LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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La Collezione Archeologica "Francesco Messina"
With this paper the authors aim to illustrate the formation of and the sequence of events concerning Francesco Messina’s Archaeological Collection. The main point of the study concerns, in fact, the archival records, unpublished up to now, preserved at Messina Archives: these documents shed light on the person of Francesco Messina as a collector and provide important and useful elements to retrace the history of his Archaeological Collection. Besides a concise consideration about the bound between collected items and the artist’s work, a biographical sketch and a brief digression on the influence of classical art on Francesco Messina’s production complete the present paper, with the aim of putting into context the Collection and the reasons behind Messina’s collecting activity.Con il presente lavoro le Autrici mirano ad illustrare il processo di formazione e le vicende della Collezione Archeologica “Francesco Messina”. Il nucleo centrale dello studio riguarda, infatti, la documentazione d’archivio, inedita, raccolta presso l’Archivio Messina: tali documenti gettano luce sulla figura di Francesco Messina come collezionista, fornendo preziosi elementi utili a ricostruire la storia della sua collezione archeologica. Oltre ad una succinta riflessione sul rapporto fra oggetti collezionati e opere create dall’artista, a completare il lavoro, una nota biografica e una breve digressione sull’influenza dell’arte classica nell’opera di Francesco Messina, con lo scopo di meglio contestualizzare la Collezione e le ragioni che spinsero lo scultore a collezionare oggetti antichi
Il Museo Civico Archeologico di Arsago Seprio (VA). Punti di forza, criticità e soluzioni di un contesto museale di provincia
Il Museo Civico Archeologico di Arsago Seprio (VA). Punti di forza, criticità e soluzioni di un contesto museale di provinci
Suggestioni sotterranee del Museo e Tesoro del Duomo di Monza
Suggestioni sotterranee del Museo e Tesoro del Duomo di Monz
Analisi e proposte strategiche per sette “casi museali”
A margine del corso Gestione e valorizzazione dei Beni Cultural
GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Bergamo)
GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Bergamo
I basamenti monumentali di Piazza del Duomo e di Via Mercanti a Milano
This paper presents unpublished material about two monumental bases, probably made during the Roman Imperial age, discovered in piazza del Duomo and via Mercanti. The circumstance of discovery and the almost totally destruction of the archaeological remains make difficult to establish the real function of these bases, built with similar technique and probably for the same purpose. Until the discovery many theories concerning their function were suggested such as medieval towers, honorary arches, tetrapyla and honorary monuments. Thanks to several comparisons many of these assumptions were excluded, leaving the conclusion that the bases were probably built in different periods on the ancient boundary of the pre-Roman city, perhaps to sustain a group of statues or honorary columns.In questo articolo vengono presentati materiali d’archivio inediti su due basamenti monumentali di epoca imperiale scoperti in piazza del Duomo e in via Mercanti. Le modalità della scoperta e la quasi totale scomparsa dei resti archeologici rendono problematico stabilire la reale funzione di questi basamenti, realizzati con tecnica simile e verosimilmente per la stessa funzione. Nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi di attribuzione (torri medievali, archi onorari, tetrapili, monumenti onorari); grazie a un gran numero di confronti sono stati esclusi i meno plausibili, arrivando alla conclusione che probabilmente i due basamenti furono realizzati in epoche diverse in corrispondenza dell’antico limite della città pre-romana, forse per sostenere gruppi statuari o colonne onorarie
Il Museo Archeologico “S. Lauricella” e il parco archeologico di Monte Saraceno, Ravanusa (AG)
Il Museo Archeologico “S. Lauricella” e il parco archeologico di Monte Saraceno, Ravanusa (AG
Bronzi figurati romani da luoghi di culto dell’Italia settentrionale
Il contributo prende in considerazione, per le regioni dell’Italia settentrionale (Emilia esclusa) gli oggetti in bronzo e piombo figurati di piccole e medie dimensioni rinvenuti - in presumibile funzione religiosa - in luoghi di culto di età romana imperiale, e alcune iscrizioni lapidee votive per le quali è ipotizzabile un collegamento con statuine metalliche, ora perdute. Obiettivo è di delineare le presenze o assenze di bronzetti nei santuari (e talvolta in edifici pubblici di altro genere) e dedurne eventuali indicazioni. L’indagine è quindi limitata a un solo aspetto del rituale e non può condurre di per sé alla conoscenza dei culti derivante dall’integrazione di tutte le fonti; inoltre i dati raccolti sono certo incompleti, per la vastità dell’area considerata e la dispersione della bibliografia. Risultano particolarmente ricchi di informazioni alcuni notevoli complessi di bronzi per i quali sono disponibili accurate pubblicazioni catalogiche.This paper takes into account, for the regions of northern Italy (Aemilia excluded), bronze and lead figural objects of small and medium size, found presumably in places of worship of Roman imperial period, and some stone votive inscriptions perhaps in connection with metal figurines, now lost. The aim is to outline the presence or absence of bronzes in shrines (and in some public but not religious buildings) and deduce possible indications. The investigation is therefore limited to one aspect of the ritual and can not lead by itself to the knowledge of religions arising from the integration of all sources; also the collected data are certainly incomplete, because of the vastness of the considered area and the dispersion of the bibliography. Some remarkable complex of bronzes with accurate catalogues are particularly rich in information
The Mosaics of Via Olmetto, Milan
A project of valorisation of the Roman mosaics discovered in the 1970s in Vicolo S.Fermo – Via Olmetto, and now stored in an underground compartment in Via Amedei 4, has arisen the need for a detailed archive research, in order to get all the available information on the recovery places and conditions of each mosaic. The analysis of the documents stored has allowed us to “retrace” the sequence of the different excavation operations. It has also made possible to know the methods chosen to store the mosaics, allowing a better reading and comprehension of the remains. Through the comparison with the data coming from a recent excavation in Via Amedei 2, we can suppose the existence, from IV-V cen. AD, of a great domus, whish resulted from the expansion of a previous building dating back to the imperial age.Un progetto di valorizzazione dei mosaici romani rinvenuti negli anni ’70 del secolo scorso in via Olmetto/vicolo S. Fermo, attualmente conservati in un vano sotterraneo in Via Amedei 4, ha comportato l’esigenza di effettuare un’approfondita ricerca d’archivio al fine di acquisire tutte le informazioni disponibili sui luoghi e le condizioni di ritrovamento dei singoli mosaici. L’analisi dei documenti conservati in archivio ha permesso di “ricostruire” la sequenza dei diversi interventi di scavo e quali furono le modalità scelte per la conservazione dei mosaici, permettendo una migliore comprensione e lettura dei resti conservati. Il confronto con i dati provenienti da un recente scavo in Via Amedei 2 consente di ipotizzare l’esistenza a partire dal IV-V sec. d.C. di una grande domus, risultato dell’ampliamento di un precedente edificio di epoca imperiale