LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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    Prevenzione e manutenzione nelle aree archeologiche

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    È piuttosto evidente che le strutture archeologiche sono soggette a significative condizioni di rischio per ragioni connesse alla loro vulnerabilità e alla pericolosità ambientale, essendo in genere costituite da strutture ruderizzate, spesso in avanzato stato di degrado e direttamente esposte agli agenti atmosferici. Per tenere adeguatamente sotto controllo i fattori di rischio, al fine di evitare l’ineluttabile perdita dei manufatti archeologici, o quanto meno per allungare il loro ciclo di vita nelle migliori condizioni di conservazione, è necessario un costante monitoraggio e interventi di prevenzione, protezione e “cura” assidui e proseguiti nel tempo. Negli ultimi anni, sulla base di una consistente fase sperimentale sviluppata su casi di eccellenza, sono stati messi a punto strumenti operativi efficaci che hanno consentono di definire procedure dirette alla attivazione di processi di attività ispettiva (controlli) e di manutenzione preventiva e programmata. Le esperienze maturate, inoltre, hanno messo in evidenza come la conservazione dei beni culturali, anche dei beni archeologici, richiede attenzioni e interventi per i quali, spesso, non necessariamente si deve fare ricorso a raffinate competenze di carattere archeologico, ma più semplicemente al buonsenso e alle conoscenze tecniche derivanti dalle regole dell’arte e dalle buone pratiche del costruire, già ampiamente note e sperimentate. Senza sottovalutare, dunque, l’importanza delle competenze specialistiche, come condizione essenziale per consentire il riconoscimento di valore, e da qui derivare le opportune cautele nell’operare, si deve però considerare che le condizioni di degrado, il più delle volte causate da carenti o errate manutenzioni, non sono in genere dovute a limiti nelle conoscenze scientifiche o tecniche, ma a difetti e omissioni di tipo operativo, previsionale, organizzativo e pianificatorio.It is evident that archaeological artefacts are subject to significant risks for many reasons, but mainly due to their vulnerability and to environmental danger, as they are generally consisting of ruined structures, often in an advanced state of decay and directly exposed to the weathering. To adequately take under control the risk factors, in order to avoid the inevitable loss of archaeological artifacts, or at least to lengthen their life cycle in the best storage conditions, constant monitoring activities and interventions for prevention are required, as well as protection and "cure", assiduous and continued over time. In recent years, on the basis of a significant experimental phase, developed on excellence cases, effective operational tools have been made, which define procedures directed to the activation of processes of inspection activities (controls) and preventative maintenance. These experiences have also shown that the preservation of cultural heritage, as well as of archaeological artefacts, requires attention and interventions for which it is not always necessary to rely on archaeological skills, but simply on common sense and technical knowledge of the rules of arts and building best practices, already widely known and tested. Without underestimating, therefore, the importance of expertise, as an essential condition to allow the recognition of value, and from that learning the necessary precautions in operating, it must be considered that the conditions of decay, most often caused by lacking or wrong maintenance, are not usually due to limitations in scientific or technical knowledge, but to weakness and omissions in prevision, organisation and planning

    Linee Guida per la conservazione delle architetture di interesse archeologico e l’esperienza del commissariamento delle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica.

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    Linee Guida per la conservazione delle architetture di interesse archeologico e l’esperienza del commissariamento delle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica

    Architettura privata di Milano romana

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    L’aspetto della città di Milano in epoca romana è definito, oltre che dagli edifici pubblici, da importanti quartieri residenziali, per un totale di circa cinquanta strutture abitative; l\u27area finora meglio documentata in questo senso si trova nel settore nordoccidentale della città, poi occupato dal Palazzo Imperiale . La datazione delle case è inquadrabile a partire dalla seconda metà del I secolo a.C. fino al IV-V secolo d.C. Di nessuna domus finora identificata si conosce l\u27estensione in maniera completa e dunque è difficile proporre un quadro generale riguardo alla planimetria della casa, alla distribuzione degli ambienti e alla loro funzione. I resti conservati, tuttavia, comprendenti sia strutture edilizie sia decorative - pitture e mosaici - sia materiali di diverso genere (dalla ceramica ai vetri agli arredi in marmo), sono numericamente rilevanti e forniscono non poche informazioni sullo sviluppo urbanistico e culturale di Milano in età romana. Un quartiere ricco di ritrovamenti si trova appena al di fuori del limite urbano, nella fascia occidentale della città, nel quale i pavimenti decorati e gli affreschi testimoniano l’alta qualità delle abitazioni.Major residential districts as well as public buildings, for a total of about fifty dwellings, characterize the city of Milan during the Roman period; this fact is better documented in the Northwestern sector of the city, then occupied by the Imperial Palace. The dating of the houses is framed in the second half of the first Century BC until the fourth or fifth Century AD. The extension of the domus is unknown because of the incomplete remains that could be excavated; therefore it is difficult to propose a general framework regarding the layout of the dwellings, the distribution of the rooms and their function. However, the preserved remains, including building structures, decoration - paintings and mosaics -, materials finds (such as pottery, glass, marble) reveal the urban and cultural development of Mediolanum. In the western area, just outside the city limit, there are many building remains of Roman houses where mosaic pavements and frescoes testify the high level of the constructions

    Considerazioni sulla cronologia del Tempietto sul Clitunno

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    Dating the Tempietto sul Clitunno is still a subject of controversy, although so many studies have be-en made during the last two centuries and above all in the last few years. Some authors in 18th and 19th cen-turies thought the Tempietto was a “pagan” sacellum from the beginning and only successively transformed to serve christian functions; other authors, on the contrary, are of the opinion that the foundations of the building were laid in the early christian age; some other authors date it to the early medieval age and think it represents an important monument belonging to the longobard architecture of the Duchy of Spoleto.La datazione del Tempietto sul Clitunno continua, ancora oggi, a rimanere controversa, nonostante che ad esso siano stati dedicati un numero assai consistente di studi, nel corso degli ultimi due secoli e so-prattutto di recente. Secondo alcuni Autori del XVIII e del XIX secolo, il Tempietto sarebbe stato in origine un sacello “pagano”, successivamente trasformato in edificio di culto cristiano; secondo altri, invece, sarebbe stato edificato, fin dalle fondamenta, in età paleocristiana; a giudizio di altri ancora, esso risalirebbe all’Alto Medioevo e sarebbe un’importante testimonianza architettonica dei Longobardi del ducato di Spoleto

    MILANO ARCHEOLOGIA PER EXPO 2015. VERSO UNA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DELLA CITTÀ DI MILANO

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    Si pubblicano qui le relazioni presentate durante il seminario interdisciplinare e interateneo dal titolo “Milano Archeologia per Expo 2015. Verso una valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Milano”. Il seminario è stato organizzato come parte integrante del progetto “Milano Archeologia per Expo 2015”, avviato nel 2013, il quale ha avuto tra i suoi scopi quello di incrementare conoscenza, consapevolezza e quindi visibilità dei resti della Milano romana attraverso specifici strumenti di didattica e divulgazione. Il workshop si pone infatti a conclusione di un percorso destinato in particolare ai milanesi ed esteso a tutti gli interessati, condotto durante tutta la durata del progetto. Ne sono un esempio le conferenze svoltesi al Civico Museo Archeologico di Milano: giovani studiosi hanno presentato a un pubblico non specialistico i risultati delle loro ricerche su Mediolanum; la locandina del programma delle conferenze testimonia la varietà dei temi trattati

    Nascita e sviluppo del progetto

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    La presenza di un’importante stratificazione archeologica nella città di Milano è fatto noto da molto tempo e i cantieri che si sono succeduti, segnando la trasformazione urbanistica della città a partire dal secolo scorso, ne hanno dato ampia testimonianza, anche se spesso non accompagnata da adeguata valorizzazione. Le ricerche e gli studi hanno chiaramente individuato i capisaldi urbanistici di Mediolanum, sviluppatasi in vero e proprio centro urbano da un insediamento celtico, a partire dall’epoca augustea, quando furono eretti quegli edifici monumentali (il foro con i suoi annessi, il teatro, le mura, l’anfiteatro) necessari allo svolgimento della vita politica, religiosa, economica e sociale dell’epoca. Il panorama monumentale della città si arricchì ulteriormente alla fine del III secolo d.C. quando Mediolanum fu scelta da Massimiano quale sede imperiale, ruolo svolto fino agli inizi del V secolo d.C.: l’ampliamento delle mura, la costruzione del complesso palazzo imperiale – circo e l’edificazione di un imponente complesso termale (Fig. 2) – resero Milano uno delle più importanti città dell’impero romano d’Occidente

    Il webGIS RAPTOR e la tutela del patrimonio archeologico di Milano

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    RAPTOR (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale) è un geodatabase sviluppato per fornire ai funzionari delle Soprintendenze archeologiche uno strumento di semplice utilizzo per la gestione delle pratiche amministrative che hanno una ricaduta topografica sul territorio. Il sistema, il cui utilizzo non richiede un particolare grado di alfabetizzazione informatica, consente da una parte di mappare tutti gli interventi condotti nei vari generi di contesto territoriale, dall’altro di registrare i dati relativi all’esito archeologico degli stessi (positivo o negativo), producendo un aggiornamento automatico e costante delle carte del potenziale archeologico. Parte integrante della procedura informatizzata è un sistema di schedatura agile e dinamico che consente al funzionario archeologo di registrare rapidamente i dati essenziali, inclusi quelli topografici, relativi a qualsiasi tipo di sito archeologico rinvenuto sul territorio, senza escludere la possibilità di un maggior grado di approfondimento. La possibilità di associare le geometrie ai diversi livelli informativi noti di ciascun sito, allegando inoltre tutta la documentazione scientifica disponibile, permette di gestire con una certa agilità anche le realtà più complesse, compresi i siti urbani. In questa direzione, ai fini della gestione dell’attività di tutela del patrimonio archeologico di Milano, è in corso un lavoro di recupero di tutta la cartografia archeologica nota e il relativo aggiornamento mediante il censimento di tutti gli scavi archeologici più recenti condotti nel centro urbano.RAPTOR (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale) is a geo-database developed in order to supply officials of the Italian Superintendences for Archaeological Heritage with a user-friendly instrument to handle those daily administrative practices that have an impact on the territory. The system, which doesn’t require any particular skill in computer sciences, allows to manage every kind of works carried out in every kind of geographical context. The mapping of the archeological outcomes is also included, so that a constant updating of the archaeological maps is possible. Part of the computer-supported procedure consists in fact of a quick recording system which allows the official archaeologist to register the basic data including the geographic features of an archaeological site or of the areas with no archaeological evidences. At the same time a more detailed analysis is also possible. Geometries can be linked to the site information sources and the whole available scientific record can be uploaded. This way, it is possible to manage also the most complex sites. This includes urban sites like Milano for which all the known archeological data are currently being recovered into the system and updated through the mapping of the archaeological dig carried out in the urban area

    Paved Squares in Northern Italy Fora

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    I lastricati delle piazze forensi della Cisalpina romana, spesso trascurati o posti in secondo piano dalla letteratura scientifica, non sono mai stati oggetto di uno studio specifico. Lo scopo di questo lavoro è quello di colmare tale lacuna e concentrarsi su questo importante settore urbano: si sono prese in esame le differenti varietà lapidee impiegate (marmo, calcare, trachite, arenaria e semplici acciottolati) distinguendo tra i centri che sfruttarono cave locali e quelli che importarono litotipi da regioni più o meno limitrofe. Grazie a scavi recenti e vecchi dati è stato possibile ricostruire l\u27arco cronologico di diffusione nelle città prese in esame e ricavare alcune informazioni pertinenti all\u27organizzazione generale della platea, la cui costruzione fu talvolta garantita dal finanziamento di eminenti cittadini locali.The paved squares in Roman fora of Cisalpine Gaul have been frequently neglected by scientific literature. This work is the attempt to fill the gap and to focus on such an important urban zone: it analyzes the different stone materials (marble, limestone, trachyte, sandstone and cobbles) and distinguishes between local and imported lithotypes. Thanks to recent excavations and old data, the paper considers the chronological diffusion in the towns and the general organization of the platea, whose building was sometimes guaranteed by wealthy citizens

    Attività ispettiva sulle aree archeologiche milanesi. Il caso del Mausoleo imperiale

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    The project "Milano Archeologia" concerning the ancient remains of the city of Milan in Roman age was based on specific methods and tools, such as the collection of data through the previous archive research, and the feedback of information through inspections and then direct contact with monuments. A very interesting and significant case is the funerary complex area of “San Vittore al Corpo”, in which are also preserved the remains of an impressive Imperial Mausoleum. The curtain, that defines the space of the cemetery from the fourth Century AD, is kept in part below two modern buildings, while the remains of the Mausoleum are located below the present church of St. Victor. The analysis of the data collected allowed us to identify similarities and differences between the structures still visible, for example in the techniques adopted for the elevations or foundations, and it has provided the knowledge necessary to assume concrete solutions to protect and enhance this heritage.Il progetto “Milano Archeologia” riguardante i resti di strutture della Milano romana si è avvalso di metodi e strumenti specifici, come la raccolta dei dati pregressi attraverso la ricerca d’archivio, e il riscontro delle informazioni attraverso sopralluoghi e quindi il contatto diretto con i monumenti. Un caso particolarmente significativo è il complesso dell’area funeraria di “San Vittore al Corpo” in cui si conservano anche i resti di un grandioso mausoleo imperiale. Il recinto che delimita lo spazio della necropoli a partire dal IV secolo d.C. si conserva al di sotto di due edifici moderni, mentre il resti del mausoleo si trovano al di sotto della attuale chiesa di S. Vittore. L’analisi dei dati raccolti ha permesso di individuare analogie e differenze tra le strutture ancora visibili, per esempio nelle tecniche adottate per l’alzato o le fondazioni, e ha fornito la conoscenza necessaria per ipotizzare soluzioni concrete di tutela e valorizzazione dei beni

    Parchi archeologici e sviluppo del territorio: spunti di riflessione sulle “Linee guida per la costituzione e valorizzazione dei parchi archeologici”

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    Il contributo Parchi archeologici e sviluppo del territorio: spunti di riflessione sulle “Linee guida per la costituzione e valorizzazione dei parchi archeologici” si pone come obiettivo di riassumere i principi ispiratori delle Linee Guida di recente emanate dal Mibact per illustrare le modalità con cui realizzare un parco archeologico. I punti salienti riguardano la necessità di valutare non solo i resti archeologici, che devono presentare caratteristiche adatte alla valorizzazione, ma anche la disponibilità dei soggetti interessati a intraprendere il percorso di costituzione del parco; è poi necessario sviluppare progetti scientifici relativi all’archeologia e al paesaggio e elaborare un articolato piano per la comunicazione che deve raggiungere il maggior numero possibile di visitatori, con particolare attenzione alla fascia studentesca. Fondamentale risulta anche il piano di gestione, in cui devono essere definite le prospettive culturali ed economiche che si intende raggiungere; il percorso si concluderà con la procedura di accreditamento.This paper aims to illustrate the contents of Guidelines for constitution and value enhancement of Archeological Parks, issued by DM on 18th April 2012 and published on 2nd August (regular supplement 65 of Gazzetta Ufficiale 179). The preliminary steps to create an archaeological park concern the evaluation of the archaeological contents and the potential of the area; then scientific projects will be carried out and the legal/institutional aspects and economic/financial aspects will be duly defined and organized. The scientific projects indispensable for the organization of a park regard archaeology and landscaping, in terms of naturalistic/environmental and architectonic/urbanistic features. The features of the parks will be defined together with their relations to the territorial planning, and subsequently the aspects of protection and value enhancement will be addressed, together with the contents of communication. The last point for the executive phase is the definition of the legal institutional aspect; the process should be concluded with the accrediting procedure

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