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G. Rossholm & C. Johansson (eds), Disputable Core Concepts of Narrative Theory
Review of Rossholm, Göran and Christer Johansson, eds. Disputable Core Concepts of Narrative Theory. Bern: Peter Lang, 2012. Print
Il punto su Francesco Algarotti
Forniamo qui di seguito un breve resoconto del Convegno organizzato dall\u27Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, in collaborazione con il Centro Tedesco di Studi Veneziani, tenutosi a Venezia l\u2711 e 12 Dicembre 2012 pe ril terzo centenario della nascita di Francesco Algarotti (1712-1764).Review of the conference "Nel terzo centenario della nascita di Francesco Algarotti" that took place in Venice on the 11th and 12th December 2012
Per uno studio sulla procedura delle concordanze
La procedura delle concordanze individua una tecnica interpretativa che solo in apparenza ritrova la propria ragione nello strutturalismo più sorvegliato: prima ancora di essere un metodo di studio, è di fatto una possibilità del testo, dal punto di vista del lettore, del critico e dell’autore. Qui si guarda alle concordanze anzitutto attraverso l’esperienza di tre filologi del secolo scorso (Barbi, Contini e Avalle), per proporne infine un esame per dir così tecnico, richiamando una categoria in particolare riproposta da Franco Brioschi (l’esemplificazione).The procedure of concurrences designates an interpretative technique only apparently generating from the most guarded Structuralism: even before being a method of study, as a matter of fact it represents a possibility of the text, from the point of view of the reader, of the critic, and of the author. In this article we are analyzing concurrences firstly through the experiences of three philologists of the last century (Barbi, Contini and Avalle), in order to provide a technical examination, by referring to a specific category brought back up by Franco Brioschi (exemplification).
Lampi di possibili tempeste. Arte e letteratura nel Foucault degli anni Settanta.
References to visual arts and literature seem to lose their centrality in Foucault’s oeuvre, after holding a paramount importance in his 1970s archaeological writings. This change corresponds with Foucault’s shift from main works to shorter contributions, wherein his own subjective involvement becomes the core of the theoretical reflection. However, this turning point must also be seen as a radical reassessment of the historical and ontological function that Foucault had previously attributed to literature. Overcoming this view, in fact, the French philosopher moves towards non-strategical forms of experience that are not limited to the power-resistance relationship. These new modalities of experience, this paper argues, can be understood as a critique -and possibly a political critique- of the relationship between historical temporality and the transformation of subjectivity.Dopo avere rivestito un ruolo fondamentale negli scritti archeologici degli anni Sessanta, i riferimenti a pittura e letteratura sembrano scomparire dalla riflessione foucaultiana. Si tratta, in realtà, di uno slittamento dalle opere maggiori a brevi interventi in cui ad emergere è soprattutto il coinvolgimento soggettivo di Foucault. Questo passaggio, però, non è che un aspetto di una radicale riformulazione della funzione storico-ontologica precedentemente attribuita a letteratura e arte in favore di forme di esperienza non-strategica, dunque irriducibile al nesso potere-resistenza, e allo stesso tempo riattivabile come critica, anche politica, nel rapporto tra tempo storico e trasformazione della soggettività
«Faccio delle cose coi libri» Calvino vs anni Settanta
If on a Winter Night a Traveller negatively judges the 1970s and, in particular, Italian 1970s, in that it denounces the political and ideological excesses of this decade. Interestingly, this stance is reflected in the text on the formal level. In fact, the second-person narrative of the novel aims, on the one hand, to manipulate the reality of the 1970s as a whole, to the extent that it is totally erased. On the other, this stylistic choice defends the role of the author and its ability to control the act of reading.Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino giudica in modo severo gli anni Settanta soprattutto italiani, di cui denuncia gli eccessi politici e ideologici. Il fatto ha un interessante risvolto tecnico, poiché il racconto in seconda persona realizzato nel romanzo ha la funzione sia di manipolare un intero mondo (quello degli anni Settanta, appunto) fino a cancellarlo, sia di difendere la funzione dell’autore, la sua capacità di subordinare a sé l’atto di lettura.
Les années 1970 en France au prisme de la médiation littéraire au petit écran
Bousculée par mai 68, l’émission littéraire télévisée doute d’elle-même : abandonnant le prédicat littéraire sur lequel elle reposait depuis sa création en 1953, elle s’ouvre aux questions de société et adoube les producteurs-meneurs de jeu aux dépens des réalisateurs de télévision, les essayistes et rhéteurs à la place d’auteurs moins diserts. La contestation, un temps présente, s’estompe et avec elle, le lecteur. Bernard Pivot, recruté en 1973 sur la 1ère chaîne à Ouvrez les Guillemets, comprend cette évolution,, met à profit le démantèlement de l’ORTF pour créer en 1975 Apostrophes, vue aujourd’hui comme l’émission littéraire par excellence, ce qui n’était pas sa vocation initiale
George Steiner, Nel castello di Barbablù
Review of Steiner, George. In bluebeard’s castle. Some notes towards the redefinition of culture. New Haven: Yale University Press, 1974. Print.Nel volume qui recensito George Steiner si interroga sulla legittimità della trasmissione della tradizione filosofica e letteraria occidentale. L’indagine si concentra sul ruolo che la cultura ha svolto nell’evoluzione umana dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri, esaminando tanto l’insopprimibile tendenza alla barbarie dell’uomo occidentale quanto la sua costante volontà di ricerca e di sviluppo intellettuale. Gli interrogativi posti sul compito che la cultura dovrebbe assolvere dopo le tragedie della prima metà del novecento – in particolare quella dell’Olocausto – sono, in questo senso, quanto mai attuali e pressanti
Alex Woloch, Caratterizzazione e distribuzione
Le opere narrative mostrano un’innata consapevolezza della tensione che deriva dalla necessità di distribuire l’attenzione su diversi personaggi in quantità disomogenee. L’autore si propone di creare un modello teorico per affrontare una serie di questioni legate alle scelte distribuzionali nel romanzo dell’Ottocento. Vengono introdotte le categorie di spazio-personaggio – l’incontro/scontro tra individuo rappresentato e spazio narrativo – e sistema-personaggi – la disposizione di personaggi multipli in una struttura narrativa. Le categorie intendono ovviare alla scissione che ha dominato la critica sul personaggio, divisa tra due posizioni antitetiche: da un lato chi ha ridotto il personaggio a mero accorgimento formale, dall’altro coloro i quali ne hanno enfatizzato l’aspetto referenziale e umano. L’intento delle categorie qui proposte è invece quello di recuperare la dialettica che lega questi due aspetti del personaggio finzionale. In particolare, mettere in evidenza come gli esiti strutturali del romanzo dipendano dal problema di rappresentare personaggi minori ridotti ai due principali paradigmi del bizzaro e del lavoratore. I meccanismi del romanzo e i disequilibri strutturali che derivano dall’incorporazione dei personaggi sono interpretati dall’autore come rispechiamento del difficile rapporto tra diseguaglianza e democrazia, che ha contrassegnato un secolo, l’Ottocento, dove alla mobilità sociale della borghesia faceva da contraltare la marginalizzazione delle classi subalterne. L’intervento si conclude con cenni al trattamento del personaggio nei lavori di Jane Austen, Dickens e Balzac.Narrative works show an innate awareness of the tension that comes from the necessity to give attention to different characters in different amount. The author proposes a theorethic model to face questions related to distributional choices in the 1800s novel. Categories such as space-character – the encounter/conflict between represented individual and narrative space – and system-characters – the disposition of multiple characters in a narrative structure – are introduced. These categories mean to overcome the scission that dominated the criticism on the character so far, divided into two antithetic positions: on one hand those who see the character as a mere formal device, on the other one those who emphasise its referential and human aspect. In proposing new categories we aim instead to re-establish the dialectics that bounds these two aspects of the fictional character, and, in particular, to shed a light on how the structural effects of the novel depend on the problem of representing minor characters, reduced to the two main paradigms of the eccentric and of the workers.The author interprets the novel’s devices and the structural disequilibria that come from the inclusion of the characters as the mirroring of the difficult relationship between inequality and democracy, which marked a whole century, the Nineteenth, where the bourgeoisie’s social mobility was the counterpart of the marginalisation of lower classes. The last part of this article is finally dedicated to the analysis of the character in works by Jane Austen, Dickens and Balzac.
Oggetti, non domande: la proposta filosofica del Manifesto del nuovo realismo di Maurizio Ferraris
In questo articolo presento i contenuti del Manifesto del nuovo realismo di Maurizio Ferraris. Dopo una disamina dei contenuti e una illustrazione sia della pars construens sia della pars destruens del Manifesto, cerco di valutarlo criticamente. Alla pars destruens si può obiettare che la ricostruzione usa una definizione non neutrale di «ontologia» e, parlando di spettacolarizzazione, presenta un punto di vista troppo pessimista sull’accesso all’informazione. Per quanto riguarda la pars costruens pongo invece il seguente interrogativo: la proposta filosofica di Ferraris si può ancora considerare filosofia? Se è così, perchè è così difficile benificiare di que- sti insegnamenti in una facoltà di filosofia?Review of Ferraris, Maurizio. Manifesto del nuovo realismo. Bari: Laterza, 2012. Print
Che cos’è la letteratura comparata, di Mariangela Lopopolo
Review of Lopopolo, Mariangela. Che cos’è la letteratura comparata. Roma: Carocci, 2012. Print