LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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    281 research outputs found

    Le sculture dell’anfiteatro di Verona

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    Il contributo presenta un aggiornamento delle informazioni disponibili sulle sculture provenienti dall’anfiteatro di Verona e sull’arredo interno al monumento, in seguito al recupero o alla rilettura di documentazione; sono poi riesaminate le testimonianze relative ai giochi che vi si svolsero.The paper gives an updating of the available information about the sculptures from the Roman Amphitheater in Verona and about the internal furniture of the monument, after the finding or a new reading of old documents; then the historical data related to the games in the Veronese Arena are re-examined

    The Cult of Hygieia in Greek Inscriptions

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    This article relates to the epigraphic documents concerning the cult of Hygieia. The research focuses on the typology of the inscriptions of Epidauros, place where the most important Asklepios’s shrine stands, whose cult spread all over the Greek world; Hygieia was associated to Asklepios’s cult. The epigraphic sources of Hygieia’s cult in Attica are very important as here, besides Asklepios, it is associated to other healers such as Aminos, Amphiaraos, Telesphoros. On the other hand in Crete, although there were many Asklepieia, the cult of Hygieia has very few epigraphic testimonies in Lebena and Lissos, but these inscriptions are very interesting because of the use of Goddess Hygieia’s epithet of Synodoiporos besides the more common name of Soteira.Il contributo riguarda la documentazione epigrafica relativa al culto di Igea. L’indagine verte anzitutto sulla varia tipologia delle iscrizioni di Epidauro, sede del più importante santuario di Asclepio, a cui Igea risulta associata, e centro di irradiazione del culto in tutto il mondo greco. Rilevanti sono anche le fonti epigrafiche del culto di Igea in Attica, dove, oltre ad Ascepio, è associata ad altri dei guaritori: Amino, Anfiarao, Telesforo. Diversamente, a Creta, nonostante ci fossero molti Asklepieia, il culto di Igea ha pochissime attestazioni epigrafiche, a Lebena e Lissos; ma queste iscrizioni sono molto interessanti per l’epiclesi della dea Igea Synodoiporos, oltre alla più comune Soteira

    Bars, Fast Food and Diners: Names and Functions of Refreshment Stands in the Cities of the Roman Empire

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    Le città di Pompei, Ercolano e Ostia costituiscono una notevole fonte di dati per quanto riguarda la vita quotidiana e commerciale di alcune botteghe, che avevano non solo la possibilità di vendere cibi e bevande calde e di mettere a disposizione dei clienti una serie di spazi in cui pranzare, ma anche di alloggiare con carri e animali: questo lavoro risulta essere un tentativo per mettere in relazione le testimonianze archeologiche rinvenute con le definizioni fornite dalle fonti e, allo stesso tempo, per creare una classificazione tipologica di tali locali sulla base degli arredi interni, delle dimensioni e della collocazione nel contesto urbano.The cities of Pompeii, Herculaneum and Ostia are a very remarkable source of data about the daily and commercial life of some shops, which had not only the possibility to sell food and drinks and to give the customers some rooms to have lunch, but also to accommodate with vehicles and animals: this work is the attempt to match the archaeological evidences with the definitions we have by ancient literature and, at the same time, to create a typological classification of these places by their dimensions, furniture and position in the urban contest

    A single handle glass bottle Isings 50/51 b from the E Area of Nora

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    Durante la campagna di scavo svoltasi nel settembre 2011 in località Nora di Pula (Ca), all’interno dell’edificio post costantiniano A1, è stata rinvenuta la porzione superiore di una bottiglia monoansata in vetro. Il ritrovamento può considerarsi eccezionale per la parziale integrità dell’oggetto, che contrasta con la frammentarietà della maggior parte dei vetri norensi, e per l’affidabilità dell’unità stratigrafica di provenienza. L’analisi tipologica ha consentito di identificarla come bottiglia Isings 50/51 b, oggetto assai comune in tutto il mondo romano; ma la mancanza della porzione inferiore e la conseguente assenza del marchio del vitrarius, rendono difficile capire quale sia la sua esatta provenienza. La grande diffusione di tale genere di bottiglie, soprattutto a partire dal II secolo d.C., dimostra il progressivo raggiungimento di un’uniformità tipologica e tecnologica nella loro produzione.During the excavations which took place in September 2011 in Nora di Pula inside the A1 post costantinian building , it was found the upper portion of a glass bottle. The finding may be considered exceptional for the partial integrity of the object, which contrasts with the fragmented nature of most of Nora glasses, and the reliability of the stratigraphic unit. The typological analysis has allowed to identify it as an Isings 50/51 b bottle, very common throughout the Roman world; but the lack of the lower part of the object and the consequent absence of the vitrarius mark, make it difficult to understand where it was made. The great diffusion of that kind of bottle, especially from the II century A.D., reflects the progressive achievement of typological and technological uniformity in its production

    Refused marbles from the Terme Milano: the architectural decorations. A preliminary note

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    The aim of this paper is to present some architectural fragments found in the area of the “Terme Milano” in Gortys, Crete (director Prof. G. Bejor), in the light of the important data known after the excavations of 2010: the founding of a little limekiln. The architectural fragments found in leveling and filling strata may have been stored after the neglect of the construction site and not after the collapse of the buildings in which these pieces were initially used.Il contributo si propone di presentare alcuni tra i frammenti architettonici rinvenuti nell’area delle cosiddette Terme Milano a Gortina di Creta (direttore Prof. G. Bejor), attualmente in corso di studio, alla luce di un importante risultato della campagna di scavo 2010: il rinvenimento di una piccola calcara. I frammenti architettonici trovati negli strati di livellamento e di riempimento potrebbero essere stati abbandonati a seguito dell’interruzione dei lavori cantieristici e non già a seguito del collasso degli edifici nei quali erano impiegati

    Su alcuni recipienti bronzei ad ansa sormontante di produzione capenate

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    In the work presented we attempted to clarify the particular bronze vascular forms herein defined recipienti troncoconici ad ansa sormontante (“over vase loop handled frustoconical vessels”), often called mug, caccabus or kettle. Through a morphological analysis of the bronze vessel we proposed a hypothesized purpose of infusion or sauce preparation or a spiced wine container. The contextual analysis made it possible to date the articles between the mid-third and half of the second century BC, although some clues can extend the upper limit toward the end of the fourth century BC. The data context also allowed to suggest the site of Capena as production centre, since 31 of the 67 specimens come from the neighboring necropoles.Nel presente lavoro si è tentato di far chiarezza sulla particolare forma vascolare bronzea qui definita recipienti troncoconici ad ansa sormontante, ma spesso chiamata boccale, caccabus o cuccuma. Attraverso un’analisi della morfologia del vaso bronzeo si è proposta una destinazione d’uso per preparare infusi o salse o per il consumo di vino. L’analisi dei contesti ha permesso di orientare la datazione tra la metà del III e la metà del II secolo a.C., anche se permangono indizi che allargherebbero il limite superiore alla fine del IV secolo a.C. Il dato contestuale ha permesso anche di proporre come centro di produzione il sito di Capena, in quanto dei 67 esemplari individuati 31 provengono dalle necropoli locali

    Gortina 2010: IAMAS

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    Le indagini condotte dall’Università degli Studi di Milano sul sito di Gortina, iniziate nel 2002 e concentratesi dal 2003 nell’area a S del cosiddetto Pretorio, hanno contribuito a chiarire alcuni aspetti ancora incerti della planimetria urbana, come l’assenza di testimonianze monumentali in una zona centrale dellacittà, rivelando un esteso edificio termale impostatosi, all’inizio del IV secolo d.C., sull’abbandono dello stadio ellenistico e sorto sul lato N di una grande agora tetragonos. La campagna di scavo 2010 ha portato alla luce, oltre alle ultime porzioni ancora sepolte dell’edificio, una testa marmorea di Igea reimpiegata in un paramento murario.The excavations of the University of Milan at Gortys, begun in 2002 and since 2003 conducted in the area South of the so‐called “Praetorium”, have clarified some still uncertain issues of urban planimetry, such as the lack of monumental evidence in a central area of the city. They have revealed a big thermal complex built at the beginning of the forth century A.D. upon the abandoned hellenistic stadium, and on the North side of an agora tetragonos. Beyond the last still buried structures, 2010 excavation campaign has uncovered a marble head of Hygieia, reused in a wall

    Gli ambienti sul lato Nord delle Terme Milano a Gortina: la calcara

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    Gli scavi condotti dall’Università degli studi di Milano a Gortina (Creta) nel 2010 negli ambienti sul lato nord delle Terme Milano, hanno messo in luce un nuovo ambiente delle terme, cosiddetto G, caratterizzato da una pavimentazione in ciottoli. Al di sopra si imposta una piccola calcara, testimonianza dell’ultima fase di vita del complesso ormai defunionalizzato.The archaeological excavation conducted by the University of Milan at the site of Gortys (Crete) in 2010 on the northern side of the “Terme Milano” has revealed a new room of the building, called G, characterized by a pebbles paving. On the paving a little limekiln was discoreved, testifying the last phase of life of the abandoned building

    Lo schema degli scuta incrociati nel mosaico romano e il caso di Desenzano

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    Lo schema degli scuta incrociati ricorre in numerosi mosaici pavimentali romani, databili tra il II secolo a.C. e l\u27VIII secolo d.C., situati in diverse regioni dell\u27Impero Romano (Achaia, Africa Proconsularis, Arabia, Aquitania, Belgica, Cyprus, Hispania, Italia, Mauretania Caesariensis, Numidia, Palaestina, Sardinia, Syria). La prima parte dell\u27articolo è dedicata alla presentazione dello schema in generale e alla diffusione delle sue varianti. La seconda parte, alla luce dell\u27intero repertorio raccolto e dei confronti più stringenti individuati, si concentra sul pavimento musivo dell\u27ambiente d\u27ingresso della villa romana di Desenzano del Garda, sul trattamento dello schema, sugli elementi riempitivi adottati (in particolare “il nodo”) e la funzione del vestibolo associato al pavimento e al contesto monumentale dell\u27abitazione.The orthogonal pattern of tangent crosses of interlaced scuta occurs in many roman mosaic pavements, from the II century B.C. to the VIII century A.D., in some regions of the Roman Empire (Achaia, Africa Proconsularis, Arabia, Aquitania, Belgica, Cyprus, Hispania, Italia, Mauretania Caesariensis, Numidia, Palaestina, Sardinia, Syria). The first part of the article is about the scheme in general and the diffusion of its variants. The second part focuses on the mosaic pavement of the entrance of the roman villa in Desenzano del Garda, on the features of the scheme, on the filling elements of the decoration (for instance “the knot”) and on the function of the vestibule, strictly linked to the pavement and to the monumental compound of the villa

    Scene di Roma antica. Evoluzione di un progetto

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    Presentation of the Project Scenes of Ancient Rome. The antiquity interpreted by contemporary arts edited by the Authors.Presentazione introduttiva della prima parte del Progetto Scene di Roma antica. L\u27antichità interpretata dalle arti contemporanee, curato dagli Autori

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