated stratigraphical succession; the best attested phases are the earliest ones (end of the II-beginning of the I century B.C.) and overall the period between the IV and the VIII century A.D. The analysis of the ceramic adds new quantitive data to the results of former investigations carried out in the area of the Praetorium and in the “Colini sondages”, confirming a large presence of some productions (LRC, African red slip ware); moeover the study offers new research axes about the centres of production of some different pottery (amphoras, late red slip ware) and about the commercial contacts of the island overall between Late Ancient times and the age of Heraclios
Lettera di Enrico Pirajno di Mandralisca a Karl von Estorff con notizie di scavi e ricerche numismatiche a Lipari ed acquisti antiquari a Tindari
In questo articolo è presentata una bozza lettera di E. Pirajno di Mandralisca (1809-1864) a K. von Estorff (1811-1877). Il barone, esponente dell’antiquaria ottocentesca della Sicilia settentrionale, comunica la stesura di un’opera sulla monetazione di Lipara, momentaneamente ritardata da impedimenti tecnici. Intanto Pirajno prosegue a Lipari gli scavi presso i suoi terreni, anticamente occupati dalla necropoli, dove recupera numerosi manufatti archeologici. Anche i reperti acquistati a Tindari accrescono la sua collezione archeologica privata. In this article is presented a draft letter of E. Pirajno of Mandralisca (1809-1864) to K. von Estorff (1811-1877). The baron, representative of the antiquarianism in northern Sicily in 19th century, comunicates the drafting of a work about the mintage of Lipara, temporarily delayed by technical impediments. At Lipari Pirajno meanwhile continues the excavations into his land, anciently occupied by the necropolis, where he recovers many archaeological finds. Also the purchased artifacts at Tindari increase his private archaeological collection
Uomini e "cocci": i contesti ceramologici del Quartiere Bizantino del Pythion in una prospettiva antropologica
The excavation in the so called Byzantine District near the Pythion shrine at Gortyn (Crete) brought to light a number of ceramic assemblages that deserve to be investigated not only to get a date or to study the economic processes of production and distribution of pottery. They can be investigated under an anthropological perspective too, as indicators of complex human behavior in that particular context of space/time. From this point of view, the potsherds can provide relevant informations about the ways of urban life in the district, the disposal of solid urban refuses and the natural catastrophes as element of transformation of urban fabric in Late Antique and Early Byzantine age.Lo scavo nel cosiddetto Quartiere Bizantino del Pythion di Gortina (Creta) ha riportato alla luce una serie di contesti ceramologici che meritano di essere indagati non solo in funzione della datazione o dello studio dei processi economici di produzione e distribuzione della ceramica, ma anche e soprattutto in una prospettiva antropologica, quali indicatori di comportamenti umani complessi in quel particolare contesto spazio-temporale. Da questo punto di vista, i frammenti ceramici possono infatti offrire informazioni importanti sui modi della vita urbana nel quartiere, sul sistema di smaltimento dei rifiuti e sul verificarsi di eventi traumatici che determinarono la trasformazione del tessuto urbano in età tardoantica e protobizantina
Il progetto Siria: una proposta di archiviazione, ricerca e presentazione dati per Gortina e Mitropolis
Il Progetto SIRIA, sviluppato nell’ambito di un progetto strategico del Dipartimento di Archeologia dell\u27Università di Bologna, è un sistema centralizzato per la gestione, la ricerca e la presentazione della documentazione archeologica. Il sistema è in grado di gestire, all\u27interno di un database relazionale, le classi di informazioni principali generate dalla ricerca archeologica: dati alfanumerici-tabulari, dati spaziali, immagini e in generale tutti i tipi di file che necessitano di essere archiviati. L\u27architettura del database, organizzata in un modo flessibile, consente agli utenti di utilizzare, in una struttura comune, gruppi specifici di informazioni (plug-in). L\u27obiettivo è andare incontro alle istanze dei singoli studiosi permettendo loro di organizzare liberamente i propri dati; inoltre, consentire l’integrazione dei dati e un allargamento della scala di riferimento dei singoli progetti. Il Progetto SIRIA aderisce alla filosofia e agli scopi del movimento open source: il codice è rilasciato sotto la licenza libera software GPLv3.The SIRIA Project, developed as part of a strategic project leaded by the Department of Archeology of the University of Bologna, is a centralized system for management, research and presentation of the archaeological record. The system is capable of managing within a relational database the main information classes generated by archaeological research: alphanumeric-tabular data, spatial data and images (and generally all kinds of files that needed to be stored). The database\u27s architecture, developed in a flexible way, allows users to set, on a common structure, specific information groups (plug-ins). The goal is to ensure the coexistence of single individual\u27s needs to freely organize their data in a functional manner to their researches and the disciplinary exigency to integrate data and perform analysis at scales greater than those of individual projects. The SIRIA Project joins the philosophy and the aims of the open source movement: the code is released under the GPLv3 free software license