LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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Teresa Talani, incisore di gemme in epoca napoleonica
Si traccia un profilo biografico e artistico di (Maria) Teresa Talani, incisore di gemme, attiva nell’ultimo decennio del XVIII-primo quarto del XIX secolo, ai tempi rinomata e stimata, ma ora poco nota. Si presenta anche un catalogo delle opere della Talani, di frequente disperse, di rado pubblicate. Vengono qui editi alcuni documenti molto interessanti, che forniscono informazioni fondamentali per ricostruire la figura della Talani e per risolvere intricate questioni. La Talani non nacque a Roma, come sostenuto da molti studiosi, ma a Bergamo, forse figlia del tedesco Giovanni Moro / Moor, incisore di gemme, stabilito a Venezia. Moglie di Vincenzo Talani, un mercante d’arte legato alla corte partenopea, l’artista dimorò a lungo a Napoli. In epoca napoleonica la Talani si trasferì a Milano, impegnata per committenti prestigiosi e potenti, come i Bonaparte e il conte Giovanni Battista Sommariva.This article deals with the gem engraver (Maria) Teresa Talani, acting in the last decade of the 18th - first quarter of the 19th centuries. In her time she was appreciated and famous, but now is little known. The original carvings by Talani that still survive and are published are quite few; here a catalogue of her cameos and intaglios is proposed. Moreover, in the present study are published some very interesting documents, that give fundamental information for a clearer understanding of Talani’s figure and to resolve complicated matters concerning such artist. Teresa Talani was born not in Rome, as many scholars assert, but in Bergamo, perhaps daughter of Giovanni Moro / Moor, gem engraver living in Venice. Teresa Talani was wife of Vincenzo Talani, an art dealer with several links to Neapolitan court; they stayed in Naples for a long time. In the age of Napoleon the artist moved to Milan, working for powerful and prestigious patrons, such as the Napoleonic court and the Count Giovanni Battista Sommariva
Presentazione del Seminario Milano Archeologia
Il progetto “Milano Archeologia” è una operazione articolata e fortemente interdisciplinare di studio, tutela e valorizzazione, che stringe insieme Soprintendenza, Comune, Regione Lombardia, Curia Arcivescovile e mondo universitario, dalle facoltà umanistiche a quelle scientifiche al Politecnico, oltre a singoli studiosi e collaboratori. Gli atti del seminario contenuti in questo volume rappresentano il primo passo di questa coraggiosa sfida e già sono allo studio, anche in vista dell’Expo, iniziative mirate di valorizzazione e diffusione delle conoscenze per creare una consapevolezza condivisa, quasi identitaria, dell’archeologia cittadina, non come rudere o reliquia ma come stadio imprescindibile della storia e dello sviluppo urbano, primo disegno dell’immagine cittadina, quasi sinopia dell’urbanistica attuale
Lo sviluppo urbanistico di Milano in età paleocristiana
Molte testimonianze di contemporanei descrivono le vicende che hanno interessato Milano in età paleocristiana e integrano il quadro offerto dai resti archeologici e dai monumenti superstiti. Ciò nonostante, la ridefinizione in senso cristiano del paesaggio urbano emerge più chiaramente solo con l’età ambrosiana, mentre risulta assai difficile chiarire i precedenti progressi della cristianizzazione e in particolare il contributo di Costantino e dei suoi figli. Essi sono forse intervenuti nell’organizzazione del cimitero ad martyres, principale polo cultuale extramuraneo, ma ignoriamo se ad essi possono essere ricondotti altri interventi edilizi tesi a modificare l’impianto urbanistico di età massimianea.A lot of contemporary evidences describe the events that affected Milan in the early Christian age and integrate the knowledge offered by the archaeological remains and surviving monuments. Nevertheless, the redefinition in the Christian meaning of the urban landscape emerges more clearly only in the age of Ambrose, while it is very difficult to clarify the previous progress of Christianization and in particular the contribution of Constantine and his sons. They operated perhaps in the organization of the cemetery ad martyres, main suburban worship pole, but we don’t know if they have further operated in modifying the urban complex of Maximian’s age
The Etruscan Settlement of Forcello (Bagnolo San Vito, Mantova)
Archaeological fieldwork at the Etruscan settlement of Forcello (Bagnolo San Vito, Mantova) has been carried out since 1983; excavations led to the discovery of structures and floor levels assigned to nine frequentation phases, dated from 540 to 380-375 BC. This paper offers an overview of the most recent findings, as the Attic ceramic fragments from the aristocratic dwelling called “Casa dei Velna”, whose decoration can be attributed to the Orchard Painter.Indagini archeologiche presso l’abitato etrusco del Forcello (Bagnolo San Vito, Mantova), condotte a partire dal 1983, hanno portato alla scoperta di strutture e piani d’uso pertinenti a nove fasi di frequentazione, datate tra 540 e 380-375 a.C. Questo articolo offre una panoramica dei ritrovamenti più recenti, quali i frammenti di ceramica attica provenienti dall’abitazione aristocratica detta “Casa dei Velna”, la cui decorazione è attribuibile al Pittore del Frutteto (Orchard Painter)
The Mosaic Decoration of the Roman Fountain in Chersonissos (Crete)
The Chersonissos fountain with step was found at the end of the XIX century in an area overlooking the sea, in the lower part of the modern city, a few miles east of Iraklion, together with other ruins of the Roman period. The polychrome tesserae decoration represents a water illustration. The scenes depict people either fighting or surrounded by animals. The human characters represented in the mosaics appear smaller than the animals, which, together with their nakedness and the Negroid traits of their bodies and faces, suggest that they are Pigmies. Although the iconography gleans from a rather widespread repertory, both because of the fishy sea with scenes of fishermen catching fish and because of the Nilotic landscape, these decorations are unique on the technical-stylistic point of view.La fontana a scalette di Chersonissos è stata scoperta a fine Ottocento in un\u27area prospiciente il mare, nella zona più bassa della città odierna, a pochi km a Est di Iraklion, insieme a varie strutture di età romana. La decorazione, in tessellato policromo, mostra una composizione figurata legata all\u27acqua. In tutte le scene i personaggi sono di proporzioni molto ridotte rispetto agli animali contro i quali combattono o che si trovano intorno; tale elemento, insieme alla nudità e alla resa dei corpi e dei volti, che almeno in un caso presentano chiaramente tratti negroidi, induce ad interpretarli come pigmei. Nonostante l’iconografia dei singoli motivi attinga ad un repertorio piuttosto diffuso, sia per il mare pescoso con scene di pesca sia per il paesaggio nilotico, per quanto riguarda l’aspetto tecnico-stilistico non sembrano invece esserci confronti puntuali
Fade to Grey. La ceramica grigia in area padana tra VI e I secolo a.C., un aggiornamento
Alla luce delle numerose novità emerse in letteratura nell’ultimo decennio, l’articolo propone una panoramica sul fenomeno della ceramica grigia in area padana. Si tratta di una classe di vasi destinata alla mensa e al banchetto, prodotta a partire dal VI secolo a.C. in Etruria settentrionale e padana, che godrà di un crescente successo in età classica ed ellenistica, fino alla piena romanizzazione. La sua caratteristica principale è quella di adattarsi in ogni periodo alle diverse esigenze dei mercati, sia in ambito urbano che nelle campagne, fornendo un valido surrogato prima al bucchero e alle ceramiche attiche, e in seguito alla vernice nera. Si cercherà di dimostrare come sia venuta a determinarsi una richiesta particolarmente elevata di ceramica grigia in due diverse condizioni: in quei villaggi di media pianura che nel V sec. a.C. desideravano adottare modelli culturalmente elevati di bere liquidi (soprattutto vino), senza avere però la disponibilità di acquistare interi servizi in ceramica attica; poi quasi ovunque nel IV e III secolo a.C., a seguito dei profondi mutamenti nelle rotte commerciali e negli assetti sociali.This paper offers an overview on the phenomenon of gray pottery in northern Italy, mainly based on new features emerged in literature over the last decade. Several pots were produced in gray ware vessels for the consumption of food and drink, even during banquets and symposia. It begins in northern Etruria and within the Po Valley during the 6th century BC, then spreading and increasing during the following centuries until the Romanisation, especially in the Veneto region and in the North-East. The gray pottery main feature is to locally imitate the most fashionable shapes of any period, beginning from bucchero ware and attic black and figured pottery, until black-gloss ware of the Hellenistic and Roman era. Gray ware was very popular especially within 5th century BC rural settlements which were not wealthy enough to purchase complete sets of imported pottery. Otherwise gray pottery became widespread after the Gallic invasions climaxed in 388 BC, when trade routes and social structures deeply changed
‘Roma non è stata (de)costruita in un giorno’. Fonti giuridiche e reimpiego in età romana (I secolo a.C. - VI secolo d.C.)
The number and complexities of the legal texts from the Roman world far surpass anything we have from other ancient societies, and this huge body of evidence allows chance to investigate how Roman jurists wished to regulate public and private construction activity. In particular, this paper aims at exploring how Roman authorities coped with salvage and reuse of buildings materials, focussing on the economic and organizational aspects of this practice. Proceeding chronologically and exploiting legal texts, literary and epigraphic sources and archaeology as complementary evidence, it will demonstrate how recycling has been an important feature of Roman building industry through the Republican and Imperial periods as a source of cheap building materials and a solution to problems related to the recycling and disposal of urban waste. At the same time, reuse will be considered as a crucial aspect of the general Imperial policy of exercising control over civic finances and patrimony.Il mondo romano ci ha lasciato un numero di fonti giuridiche che non trova confronto in nessuna altra civiltà antica. Questo permette di investigare l’atteggiamento delle autorità imperiali riguardo alla regolamentazione dell’attività edilizia pubblica e privata. Il presente contributo intende analizzare le leggi di età romana (I secolo a.C. – VI secolo d.C.) relative alla pratica del recupero e del reimpiego di materiale edilizio, concentrandosi in particolare sugli aspetti economici organizzativi di questa pratica. Condotta secondo una prospettiva storica, l’analisi dei testi giuridici dimostra l’importanza del reimpiego nel quadro dell’industria romana delle costruzioni: il ricorso a elementi architettonici e decorativi di recupero non solo garantiva cospicui risparmi sull’approvvigionamento dei materiali edilizi, ma offriva anche un’efficace risposta ai problemi del riciclo e dell’eliminazione dei rifiuti urbani. Il reimpiego sarà, infine, considerato in quanto aspetto cruciale della politica imperiale di controllo delle finanze e dei patrimoni cittadini
“Paesaggi d’Acque”. Survey della laguna di Orbetello e del Monte Argentario
Il progetto “Paesaggi d’Acque” ha indagato il territorio delle lagune di Orbetello e del Monte Argentario attraverso la metodologia del survey, per ricostruire le dinamiche poleografiche e di strutturazione del paesaggio antropico, dalla Preistoria all’Altomedioevo. I dati della ricognizione di superficie sono stati registrati e posizionati su cartografia digitale in sistema GIS, così da permettere la lettura diacronica dei dati archeologici e da fornire supporto alle attività di tutela del territorio.“Paesaggi d’Acque” (Wetlands) Survey Project has been carried out by the University of Milan around the coastal lagoon of Orbetello (Grosseto, Tuscany) and the Argentario Mount. It aims at understanding the human-environment relationships in this special and marginal territory, as well as at reconstructing its ancient landscapes from Palaeolithic to Late Roman period. Archaeological data have been employer on a digital GIS system, to permit diacrhonical reading of landscape and to help land protection
Strategie di indagine integrata per lo scavo nel Golfo di Baratti, area Centro Velico (Populonia)
In questo intervento vengono rapidamente esaminate le strategie adottate dall’Università di Milano per l’indagine del sito di Populonia in località Centro Velico, nel Golfo di Baratti. L’area, in parte esposta a forte erosione marina, in parte coperta da vegetazione e ricca di sbalzi altimetrici, era già frequentata nell’età del Bronzo, come testimonia un impianto per l’estrazione del sale; dopo una fase di abbandono, la zona ospitò una necropoli che fu usata almeno fino a età imperiale.This contribution briefly examines the survey strategies of the University of Milan for the study of the site of Populonia, in the area of Centro Velico, Baratti bay. This area is uneven, with steep changes in the elevation, partly exposed to strong marine erosion and partly covered with vegetation. A structure for extraction of salt attests an inhabitation of the place already in Bronze Age; after a phase of abandonment, this area became a cemetery, which was in use at least until Imperial Age