LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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Totò, Cleopatra and the missed comparison
Prodotto a ridosso della Cleopatra di Mankiewicz, Totò e Cleopatra di Fernando Cerchio si presenta non solo come una parodia del suo colossale prototipo, quanto dell’intero genere peplum, sfruttando la fama prodotta dalle sfortune produttive del suo modello ispirativo.Produced immediately after Mankiewicz’s Cleopatra, Fernando Cerchio’s Totò e Cleopatra is not simply a parody of its more famous colossal prototype, but it is also a parody of an entire genre (the so called peplum) conceived to exploit the many misfortunes of its model
Memories of Egyptian art in the paintings by Aimone Sambuy
Tra il 1980 e il 1981, l’artista Aimone Sambuy realizza una serie di opere ispirate alla memoria di un suo viaggio in Egitto, occasione per una singolare riflessione personale sul tema del ricordo e della memoria, nonché per una sostanziale reinvenzione della tecnica dell’acquerello.Between 1980 and 1981, Aimone Sambuy realized a few works inspired by his memories of a trip to Egypt. It was the occasion to conduct personal reflections on the themes of memory and to reinvent substantially the technique of watercolour
Arredi di bronzo dalla domus di piazza Marconi a Cremona
The domus of Piazza Marconi was built in the Augustan age in the southern end of the Roman city. In the I century, the domus was the home of a family of great economic possibilities, certainly important within the social and politic structure of the old Cremona; it is revealed by the high quality of the frescoes, the floors, the mosaics, and the stone furnishings that adorned the courtyards and reception rooms. Although it is likely that the majority of bronze objects have been stolen by soldiers during the sack of Vespasian in 69 AD, the remaining findings, including containers and furniture, offer an interesting picture of the metal furnishings in a rich home of the Cisalpine, with a terminus ante quem that immediately recalls the more famous model of the Vesuvian cities.La domus di piazza Marconi fu costruita in età augustea al limite sud della città romana. Nel I secolo, la domus è stata la dimora di una famiglia di notevoli possibilità economiche, sicuramente importante all’interno della compagine sociale e politica dell’antica Cremona; lo rivelano l’alta qualità degli affreschi, dei pavimenti, dei mosaici, e degli arredi in pietra che ornavano i cortili e le stanze di rappresentanza. Anche se è probabile che la maggior parte degli oggetti di bronzo sia stata trafugata dai soldati di Vespasiano durante il saccheggio del 69 d.C., i reperti rimasti, tra recipienti e arredi, offrono un interessante quadro della suppellettile in metallo di una ricca dimora cisalpina, con un termine ante quem che richiama immediatamente il più noto modello delle città vesuviane
Hadrian’s Villa. From ruins to UNESCO heritage
Hadrian’s Villa is still far from having been completely studied. Since it was discovered, it has been the object of an interrupted series of excavations, restorations and researches. One third of the immense area of the Villa is still waiting for an exhaustive study, while in recent years it has offered a wonderful setting for major cultural events.Lungi dall’essere stata completamente studiata, Villa Adriana è oggetto di continui lavori di scavo, di restauro e di ricerca, che sono continuati senza soluzione di continuità sin dalla sua scoperta. Un terzo circa dell’enorme area coperta dalla villa attende anzi ancora di essere debitamente esplorata, mentre il suo scenario si presta a fare da palcoscenico per iniziative culturali di grande valore
Introduzione all\u27arte di Anne e Patrick Poirier. Idee e opere da Villa Medici a Villa Adriana
Anne and Patrick Poirier’s artistic research, particularly on the theme of memory, has been nourished by the ancient ruins that they had the occasion to study during several trips. A major influence came to them from Villa Medici and from Hadrian’s Villa, which they repeatedly visited in 1977.La ricerca di Anne e Patrick Poirier, e in particolare il loro lavoro sulla memoria, ha ricevuto sostanziali stimoli dal diretto contatto con le rovine antiche, studiate nel corso di numerosi viaggi. Di particolare rilievo appare il soggiorno a Villa Medici e soprattutto le ripetute visite a Villa Adriana nel 1977
Lettere dell’incisore di pietre dure Francesco Maria Gaetano Ghinghi (1689-1762) ad Anton Francesco Gori
Le lettere qui esaminate, conservate nella Biblioteca Marucelliana a Firenze, sono scritte da Napoli dal famoso incisore di pietre dure Francesco Maria Gaetano Ghinghi (1689-1762) al celebre erudito e antiquario Anton Francesco Gori. Esse sono ricche di interessanti notizie relative all’attività del Real Laboratorio delle Pietre Dure di Napoli, fondato nel 1737, di cui il Ghinghi fu il primo direttore, e coordinatore dell’équipe di artisti fiorentini che si erano trasferiti con lui. Il Ghinghi fornisce dati sulla circolazione di gemme a Napoli in quel periodo, sulle antichità di Ercolano (di cui il Gori fu uno dei primi a scrivere) e sulla permanenza a Napoli di Antonio Pichler, capostipite di una illustre famiglia di incisori, che il Ghinghi conosceva bene, perché entrambi lavoravano per il noto collezionista di gemme Philipp von Stosch. Inoltre, in un quadro di scarsa disponibilità di calchi riproducenti gemme della collezione Farnese, acquista gran valore l’invio di tali impronte da parte del Ghinghi al Gori, che così aveva gemme non documentate altrimenti.The letters analysed in this article, now in the Biblioteca Marucelliana in Florence, are written from Naples by the famous gem-engraver, Francesco Maria Gaetano Ghinghi (1689-1762) to the renowned scholar and antiquarian Anton Francesco Gori. They give very interesting news about the activity of The Laboratorio delle Pietre Dure in Naples, that began its production in 1738, formed by Ghinghi, the first Director, and the Florentine craftsmen who had come with him. Ghinghi offers informations to reconstitute gems’s circulation in Naples, in that period; relates about antiquities found at Herculaneum (Gori was one of the first writer of those excavations), and about Antonio Pichler in Naples, founder of illustrious gem-engravers’s family, who Ghinghi knew very well, because both worked for the famous collector Philipp von Stosch. One might ask if the Bourbons, jealous of their gems’s collection, were acquainted with Ghinghi sent casts of their intaglios, made by himself, to Gori, interested in the possession of gems unknown
Letti in bronzo. Dal modello ellenistico alla Cisalpina romana
Il contributo presenta una panoramica generale su una particolare e pregiata classe di arredi domestici quali sono i letti con decorazione in bronzo in età romana. Partendo dai modelli greco-ellenistici e dalla loro introduzione a Roma, ci si sofferma sulla loro tipologia e sugli elementi da cui erano costituiti, per quindi affrontare nello specifico le problematiche inerenti a ritrovamenti di letti in bronzo in Cisalpina. Pezzi eccezionale per completezza e realizzazione sono le gambe di letto tricliniare rinvenute a Modena da una ricca domus della città; tali esemplari, già oggetto di studi ricostruttivi, sono in questa sede esaminati in particolare per la scena plastica che li decorava che presenta l’ immagine di Ercole contro il Centauro. L’ipotesi avanzata è che possa essere una testimonianza della propaganda per immagini di Antonio in un frangente particolare quali le lotte civili che interessarono i territori dell’Italia settentrionale nella tarda repubblica.The paper presents a general overview of a particular class and fine home furnishings such as beds decorated with bronze in the roman age. Starting from the hellenistic and greek models since their introduction in Rome, we focus on types and elements from which they then set up, to address the specific issues related to discovery of a bronze bed in Cisalpine. Exceptional objects s for completeness and achievement are the legs of bed tricliniar found in Modena in a rich domus of the city; such furniture, already the subject of reconstruction studies, are here examined particularly in the plastic scene which they decorated that has the image of Hercules against the Centaur. The hypothesis is that it can be a testimony to the propaganda images of Antonio in a particular juncture that the civil strife that affected the areas of northern Italy in the late Republic
Ippolito Cafici and the trio of the “Bullettino di Paletnologia Italiana”. The relationships with Luigi Pigorini, Gaetano Chierici and Pellegrino Strobel from unpublished documents
Ippolito Cafici (1857-1947) played an important role in the italian palethnological scene between the nineteenth and twentieth century. In this paper the relationships with Gaetano Chierici Luigi Pigorini and Pellegrino Strobel, the three co-founders of “Bullettino di Paletnologia Italiana”, are analyzed through a number of unpublished archival documents. The collected material allows us to reconstruct an interesting overview into the dynamics within the "Bulletino" and to show the leading role played by Luigi Pigorini in the scientific formation of the young Cafici. Ultimately it shows the figure of a prominent scholar in the scientific debate of the epoch, and at the same time aware of the fundamental role of culture in the formation of national identity.Ippolito Cafici (1857-1947) ebbe un ruolo importante nella scena paletnologica italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento. In questo contributo vengono analizzati, attraverso numerosi documenti d’archivio inediti, i rapporti intrattenuti con Gaetano Chierici, Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel: i tre co-fondatori del “Bullettino di Paletnologia Italiana”. Il materiale raccolto permette di ricostruire un’interessante spaccato delle dinamiche interne al “Bullettino” e di evidenziare il ruolo di guida svolto da Luigi Pigorini nella formazione del giovane Cafici. Il quadro che si viene a comporre mostra la figura di uno studioso di primo piano all’interno del dibattito scientifico del tempo, allo stesso tempo consapevole del fondamentale ruolo della cultura nella formazione dell’identità nazionale
Le Terme a sud del Pretorio di Gortina. Produzione e circolazione dei contenitori da trasporto
La posizione centrale nell’Egeo ed i pochi giorni di navigazione dall’Africa e dall’Egitto, come dalla Siria e Palestina, hanno reso la città di Gortina, e Creta stessa, un punto nevralgico all’interno delle rotte commerciali di collegamento e distribuzione di beni tra le sponde del Mediterraneo. Lo studio delle anfore rinvenute nelle campagne di scavo 2003-2006 presso le Terme a sud del Pretorio, ed il necessario confronto con le grandi quantità di materiali provenienti soprattutto dai contesti del Pretorio confermano questa intricata rete commerciale. Già tra Ellenismo e prima età imperiale romana, Gortina svolse una funzione di mercato di raccolta e probabilmente di smistamento delle merci provenienti dall’Occidente e dall’Egeo, assumendo poi nella piena età imperiale, un ruolo sempre più attivo nella produzione delle stesse. La mutata situazione socio-economica dell’età tardo romana - bizantina, nonché la fondazione di una nuova capitale, Costantinopoli, portò Creta e Gortina ad avere scambi commerciali e collegamenti intensi soprattutto con le aree orientali del Mediterraneo privilegiando l’importazione di prodotti dall’esterno.The position of Crete in the middle of the Aegean sea, not far from Africa and Egypt, as from Syria and Palestine, made the city of Gortyn a focal point within the trade routes in the Eastern Mediterranean. The study of amphorae from the 2003-2006 excavations at the “Terme a sud del Pretorio”, and the necessary comparison with the large amount of material from the “Pretorio” contexts, confirm this trade network. During the hellenistic and the early roman period, Gortyn performed the role of goods storage and distribution from the West coasts to the Aegean sea, but in the mid roman imperial age played a more active role in producing and exporting goods and amphorae. In the late roman - byzantine period, in consequence of the socio-economic changes and the rising of a new capital, Constantinople, Gortyn expanded trade routes to the eastern mediterranean coasts, favouring the outside importations of goods
La decorazione bronzea per carri in Italia settentrionale
Si propone un censimento delle attestazioni di decorazione in bronzo per carri in Italia settentrionale, limitando la ricerca agli elementi figurati. L’indagine, per quanto presumibilmente non esaustiva, ha condotto a un considerevole aumento delle testimonianze note (ora una cinquantina), consentendo alcune osservazioni su botteghe di produzione, proprietari, iconografia, cronologia. A list of the bronze decoration (only figural) for roman chariots in Northern Italy has been collected. The query, even though probably non complete, produced an outstanding increase of the known objects (now about fifty), allowing some remarks about workshops, owners, iconography, cronology