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Dostoevskij in Italia e nel mondo
Dal 13 al 20 giugno dello scorso anno, eminenti studiosi, specialisti di Dostoevskij, si sono riuniti a Napoli per il «XIV Symposium Internazionale Dostoevsky: Dostoevskij. Mente filosofica e sguardo di scrittore», convegno organizzato dall’International Dostoevsky Society.From the 13th to the 20th of June, 2010, many notable Dostoevsky’s scholars have met in Naples for the XIVth International Dostoevsky Symposium Dostoevsky. Philosophical Mind, Writer’s Eye, a conference organized by the International Dostoevsky Society
The XIV Bakhtin Conference
This is a short report of the XIV International Bakhtin Conference that took place in the Centro Residenziale Universitario of Bertinoro (Forlì-Cesena) from the 4th to the 8th of July, 2011, thanks to the organization of Federico Pellizzi and to the patronage of the Department of Filologia Classica e Italianistica of the University of Bologna, the Centro Studi sul Rinascimento and the Cassa di Risparimio di Bologna. The International conference, which usually takes place every two or three years, aims at investigating and presenting the most recent studies on Michail Bakhtin, but it also represents a chance for meeting scholars from different parts of the world and from different cultural and scholarly backgrounds
L’immaginazione al lavoro. Che cosa e come conosciamo dal romanzo
L’articolo delinea i fondamenti di un’epistemologia del romanzo, rispondendo alle domande di base: che cosa e come possiamo conoscere attraverso il romanzo. A partire dalla definizione del romanzo come racconto di finzione, viene sviluppata una posizione di cognitivismo radicale, per la quale il romanzo (a) produce conoscenza modale; (b) giustifica questa conoscenza in base al principio della verosimiglianza; (c) favorisce l’apprendimento per esperienza in virtù dell’esemplificazione immaginativa. Le tesi proposte vengono corroborate in riferimento ai recenti dati sperimentali ottenuti dalle scienze cognitive, in particolare dalla psicologia cognitiva, sull’immaginazione, la finzione, la simulazione.This article outlines the bases of a novel’s epistemology, answering to basic questions such as: what and how can we get to know through the novel? Starting from a definition of the novel as a piece of fictional narrative, we will develop a position of radical cognitivism, which entails that the novel (a) produces modal knowledge; (b) validates this knowledge by means of the principle of verisimilitude; (c) facilitates the learning process through experience by virtue of imaginative exemplification. The theses proposed here are confirmed with reference to recent experimental dates from cognitive sciences, more specifically from cognitive psychology, about imagination, fiction, and simulation.
Rilevanza della forma grafica dello scritto giuridico (sul rapporto autore-editore-lettore)
The legal publishing industry, instead of adopting uniform editorial criteria, has been recently looking for eccentric modalities, apparently with the aim of saving on the individual typographical character. While the digitalization of systems could have expanded the range of communicative modalities, if we look at the publishers perspective, this has been rather reduced. In this context the expressive autonomy of the author remain intact in a way that is neither justified by an actual saving, nor by other nobler needs. The online publishing can definitely help in overcoming these problems. L’editoria giuridica degli ultimi anni, anziché tendere all’adozione di criteri redazionali uniformi, sembra volgersi alla ricerca di modalità originali, apparentemente finalizzate al risparmio del singolo carattere tipografico. L’informatizzazione dei sistemi, che avrebbe potuto ampliare la gamma delle modalità comunicative, nella prospettiva di tali editori pare invece averla ridotta. In questo contesto l’autonomia espressiva dell’autore resta condizionata in un modo che non sembra giustificato né da un autentico risparmio, né da altre più elevate esigenze. La pubblicazione on-line può scavalcare di netto questi problemi
Nikolaj Ivanovič Nikolaev, The unofficial criticism on the «Formal method» within Russian culture in the 1920s
The history of Russian Formalism is complex and manifold. For a long time now, researches on this topic have been unveiling its contradictions and internal quarrels, as well as its tangled network of relationships with personalities, who belonged to contemporary circles and literary groups. The article that is here presented in translation – and that is the second part of three – aims to shed a light on the activity of the unofficial critics of the Russian Formalism. This means shedding a light on the history of all the intellectuals – either as individuals or as belonging to specific aesthetic-literary movement – who, either in Moscow or Petrograd/Leningrad – proposed a methodological alternative to the critical praxis of Ėjchenbaum’s group. More specifically, this essay focuses on the activity of such scholars as Grigorij Vinokur and Viktor Žirmunskij, as well as on the disciples of the philosopher Gustav Špet, who worked in the Muscovite GAChN.La complessa e multiforme storia del formalismo russo è da tempo oggetto di ricerche che ne mettono a nudo tanto le contraddizioni e dispute interne quanto l’intricata rete di relazioni con personalità di circoli e gruppi critico-letterari contemporanei. Lo studio che viene qui presentato in traduzione – la seconda di tre parti – mira a far luce sulla storia della critica non ufficiale al formalismo, ovvero sulla storia di tutti quegli intellettuali – singoli o appartenenti a precise correnti estetico-letterarie – che, ora a Mosca, ora a Pietrogrado/Leningrado, hanno offerto un’alternativa metodologica alla pratica critica del gruppo di Ėjchenbaum. Attenzione privilegiata viene qui riservata all’attività di studiosi come Grigorij Vinokur e Viktor Žirmunskij, così come anche a quella dei seguaci e allievi del filosofo Gustav Špet operanti presso la GAChN moscovita
Gian Piero Piretto, Gli occhi di Stalin. La cultura visuale sovietica nell’era staliniana
Review of Gian Pietro Piretto. Gli occhi di Stalin. La cultura visuale sovietica nell’era staliniana. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2010
Stanley Fish, Chi ha paura di Wolfgang Iser?
This is the first Italian translation of Stanley Fish’s essay Why No One’s Afraid of Wolgang Iser, published on Diacritics, vol. 11, no. 1 (Spring 1981). The essay was written as a reply to Iser’s interview published in the previous number of Diacritics, but it especially takes the cue from one of the most important works by Iser, namely The Act of Reading: A Theory of Aesthetic Response, originally published in 1976. In this essay Fish criticizes and refutes many of the cornerstones of Iser’s theory, from the ontological nature of the agents involved in the act of reading to the phenomenological examination of the mechanics of interpretation, which Fish applies to the literary text as well as to the perception of the real world.Presentiamo qui la traduzione del saggio di Stanley Fish, Why no one’safraid of Wolfgang Iser, pubblicato nel numero di Marzo 1981 della rivista Diacritics. L’articolo fu scritto in risposta all’intervista a Wolfgang Iser, pubblicata nel numero precedente della stessa rivista, ma prende spunto per lo più da una delle massime opere di Iser, ovvero L’atto di lettura. Una teoria della risposta estetica (Il Mulino, Bologna, 1987). In esso l’autore valuta, critica e confuta molti dei capisaldi della teoria letteraria iseriana, a partire dalla natura ontologica degli agenti coinvolti nell’atto di lettura, fino all’esame fenomenologico dell’interpretazione, che Fish applica sia al testo letterario che alla percezione del mondo reale
L\u27invenzione del west(ern). Fortuna di un genere nella cultura del Novecento a cura di Stefano Rosso
Review of Stefano Rosso (ed.). L’invenzione del west(ern). Fortuna di un genere nella cultura del Novecento, Verona: Ombre Corte, 2010
Donatella Capaldi, Momo. Il demone cinico tra mito, filosofia e letteratura
Review of Donatella Capaldi. Momo. Il demone critico tra mito, filosofia e letteratura. Napoli: Liguori Editore, 2011
There isn’t any Real you in you: il personaggio come sguardo sull’identità. Il caso di Invisible Monsters
A partire dai modelli identitari proposti dalla psicoanalisi, e in particolare dalla teoria lacaniana dei registri, descriverò una modalità di studio del personaggio basata sui processi di identificazione, illustrati dallo schema L